sabato 29 novembre 2025

La vetta della classifica si allontana sempre più.

Neanche stavolta ce stata la “svolta” per il Palermo, che pareggia e si ripresenta con le croniche criticità inammissibili, per una formazione che deve ambire ad andare in serie A, non riesce a vincere e c’è ancora qualcosa che non va, il Palermo non vince e non brilla, neanche stavolta è stata una prova entusiasmante, continuiamo ad aspettarci una reazione dopo ogni sosta, ma i rosanero continuano a palesare le solite difficoltà: manovra lenta e prevedibile, scarsa intensità, disattenzioni in difesa e se la matematica non è un’opinione, le cose sono due, o sono i giocatori a non andare, oppure è il tecnico.

Il problema c’è e va risolto, va trovata la soluzione con rigore di logica a senza indugi, qui il problema non è il pareggio, è la prestazione, non in linea con le ambizioni, il blasone e le potenzialità della squadra, serviva una vittoria per darci almeno la sensazione, che i problemi fossero stati risolti, Inzaghi ha apportato alcune modifiche (?), ma mancano ancora aggressività, ritmo e la manovra è sempre un po’ lenta nella circolazione del pallone.

Il Palermo ha sofferto l’Entella, che può anche recriminare per le occasioni sprecate nel finale, la reazione del Palermo è stata poco incisiva, il piano B di Inzaghi non funziona e la strada per ritrovare il Palermo è ancora lunga, capitano e vice in panchina, con nessun minuto per Brunori e solo un piccolo spezzone per Segre, fascia da capitano affidata a Bani e non a Ceccaroni, decisioni che sanno di una rottura con la vecchia guardia, ma gli aspetti tecnico-tattici non sono cambiati, il “tutti sotto esame”, vuol dire che a gennaio sarà ceduta la vecchia guardia?

Due settimane di sosta e di riflessioni, hanno portato a nulla, forse è arrivato un messaggio forte e chiaro, ma non è arrivata la svolta e non sappiamo se e quando arriverà, il percorso magari sarà lungo, ma il campionato nel frattempo non ti aspetta, la strategia iniziale in estate, era quella di puntare sul rilancio dei vecchi giocatori della vecchia guardia, operando diverse cessioni, ma lasciando per buona parte intatto il nucleo della squadra.

Sembrava che sarebbe bastato valorizzare un capitale apparentemente deprezzato, ma il campionato dice tutt’altro, dice che il Palermo si è appiattito e che la “vecchia guardia” non è riuscita a dare la scossa, i nuovi sembrano essersi “adeguati” e la squadra ha perso l’intensità iniziale, raccogliendo la terza sconfitta in quattro gare, Inzaghi ha provato una strada nuova, per me vecchia, perché è tornato all’impianto di gioco iniziale.

Si è tornati al progetto tecnico/tattico iniziale e adesso l’allenatore deve intervenire sulle scelte future e sull’attuale gestione dello spogliatoio, le note positive sono poche, tra queste Vasic, partito finalmente dal primo minuto e che ha disputato la sua miglior partita da quando è a Palermo, giocando nella sua naturale posizione da trequartista sul centrosinistra, si muove con naturalezza e mostra anche un’ottima condizione fisica.

Palumbo comincia a salire nettamente di livello, giocando da tuttocampista, ha abbassato il raggio d’azione e ha replicato una prestazione importante, tra i migliori in campo, è l’unico che può accendere la luce, con un’adeguata copertura, in una porzione di campo così ampia da coprire può esaltarlo, anche se il suo talento servirebbe più tra le linee, facendolo giocare dietro le due punte.

Inzaghi sembra intenzionato a proseguire su questa strada, rientrerà Ranocchia, insomma, poi per l’ex bomber del Milan, la svolta la potrebbero dare Gomes e Gyasi, sembra che al tecnico non resterà altra scelta per ‘sopravvivere’ fino alla sessione invernale di calciomercato, il risultato di Castellammare è un pareggio che comunque sa di sconfitta.

I rosanero sono irriconoscibili e senza idee, il Palermo esce dal campo con un punto, ma perde in credibilità, fiducia e certezze, hanno fatto una prestazione a tratti imbarazzante, senza incisività, priva di ritmo, di qualità e personalità, il Palermo non ha avuto l’approccio giusto, linee lente, idee confuse e una costruzione del gioco che non è mai andata oltre la sterile gestione del pallone, con l’ennesima incertezza difensiva dei rosanero.

Il pareggio del Palermo è arrivato grazie ad un errore in fase di costruzione della squadra ligure, ma è rimasta una reazione episodica, non è il frutto di un cambio di marcia, la squadra è stata costantemente sulle gambe, incapace di verticalizzare e di alzare i ritmi, fino a sparire dal campo, la sosta non è servita per riproporre un Palermo più vivace, sia mentalmente, che nel gioco, ha ancora deluso ed è sconfortante assistere ancora a prestazioni desolanti, con in mezzo al campo, poche idee.

Sugli esterni nessuno salta l’uomo, in avanti c’è una sterilità preoccupante, non c’è cattiveria, non c’è fame, non c’è la mentalità che deve avere una squadra che punta in alto, il Palermo è disconnesso, privo di identità e di fiducia, basta pochissimo per metterlo in difficoltà e pensare a traguardi ambiziosi diventa difficile, servono risposte di carattere, intensità, idee, perché un Palermo così non può essere accettabile, il tecnico e la Società sono adesso ad un bivio, continuare così con un futuro poco roseo, oppure rivoluzione, perché i segnali sono poco incoraggianti. 

domenica 23 novembre 2025

Un punto buono, per una salvezza tranquilla.

 

Dopo l’ennesima pausa per le Nazionali, il Palermo era atteso alla svolta, la trasferta contro la Virtus Entella, era un ottimo banco di prova, i rosanero dovevano offrire una prova di carattere, in uno dei momenti chiave della stagione e non sono servite nemmeno le novità di formazione, che per la verità, non erano poi così tante e così nuove.

Diakitè ha fatto la sua orrenda partita sulla fascia, privando la corsia di destra della grande forza e forma di Pierozzi, utilizzato come braccetto, in un ruolo che non è il suo e che penalizza lui e la squadra, l’altra novità era Blin, ma utilizzato per necessità, a causa della squalifica di Ranocchia, Le Duaron si è sempre alternato a Brunori, per tanto, l’unica vera novità è stato Vasic, che per altro ha fatto una buonissima partita.

Ho sentito e letto, di un Palermo tornato al 3-4-2-1, intanto non ho capito se è stata un’ammissione di Inzaghi (sarebbe molto grave) o una licenza giornalistica, abbiamo sempre detto che i moduli sono numeri e non, che si devono dare i numeri, i moduli sono l’atteggiamento della squadra e la collocazione sul campo della squadra stessa, che senza un impianto di gioco, è fine a sé stessi.

Nel vecchio-nuovo modulo, Joronen (ha fatto ancora bene) è tra i pali, Pierozzi, Bani e Ceccaroni in difesa, a centrocampo Diakité, Blin, Palumbo e Augello, sono a 4 ma sono a rombo, con Palumbo vertice alto (ha fatto benissimo), l’unico problema è stato, che essendo dei terzini a tutta fascia, Diakitè e Augello hanno giocato giustamente molto larghi e non hanno stretto a centrocampo, motivo per cui l’Entella aveva la superiorità a centrocampo.

Quindi non basta dire, scrivere, parlare di calcio (Inzaghi compreso), senza averne le competenze, c’è un campo di gioco e la copertura dello spazio deve essere totale, questo non può prescindere dal modulo, esistono le diagonali, gli scaglionamenti, le marcature a scalare, i raddoppi, di tutto questo non ho visto niente e questo è l’impianto di gioco, modulo a parte.

Sinceramente, ritengo che parliamo di cose che non conosciamo, Vasic e Le Douaron, hanno agito poi alle spalle di Pohjanpalo, ma giocando per i fatti loro, ripeto, quali erano i loro compiti? la partita è stata molto equilibrata e i rosanero hanno faticano a rendersi pericolosi, quindi non c’è modulo che tiene, l’Entella invece era ordinata e teneva bene il campo e aveva anche più convinzione, quello che nel modulo del Palermo mancava.

Fossimo stati ai tempi di Massimino, lui la convinzione l’avrebbe comprata, il Palermo per lunghi tratti non è stato in grado di mettere paura agli avversari, il Palermo ha trovato il pareggio all’ora di gioco, sfruttando un clamoroso errore difensivo dell’Entella, se no staremmo parlando di un’altra sconfitta, i rosa hanno avuto un paio di occasioni con Pohjanpalo e hanno preso un palo, ma anche l’Entella ha preso una traversa e ha avuto anche più occasioni per riportarsi in vantaggio, ma Joronen con una parata straordinaria ha salvato il risultato.

Il Palermo poi ha rallentato il ritmo e non è riescito più a ripartire, è apparso spento e si è lasciato schiacciare dall’Entella, che ha continuato a spingere, la squadra rosanero per larghi tratti è stata in balia degli avversari, determinati a trovare nuovamente il vantaggio, nel finale il Palermo riesce a uscire dalla propria metà campo, ma la partita resta equilibrata, con l’Entella attenta in difesa e pronta a ripartire, creando più di un brivido a una difesa rosanero, che troppo spesso ha lasciato gli avversari liberi in area.

Il Palermo non ha dato l’impressione di poter ribaltare il risultato, l’Entella pur giocando un calcio ordinato e semplice (scolastico), è risultato più pericolosa e incisiva, tanto che al 91esimo, Russo lasciato completamente solo davanti a Joronen, si divora letteralmente il gol del vantaggio e della probabile vittoria, ancora una volta con la difesa rosanero totalmente in bambola.


Nel primo tempo il Palermo ha mostrato qualcosina, ma ha evidenziato la totale assenza di concretezza sotto porta e alcune amnesie difensive, la squadra non riesce a trasformare la manovra offensiva in occasioni pericolose, in fase difensiva denota un evidente calo di attenzione, con marcature troppo blande e una carenza di lucidità nei momenti chiave, mostrando limiti evidenti nella gestione del ritmo.

La squadra di Inzaghi continua a faticare nel dare continuità alla manovra, non riesce a consolidare il possesso e in attacco manca concretezza e attenzione, con la fase offensiva affidata esclusivamente agli spunti di Pohjanpalo, in difesa sono riemerse le solite amnesie, con marcature leggere, scarsa reattività e spazi concessi con troppa facilità, senza mai dare la sensazione di poter prendere il controllo del gioco.

Questo pareggio non fa che confermare un problema ormai strutturale, il Palermo continua ad avere gli stessi limiti che si trascinano da tre stagioni, cambiano gli allenatori, gli interpreti e i moduli, ma l’evoluzione fatica ad arrivare e a dare continuità, mostrando fragilità evidenti e diventa difficile immaginare, che si possa arrivare alla promozione, servono identità, intensità e solidità, che il Palermo negli ultimi quattro anni non ha mai dimostrato.

mercoledì 19 novembre 2025

City Group, per andare in serie A, copiate Zamparini.

 

Il Palermo oggi, nonostante i soldi spesi e il secondo monte ingaggi della serie B, ha il rendimento di una squadra di metà classifica della cadetteria, la vittoria con il Pescara è rimasto un episodio isolato, perché poi non c’è stata la continuità di risultati sperata, ancora una volta non basta un allenatore con trascorsi in Serie A (pochi per la verità) ed esperto in promozioni, anche queste poche a dire il vero, per vincere il campionato.

Acquisti importanti, inizio incoraggiante e poi come al solito i primi scricchiolii, i pareggi, le sconfitte, i fischi e quella sensazione che anche quest’anno saremo protagonisti in negativo, per carità, non dico che è tutto sbagliato, ma come gli anni precedenti, c’è molto da rifare e bisogna farlo subito, senza tentennamenti e o ripensamenti.

Visti i risultati degli anni scorsi, sono in molti a pensarlo e lo esternano con i fischi, con il malumore, ma devono essere i dirigenti per primi a mettere in discussione obiettivamente il loro lavoro, è inutile girarci intorno, la realtà è che da quattro anni il Palermo ha sbagliato tecnico e giocatori, riuscendo a portare a casa a fine stagione un misero ottavo posto.

Anche stavolta le prime stanno scappando e già sembrano irraggiungibili, il Monza ha già 7 punti di vantaggio sui rosa e siamo solo a metà novembre, i brianzoli partiti con il Palermo favoriti per la serie A, non solo macinano vittorie, ma hanno anche dimostrato di essere di un'altra categoria rispetto ai rosanero, segno evidente che per la promozione abbiamo sbagliato più di qualcosa. 

A preoccupare oltre la classifica è la mancanza di gioco e la continua manifestazione degli stessi problemi, non riesce a fare la partita e non riesce mai a riprenderla, è una squadra prevedibile e a centrocampo non ha idee, in difesa quando non c'è Bani sbanda maledettamente e l’ex Genoa durante la stagione salta sempre una quindicina di partite, per la sua tendenza a infortunarsi, certo, il caso Magnani ha scompaginato i piani, ma le pezze che sono state messe, almeno al momento non sembrano all'altezza. 

Pohjanpalo non segna da un mese e mezzo e aveva segnato poco pure sul finire del campionato scorso, è sempre e ancora isolato, sempre in cerca di un pallone giocabile, che raramente arriva, Brunori già da tempo non è più lo stesso e segna con il contagocce, quest’anno è andato in rete appena una volta, Corona viene messo in campo nei disperati minuti finali ed è pur sempre un giovane, con solo un campionato di serie C alle spalle.

Fatica a incidere pure Le Duaron, il Palermo non può pensare o pretendere di potere andare in serie A, con soli 10 gol fatti in 11 partite, meno di un gol a partita, la stessa media reti del Pescara, che invece è penultima, è chiaro che cominciano ad affiorare i primi dubbi sull'allenatore, a mio avviso per niente infondati, parliamo di un tecnico che in Serie A (Milan escluso), ha vinto 11 partite su 75 e per questo motivo secondo me, Inzaghi ha lasciato il Pisa dopo la promozione, per restare in serie B.

Al momento il Palermo ha un allenatore incapace di invertire la rotta, tre sconfitte nelle ultime quattro partite e un gioco che non decolla, una squadra che ha poca intensità e cattiveria, dove mancano le idee e la lucidità, è in una situazione da non sottovalutare, ecco che a questo punto bisogna dare ragione a Zamparini e imparare dal presidente friulano, che nel biennio 2002-2004 ha preso il meglio che potesse esserci in serie A in quel momento.

È arrivato Corini, che era alle soglie della Nazionale e un lusso per la serie B, Toni che forse non era ancora un grande bomber, ma poi abbiamo visto tutti cosa è diventato e tanti altri come; Barone, Zaccardo, Barzagli, Zauli e così via, per essere sicuro di andare in serie A, ragionando in prospettiva di restare nella massima categoria e in europea, se al primo anno non c’è l’ha fatta, sono arrivati anche i gemelli Filippini, e Grosso. 

Ha preso uno degli allenatori più promettenti di allora e sappiamo tutti quanto è bravo Baldini, eppure non contento ha preso Guidolin, uno dei migliori tecnici in quel momento e a 48 anni nel pieno della carriera, serve un progetto del tipo Como, anche perché i soldi ci sono e i lariani ci hanno dimostrato come si fa, quando si vuole andare davvero in serie A.

È arrivata gente ambiziosa, come deve essere il Palermo e la sua dirigenza, dobbiamo avere un unico scopo, la promozione in serie A e la costruzione di un'ossatura capace di restare tranquillamente in serie A e poi provare a competere come il Como, per zona Champions-Europa League, è vero che il Palermo ha puntato su gente di 30 anni, ma a questi bisognava aggiungere bravi calciatori giovani, capaci di fare la differenza, in serie B e anche in serie A.

È chiaro che la società ha speso, ma ho l’impressione che più che spendere di più, serva spendere meglio, fare un grande investimento subito, anziché tanti investimenti nel tempo, perché come si vede non servono a raggiungere l’obiettivo, praticamente sono soldi spesi male, perché non andiamo in serie a e non abbiamo i giocatori per riprovarci, è un po' come quelli che prendono i soldi a strozzo, pagano sempre e non hanno mai niente, per invertire la rotta, bisogna aprire ancora e di più il portafogli, puntando sulle certezze assolute, che rendano più semplice una promozione, che riusciamo a rendere sempre complicatissima.

lunedì 17 novembre 2025

Pohjanpalo: Involuzione o problema tattico?

 

Il Palermo è alle prese con il digiuno di Pohjanpalo, quattro gol nelle prime 12 giornate, ma in linea di massima, il finlandese si scatena nella seconda parte di stagione, ha segnato 4 gol anche nelle prime 12 giornate del 2022/23 e nel 2023/24, una cosa che si ripete costantemente nella sua carriera di calciatore, un digiuno che inizia a pesare però, per quello che rappresenta senza dubbio l’elemento più importante e che sta attraversando un periodo di difficoltà dal punto di vista realizzativo.

Pohjanpalo non segna da cinque partite consecutive, cosa che gli era successa anche nell’ultimo scorcio della scorsa stagione e che ha coinciso con un periodo non molto esaltante del Palermo, proprio come adesso, un contributo decisamente insufficiente, per un giocatore che deve alzare il livello della squadra con i suoi gol e con prestazioni di alto livello, ma non è particolarmente ispirato.

La lettura però è quella, che è abbandonato in area a sé stesso, non è mai nel vivo del gioco, ma non per responsabilità sue, che sono poche, troppo poche le occasioni che gli capitano in area per segnare, volendo, se ne possono elencate due, in questo ciclo di cinque partite che non ha segnato, il Palermo non lo sta sfruttando al meglio, perché non gli crea attorno i presupposti per mandarlo al tiro da dentro i 16 metri.

Preferire Gyasi che non ha mai fatto una prestazione decente, obbligare Ranocchia e Palumbo a giocare in ruoli che non sono loro, per preferire prima di tutto il modulo, fa sì che si perdono tutte le maggiori qualità dei protagonisti più importanti, a parte che Pohjanpalo in area si trova da solo ed è sempre marcato al meglio da tanti difensori, perché non è accompagnato da altri compagni a riempire l’area.

Pohjanpalo si impegna, ma per “pulire” i palloni sporchi lanciati dalla difesa, sicuramente non è il modo migliore per sfruttare le sue migliori qualità, i gol arriveranno, devono arrivare, ma per crescere il rendimento dell’attaccante, devono migliorare delle prestazioni collettive della squadra, quindi Inzaghi deve sbrigarsi a trovare delle soluzioni alternative, per creare tante, molte occasioni da gol.

Perché il periodo negativo che sta attraversando il Palermo, coincide con la difficoltà dei rosanero di essere pericolosi in fase offensiva, il Palermo ha segnato poco, perché ha creato niente, troppo poco, per una squadra che ha grandi ambizioni e può vantare l’apporto di Brunori e Pohjanpalo, capocannoniere e vice degli ultimi due campionati (escluso quello scorso) di serie B e la sosta è indicata come occasione per ripartire.

I problemi del Palermo per me sono tutti a centrocampo, dove giocano gli stessi dell’anno scorso e di due anni fa, in mezzo si fa fatica a girare ,perché sono gli stessi e non hanno le caratteristiche che servono per completarsi, per me più che sfruttare la sosta per invertire la rotta, serve andare sul mercato con decisione, tranne se Inzaghi non rimette tutte le pedine al suo posto, per me solo così, può ritrovare compattezza e inventiva, rivedendo il ruolo di Ranocchia, mettendo Palumbo nel cuore del gioco e concedendo molto più spazio a Blin.

Non escludendo nuove soluzioni, magari utilizzando di più Vasic e Giovane, in modo da capire anche, se a gennaio, la società dovrà andare sul mercato per rinforzarsi, che poi la squadra per me non ha bisogno di rinforzi, ha bisogno di quei giocatori da mettere nei punti giusti e che forse abbiamo già in casa, magari Inzaghi non se ne accorge o tutto questo potrebbe (dovrebbe) accadere già nella prossima sfida contro l’Entella.

Queste stagioni di serie B del Palermo si assomigliano tutte, si parte con grandi attese, grazie all’ingaggio di allenatori importanti, pagati a “tutti i picciuli”, si comincia con risultati promettenti e poi a novembre arriva la crisi che ci portiamo dietro tutta la stagione, fino a una risicata qualificazione ai playoff, che poi sistematicamente perdiamo, anche questo Palermo è senza capo né coda, nervoso e a tratti indisponente.

È un Palermo costantemente “spaccato”, con un centrocampo incapace di coprire la difesa e di produrre occasioni da gol per gli attaccanti, la serie B è un campionato difficile, dove per vincerlo serve un giusto mix di vecchie glorie (quelle ce le abbiamo) e la valorizzazione dei giovani (quello non lo facciamo), se così non fosse, non avrebbe senso la regola delle “liste over” bloccate a 18 elementi.

I giovani hanno fame, entusiasmo, grinta, voglia di emergere, qualità che mancano ai veterani supponenti e sazi, che abbondano da anni nel Palermo, il Palermo è la squadra con la più alta età media del campionato, che non si concilia con la realtà del campionato, non è possibile che in quattro anni e sette sessioni di mercato, non sia arrivato a Palermo un solo giovane importante, degno di giocare in A, giusto non lavorare per gli altri, ma possiamo lavorare per la galassia City.

giovedì 13 novembre 2025

Il Palermo ha tutte le qualità per tornare ai livelli di inizio stagione.

Inzaghi non ha escluso modifiche tattiche o scelte di formazione, per ottenere il cambio di atteggiamento che serve per tornare a essere protagonisti, per tornare ad aggredire le partite, per tornare a correre più degli avversari, intanto non so se basta quest’umiltà invocata, perché non mi sembra quello il problema o per lo meno, non è solo quella mancanza, che rendere il Palermo poco concreto.

Posso anche essere d’accordo che Inzaghi, è uno dei migliori allenatori della Serie B, ma ricordo che Zamparini per portare in serie A il Palermo dopo 35 anni, ha dovuto prendere uno dei migliori allenatori della serie A (Guidolin), quindi per me non è scontato, che Pippo riuscirà a rimettere in carreggiata la squadra e più che aprire i processi, che per me lasciano il tempo che trovano, bisogna avere la forza di risolvere i problemi radicali.

Anche una rivoluzione nel mercato invernale, mi sembra improbabile, ci sono alcuni calciatori da cambiare, ma se non si mettono a posto alcune questioni tattiche e non si mettono i giocatori nei propri ruoli abituali, senza continuare a fare “esperimenti”, non cambia il destino della stagione e se non ci si rimbocca le maniche non si va da nessuna parte, se si vuole tornare grande, non si possono più commettere sbagli e leggerezze.

La serie B non ammette errori e il Palermo non decolla, la squadra denuncia i soliti problemi in fase offensiva, un manovra offensiva prevedibile, un grande difficoltà nel servire le punte, è meno efficace anche sulle corsie e ha poca determinazione, soprattutto sulle seconde palle, tutte cose che hanno fatto perdere terreno in classifica ai rosa, rispetto alle dirette concorrenti e non saranno i recuperi di Gomes e Gyasi a risolvere i problemi di mancanza di maturità, anche perché i due non hanno fornito delle prestazioni esaltanti.

Questo è proprio uno dei problemi, parliamo di due calciatori, che non hanno dimostrato niente e che a torto li riteniamo, la cosa è ancora più grave, se è Inzaghi a ritenerli “indispensabili” per acuire la crisi, che passa dal centrocampo, dove necessita di lucidità e compattezza, più tosto, forse la squalifica di Ranocchia, potrà spiegare a Inzaghi, che il problema è proprio nel play, il centrocampo non sta rendendo come dovrebbe, perché proprio lì ci sono molti giocatori fuori ruolo e non c’è una filosofia di gioco comune.

È una delle verità più evidenti emerse dall’ultimo ciclo di partite, poi se vogliamo dire altro, facciamolo pure, di fatto la squadra si ritrova con lo stesso assetto di due stagioni fa, con Segre, Gomes e Ranocchia a centrocampo, giocatori affidabili, ma che oggi faticano a garantire quel “qualcosa in più”, necessario per il salto di qualità, Blin non piace a nessuno (non capisco perché lo teniamo) e di fatto il centrocampo è un reparto prevedibile, poco brillante e privo di fluidità nei meccanismi di gioco, così come lo era lo scorso anno e due anni fa.

Ranocchia in quel ruolo è in difficoltà, ma a quanto pare non lo vuole vedere nessuno, in quel ruolo non riesce a fare la differenza, Inzaghi come Dionisi, a torto e consigliato male forse da qualcuno, gli ha affidato le chiavi del centrocampo, una scelta che non ha dato i risultati sperati, Ranocchia non è a suo agio in quella posizione, è impreciso, fatica a dettare i tempi e a verticalizzare, preferendo passaggi corti e orizzontali che rallentano la manovra.

La partita contro la Juve Stabia è stata emblematica, Ranocchia in quel ruolo non è così a suo agio, tanto che è stato nervoso e disorientato, tanto da prendersi l’espulsione nei minuti finali, epilogo di una prestazione in evidente sofferenza, le sue prove migliori sono arrivate quando Palumbo si è abbassato per impostare, liberandolo dai compiti di regia e ridandogli il suo vero ruolo di trequartista, cosa che ha sempre fatto bene.

Gomes e Segre hanno un rendimento altalenante, anche perché si alternano e non riescono a trovare continuità, per me Gomes ha mostrato poche volte brillantezza, non capisco quelli che lo elogia per la scorsa stagione, vero è che spesso spiccava nelle giornate più opache, ma non è stato costante neanche lo scorso anno, ripeto, se poi vogliamo dire che Gomes è un fuori classe, facciamo pure.

Segre per me è superiore a Gomes, è un giocatore che si esprime al meglio nel centrocampo a 3, anche il 3-5-2 è ideale per esaltare i suoi inserimenti senza palla, ma il problema del centrocampo è qualitativo, corsa e fisicità non mancano, lucidità e tecnica nel palleggio invece si, quello che serve per trasformare la fase difensiva in offensiva.

Inzaghi anche a Pisa non ha mai puntato su un vero regista, ma questo non può essere un vangelo e a Palermo questa scelta rischia di diventare un limite strutturale, di equilibrio e qualità, resto dall’idea che Blin potrebbe essere un’alternativa in regia, ma finora lo hanno ignorato e impiegato col contagocce, come se desse fastidio a qualcuno.

Palumbo è arrivato per aggiungere fantasia e imprevedibilità nella zona della trequarti, quando giocavamo con i due trequartisti, ha giocato poco e niente e defilato su un lato del campo, poi adesso fa la mezzala, sacrificato in onore del 3-5-2, in un ruolo che non gli permette di segnare (con il Modena è andato in doppia cifra) e fare assist.

Il suo inserimento è stato nettamente sbagliato, ha impiegato tempo per trovare la condizione fisica ottimale ed entrare in un modulo che non è il suo, ora è in crescita, ha mostrato impegno e continuità, ma non può aggiungere fantasia e imprevedibilità alla squadra, se deve giocare da mezzala, non ha ancora espresso appieno le sue qualità, che sono le giocate tra le linee ,che potrebbero accendere la manovra offensiva del Palermo, ecco perché non capisco, per quale motivo non possiamo giocare con il 4-3-1-2.

Al di là dei moduli, che poi devono essere interpretati al meglio dai giocatori, penso che Segre e Gomes possono fare le mezzali, Blin il regista, Palumbo il trequartista tra le linee, con Brunori e Pohjanpalo le due punte che si completano, io non sono nessuno per pretendere di avere ragione, però, se le cose così non vanno, potrebbe essere che come dico io, possono andare meglio, perché ostinarsi a non provare? 

martedì 11 novembre 2025

I venti giorni terribili del Palermo.

 

L’ultimo ciclo di partite, ha messo in evidenza una squadra spenta, priva di mordente, in difficoltà e soprattutto irriconoscibile, rispetto a quella delle prime partite di campionato, gli ultimi 20 giorni certificano in modo chiaro la crisi dei rosanero, la nuova sosta arriva nel momento forse più opportuno, ma Inzaghi deve mettere da parte l’aziendalismo e capire cosa serve a questa squadra.

Continuiamo a sperare nella sosta, come se i nostri giocatori fossero impegnati nelle coppe e avessero bisogno di rifiatare, di ritrovare energie, questa squadra ha soprattutto bisogno di cercare e costruire certezze, che credo non abbia mai avuto e che quindi non sono andate smarrite nelle ultime settimane, non ha senso parlare sempre della prossima partita (l’Entella), come un bivio cruciale della stagione, non facciamo altro che rinviare, che prendere tempo.

Inzaghi gioca un calcio semplice, senza idee, come faceva con il Milan, fondato sulla corsa, l’intensità e l’equilibrio, niente di che e se viene meno uno solo di questi “ingredienti” crolla tutto, ma non stiamo parlando dei principi di gioco, perché quelli non ci sono, è un Palermo che non ha una propria identità, è un Palermo operaio, le squadre di Inzaghi se non pressano forte, non vincono le partite.

In fin dei conti, quanti campionati ha vinto Inzaghi? Due e in serie A ha fatto sempre male, le sue squadre non sono squadre da possesso palla o costruzione dal basso e né tanto meno da transizioni rapide, la loro forza sta nell’intensità, nella corsa, nei calci piazzati, nel contropiede e nei cross, ma tutto questo non c’è più e il copione si ripete, lo avevo detto e vi dirò di più, se dovessimo andare in serie A, sarebbe sbagliato confermarlo.

La vittoria contro il Pescara non fa testo, è arrivata per la pochezza dell’avversario e per l’orgoglio della festa per i 125 anni della fondazione, ma si stanno ripresentando i fantasmi del passato più recente, gli anni fatti con allenatori mediocri e si rivedono gli errori già visti negli anni scorsi, questa stagione ricorda quella del 2023/24 con Corini in panchina e del 2024/25 con Dionisi, una stagione da vorrei ma non posso, perché l’allenatore non è all’altezza.

Lterza sconfitta in quattro partite, costringe tutti a fare delle riflessioni profonde, non si tratta solo di ragionare sul valore tecnico della rosa, che ha effettivamente delle lacune, quanto di provare a capire perché questa squadra non riesca a rispondere alle richieste tecniche, è questo il punto nevralgico, di un Palermo compassato nella manovra, appesantito e incapace di costruire pericoli ed è molto prevedibile.

Si fa sempre più fatica a individuare prestazioni sufficienti, escluso Joronen, arrivato a Palermo per sbaglio, è una squadra che continua a sbagliare approccio e atteggiamento, una rosa particolarmente qualitativa come quella rosanero, in un campionato cadetto deve essere più avvolgente e con un pressing asfissiare per gli avversari, nelle prime partite della stagione, il processo di trasformazione sembrava essersi completato.

Invece il processo di metabolizzazione del credo calcistico è stato un fuoco di paglia, l’entusiasmo di inizio stagione, non si è poggiato su nessuna base solida, gli interrogativi sono diversi, ma di sicuro un Palermo così, avrà pochissime possibilità di centrare il suo obiettivo, intanto sarà necessario restare attaccati atreno promozione, che si sta allontanando e il rischio di perderlo è concreto e poi, mettere mano alla rosa, se non addirittura pure all’allenatore.

Perché al Palermo manca un piano B per vincere le partite, manca un giocatore capace di cambiare volto alla partita, ma manca perché non ce lo abbiamo o manca perché Inzaghi non riesce a valorizzarlo? Manca un giocatore che faccia gol, che risolva le situazioni complicate, nel Palermo non c’è oppure il mister ce l’ha e non lo valorizza? Non potrebbe essere possibile che con un altro modulo, non ci sarebbe la necessità di acquistare un giocatore di questo tipo?

Inzaghi dovrebbe avere un modulo, o un’idea di gioco alternativo che non può essere l’alternanza tra Le Duaron e Brunori, oppure quella tra Gomes e Segre, quel giocatore capace di cambiare volto alla partita è Palumbo, ma non gioca nel suo ruolo e non si è ancora acceso, non lo è più Brunori, che fatica a trovare continuità di minutaggio e di rendimento, come non lo è Le Douaron.

Per il resto il Palermo ha costruito una squadra fisica, pensata per il calcio di Inzaghi, ma quando questo non funziona, non esiste un’alternativa per cambiare la partita, l’inerzia della squadra e del campionato, in assenza di un giocatore capace di cambiare volto alla partita, ammesso che questo giocatore non lo abbiamo, non abbiamo neanche un modulo alternativo, siamo partito dal modulo di Dionisi, abbiamo cambiato tanto e continuiamo ad adattare i giocatori?

Inzaghi è quello che deve trovare le soluzioni, ha o aveva riportando entusiasmo, ma non l’identità o un’idea di gioco precisa, ha o hanno sopravvalutato alcuni giocatori rimasti dalla scorsa stagione, come Gomes e Le Duaron, forse ha o hanno sbagliato la valutazione di alcuni giovani, forse andava fatta una rivoluzione più profonda dell’organico o forse, molto più probabile, non si riesce a trovare le soluzioni tecnico-tattiche efficaci, ma intanto serve che il Palermo torni operaio e poi si vede.

lunedì 10 novembre 2025

Ancora un Palermo spento e imbarazzante.


 La sensazione è che oramai anche quest’anno, se non si dovesse intervenire in tempo, c’è il rischio concreto di doversi accontentare di una stagione di metà classifica, è difficile accettare un’altra stagione senza speranza, ma questa realtà va riconosciuta da parte degli addetti ai lavori, per poterci porre in tempo un eventuale rimedio, a provare a rimediare e possibilmente a ribaltare la situazione, a Castellammare si è rivisto il Palermo visto contro il Monza, il Modena ecc.

La rondine con il Pescara non fa primavera, del resto il Pescara naviga nei bassissimi posti della classifica e non poteva essere un avversario attendibile, un banco di prova di livello, contro la Juve Stabia, si è visto un Palermo nervoso e inconcludente, che è uscito ancora una volta a testa bassa, come se bastasse chiedere scusa e poi alla partita successiva ripetersi.

Con tutto il rispetto per gli avversari, il Palermo non è una squadra che si deve salvare e quindi, se ti devi salvare, tutta una serie di sconfitte ci possono pure stare, ma se hai l’ambizione della serie A, se hai una società come il City Group, che specialmente quest’anno ha speso molto e bene, questo non può accadere, continuo a restare interdetto, nel vedere giocare Ranocchia play, visto che abbiamo una rosa importante e non serve adattare i giocatori.

Resto sconcertato, con tutti quei tecnici che si affidano a questo modulo ibrido del 3-5-2, a mio avviso è il modulo di chi non vuole rischiare e si affida alle circostanze, il Palermo è tornato a non avere un’idea di gioco, ad affidarsi ai singoli, disseminati a caso per il campo e senza nessuna disposizione logica, non abbiamo nessuno che organizza il gioco, se si eccettua Blin che non gioca mai e Palumbo, che tutto è, tranne che una mezzala.

Non si può sentire, che abbiamo perso per una scivolata di Perozzi, il Palermo ha avuto 97 minuti per segnare e non lo ha fatto e nemmeno si può dire che il portiere stabiese abbia fatto i miracoli, Pohjanpalo non ha mai tirato in porta e questo adesso succede da un bel po' di tempo, non ha segnato e non ha tirato nemmeno nel 5 a 0 con il Pescara.

Se non vogliamo accorgerci di questo (se ne sono accorti tutti, Inzaghi fa lo gnorri) è inutile e vigliacco, andare sotto la curva a testa bassa, a parte che lo trovo gretto e stucchevole questa prassi becera, è sul campo che devi scusarti, è nelle partite successive che non devi abbassare la testa, non serve andarsi a scusare per capire che non hai gli attributi, quelli li devi tirare fuori e per farlo non occorre prendere in giro la curva, il Palermo ancora una volta, non ha nemmeno provato a cambiare la storia della partita.

Per i rosa c’è stata solo l’assenza di reazione, si è vista una squadra in grande difficoltà, con poco ritmo, poca convinzione e nessuna spinta offensiva, quando invece ci si aspettava una squadra viva, pronta a ripartire verso l’obiettivo della serie A, con rabbia e voglia, contro una Juve Stabia per nulla trascendentale, ma organizzata, che è stata pronta a sfruttare l’errore del Palermo e a gestire egregiamente il vantaggio.

A Castellammare il Palermo ha giocato come se fosse in vacanza, come se il 5 a 0 fosse una rendita con cui vivere tutto il campionato, la sconfitta di Stabia non è solo una sconfitta, è un continuare a segnalare che qualcosa, forse più di qualcosa non va, per me non va l’allenatore, non basta avere i giocatori e poi metterli in campo a casaccio, seguendo una moda e facendoli scendere in campo senza anima, manca la reazione, manca la capacità di fare la partita sempre, manca il gioco e quelle poche partite vinte, le vinciamo con poca autorità (tipo il Pescara), non siamo squadra, sono siamo protagonisti, ma solo partecipanti.

Tre sconfitte in quattro partite, a cui si aggiungono altre prestazioni mediocri, abbiamo una squadra senza personalità, la promozione non arriva da sola, solo perché hai 6 o 7 giocatori che hanno fatto la serie A, bisogna scendere in campo con la cazzimma e l’autorevolezza di chi guadagna un sacco di soldi ed è pagato per portare la squadra in serie A, con intensità e concretezza, mettendo in campo sempre qualcosa in più dell’avversario.

Manca come dicevo una chiarezza tattica, il Palermo mette i giocatori fuori ruolo e all’interno di un modulo che non tiene conto delle caratteristiche dei giocatori e non viceversa, quando sostituiamo i giocatori, il modulo non cambia mai, è sempre lo stesso e di contro il gioco è sempre un gioco di mezze idee e non un gioco ben definito e gli errori dell’arbitro non devono essere un alibi, per una squadra spenta, senza idee e che non tira mai in porta.

Capisco che la soluzione non può essere cambiare l’allenatore (forse), ma il direttore dovrebbe spiegare a Inzaghi, che una squadra di calcio non si allena (gestisce) così, non possiamo aspettare che si arrivi a fine stagione, quando tutto è poi compromesso, per esonerare il tecnico e mettere la squadra nelle mani di uno che è rimasto fuori perché poi non “idoneo” e con poco tempo a disposizione per lavorare con un gruppo non suo.

martedì 4 novembre 2025

Un bel segnale del Palermo, ma ora bisogna confermarsi.

 

Il segnale c’è stato ed è inutile dire che adesso siamo fuori dalla crisi, bisogna andare avanti così e confermarsi a ogni partita, il Monza ha messo in fila la sua quinta vittoria consecutiva e ora, il Palermo ha la necessità di infilare una sua lunga serie positiva, per provare ad accorciare sul duo di testa e prendersi una delle due posizioni che portano direttamente in serie A.

Per me il Palermo deve ancora sistemare qualcosa, a livello tattico, tecnico e numerico, ma ha ancora tutte le carte in regola per prendersi uno dei primi due posti della classifica, i rosanero sono stati padroni del campo e finalmente hanno giocato da grande contro una piccola, ma quello che ora dovrà fare, è giocare da grande squadra anche con le big, dalle prossime tre partite contro Juve Stabia, Entella e Carrarese, mi ha aspetto 3 vittorie.

Il 5 a 0 deve andare oltre l’euforia del risultato, bisogna analizzare con lucidità e obiettività, ciò che si è visto in campo e come può essere il prosieguo della stagione, il Palermo deve continuare ad avere: intensità, aggressività, organizzazione e qualità tecnica, deve continuare ad avere un’identità chiara e un’ottima condizione atletica, deve continuare a praticare il pressing alto e il recupero immediato del pallone.

Deve continuare con la coralità del gioco offensivo, con le sovrapposizioni sulle fasce e gli inserimenti dei centrocampisti, deve migliorare la lucidità sotto porta, che spesso è mancata, con Le Douaron, che è stato protagonista come Brunori, di prestazioni altalenanti, questa partita può rappresentare per i due attaccanti, che ora nel 3-5-2 affiancheranno Pohjanpalo, una svolta psicologica dopo un periodo più di ombre che di luci.

Contro il Pescara, il Palermo si è dimostrato più solido e ordinato, ha gestito bene il ritmo e mostrano maggiore compattezza tra i reparti, pur senza brillare sempre in fase offensiva, buona l’intensità e l’attenzione difensiva, la prestazione è stata concreta e la squadra è stata più equilibrata e consapevole, lucida e determinata, il Palermo ha convinto per la gestione, la coralità e la maturità, la squadra è stata compatta, ha fatto un pressing intelligente e ha sfruttato quasi tutte le occasioni.

Per la prima volta anche i cambi sono andati bene, Vasic e Diakité sono stati protagonisti, hanno dato freschezza e incisività, con una prestazione di grande personalità e consapevolezza tattica, il Palermo ha mostrato di avere qualità e potenziale per ambire alla serie A, ma deve continuare con tutta una serie di risultati convincenti, una promozione non si costruisce con una partita.

La partita con il Pescara può avere aumentato la fiducia e rafforzato la convinzione nei propri mezzi, a cui deve seguire adesso la continuità, quella continuità per ambire alla promozione diretta, ma la squadra deve essere migliorata ulteriormente, con innesti di qualità a gennaio, gente che possano dare a Inzaghi le necessarie alternative, man mano che il campionato andrà avanti.

Difatti non si piò non notare, che la presenza di Bani al centro della difesa, è stata veramente importante per tutta la squadra, Pierozzi è tornato nel ruolo di esterno di centrocampo, Augello è tornato quello delle prime partite e Palumbo ha cominciato a far vedere quello che aveva fatto vedere a Modena e a Terni, senza dimenticare che Brunori è tornato al gol.

Il Palermo è tornato corto, aggressivo, ordinato, con un pressing alto soffocante, un palleggio rapido e preciso, il centrocampo finalmente ha dominato, le corsie laterali hanno spinto con continuità, in attacco si sono avute più occasione e sono state più pericolose e più concrete, è stata la vittoria di una squadra, che quando gioca può mettere in difficoltà chiunque, per questo questa squadra deve essere adeguatamente rinforzarla a gennaio.

Ma i rosa devono ricordarsi che il peggio non è passato, ci saranno ancora tanti momenti di difficoltà che saranno minori, se i calciatori prenderanno piena coscienza, che il campionato di serie B è un campionato lungo e ostico e che va affrontato con la giusta mentalità partita per partita, questa partita non deve illudere nessuno.

lunedì 3 novembre 2025

Il Palermo fa festa in campo davanti alle leggende.

 

Dopo il 5 a 0 con il Pescara, si potrebbe dire: 125 anni e non sentirli, dal 1° novembre 1900, i palermitani hanno nel cuore, oltre all’amore per i propri cari, per una città cosmopolita e intrisa di mare, anche per l’Anglo Palermitan Athletic & Foot Ball Club, creato da un gruppo di appassionati, affascinati dal calcio inglese, che hanno deciso di portare quel gioco nuovo nella nostra città.

Le prime maglie erano rosse e blu, i colori dell’Union Jack, nel 1907 i colori sono cambiati con il rosa e il nero, la dolcezza e il dolore, dai campi polverosi della città così nasce una leggenda, che negli anni cambia nome, si muove tra mille difficoltà economiche, cade e risorge, negli anni ’30 la prima promozione in Serie A e da allora è sempre stata una continua altalena, con la continua ricerca della serie A.

Due uomini in particolare hanno segnato due epoche rosanero, Renzo Barbera, un signore vero, elegante, appassionato, capace di trasformare la squadra in un simbolo di dignità e sogno, portando negli anni Settanta il Palermo a due finali di Coppa Italia (’74 e nel ’79), due finali perse impunemente e indimenticabili, Barbera con quel Palermo aveva dato la certezza, che questa città può sognare in grande.

L’altra è stata quella di Maurizio Zamparini, il suo arrivo ha cambiato volto al Palermo, ha investito, cosa che mai nessuno aveva fatto, ha creduto nel potenziale della città e dopo anni bui, in due anni ha riportato la squadra in Serie A e per la prima volta in Europa, sono arrivate tante stelle, anni di entusiasmo incontrollato e dello stadio sempre pieno.

Si sono avvicendati: Toni, Corini, Zauli, Cavani, Miccoli, Ilicic, Pastore, Dybala e tanti, tanti altri, il Palermo ci faceva innamorare ancora di più, ci regalava emozioni battaglie memorabili e gol fantastici, che ancora oggi fanno venire i brividi solo a ricordarli, come spesso accade a Palermo, dopo le luci sono arrivate le ombre, le difficoltà gestionali, le pressioni e infine il baratro del fallimento nel 2019.

Si chiudeva un ciclo e da quelle ceneri, come era successo altre volte, è partita una nuova rinascita, Mirri, grazie anche alle mie 10 euro della colletta popolare, ha rifondato la società partendo dalla Serie D e nel 2022 è arrivato il City Football Group, a sostenere economicamente il grande amore di Mirri per i colori rosanero, il colosso mondiale del calcio da una dimensione internazionale al Palermo, costruisce il centro sportivo di Torretta (finalmente), la Palermo City Football Academy, per crescere e sognare ancora.

Il 1° novembre 2025, il Palermo festeggia i suoi 125 anni con la partita contro il Pescara, che non è una partita di festeggiamento, perché i rosa sono reduci da tre pareggi e due sconfitte consecutive, il Palermo vuole celebrare e festeggiare questa ricorrenza con la propria storia e con la sua gente, tornando a vincere e riprendere il cammino per la serie A.

IPalermo vuole festeggiare con una vittoria contro il Pescara, una vittoria che sarebbe fondamentale a prescindere dall’anniversario, dopo lo spettacolo di luci, il giro d’onore per le leggende rosanero, Palermo e Pescara vanno in campo per onorare la storia e il campionato, Inzaghi cambia ma senza escludere Gomes, il figlioccio del City, le due punte sono ancora Le Duaron e Pohjanpalo e il modulo è sempre il 3-5-2, boh!

In difesa torna Bani, prima partita da titolare per Bereszynski, mentre a centrocampo Pierozzi torna al suo posto, a fare l’esterno a destra, Ranocchia continua a fare il finto play e per aiutarlo nella costruzione, Inzaghi gli affianca Palumbo come mezzala, sacrificando Segre, non avendo il coraggio di lasciare fuori il raccomandato Gomes, per cui comunque mi dispiace per l’infortunio.

Il Palermo riparte dal 3-5-2, le due punte sono vicine, quasi allineate e a questo punto mi chiedo, perché visto che non giochiamo più con i due trequartisti, la seconda punta la deve fare Le Duaron, un attaccante esterno e non Brunori, che è proprio una seconda punta e che escluso lo scorso anno, quando improvvisamente è stato messo in discussione, ha sempre segnato più di 15 gol a campionato?

Non capisco perché gli allenatori si devono sempre inchinare ai capricci dei dirigenti “padroni” e non devono mai lasciare le cose al suo posto, Brunori è la spalla ideale per Pohjanpalo, lo ha dimostrato nel dialogare che hanno avuto contro il Pescara, lo scorso anno e in tutte le partite che hanno giocato insieme, certo se poi chiedi a Brunori di fare il tornante, tutto cambia, Le Duaron non dà lo stesso peso dentro l’area e non l’ho mai visto dialogare con il finlandese.

Stesso discorso per Ranocchia, agisce da vertice basso protetto dalle due mezzali, ma vertice basso non lo è e non lo sa fare, per me tanto vale far giocare Blin e proteggerlo con le mezzali, Blin ha sempre giocato in un centrocampo a 4 e a proteggerlo c’è stato il raccomandato Gomes e poi non capisco come si possa mettere in ballottaggio Gomes con Segre e se Gomes è questo grandissimo talento che deve giocare sempre, come mai non ce lo chiede mai nessuno?

Alla fine la prestazione comunque risulta convincente e arrivano i tre punti pesanti per scalare la classifica, Inzaghi torna a sorridere, i rosanero hanno sin da subito aggredito il Pescara con intensità e convinzione, rischiando comunque per primi di capitolare, pochissime le occasioni da una parte e dall’altra, ma la manovra del Palermo è tornata quelle delle prime partite, rapida, fluida e la circolazione del pallone efficace.

Merito anche di un buon movimento senza palla da parte dei giocatori in campo, ma io questa squadra la voglio rivedere con una big, perché il Pescara è stato troppo timido e rinunciatario, ha opposto una resistenza modesta, il Pescara è stato poca cosa, serviva una vittoria per scacciare via il momento negativo ed è arrivata.