Il Palermo oggi, nonostante i
soldi spesi e il secondo monte ingaggi della serie B, ha il rendimento di una
squadra di metà classifica della cadetteria, la vittoria con il Pescara è
rimasto un episodio isolato, perché poi non c’è stata la continuità di
risultati sperata, ancora una volta non basta un allenatore
con trascorsi in Serie A (pochi per la verità) ed esperto in promozioni, anche
queste poche a dire il vero, per vincere il campionato.
Acquisti importanti, inizio incoraggiante
e poi come al solito i primi scricchiolii, i pareggi, le sconfitte, i fischi e
quella sensazione che anche quest’anno saremo protagonisti in negativo, per
carità, non dico che è tutto sbagliato, ma come gli
anni precedenti, c’è molto da rifare e bisogna farlo subito, senza
tentennamenti e o ripensamenti.
Visti i risultati degli anni
scorsi, sono in molti a pensarlo e lo esternano con i fischi, con il malumore,
ma devono essere i dirigenti per primi a mettere in discussione obiettivamente
il loro lavoro, è inutile girarci intorno, la realtà è che da quattro anni il
Palermo ha sbagliato tecnico e giocatori, riuscendo a portare a casa a fine
stagione un misero ottavo posto.
Anche stavolta le prime stanno
scappando e già sembrano irraggiungibili, il Monza ha già 7 punti di vantaggio sui
rosa e siamo solo a metà novembre, i brianzoli partiti con il Palermo favoriti
per la serie A, non solo macinano vittorie, ma hanno anche dimostrato di essere
di un'altra categoria rispetto ai rosanero, segno evidente che per la
promozione abbiamo sbagliato più di qualcosa.
A preoccupare
oltre la classifica è la mancanza di gioco e la continua manifestazione degli
stessi problemi, non riesce a fare la partita e non riesce mai a riprenderla, è
una squadra prevedibile e a centrocampo non ha idee, in difesa quando non c'è
Bani sbanda maledettamente e l’ex Genoa durante la stagione salta sempre una
quindicina di partite, per la sua tendenza a infortunarsi, certo, il caso
Magnani ha scompaginato i piani, ma le pezze che sono state messe, almeno al
momento non sembrano all'altezza.
Pohjanpalo non segna da un
mese e mezzo e aveva segnato poco pure sul finire del campionato scorso, è sempre
e ancora isolato, sempre in cerca di un pallone giocabile, che raramente arriva,
Brunori già da tempo non è più lo stesso e segna con il contagocce, quest’anno è
andato in rete appena una volta, Corona viene messo in campo nei disperati minuti
finali ed è pur sempre un giovane, con solo un campionato di serie C alle
spalle.
Fatica a incidere pure Le
Duaron, il Palermo non può pensare o pretendere di potere andare in serie A,
con soli 10 gol fatti in 11 partite, meno di un gol a partita, la stessa media
reti del Pescara, che invece è penultima, è chiaro che cominciano ad affiorare
i primi dubbi sull'allenatore, a mio avviso per niente infondati, parliamo di
un tecnico che in Serie A (Milan escluso), ha vinto 11 partite su 75 e per
questo motivo secondo me, Inzaghi ha lasciato il Pisa dopo la promozione, per
restare in serie B.
Al momento il
Palermo ha un allenatore incapace di invertire la rotta, tre sconfitte nelle
ultime quattro partite e un gioco che non decolla, una squadra che ha poca
intensità e cattiveria, dove mancano le idee e la lucidità, è in una situazione
da non sottovalutare, ecco che a questo punto bisogna dare ragione a Zamparini
e imparare dal presidente friulano, che nel biennio 2002-2004 ha preso il
meglio che potesse esserci in serie A in quel momento.
È arrivato Corini, che era alle soglie della Nazionale e un lusso per la serie B, Toni che forse non era ancora un grande bomber, ma poi abbiamo visto tutti cosa è diventato e tanti altri come; Barone, Zaccardo, Barzagli, Zauli e così via, per essere sicuro di andare in serie A, ragionando in prospettiva di restare nella massima categoria e in europea, se al primo anno non c’è l’ha fatta, sono arrivati anche i gemelli Filippini, e Grosso.
Ha preso uno
degli allenatori più promettenti di allora e sappiamo tutti quanto è bravo Baldini,
eppure non contento ha preso Guidolin, uno dei migliori tecnici in quel momento
e a 48 anni nel pieno della carriera, serve un progetto del tipo Como, anche
perché i soldi ci sono e i lariani ci hanno dimostrato come si fa, quando si
vuole andare davvero in serie A.
È arrivata gente
ambiziosa, come deve essere il Palermo e la sua dirigenza, dobbiamo avere un
unico scopo, la promozione in serie A e la costruzione di un'ossatura capace di
restare tranquillamente in serie A e poi provare a competere come il Como, per zona
Champions-Europa League, è vero che il Palermo ha puntato su gente di 30 anni,
ma a questi bisognava aggiungere bravi calciatori giovani, capaci di fare la
differenza, in serie B e anche in serie A.
È chiaro che la
società ha speso, ma ho l’impressione che più che spendere di più, serva
spendere meglio, fare un grande investimento subito, anziché tanti investimenti
nel tempo, perché come si vede non servono a raggiungere l’obiettivo, praticamente
sono soldi spesi male, perché non andiamo in serie a e non abbiamo i giocatori
per riprovarci, è un po' come quelli che prendono i soldi a strozzo, pagano sempre
e non hanno mai niente, per invertire la rotta, bisogna aprire ancora e di più il
portafogli, puntando sulle certezze assolute, che rendano più semplice una
promozione, che riusciamo a rendere sempre complicatissima.

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