lunedì 16 marzo 2026

Il Palermo crolla a Monza.

Il Palermo è più lontano dalla A, la prova di forza di un Monza travolgente, che ha respinto il tentativo di aggancio dei rosa, complica la corsa alla Serie A per il Palermo, del resto, se in tutti gli scontri diretti, i rosanero hanno preso solo due punti e con il Monza hanno perso entrambe le partite con due secchi 3 a 0, non possiamo stupirci se poi è quarto a 6 punti di distanza dalla seconda.

Il Monza ha lanciato un segnale pesantissimo al campionato, che vale molto più di una semplice vittoria, al di là di avere segnato 3 gol su 3 tiri in porta, i brianzoli hanno dominato uno scontro diretto decisivo e hanno rilanciando con forza le proprie ambizioni di promozione, che palesemente non sono quelle del Palermo, il Monza è un gruppo solido e sempre più convincente.

Il Palermo onestamente ha provato a reagire, ma è arrivata lo stesso una battuta d’arresto durissima, che complica, se non addirittura spegne, ogni possibilità di rincorsa alla promozione diretta e rende già fondamentale la prossima sfida con la Juve Stabia, per ottenere il miglior piazzamento ai play off, che potrebbe fare la differenza, avrei potuto dire sconfitta immeritata e qualcuno lo ha fatto, ma quando prendi 3 gol tutto diventa relativo.

I rosanero avrebbero potuto pareggiare l’1 a 0 in almeno 2 occasioni, ma Thiam ha fatto due miracoli e la squadra di Bianco è stata brava a capitalizzare, affossando pesantemente le ambizioni di promozione diretta dei rosa, ora però bisogna resettare subito tutto e puntare al terzo posto, ancora ampiamente alla portata dei rosanero, che a Monza si è schierato senza nessuna novità di formazione e peccato, perché stavolta il Palermo ha approcciato bene la partita.

Era una partita di enorme importanza e una vittoria da non lasciarsi sfuggire, il Monza ha giocato quasi sempre di rimessa, ha lasciato sfogare il Palermo che invece doveva provare a vincere, i rosa dovevano attaccare e il rischio era quello di scoprirsi al contropiede del Monza, che non cercava di meglio, avendo sulle corsie laterali Ciurria e Azzi, il Palermo ha fatto la partita, anche se l’ha fatta alla propria maniera e il Monza lo ha aspettato per ripartire.

Il raddoppio poi ha gelato il Palermo, che ha reagito e con Johnsen, entrato bene in partita, ha colpito l’incrocio dei pali, il Palermo ci ha provato ancora, anche se con poca lucidità e il Monza ha gestito la partita, che è finita con un verdetto netto per la forza di un Monza, cinico e spietato: difesa compatta, ripartenze rapide e grande capacità di sfruttare gli episodi favorevoli, niente di trascendentale, ma è proprio simile a quello che spesso ha premiato il Palermo nel corso della stagione.

La classifica ora cambia le prospettive, ma senza tralasciare le poche e esistenti possibilità di conquistare la seconda posizione, mancano otto partite per conquistare la miglior posizione possibile nella griglia playoff, arrivarci con fiducia e con la convinzione di potersela giocare con tutti, purtroppo il Palermo ha pagato alcuni suoi limiti, compreso una panchina non all’altezza.

Per me il Palermo ha abbandonato definitivamente il sogno della promozione diretta, anche se mancano otto partite alla fine e il distacco dai brianzoli in realtà non è di sei punti, ma di sette, visto che il Monza ha gli scontri diretti a favore, senza dimenticare che davanti a noi c’è il Frosinone due punti più avanti, la matematica ci dice che la rimonta è possibile, ma sono anni oramai che viviamo di speranza.


Il Palermo si è presentato all’appuntamento importante e l’ha fallito, è andato in confusione e invece servivano nervi saldi e grande lucidità, serviva maturità e personalità in buona sostanza, era partito con l’atteggiamento e la testa giusta, ma non appena è andato sotto si è perso e questo non è da grande squadra, confermato dal fatto che finora non è riuscito a vincere nemmeno una volta con le tre che gli stanno davanti in classifica.

Ma anche con chi lo segue immediatamente, le cose non sono andate per il meglio, un problema in più in vista dei possibili play-off, che a questo punto sarebbero l’unica strada per tornare in Serie A, ma il Palermo ha ancora due scontri diretti con Frosinone e Venezia, solo che si giocheranno entrambi in trasferta, dove i rosa non hanno lo stesso rendimento, di quello casalingo.

Negli scontri diretti, il Palermo non ne ha ancora vinto uno, nelle nove partite disputate contro le attuali prime otto della classifica, i rosanero hanno raccolto appena cinque punti, segnando soltanto due gol e nelle prossime otto partite, oltre a Frosinone e Venezia, il Palermo affronterà anche: Juve Stabia, Cesena e Catanzaro, tutte squadre in zona playoff che potrebbe incontrare anche ai play off.

Il Palermo poi e specialmente in questo momento, non può contare sulla panchina, sicuramente avere contato sempre sulla stessa ossatura, ha dato continuità, automatismi ed equilibri, però le rotazioni ridotte al minimo, hanno finito per penalizzare gli altri, con la Juve Stabia ci sarà necessariamente un po' di turnover (Ranocchia sarà assente per squalifica) e toccherà alle seconde linee, dimostrare di meritare più fiducia. 

martedì 10 marzo 2026

Il Palermo a Carrara vince di misura soffrendo.

I rosanero trovano il vantaggio dopo diciotto minuti, alla prima palla dentro l’area, sfruttando un errore difensivo da distanza ravvicinata e poi hanno resistito soffrendo agli assalti dei toscani, che hanno colpito anche due pali, il Palermo ha vinto ancora grazie a un gol di Pohjanpalo, a segno per la quinta partita consecutiva, l’ottavo gol nelle ultime otto partite, l’attaccante finlandese è al suo ventesimo gol stagionale.

Il Palermo comunque ha portato a casa, tre punti pesanti nella corsa alla promozione diretta, la Carrarese ha creato molto, ha colpito due pali e ha sfiorato il gol in almeno tre occasioni limpide, poi nel secondo tempo i padroni di casa sono andati all’assalto della porta rosanero, ma è mancata la precisione negli ultimi metri, tre punti pesanti, che tengono i rosanero pienamente in corsa per la promozione.

Il Palermo ha approfittato anche della sconfitta del Monza ed è rimasto a tre lunghezze dal secondo posto, anche stavolta la prestazione non è stata brillante, ma è stato un successo prezioso, specialmente in vista del prossimo scontro diretto con il Monza, una partita che peserà molto nella corsa alla promozione, adesso che il Monza è più vicino a Carrara è stata una vittoria di carattere e così il Palermo può continuare a sognare, per le restanti nove gare di campionato, che si preannunciano di grande sofferenza.

La Carrarese ha spinto con intensità, colpendo addirittura due pali e mettendo più volte in difficoltà la difesa rosanero, dove ancora una volta si eretto a protagonista Joronen, un baluardo fondamentale per mantenere inviolata la porta e proseguire la corsa verso una possibile promozione diretta in serie A.

I rosanero hanno sacrificato la proposta offensiva, ma nell’atteggiamento hanno contenuto gli avversari con maggiore ordine, abbassando i ritmi della gara e concedendo molto meno, la partita si è sbloccata e il Palermo l’ha vinta, grazie al solito Pohjanpalo, che è stato ancora una volta decisivo sotto porta e una volta in vantaggio i rosa hanno scelto di gestire con attenzione, sacrificio e compattezza la partita, che come al solito non è stata una partita memorabile dal punto di vista del gioco.

Vero che le partite “sporche”, in un campionato come la serie B fanno la differenza, specialmente quando la stagione entra nella fase più delicata, la vittoria di Carrara ci dice che il gruppo non è riuscito ancora ad avere un suo gioco, però rafforza la convinzione del gruppo della consapevolezza, di potere raggiungere l’obiettivo con maggiore equilibrio e determinazione, nelle fasi più delicate della gara, con ordine e lucidità.

Segnali importanti per recitare un ruolo da protagonista fino alla fine, ma che secondo me non bastano visto che dobbiamo inseguire, la voglia di serie A di questa squadra, adesso si incarna nel vice capitano Segre, che è entrato nel secondo tempo e ha cambiato il tono emotivo della squadra: corsa, contrasti, spirito di sacrificio e una presenza costante fino alla fine, lottando su ogni pallone, seguito nella battaglia, da Ranocchia e Palumbo.

Bani è cresciuto con il passare dei minuti, dimostrato di essere con alcuni altri giocatori, i punti di forza della squadra, che ha anche un limite nei “panchinari”, che non garantiscono un reale valore aggiunto, come Gyasi e Gomes, entrambi impalpabili, sostituiti con Segre e Bereszynski, che hanno dato maggiore personalità e solidità alla squadra, il segnale chiaro è, che il Palermo non può far rifiatare i titolari.

Ancora una volta, il Palermo ha trovato il vantaggio e si è abbassato troppo, lasciando campo agli avversari e rischiando più del necessario, oramai siamo abituati a questo tipo di prestazione, però, il risultato è importante, perché il Palermo approfitta dello stop del Monza, riportandosi a soli tre punti dal secondo posto e con lo scontro diretto che potrebbe indirizzare la corsa alla promozione, sicuramente un test di alto livello.

Servirà un Palermo attento, equilibrato e con lo stesso spirito di Carrara, anche se da solo potrebbe non bastare, per una grande occasione come quella con il Monza, i rosa possono dimostrare le proprie potenzialità, di intensità, compattezza e coraggio, che in questa stagione ha dimostrato poche volte o a corrente alternata, sicuramente molto passerà dall’approccio alla partita, contro il Monza serve una grande determinazione, essere aggressivi sulle seconde palle e rapidi nelle transizioni.

Ora serve continuità, servono risultati, nelle ultime decisive giornate della stagione, il Venezia non ha sbagliato la sua occasione, il Monza invece no, i lagunari sono tornati in testa da soli, il pareggio nella zona playoff tra Modena e Cesena ci lascia un po' più tranquilli, questi i primi posti della classifica: Venezia 63; Monza 60; Frosinone 58; Palermo 57; Catanzaro 49; Modena 44; Juve Stabia 40; Cesena 39.

La Lega Serie B ha reintrodotto il premio 'Cartellino verde', istituito per la prima volta nella stagione 2015/2016: un riconoscimento che sarà consegnato a tutti coloro che si distinguono per 'un gesto non ordinario ma di esemplare correttezza', le assegnazioni vengono decise da una Commissione interna di Lega, mentre i premi saranno consegnati al termine del campionato in un evento speciale, i primi a ricevere il cartellino verde in questa stagione sono: Fulignati portiere dell'Empoli, Fumagalli attaccante della Reggiana, Joronen portiere del Palermo. 

sabato 7 marzo 2026

Prosegue l’iter per l’ammodernamento dello stadio Barbera.

A Pescara si è visto un Palermo, ancora più sbagliato nell’atteggiamento, supponente e svogliato, rispetto anche ad altre partite precedenti, tanto che la squadra di Gorgone ha vinto meritatamente la partita con i rosa, dando al Palermo una lezione di tattica, mentalità e voglia di vincere, che non può essere solo attribuita all’assenza di Bani, anche se quando manca si vede.

Lo diciamo sempre, ma serve una scossa, una scossa definitiva, senza dovere cominciare ogni 3 o 4 partite giocate male, una battuta d’arresto prima o poi doveva arrivare, ma la sconfitta non doveva essere con le modalità con cui è maturata, nel momento decisivo della stagione, che allontana sempre più i rosa dalla serie A diretta.

Il Palermo ha poche scusanti, tutta la squadra è andata sotto i suoi standard, Inzaghi ammesso che non lo sappia, dovrà capire in fretta cosa è successo, è mancata e manca spesso, la capacità di reagire al gol o alla pressione crescente degli avversari, manca la capacità di “congelare” la partita, anche dal punto di vista psicologico e concede sempre più spesso tanti tiri in porta agli avversari.

Non è possibile che ogni volta che manca Bani sono guai, la sua assenza pesa, non abbiamo nessun altro con la sua personalità, nonostante siamo una corazzata, ma non può bastare questo, per spiegare questi continui bassi e alti, questo sbandamento, come era già successo contro Catanzaro, Monza e Juve Stabia, senza Bani per i rosa è sempre una grande sofferenza, senza il capitano la difesa e tutta la squadra perde certezze.

L’assenza di Bani incide sull’equilibrio tecnico e mentale dei rosanero, il capitano infatti, è un riferimento tattico e un leader, ora servono risposte immediate, con il Mantova e la Carrarese in primis, contro i virgiliani, i rosa hanno aggredito la partita fin dal primo minuto, tant’è che al secondo minuto era già in vantaggio, ma non sono d’accordo con Inzaghi, che il Palermo ha giocato una partita straordinaria.

L’atteggiamento è stato più propositivo, ma ha segnato il 2 a 0 dopo 36 minuti, quando il Mantova era rimasto in dieci e poi in superiorità numerica fino al 70esimo, non è stato capace di chiudere la partita e dopo il 2 a 1 e l’espulsione, che ha rimesso in piedi la partita per i biancorossi, ma quello che fa storcere il muso, è che abbiamo subito in parità numerica il forcing arrembante del Mantova, con Joronen che ha fatto i soliti miracoli.

Alla fine però, il Palermo ha rosicchiato altri due punti al Frosinone, si è mantenuto sulla sia di Venezia e Monza ed era quello che contava più tutto, fermo restando che questo Palermo non mi piace e che non credo possa andare in serie A, con la promozione diretta, il Palermo degli “intoccabili”, bene o male paga con la continuità, ma è la panchina che incide poco.

Gli altri stanno faticando a trovare spazio, un po’ Gomes e Gyasi, ma le loro prestazioni quando vengono utilizzati, non sono così brillanti, gli altri non offrono maggiori garanzie, il resto dell’organico, non sta rendendo secondo le aspettative e quando entrano, non sempre arrivano prestazioni adeguate, dopo Chiavari Inzaghi ha battezzato un undici base, che gli ha dato più equilibrio ed efficacia.

L’unico giovane che sta trovando continuità è Peda, Vasic è stato frenato da un infortunio, mentre per Veroli, Giovane e Corona solo picchi spezzoni e quando è necessario cambiare per necessità emergono le criticità, perché chi entra dalla panchina non riesce a incidere, i due nuovi arrivati Magnani e Johnsen, di alto profilo per la Serie B, non stanno ancora rendendo al massimo.

Per quanto riguarda lo stadio, è stata convocata la conferenza dei servizi, alla quale prenderanno parte tutte le amministrazioni competenti coinvolte nel procedimento, se l’esito della conferenza sarà positivo, entro 60 giorni il Comune potrà dichiarare il pubblico interesse dell’intervento, in questa fase verrà anche confermata l’eventuale disponibilità a contributi o forme di sostegno pubblico. 

Si tratta di un passaggio decisivo, perché segna il passaggio del progetto da iniziativa privata a operazione di interesse generale, la conferenza potrà comunque richiedere modifiche o integrazioni prima di arrivare al via libera definitivo, nel documento di convocazione viene inoltre precisato che il Palermo ha rinunciato alla proposta progettuale numero tre, quella che prevedeva un intervento complessivo sull’area vasta comprendente lo stadio e l’adiacente Ippodromo.

Restano quindi tre opzioni, la prima è la cosiddetta “soluzione zero”, che prevede interventi limitati: manutenzione ordinaria e straordinaria, operazioni di rinforzo e consolidamento strutturale e gli adeguamenti minimi necessari, la seconda alternativa introduce invece interventi aggiuntivi di recupero e riqualificazione nell’area immediatamente adiacente allo stadio, destinata alla cosiddetta area di massima sicurezza.

L’ultima ipotesi, quella sulla carta più accreditata, è la più ambiziosa: un intervento complessivo sull’intera area dell’impianto, con una riqualificazione sostanziale degli spazi e delle strutture esistenti, sia all’interno dello stadio sia nelle aree esterne, ci si auspica che non ci sia una dilatazione dei tempi “tale da compromettere il rispetto di un cronoprogramma già estremamente serrato, indispensabile per poter ambire alla partecipazione agli Europei del 2032.

Dopo lo sforzo che sta mettendo la società del Palermo, sarebbe davvero un peccato, che a fronte di un investimento complessivo di circa 300 milioni di euro, di cui la metà interamente a carico della FC Palermo, per soli 1.529 posti, lo stadio restasse nella fascia che consente di ospitare soltanto finali di competizioni minori, come la Conference League e non Champions e Europa League”. 

martedì 3 marzo 2026

Trasferta amara per il Palermo a Pescara.

 

I rosanero sono stati battuti dagli ultimi in classifica, dopo che erano passati in vantaggio, vero che gli abruzzesi dopo il mercato di gennaio sono un’altra squadra, però il Palermo visto all'Adriatico e anche in altre occasioni precedenti come con il Sudtirol, non è una squadra che può puntare alla promozione diretta in serie A.

Il Pescara ha battuto con pieno merito il Palermo, per 90 minuti gli abruzzesi hanno fatto una vera e propria battaglia, per provare a risalire la classifica, ispirato da Lorenzo Insigne con le sue grandi giocate, anche il Sudtirol la settimana prima aveva fatto una buona partita e per larghissimi tratti è stato padrone del campo, poi l’episodio del rigore ha permesso ai rosanero di calare il tris, per una vittoria alla fine magari meritata, ma il risultato è stato sproporzionato rispetto al gioco espresso dai rosanero.

Il Palermo è una squadra forte fisicamente e tatticamente, ma manca la prestazione e Joronen è sempre protagonista con interventi importanti, il Palermo spesso riesce a capitalizzare al massimo le occasioni, grazie al suo eccezionale bomber, le partite il Palermo le può vincere, pareggiare o perdere, l’importante però è dimostrare l’identità in campo, che per me il Palermo non ha.

A Pescara si è visto un Palermo spento e confuso, che ha sprecato una grande occasione, la squadra è forte, non fortissima, ma sufficientemente in forma e con un buon divario fisico e tecnico, da non prevedere una possibile sconfitta a Pescara, con quella che dopo tutto era l’ultima in classifica, il Palermo non riesce a creare pericoli seri e non si capisce mai che i rosanero sono superiori agli avversari, mentre invece il Palermo si culla su questa superiorità che in campo non si vede.

Dopo aver anche rischiato di andare sotto, all’inizio della ripresa i rosanero sembrano essersi scuotere dal torpore e con una bella combinazione tra Pierozzi e Segre, la palla arriva in area a Pohjanpalo, che al primo pallone utile la butta dentro con una mezza scivolata, però al primo errore arriva il gol del Pescara e da quel momento cominciamo a soffrire ancora di più il Pescara e per una squadra che doveva vincere il campionato non va bene. 

Il Palermo continua a subire il Pescara e non è un buon segnale per questa fine di campionato e prende anche il secondo gol, il Palermo perde la partita, punti e posizioni in classifica, andando a una distanza siderale dal secondo posto, con la corsa per la promozione diretta che non è più alla sua portata, la rincorsa del Palermo alla promozione diretta a quanto pare si ferma a Pescara.

Sconfitta amarissima per il Palermo, che doveva assolutamente vincere per restare agganciato alla vetta, Inzaghi conferma il 3-4-2-1 e si confermano anche con diversi errori in fase di transizione attiva da parte del Palermo, che favoriscono la manovra offensiva del Pescara, i rosanero sono poco reattivi e perdono tutti i contrasti, per non parlare del solito approccio tutt’altro che brillante, la squadra è lenta, poco incisiva e in difficoltà di fronte alle iniziative dell’avversario.

La gara è stata brutta, con errori e poca lucidità dei giocatori rosanero, che dopo avere accusato il colpo, ha provato a riorganizzarsi, ma la manovra offensiva è stata ugualmente poco incisiva e ha subito gli avversari, il Palermo è poco lucido e non riesce a vincere nessun contrasto, subisce la pressione del Pescara e non servono nemmeno i sette minuti di recupero, per evitare la vittoria del Pescara.

Una sconfitta meritata, per come il Palermo ha approcciato la partita, una prestazione opaca, con un primo tempo confuso e poco brillante, senza ritmo e idee, nonostante l’errore che ha portato all’1 a 1, tenere a galla la squadra è stato Joronen, ma più della classifica preoccupa la prestazione, dove ha funzionato poco o nulla, gli esterni sono stati quasi mai determinanti, la manovra offensiva è stata quasi inesistente e a tratti persino presuntuosa.

È il solito copione, un passo avanti e tre indietro, il Palermo continua a lasciare punti per strada, offrendo alcune delle peggiori prestazioni stagionali e per questo resta il rammarico, ma soprattutto c’è la sensazione che la tenuta mentale del gruppo, non sia abbastanza solida.

lunedì 16 febbraio 2026

Il solito Palermo cinico e stavolta anche un po' più solido.

 

Risultato decisamente severo, per i biancocelesti liguri, autori di una buona partita contro il solito Palermo, cinico nello sfruttare ogni occasione concessa, ma quello visto contro l’Entella, è stato anche un po' più solido di quello visto contro Empoli e Sampdoria, come al solito, i rosa sono stati capaci di capitalizzare al meglio le poche occasioni avute, poi  Joronen come sempre, ha fatto 3 o 4 miracoli e alla fine il Palermo ha messo in cascina altri 3 punti preziosi per la rincorsa alla serie A.

Il finlandese è stato ancora una volta impeccabile tra i pali, lo davamo tutti per un flop e invece a ogni giornata che passa, l'estremo difensore sforna un intervento migliore dell'altro e la vittoria contro l’Entella, ha confermato quanto di buono abbiamo visto nelle ultime partite, il Palermo continua a crescere e con lui Ranocchia, che sembra essersi abituato nella posizione di play e ha fatto un partita di altissima qualità, una doppia fase senza grosse sbavature e ha segnato anche il gol del 2 a 0, dopo la gara opaca di Marassi.

Il Palermo cresce proprio nel momento in cui il campionato sta per entrare nella fase decisiva, anche se come sempre non è stato trascendentale, l’avversario è stato ben organizzato e non si è trattato di un assedio frenetico, ma di una gestione razionale, costruita con pazienza e finalizzata con lucidità, l’Entella, specialmente nei primi quarantacinque minuti, ha provato a restare dentro la partita.

I rosanero però hanno più qualità e Palumbo è la marcia in più di questa squadra, un giocatore che si è caricato sulle spalle la squadra e da qualche tempo è salito in cattedra, nella gestione delle transizioni e nella capacità di leggere i momenti della gara, soprattutto quelli nella fase offensiva, diventando sempre più indispensabile, la differenza con l’Entella si è vista, soprattutto nella solidità.

Il Palermo ha fatto poche concessioni, coperture preventive sempre attente, difesa corta e aggressiva nei duelli, una squadra che non ha lasciato varchi, concreta e senza la ricerca della giocata spettacolare, scelte semplici e funzionali, verticalizzazioni, ampiezza e inserimenti puntuali a riempire l’area, la forza del Palermo è soprattutto mentale, nella gestione lucida dei ritmi.

I rosa hanno mostrato capacità di congelare la partita nei momenti chiave, per poi sbloccarla grazie al “killer” finlandese, Pohjanpalo per l’ennesima partita è andato in gol, ed è salito a quota 16 gol e 5 assist in 25 partite di campionato, questo è il segnale più importante, per una squadra che rincorre la serie A e che non si esalta e non si scompone, che sa di essere forte, ma lo dimostra con troppo equilibrio, in un contesto tecnico o tattico, a mio avviso inadatto.

La vera forza di questa squadra è il collettivo, i giocatori sono tutti dentro la partita, tutti partecipi, dai titolari ai subentrati, escluso qualcuno che non ha dato fin ora il suo contributo e forse Inzaghi ha capito che non è più il caso di continuare a provarci, il contributo è stato coerente con l’idea di squadra, di un gruppo che sta maturando in consapevolezza, anche se per me è una squadra somma di individualità, in un organismo compatto.


La squadra inizia a credere nelle proprie possibilità, ha meno esitazioni e più personalità, se questa è la versione del nuovo Palermo, in campionato può cambiare dimensione, perché per andare in serie A, non servono le serie positive e nemmeno vincere ogni tanto una partita bene, serve ripetere le prestazioni, la crescita vista contro il Bari e contro l’Entella, deve essere il nuovo percorso, la continuità è fondamentale in un torneo lungo come la serie B.

Nel Palermo adesso c’è più ambizione, più maturità competitiva, c’è più fiducia, compattezza, identità e mentalità, sono proprio questi dettagli, che possono decidere la promozioni, c’è audacia, sfrontatezza, qualità, coraggio, ma sempre a mio avviso, manca di proporre un gioco collettivo, anche se, il Palermo continuerà a imporre il proprio ritmo, senza perdere solidità, allora possiamo ben sperare.

L’Entella ha giocato una partita coraggiosa e dignitosa, ma è uscita sconfitta per 3 a 0, il Palermo, con Pohjanpalo non perdona, l'Entella ha giocato con personalità e ha costruito delle palle limpide, a cui si è opposto bene Joronen, candidando il Palermo alla vittoria finale.

domenica 15 febbraio 2026

Ancora una partita sulle montagne russe.

 

Contro Empoli e Sampdoria, il Palermo ha fatto due partite d’altri tempi, un tourbillon di emozioni, una vittoria e un pareggio che hanno portato il Palermo al quarto posto a due punti dal Monza secondo e a uno dal Frosinone terzo, ma entrambe con una partita in meno, con l’Empoli è passato in svantaggio dopo soli 5 minuti, mentre con la Sampdoria, il primo tiro in porta del Palermo arriva al 30esimo con Pierozzi, un colpo di testa che termina di poco fuori.

Con l’Empoli i rosa hanno ribaltato prima il risultato, poi hanno subito il 2 a 2 e l’ha portata a casa con il rigore di Pohjanpalo, con la Sampdoria il Palermo è andato in vantaggio, poi si è fatto rimontare oscenamente per 3 a 1 e alla fine è riuscito a pareggiare rocambolescamente per 3 a 3, io ho detto tutto quello che c’era da dire e adesso da dire non c’è più altro, ma c’è ancora tempo per aggiungere delle altre cose.

Quattro punti con Empoli (successo arrivato solo nel finale) e Sampdoria (pareggio arrivato sempre nel finale), dopo tanta sofferenza e grazie a una grinta infinita, ma con un’organizzazione di gioco carente, i quattro punti sono stati conquistati con il cuore, con la grinta, ma non con il gioco e nonostante una direzione arbitrale piena di errori, che ha pesantemente condizionato l’andamento della gara, incidendo in maniera evidente sulla partita, ha permesso al Palermo di evitare una sconfitta, per certi versi ingiusta.

Un errore grave e fondamentale, è stato il gol regolare annullato a Pierozzi, sulla prova di carattere non ci sono minimamente dubbi, è importante avere una squadra determinata a recitare un ruolo da protagonista, ma questo da solo non basta, la partita con la Sampdoria, più che quella con l’Empoli, racconta la capacità di un gruppo di resistere e lottare, ma che sotto il profilo tecnico-tattico, alterna momenti di qualità e altri momenti decisamente meno.

I numerosi errori del Palermo in fase di transizione, favoriscono l’iniziativa dei blucerchiati, che prendono campo e ritmo, un po' come era successo con l’Empoli, alla fine i rosa le partite le riprendono, grazie ad una prestazione tutto cuore, ma anche di qualità nei singoli, chiaramente non tutti i singoli, una rimonta completata, nonostante il perseverare degli equivoci tecnico-tattici di Inzaghi.

I rosanero erano riusciti ad accorciare sul Frosinone la settimana prima e nella partita con la Sampdoria, il Palermo era chiamato a dare continuità, anche se i blucerchiati erano in fiducia, reduci da due vittorie consecutive, l’ultima è arrivata a Modena con un gol di Brunori, per il resto la partita del Ferraris è stata una partita intensa, combattuta e bella, ma per niente utile alla rincorsa del Palermo al secondo posto.

Empoli e Sampdoria hanno messo in difficoltà il Palermo fino all’ultimo, anche perché il Palermo ad un certo punto della gara si è disunito e non è riuscito più a creare azioni offensive valide, il Palermo accusa il colpo e fatica a riorganizzarsi, ha provato a pareggiare, ma la Sampdoria si è difesa strenuamente.

Nonostante tutto, il Palermo ha saputo reagire, mostrando un cuore enorme e una resilienza encomiabile, il pareggio finale non è frutto del gioco, ma della qualità e della determinazione, il turno infrasettimanale ha lasciato un po’ di amaro in bocca, ma soprattutto ha riportato la Serie A, a quattro punti dal Frosinone, bene la sconfitta del Venezia, ma la vittoria del Modena, rimette nuovamente i canarini tra le candidate.

domenica 8 febbraio 2026

Per me, per il quarto anno consecutivo, abbiamo sbagliato l’allenatore.

 

Capisco tutto, capisco che i nuovi erano arrivati da poco, ma non capisco, come mai sono rimasti fuori dal primo minuto, visto che li abbiamo presi per rinforzare la squadra e che fino a qualche giorno prima, non solo giocavano e quindi erano in buona forma e lo hanno dimostrato, ma qualcuno di questi giocava pure in serie A.

Non ditemi che dovevano entrare nei meccanismi della squadra, perché il Palermo non ha meccanismi, non ha organizzazione di gioco e si è visto in due occasioni, nel fatto che Magnani e Johnsen sono entrati e sembrava giocassero col Palermo da sempre e l’altra occasione, è il fatto che gli avversari hanno quasi dominato i rosa e si sono procurati un sacco di occasioni davanti a Joronen.

Poi per carità, è stata una grande serata di calcio, le partite sono tutte difficili, chissà però perché per noi, sono sempre più difficili delle altre nostre avversarie, se continuiamo a lasciare fuori i migliori e non facciamo un grande salto di qualità, l’Empoli potrebbe essere il nostro avversario nei play off e se giochiamo così o come abbiamo fatto in toscana, a passare non saremo sicuramente noi.

La squadra ha reagito, ma come singoli e non come squadra in quanto tale e lo dimostra l’impatto dei nuovi entrati, che è stato positivo, abbiamo una grande squadra, ma un tecnico che ha paura di osare, che ha paura di scontentare la dirigenza, l’assenza di Palumbo, doveva portare Inzaghi a lanciare subito Johnsen, in una partita in casa, con una squadra da metà classifica, che devi vincere a tutti i costi, deve sostituire un trequartista, un fantasista con un fantasista.

Forse far giocare Johnsen era presto, ma Vasic? Se non gioca nemmeno quando manca il fantasista a cosa ci serve, che senso tecnico-tattico c’è, nel sostituire un fantasista con un terzino, perché Gyasi di trequartista non ha nulla e questo ci dice, quanti sono i limiti dell’allenatore, che si piega ai voleri della società, perché il Gyasi di quest’anno, può fare solo la riserva a Pierozzi o ad Augello.

Un’altra cosa che non capisco è: “Non bisogna guardare gli altri”, che significa, gli altri (Venezia, Frosinone e perché no, anche il Monza), sono l’obiettivo, le squadre su cui accorciare in classifica, per me, per il Palermo è una cosa fondamentale, non siamo per dire il Catanzaro o la Juve Stabia, che sono lì per caso e quindi se la giocano con leggerezza, sinceramente, sento cose che mi fanno rabbrividire.

Con queste filosofie, Corini prima e Dionisi dopo, ci hanno fatto perdere per tre volte la serie A, speriamo di andarci almeno quest’anno e speriamo che prendano un allenatore, che è diverso da un ex giocatore bravo, un allenatore di un’altra categoria, la squadra ha reagito per orgoglio personale e perché Johnsen ha spaccato la partita.

Siamo una squadra forte ed è stato bravo Osti a prendere gli altri giocatori forti da integrare in questa rosa, giocatori come Rui Modesto, Magnani e Johnsen spostano gli equilibri e ci servivano per impiegarli al posto di chi ha deluso, come Diakitè, Gyasi e Bereszyński e quindi, perché continuare con queste scelte senza logica? Le stesse parole di Osti lo ribadiscono:

“Del mercato siamo contenti, perché abbiamo raggiunto gli obiettivi, la squadra era già forte, pensiamo di avere alzato il livello”, quindi, se abbiamo raggiunto gli obiettivi, vuol dire che servivano, che mancavano, se poi alzano il livello, perché dobbiamo aspettare che finisca il campionato per farli giocare, boh?

Johnsen se lo hanno preso, è stato perché conoscevano che sa tener palla, gestire i momenti della gara, che è un calciatore pronto, capace di trovare subito l’intesa con Pohjanpalo, che cosa dovevamo aspettare? Che si perdesse come abbiamo fatto con Brunori, perché gli allenatori che prendiamo, non sanno adattare il modulo ai giocatori, ma viceversa e se Rui Modesto sta recuperando, Magnani?

Ora, non è che voglio l’allenatore perfetto, ma fin qui non abbiamo preso ancora un allenatore, uno come Grosso per dire, la striscia positiva lascia il tempo che trova, dobbiamo migliorarci, perché in serie A non si va con le strisce positive, la continuità di risultati è fondamentale, ma lo è ancora di più la continuità degli equilibri, nel tener palla e gestire i momenti della gara, la personalità, siamo lì insieme alle altre, ma purtroppo la cosa importante è mettersi davanti alle altre, dobbiamo continuare a vincere, ma dobbiamo pure dominare le partite e il campionato.

Il mercato è appena finito, ma serie A o ancora serie B, ora bisogna pensare ai giocatori in scadenza, Joronen è in scadenza ed è stato ancora una volta miracoloso, pare che ci sia un accordo col procuratore, è arrivato per caso, per tutta quella serie di infortuni, ma ha fatto tutta una serie di grande parata, da primo o da secondo deve restare, proprio per questo.