Il 3 a 0 contro un avversario debole, non ci deve illudere, perché il
Palermo è ancora sempre lo stesso, tanto che i rosa impiegano un tempo, per
concretizzare la loro netta e schiacciante superiorità, credo che la differenza
sia stata fatta, dalle prestazioni eccezionali di Palumbo, Le Duaron e da un
Ranocchia che gioca qualche decina di metri più avanti, posizione più consona
alle sue caratteristiche.
Il divario tecnico tra le due squadre è netto
e il Bari mostra subito i suoi tanti limiti, ma in campo non sono così netti,
perché i rosanero che hanno fatto poco nel mercato invernale, devono provvede
ulteriormente a rafforzare l’organico con almeno tre innesti (uno per reparto),
se no difficilmente riuscirà a raggiungere la promozione diretta o vincerà i
play off, perché il dominio del Palermo è stato netto ed è impossibile, che
(spesso) a fine primo tempo, il risultato sia bloccato sullo 0 a 0.
Un primo tempo che se n’è andato via
stancamente, con più sbadigli che emozioni, anche perché il Palermo non è
abbastanza cattivo per fare sua la partita, per vincerla, con lo
spettacolo che ha lasciato molto a desiderare, nel secondo tempo Palumbo si è
fatto ammirare e abbiamo potuto godere dei suoi colpi di genio, a rendere meno
spettacolare il secondo tempo, ci ha pensato anche l’arbitro Rapuano.
Con le frequenti e spesso superflue
interruzioni, ha fermato il gioco quando non avrebbe dovuto e lasciato correre
quando lo deve fermare, Rapuano è un arbitro che fischia troppo, che ammonisce
troppo e questo nuoce al bel gioco e quindi allo spettacolo, a parte che scontenta
entrambe le squadre, in Bari-Palermo, ha scontentato molto di più il Palermo, che
è stato troppo spesso fermato sul più bello.
L’allenatore
del Bari aveva preparato una partita-bunker, tutti dietro e appena possibile colpire
in contropiede, una tattica rinunciataria, dove occorrono difensori feroci,
centrocampisti capaci di suggerire manovre di ripartenza, attaccanti veloci e
rapaci, che ad oggi al Bari mancano, quest’estate il Bari è stato troppo ringiovanito,
motivo per cui si sono già alternati tre allenatori sulla panchina biancorossa e
per cui i galletti, occupano una posizione bassa in classifica.
Ma è anche quello
che ha permesso al Palermo, di archiviare in scioltezza la pratica con il Bari,
cosa che non succederà con le altre, tranne se non cambia registro e un cambio
può arrivare dal mercato, se come sembra, si chiuderà
per Johnsen dalla Cremonese, l’attaccante norvegese è ritenuto il profilo, determinante per compiere
un salto di qualità immediato.
Dopo il ritorno di
Magnani e il possibile arrivo di Johnsen dalla Cremonese, a cui andrebbero tre milioni e al
giocatore un ricco contratto fino al 2029, una cifra significativa per la categoria e
perfettamente in linea con la nuova filosofia societaria, orientata a investire
su calciatori pronti, con esperienza e margini di rendimento immediato, a lasciare Palermo
dovrebbe essere Diakité, il maliano è finito nel mirino di Modena, Avellino
e piace pure all’estero.
Il
Palermo ha puntato Depaoli della Sampdoria e Diakité potrebbe essere la pedina
di scambio, quest’ultimo è finito ai
margini del progetto tecnico rosanero, Depaoli nella nuova filosofia del City Group,
è un giocatore che può avere un impatto immediato nella categoria e come Johnsen, è un giocatore pronto e di
categoria superiore.
Stavolta il Palermo, finalmente è andato in vantaggio e non ha fatto come di solito, che ha tirato i remi in barca per gestire il vantaggio, stavolta ha premuto di più sull’acceleratore e così ha raddoppiato e poi triplicato, nel raddoppio Pohjanpalo è saltato di testa, avvitandosi per imprimere alla sfera un colpo secco e ricadendo a terra si è fatto male alla schiena.
Il Palermo ne esce rilanciato da questa bella vittoria e sabato ci sarà la sfida contro l’Empoli, il Palermo dovrà confermare il suo ottimo stato di forma tecnica, mentale e possibilmente dei notevoli miglioramenti, con una prova di forza e di maturità, per la classifica e le ambizioni, un segnale inequivocabile per i tifosi e per le dirette antagoniste nella lotta per la promozione: Venezia 47; Frosinone 46; Palermo e Monza 41; Cesena, Modena e Juve Stabia 34; Catanzaro 32.













