martedì 16 dicembre 2025

C’è ancora tanto da lavorare

 C’è ancora tanto da lavorare, specialmente sulla mentalità, il Palermo spesso e volentieri non riesce a mantenere la lucidità necessaria per tutti i novanta minuti, alterna cose egregie a pause preoccupanti, menomale che la difesa è solida e attenta, guidata da un monumentale Bani e che sarebbe ancora più solita con l’arrivo di Magnani, che prenderebbe il posto di Diakitè.

Però non ci si può sempre affidare ai soli Bani e compagni e né tanto meno ai soliti Palumbo, Ranocchia (un po' meno) e Segre, la loro uscita dal campo a favore di Gomes, Blin e Giovane, hanno peggiorato le cose e il Palermo ha peggiorato il proprio equilibrato in campo, diventato troppo attendista, tanto che i due attaccanti sono stati abbandonati in avanti al loro destino.

Il Palermo tecnicamente e numericamente, non ha un parco riserve pari ai titolari, i subentranti a parte Peda, sul cui impegno non c’è nulla da dire, non hanno prodotto gioco e sono stati avulsi dal gioco della squadra, lo stesso tanto decantato Gomes, che per tutti gli altri allenatori (lecchini) era un titolare inamovibile, è stato miseramente un flop.

Sostengo fermamente, che per arrivare a fine stagione nelle prime due posizioni, bisogna effettuare un bel po' di interventi mirati nel mercato di gennaio, sarebbe auspicabile almeno uno per reparto, ma se vogliamo veramente preparare un organico, in previsione della serie A, per un campionato di serie B lungo, difficile e snervante, credo che sarebbe meglio effettuare almeno sei cambi, perché oltre al bel gioco, servono attenzione, sacrificio e capacità di gestire i momenti difficili.

Cosa che non intravedo in molti rincalzi, già titolari negli anni scorsi e sicuramente motivo dei tre fallimenti precedenti, serve un Palermo come quello della prima mezz’ora contro la Sampdoria, determinato, arrembante, in controllo totale della partita, ma quando i rosa devono rivolgersi alle alternative, tutte queste doti si perdono.

Bisognerà trovare maggiore continuità di gioco, per evitare di dipendere sempre dagli episodi, ma anche nelle alternative, l’undici di base appare solido e promettente, deve ancora migliorare, ma non credo che possano migliorare: Diakitè, Gomes, Blin, Brunori ecc, attraverso le difficoltà si costruiscono le ambizioni, e solo chi sa soffrire può davvero puntare in alto, chi ho appena citato soffrono invece la difficoltà.

Il Palermo con Inzaghi ha nuove gerarchie e questo ha fatto incazzare, che si godeva la sua personalissima confort-zone, con la vittoria contro la Sampdoria, sono tre le vittorie consecutive, con 9 gol fatti e uno solo subito, la leadership di Bani, la posizione di Palumbo, con le relative novità tattiche, sembrano avere cambiato speriamo definitivamente il Palermo, adesso bisognerà migliorare e gestire al meglio la rimanente parte di campionato.

I rosanero sono tornati a vincere tre partite di fila e non accadeva dal febbraio 2024 e sembra che siano usciti fuori dalla tempesta, dopo un periodo nero, nel quale i rosa avevano ottenuto soltanto tre punti in quattro partite, è arrivato un tris di vittorie che fa ben sperare, si sono ritrovati i vecchi principi di gioco, pressione alta sugli avversari, ricerca della verticalità, intensità, compattezza e solidità, ma non è detto che la crisi sia oramai alle spalle.

Adesso conta soltanto la squadra, il gruppo, dopo il ko di Castellammare di Stabia, la sensazione è che il tecnico abbia imposto un “reset” generale nello spogliatoio, per porre le basi di una rincorsa alla serie A diretta, prendendo scelte importanti, la posizione di Palumbo adesso è finalmente efficace, il numero 5 gioca tra le linee, facendo da collante tra centrocampo e attacco.

La sua visione di gioco così può davvero fare la differenza, adesso è nel vivo della manovra, non mi piace ancora Ranocchia, anche se la circolazione del pallone è più fluida, adesso la squadra esprime un bel calcio, tocchi rapidi, sovrapposizioni sulle corsie, movimenti senza palla efficaci e maggiore ricerca della profondità, anche se al momento regge solo un tempo.

Le Douaron comincia a essere protagonista, adesso sembra davvero dentro al progetto, insieme con il bomber Pohjanpalo, che corre tanto e vince parecchi duelli, per Brunori non è escluso come dico da tempo, che durante il mercato di gennaio il calciatore possa cambiare aria, Bani ha letteralmente cambiato pelle al reparto difensivo.

Il nuovo capitano è leader dello spogliatoio e in campo gioca con una autorevolezza disarmante, è quello che serve in un certo senso anche a centrocampo, ecco perché credo che il club, abbia un altro modo di approcciarsi al mercato di gennaio, per definire eventuali nuovi acquisti, per apportare quelle correzioni essenziali, per non lasciare nulla d’intentato.

Una valutazione verrà fatta sul reparto offensivo, con un rinforzo che potrebbe essere una seconda e non escludo che arrivi un regista, poi c’è l’opzione di un ritorno in rosanero di Magnani, in uscita c’è mercato per Brunori e Gomis, richiesti dalla Sampdoria per gennaio, il numero 9 ha giocato appena 8 minuti nelle ultime quattro partite, il portiere è indietro nelle gerarchie, Brunori potrebbe andare in prestito, discorso simile per Gomis, dopo che Joronen è diventato l’indiscusso numero uno dei rosa.

Mi associo al Palermo, per esprimere il cordoglio per la scomparsa di Ido Sgrazzutti, difensore rosanero dal 1968 al 1973, aveva 78 anni e la sua carriera è stata soprattutto nell’Udinese, il suo nome resta legato a un’idea di calcio sobria e concreta, fatta di impegno quotidiano, rispetto e senso di appartenenza, un ricordo che oggi accomuna chi lo ha visto giocare e chi lo ha conosciuto come uomo, dentro e fuori dal campo.

domenica 14 dicembre 2025

La Sampdoria ci ha provato, ma non è riuscita a evitare la sconfitta.

Palermo a doppia faccia, un primo tempo sontuoso e una ripresa trafelata come sempre, questo credo che si possa imputare, a una carenza mentalmente di mantenere lo stress per novanta minuti, il primo tempo è quasi perfetto, il secondo tempo, forse a causa di una condizione atletica non perfetta, quindi di una preparazione atletica inadatta, o la mancanza di maturità di alcuni calciatori, fatto sta che nel secondo tempo il Palermo arranca sempre.

Arriva comunque e nonostante tutto la terza vittoria consecutiva, maturata alla mezzora con il bel gol di Le Douaron su azione di rimessa e tutto sommato strameritata, perché sin dal primo minuto il Palermo si è insediato nella metà campo avversaria, facendo la partita e costringendo la Sampdoria nella sua metà campo chiusa davanti al suo portiere,

Limitata al primo tempo, è stata la più bella partita del Palermo di quest’anno, però come sempre accade, nella ripresa il Palermo, come era successo a Empoli, è in vantaggio e si è fatto schiacciare dietro, da una Sampdoria, che ha cominciato la seconda parte con un altro piglio e i rosa li hanno lasciati giocare troppo, i blucerchiati trovano spazi, attaccano e cominciano a credere nel pareggio.

Si prodiga con grinta e buone trame di gioco per raggiungerlo, i cambi di Inzaghi (Diakitè, Gomes, Blin e Peda) non migliorano la situazione, anzi a mio avviso la peggiorano, tanto che il finale di partita è incredibile, fra l’altro messa a confronto con la magnificenza del primo tempo, il Palermo è sempre più rintanato in difesa e la Sampdoria è sempre più convinta ad attaccare.

Una vittoria comunque pesantissima, che dà continuità agli ultimi due successi e il Palermo sale ancora in classifica, alla fine ancora un’altra partita di sacrificio, la difesa è stata attenta e ordinata e nel primo tempo a centrocampo c’è stata una buona circolazione del pallone, Bani è stato il leader assoluto e alla fine il pronostico della vigilia è stato rispettato, nonostante una complessiva supremazia sul piano del gioco e del palleggio da parte dei liguri, che hanno messo in apprensione il Palermo fino alla fine. 

Ancora tanti appunti per il Palermo, ma alla fine il successo è meritato dal Palermo e ora serve fare punti (sei) con Avellino e Padova, prima della sosta di fine anno e poi muoversi con decisione sul mercato di gennaio, la vecchia guardia, quelli che giocano poco, sono visibilmente in rotta con l’allenatore, Gomes lo ha pure mandato a fare in culo e poi hanno dimostrato di non valere i titolari.

Il Palermo ha vinto con il minimo scarto e ha vissuto un’altra partita complicata, nel secondo tempo ha fatto fatica a contenere la spinta blucerchiata ed è riuscita a reagire solo a sprazzi nella ripresa, dopo l’avvio tutto del Palermo e sabato prossimo c’è un altro banco di prova, per capire dove può arrivare questo Palermo, c’è Avellino e la sola differenza tecnica non servirà. 

Il Palermo non ha sbagliato a ha infilato la terza vittoria consecutiva, portandosi al quarto posto in classifica, a meno 2 dalla coppia di testa Monza e Frosinone, anche se i ciociari devono giocare ancora a Pescara, al quarto posto con il Palermo, ci sono Venezia e Modena, è un campionato dove nulla è scontato e in questo momento della stagione e il risultato è troppo importante.

Bani è stato mostruoso, il nuovo capitano è insuperabile, non sbaglia un intervento, Ranocchia non ha ancora la personalità per dettare i tempi e dare geometria alla manovra, Pohjanpalo ha lottato per tutti i 90 minuti e anche Segre si è sacrificato tanto, nel primo tempo il Palermo è andato a mille all’ora, ha fatto un pressing asfissiante e ha avuto il dominio totale della prima frazione di gioco, dove ha avuto un paio di palle gol e la rete della vittoria strameritata.

Ma la gestione della partita non è sempre stata semplice, la vittoria spalanca le porte dell’alta classifica, anche se per me non ha ancora trovato la quadratura del cerchio, non può e non conviene cambiare formazione, il Palermo ancora non mostra per intero, gli automatismi e la mentalità della grande squadra, anche se è chiaro, che non avrebbe potuto reggere per tutta la gara, la velocità della prima mezz’ora.

La chiusura della gara è stata in apnea, con qualche nervosismo di troppo, se la Sampdoria fosse stata un po’ più lucida, avrebbe potuto fare più male ai rosa, Inzaghi non ha i ricambi all’altezza e non può fare rifiatare nessuno, a fallire sono stati soprattutto i subentrati che hanno dato poco e sono stati poco adatti, a una partita tesa, combattuta, decisa da una sola rete e fra l’altro in ripartenza.

La partita è stata ricca di indicazioni in prospettiva futura, il Palermo ha fatto una gara di grande concretezza, nonostante un secondo tempo pieno di affanni, per certi versi i rosa hanno mostrato più maturità e più solidità mentale, le tre vittorie consecutive, potrebbero essere il segnale di una squadra che sta costruendo qualcosa di importante e di un allenatore che ha capito di chi deve fidarsi, la fase difensiva ha retto bene, concedendo poco agli avversari, mentre in avanti, è bastato un lampo spettacolare per costruzione e finalizzazione la vittoria. 

venerdì 12 dicembre 2025

Palermo, Diakité, Vasic e Corona in uscita.

Il bomber finlandese è un lusso per la serie B, cinque gol nelle ultime due partite, la doppietta di Empoli, dopo la tripletta contro la Carrarese, certifica il suo straordinario stato di forma e permette al Palermo di raccogliere tre punti molto importanti, non solo per confermare il momento eccezionale dei rosa, ma anche e soprattutto, per rilanciare la squadra in campionato, il Palermo non gioca benissimo, ma se continua così tutto può succedere.

Il Palermo ha battuto 3 a 1 l'Empoli, una vittoria maturata dopo un buon primo tempo e la solita ripresa di sofferenza, dove i rosa hanno saputo tenere testa all'avversario, dimostrando maturità e concretezza, Palumbo ha confermato le sue grandi qualità e Pohjanpalo, che è devastante in area di rigore, ma la squadra ha bisogno di darsi una “sistemata” con il mercato di gennaio, cominciando con quello in uscita, per fare spazio ai nuovi arrivi. 

L’Avellino decimo in classifica, ha intenzione di migliorare il proprio reparto difensivo e uno dei nomi su cui vorrebbe puntare il D.S. biancoverde Aiello, è quello del difensore Diakitè, che il Palermo sta valutando di cedere per gennaio, il classe 2000 sta trovando sempre meno spazio e non è più nella centralità del progetto tecnico rosanero, dunque la trattativa potrebbe essere alla portata e si aspetterebbe l’affondo dell’Avellino, che ha intenzione di rinforzarsi anche sulla sinistra con l’ex Aurelio in uscita dallo Spezia.

La Reggiana ha ufficializzato l’arrivo di Lepri, difensore centrale classe 2003, svincolatosi dopo l’esclusione del Rimini dalla Serie C, il giocatore ha firmato un contratto fino al 2028 ed è un rinforzo immediato per il reparto arretrato della Reggiana, un ingaggio che potrebbe fare uscire Magnani, il difensore di proprietà del Palermo, è al centro di discussioni per il suo rientro anticipato dal prestito e l’arrivo di Lepri dovrebbe liberare la risoluzione del prestito.

Magnani si era trasferito a Reggio Emilia in estate per ragioni personali e familiari, ma era e sarebbe uno dei punti di riferimento della difesa del Palermo, che aveva accettato il prestito per permettere al giocatore di avvicinarsi a casa e vivere una stagione più serena sul piano personale, i rosanero non hanno mai smesso di stimare il suo profilo, l’esperienza e la conoscenza dell’ambiente, è considerato un rinforzo per potenziare il reparto difensivo nel girone di ritorno.

È un’opportunità che i rosa non voglio perdere, Magnani a Reggio Emilia è diventato un titolare indiscusso e uno dei leader del gruppo, che stanno disputando un buon campionato con ambizioni playoff, il ritorno anticipato non è ancora definito, ma la possibilità è concreta, il Padova è di nuovo interessato a Vasic, che però pian piano si sta conquistando uno spazio nelle rotazioni di Inzaghi, il D.S. Mirabelli però vorrebbe assicurarsi un innesto di valore in prestito.

Non credo che il Palermo non voglia privarsi di Vasic a gennaio, è vero che Inzaghi in estate ha voluto puntare sul ragazzo, vero che sta rispondendo bene sul campo con prestazioni sempre più convincenti, ma viene comunque utilizzato poco, senza contare che per me, a gennaio andranno via Corona e Brunori e prenderanno un attaccante, che potrebbe far diminuire il minutaggio di Vasic.

A proposito di Corona, il Pescara sembra a un passo dal bomber 2004, Corona è il primo obiettivo per l’attacco, resta da definire la formula, ma il prestito secco fino a giugno è la strada più probabile, il ragazzo è stato utilizzato poco e ha bisogno di un ambiente che gli garantisca minutaggio e possibilità di crescita e il Pescara nonostante l’ultimo posto in classifica, dovrebbe essere la destinazione ideale.

Per il Pescara è un investimento tecnico importante, piace per le sue caratteristiche di attaccante rapido, capace di muoversi su tutto il fronte, ottimo nell’uno contro uno, dotato di una buona tecnica e di un istinto naturale per il gol, è un giocatore capace di attaccare la profondità, creare densità in area e dare imprevedibilità negli ultimi 30 metri, utilizzabile sia da seconda punta, sia da esterno offensivo.

In uscita anche almeno uno dei quattro portieri in rosa, escluso Joronen, il papabile alla partenza è Gomis. 

martedì 9 dicembre 2025

La Carrarese può avere cambiato la stagione

Con la Carrarese è stata la serata delle prime volte in stagione, ma anche dei primi segnali di una maturità, che il Palermo ha la necessità di raggiungere, una continuità da confermare e che potrebbe essere l’inizio di un nuovo ciclo, per un Palermo che s’è messo (forse) definitivamente alle spalle la crisi e comincia a viaggiare verso la serie A, diretta o vincendo i play off.

Pohjanpalo è il vero trascinatore del Palermo, più della metà dei punti porta la sua firma, è salito in cattedra ed è un autentico mattatore, è salito in vetta solitaria nella classifica marcatori con 10 reti in 15 giornate, confermandosi leader tecnico del Palermo, è sempre puntuale e letale in area di rigore, ma si sbatte per la squadra e per i compagni come un comprimario qualunque, Palumbo contro la Carrarese ha trovato la prima rete e continua a fornire prove positive giocando tra le linee.

Il Palermo sembra abbia invertito la rotta e a trascinarlo è soprattutto Pohjanpalo, l’uomo che più di tutti sta incidendo sul cammino dei rosanero, con i suoi gol sono arrivati 16 dei 26 punti totalizzati finora ottenuti, con numeri da vero fuoriclasse, è il perno offensivo e psicologico della squadra, che con Joronen, Bani e Palumbo, costituisce l’asse portante del nuovo Palermo, che quando segna Pohjanpalo non perde mai.

Quando Pohjanpalo non è coinvolto o è servito poco e male, il Palermo ne ha risentito in modo evidente, il finlandese segna e distribuisce assist, un’evoluzione che lo ha trasformato in un attaccante totale, non solo un finalizzatore, ma anche un rifinitore, un lusso per la serie B, tecnica, fisicità e intelligenza al servizio del Palermo, capacità di vedere la porta, di proteggere il pallone e di far salire la squadra.

Però gran parte del suo rendimento dipende anche da come viene servito dalla squadra, con Palumbo più vicino a lui per dialogare, sono arrivati più palloni giocabili, l’attacco ha iniziato a girare e il merito è anche di Palumbo, che ha dimostrato con chiarezza a chi non voleva sentire, che lui è un trequartista, forse il miglior trequartista della Serie B.

Cosa che finora il Palermo non aveva voluto vedere, continuandolo a farlo giocare in un ruolo non suo, adesso le sue prestazioni sono totali e ridisegna il suo peso specifico nel centrocampo e nell’economia della squadra, la Inizio modulosua qualità è fondamentale per i rosa, come lo è quella di Vasic, che gioca come sempre con grande voglia, rendendosi protagonista di strappi interessanti e buoni recuperi, la promozione può passare dai piedi di Palumbo e dai gol di Pohjanpalo.

Due vittorie di fila e alcuni risultati delle rivali, hanno fatto fare un bel balzo in classifica, il Palermo ha guadagnato su quasi tutte le contendenti per la promozione diretta in Serie A, eccezion fatta per il Frosinone che ha vinto e convinto in casa contro la Juve Stabia e ha agganciato la vetta della classifica, il Monza rimane primo, ma rallenta pareggiando contro il Sudtirol, 1 a 1 anche per Venezia e Cesena, fermate rispettivamente da Avellino e Padova.

Perde invece il Modena in casa contro il Catanzaro e si è creato un solco tra il sesto e il settimo posto, con quattro punti che dividono Venezia, Palermo e Modena dal Catanzaro, questa la classifica delle prime posizioni: Frosinone e Monza 31, Cesena 27, Venezia, Palermo e Modena 26, Catanzaro 22, Empoli, Reggiana e Avellino 20, ora bisogna restare attaccati al vertice e poi a gennaio vediamo di intervenire sul mercato.

La vittoria di Empoli dice che il Palermo sembra tornato sulla strada giusta, la sterzata c’è stata, ma cullarsi sugli allori sarebbe un errore gravissimo, Bani è un muro, sempre sicuro nel guidare il reparto, esperienza di altra categoria, ottima prestazione del nuovo capitano rosanero, ha chiuso tutte le linee di passaggio ed è stato provvidenziale con alcuni interventi.

Ceccaroni rischia poco ed è sempre attento, bravissimo anche quando si inserisce, Bereszynski è ordinato e diligente, ma in difesa serve un ricambio di alta affidabilità, ecco perché si sta parlando del ritorno di Magnani a Palermo, prima della fine del prestito che scade a giugno, il difensore in prestito alla Reggiana, potrebbe avere risolto in qualche modo i suoi problemi familiari e rientrare dal prestito già a gennaio.

Con l’apertura del calciomercato, l’ipotesi che Magnani possa tornare, per la Reggiana non è percorribile, ma potrebbe diventare comunque possibile, Magnani era infatti uno dei punti fermi del Palermo, il calciatore è un titolare fisso nella Reggiana e uno dei protagonisti del campionato tranquillo che sta disputando la compagine amaranto. 

mercoledì 3 dicembre 2025

Palermo, missione compiuta? è sembrato troppo facile.

Volano Empoli e Venezia e il Palermo è sesto a 5 dal secondo posto, i rosanero tornano alla vittoria e lo fanno in modo altisonante, battendo per 5 a 0 in casa la Carrarese, lo stesso risultato ottenuto prima con il Pescara, anche allora si era pensato a un rilancio, ma non è stato così, il Monza è saldamente in testa, seguito da un ottimo Frosinone secondo, il Modena un po' in defaillance è stato raggiunto al terzo posto dal Cesena e il quinto posto è ad appannaggio del Venezia.

Nelle zone nobili della classifica il Palermo resta al sesto posto a 23 punti e lo segue a ruota l’Empoli a 20, i toscani in nettissima risalita, grazie alla cura Dionisi, alla prossima partita avranno lo scontro diretto con il Palermo, ha la possibilità di battere i rosa, appaiarli in classifica e togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe, da parte dell’allenatore.

All’ottavo posto in classifica c’è la coppia Avellino e Catanzaro a 19 punti, che si contendono l’ottavo posto, utile per i play off, decimo in classifica a 1 punto dall’Avellino e dal Catanzaro e a 2 dall’Empoli, ma con una gara in meno da giocare con il Bari in pienissima crisi, c’è la Juve Stabia, in fondo alla classifica lo Spezia ha vinto il derby con la Sampdoria e ha lasciato l’ultimo posto al Pescara, con la Sampdoria penultima e sempre più in difficoltà, annaspano Sudtirol e Bari, che a oggi farebbe lo spareggio per non retrocedere.

I tre punti ottenuti con un’altra cinquina consentono il rilancio del Palermo, Pohjanpalo è stato autore di una tripletta, per Palumbo invece è arrivato il primo gol in rosanero, con questa vittoria al momento, il Palermo può restare agganciato al treno per la promozione, poi vedremo se nel frattempo è arrivata davvero la svolta, bisognava ripartire e il Palermo l’ha fatto, solo che adesso bisogna dare continuità, che è l’unica maniera per potere arrivare alla promozione diretta.

La vittoria non cambia la classifica, ma oltre a restare attaccato al treno promozione, ridà la speranza di un’inversione di rotta, visto che ha finalmente giocato una partita da squadra, a differenza invece, di quant’era successo nelle precedenti partite, a volte vinte ma senza convincere, effettivamente stavolta tutti hanno mostrato una particolare convinzione, per me Inzaghi ha giocato con il modulo migliore possibile e con la squadra migliore possibile.

Un errore però SuperPippo lo ha fatto, non ha avuto il coraggio di confermare Vasic, ma come diciamo noi a Palermo “U signuri sa viri” e l’infortunio di Le Duaron, gli ha permesso di rimediare e il serbo lo ripagato con un’altra bella prestazione, se posso dire la mia, io confermerei in blocco squadra e modulo, con Palumbo dietro le due punte Pohjanpalo e Vasic, che tanto bene hanno fatto.

Inzaghi ha fatto benissimo a dare fiducia a Segre in mediana, che non può temere la concorrenza assurda di Gomes e fiducia a Bereszynski in difesa, ha fatto bene a rilanciare i giovani: Peda, Veroli e Giovane, che meritano più di altri (Gomes, Giasy e Diakitè) di giocare, nonostante Pierozzi e Augello abbiano martellato a destra e a sinistra, i primi venti minuti sono stati soporiferi e senza grandi occasioni.

L’Empoli è in grande forma, sta vivendo un momento d’oro dopo un avvio difficile e ora Dionisi lancia la sfida al Palermo, la squadra toscana ha completamente cambiato passo, evidenziando che forse Dionisi rende al meglio in piazze meno blasonate, l’allenatore aveva già riportato la squadra toscana in Serie A nel 2020-21.

Dionisi proverà a dare ulteriore continuità al momento d’Empoli, nella prossima partita di campionato contro il Palermo, è una partita dal sapore speciale, il Palermo contro la Carrarese si è concesso la serata perfetta, ma senza esaltarci troppo, non abbiamo nessuna certezza che il Palermo è sulla via della guarigione, aspettiamo Empoli per capire, se il Palermo si è lasciato alle spalle un periodo negativo.

Palumbo ha trovato la prima gioia in rosanero, tutto il centrocampo ha funzionato bene, anche Ranocchia non è stato male, Pohjanpalo è tornato letale, mentre per Brunori (ancora in panchina) e solo 8 minuti finali giocati, con Vasic preferito al capitano, mi fanno pensare a un immediato futuro lontano da Palermo per il capitano, i rosanero sono stati in pieno controllo della partita, dall'inizio alla fine, i reparti hanno lavorato bene e la manovra è stata più fluida, adesso servirà continuità.

Serviva assolutamente una vittoria, per la classifica e per il morale, il Palermo lo ha fatto, tre punti molto importanti, con la manovra che è stata più rapida e ha coinvolto quasi tutti gli interpreti, Palumbo è stato abile a disimpegnarsi tra le linee, creando pericoli alla difesa avversaria, il centrocampo ha funzionato meglio, sia per una migliore circolazione della palla, che per una maggiore intensità, sembrerebbe un Palermo che si è scrollato di dosso paure e ruggini.

Sembra un segnale forte che esprimere il proprio potenziale, il campionato è ancora lungo e il tempo per recuperare c’è, farsi trovare pronti è d’obbligo, l’unico modo però è infilare un filotto di vittorie, come hanno fatto: Venezia, Monza, Empoli e altre, ecco che Empoli diventa il nuovo crocevia della stagione, una vittoria rialimenterebbe il sogno promozione diretta, mentre un passo falso, getterebbe nuovamente in crisi una squadra che non ha ancora un’anima. 

sabato 29 novembre 2025

La vetta della classifica si allontana sempre più.

Neanche stavolta ce stata la “svolta” per il Palermo, che pareggia e si ripresenta con le croniche criticità inammissibili, per una formazione che deve ambire ad andare in serie A, non riesce a vincere e c’è ancora qualcosa che non va, il Palermo non vince e non brilla, neanche stavolta è stata una prova entusiasmante, continuiamo ad aspettarci una reazione dopo ogni sosta, ma i rosanero continuano a palesare le solite difficoltà: manovra lenta e prevedibile, scarsa intensità, disattenzioni in difesa e se la matematica non è un’opinione, le cose sono due, o sono i giocatori a non andare, oppure è il tecnico.

Il problema c’è e va risolto, va trovata la soluzione con rigore di logica a senza indugi, qui il problema non è il pareggio, è la prestazione, non in linea con le ambizioni, il blasone e le potenzialità della squadra, serviva una vittoria per darci almeno la sensazione, che i problemi fossero stati risolti, Inzaghi ha apportato alcune modifiche (?), ma mancano ancora aggressività, ritmo e la manovra è sempre un po’ lenta nella circolazione del pallone.

Il Palermo ha sofferto l’Entella, che può anche recriminare per le occasioni sprecate nel finale, la reazione del Palermo è stata poco incisiva, il piano B di Inzaghi non funziona e la strada per ritrovare il Palermo è ancora lunga, capitano e vice in panchina, con nessun minuto per Brunori e solo un piccolo spezzone per Segre, fascia da capitano affidata a Bani e non a Ceccaroni, decisioni che sanno di una rottura con la vecchia guardia, ma gli aspetti tecnico-tattici non sono cambiati, il “tutti sotto esame”, vuol dire che a gennaio sarà ceduta la vecchia guardia?

Due settimane di sosta e di riflessioni, hanno portato a nulla, forse è arrivato un messaggio forte e chiaro, ma non è arrivata la svolta e non sappiamo se e quando arriverà, il percorso magari sarà lungo, ma il campionato nel frattempo non ti aspetta, la strategia iniziale in estate, era quella di puntare sul rilancio dei vecchi giocatori della vecchia guardia, operando diverse cessioni, ma lasciando per buona parte intatto il nucleo della squadra.

Sembrava che sarebbe bastato valorizzare un capitale apparentemente deprezzato, ma il campionato dice tutt’altro, dice che il Palermo si è appiattito e che la “vecchia guardia” non è riuscita a dare la scossa, i nuovi sembrano essersi “adeguati” e la squadra ha perso l’intensità iniziale, raccogliendo la terza sconfitta in quattro gare, Inzaghi ha provato una strada nuova, per me vecchia, perché è tornato all’impianto di gioco iniziale.

Si è tornati al progetto tecnico/tattico iniziale e adesso l’allenatore deve intervenire sulle scelte future e sull’attuale gestione dello spogliatoio, le note positive sono poche, tra queste Vasic, partito finalmente dal primo minuto e che ha disputato la sua miglior partita da quando è a Palermo, giocando nella sua naturale posizione da trequartista sul centrosinistra, si muove con naturalezza e mostra anche un’ottima condizione fisica.

Palumbo comincia a salire nettamente di livello, giocando da tuttocampista, ha abbassato il raggio d’azione e ha replicato una prestazione importante, tra i migliori in campo, è l’unico che può accendere la luce, con un’adeguata copertura, in una porzione di campo così ampia da coprire può esaltarlo, anche se il suo talento servirebbe più tra le linee, facendolo giocare dietro le due punte.

Inzaghi sembra intenzionato a proseguire su questa strada, rientrerà Ranocchia, insomma, poi per l’ex bomber del Milan, la svolta la potrebbero dare Gomes e Gyasi, sembra che al tecnico non resterà altra scelta per ‘sopravvivere’ fino alla sessione invernale di calciomercato, il risultato di Castellammare è un pareggio che comunque sa di sconfitta.

I rosanero sono irriconoscibili e senza idee, il Palermo esce dal campo con un punto, ma perde in credibilità, fiducia e certezze, hanno fatto una prestazione a tratti imbarazzante, senza incisività, priva di ritmo, di qualità e personalità, il Palermo non ha avuto l’approccio giusto, linee lente, idee confuse e una costruzione del gioco che non è mai andata oltre la sterile gestione del pallone, con l’ennesima incertezza difensiva dei rosanero.

Il pareggio del Palermo è arrivato grazie ad un errore in fase di costruzione della squadra ligure, ma è rimasta una reazione episodica, non è il frutto di un cambio di marcia, la squadra è stata costantemente sulle gambe, incapace di verticalizzare e di alzare i ritmi, fino a sparire dal campo, la sosta non è servita per riproporre un Palermo più vivace, sia mentalmente, che nel gioco, ha ancora deluso ed è sconfortante assistere ancora a prestazioni desolanti, con in mezzo al campo, poche idee.

Sugli esterni nessuno salta l’uomo, in avanti c’è una sterilità preoccupante, non c’è cattiveria, non c’è fame, non c’è la mentalità che deve avere una squadra che punta in alto, il Palermo è disconnesso, privo di identità e di fiducia, basta pochissimo per metterlo in difficoltà e pensare a traguardi ambiziosi diventa difficile, servono risposte di carattere, intensità, idee, perché un Palermo così non può essere accettabile, il tecnico e la Società sono adesso ad un bivio, continuare così con un futuro poco roseo, oppure rivoluzione, perché i segnali sono poco incoraggianti. 

domenica 23 novembre 2025

Un punto buono, per una salvezza tranquilla.

 

Dopo l’ennesima pausa per le Nazionali, il Palermo era atteso alla svolta, la trasferta contro la Virtus Entella, era un ottimo banco di prova, i rosanero dovevano offrire una prova di carattere, in uno dei momenti chiave della stagione e non sono servite nemmeno le novità di formazione, che per la verità, non erano poi così tante e così nuove.

Diakitè ha fatto la sua orrenda partita sulla fascia, privando la corsia di destra della grande forza e forma di Pierozzi, utilizzato come braccetto, in un ruolo che non è il suo e che penalizza lui e la squadra, l’altra novità era Blin, ma utilizzato per necessità, a causa della squalifica di Ranocchia, Le Duaron si è sempre alternato a Brunori, per tanto, l’unica vera novità è stato Vasic, che per altro ha fatto una buonissima partita.

Ho sentito e letto, di un Palermo tornato al 3-4-2-1, intanto non ho capito se è stata un’ammissione di Inzaghi (sarebbe molto grave) o una licenza giornalistica, abbiamo sempre detto che i moduli sono numeri e non, che si devono dare i numeri, i moduli sono l’atteggiamento della squadra e la collocazione sul campo della squadra stessa, che senza un impianto di gioco, è fine a sé stessi.

Nel vecchio-nuovo modulo, Joronen (ha fatto ancora bene) è tra i pali, Pierozzi, Bani e Ceccaroni in difesa, a centrocampo Diakité, Blin, Palumbo e Augello, sono a 4 ma sono a rombo, con Palumbo vertice alto (ha fatto benissimo), l’unico problema è stato, che essendo dei terzini a tutta fascia, Diakitè e Augello hanno giocato giustamente molto larghi e non hanno stretto a centrocampo, motivo per cui l’Entella aveva la superiorità a centrocampo.

Quindi non basta dire, scrivere, parlare di calcio (Inzaghi compreso), senza averne le competenze, c’è un campo di gioco e la copertura dello spazio deve essere totale, questo non può prescindere dal modulo, esistono le diagonali, gli scaglionamenti, le marcature a scalare, i raddoppi, di tutto questo non ho visto niente e questo è l’impianto di gioco, modulo a parte.

Sinceramente, ritengo che parliamo di cose che non conosciamo, Vasic e Le Douaron, hanno agito poi alle spalle di Pohjanpalo, ma giocando per i fatti loro, ripeto, quali erano i loro compiti? la partita è stata molto equilibrata e i rosanero hanno faticano a rendersi pericolosi, quindi non c’è modulo che tiene, l’Entella invece era ordinata e teneva bene il campo e aveva anche più convinzione, quello che nel modulo del Palermo mancava.

Fossimo stati ai tempi di Massimino, lui la convinzione l’avrebbe comprata, il Palermo per lunghi tratti non è stato in grado di mettere paura agli avversari, il Palermo ha trovato il pareggio all’ora di gioco, sfruttando un clamoroso errore difensivo dell’Entella, se no staremmo parlando di un’altra sconfitta, i rosa hanno avuto un paio di occasioni con Pohjanpalo e hanno preso un palo, ma anche l’Entella ha preso una traversa e ha avuto anche più occasioni per riportarsi in vantaggio, ma Joronen con una parata straordinaria ha salvato il risultato.

Il Palermo poi ha rallentato il ritmo e non è riescito più a ripartire, è apparso spento e si è lasciato schiacciare dall’Entella, che ha continuato a spingere, la squadra rosanero per larghi tratti è stata in balia degli avversari, determinati a trovare nuovamente il vantaggio, nel finale il Palermo riesce a uscire dalla propria metà campo, ma la partita resta equilibrata, con l’Entella attenta in difesa e pronta a ripartire, creando più di un brivido a una difesa rosanero, che troppo spesso ha lasciato gli avversari liberi in area.

Il Palermo non ha dato l’impressione di poter ribaltare il risultato, l’Entella pur giocando un calcio ordinato e semplice (scolastico), è risultato più pericolosa e incisiva, tanto che al 91esimo, Russo lasciato completamente solo davanti a Joronen, si divora letteralmente il gol del vantaggio e della probabile vittoria, ancora una volta con la difesa rosanero totalmente in bambola.


Nel primo tempo il Palermo ha mostrato qualcosina, ma ha evidenziato la totale assenza di concretezza sotto porta e alcune amnesie difensive, la squadra non riesce a trasformare la manovra offensiva in occasioni pericolose, in fase difensiva denota un evidente calo di attenzione, con marcature troppo blande e una carenza di lucidità nei momenti chiave, mostrando limiti evidenti nella gestione del ritmo.

La squadra di Inzaghi continua a faticare nel dare continuità alla manovra, non riesce a consolidare il possesso e in attacco manca concretezza e attenzione, con la fase offensiva affidata esclusivamente agli spunti di Pohjanpalo, in difesa sono riemerse le solite amnesie, con marcature leggere, scarsa reattività e spazi concessi con troppa facilità, senza mai dare la sensazione di poter prendere il controllo del gioco.

Questo pareggio non fa che confermare un problema ormai strutturale, il Palermo continua ad avere gli stessi limiti che si trascinano da tre stagioni, cambiano gli allenatori, gli interpreti e i moduli, ma l’evoluzione fatica ad arrivare e a dare continuità, mostrando fragilità evidenti e diventa difficile immaginare, che si possa arrivare alla promozione, servono identità, intensità e solidità, che il Palermo negli ultimi quattro anni non ha mai dimostrato.