lunedì 16 febbraio 2026

Il solito Palermo cinico e stavolta anche un po' più solido.

 

Risultato decisamente severo, per i biancocelesti liguri, autori di una buona partita contro il solito Palermo, cinico nello sfruttare ogni occasione concessa, ma quello visto contro l’Entella, è stato anche un po' più solido di quello visto contro Empoli e Sampdoria, come al solito, i rosa sono stati capaci di capitalizzare al meglio le poche occasioni avute, poi  Joronen come sempre, ha fatto 3 o 4 miracoli e alla fine il Palermo ha messo in cascina altri 3 punti preziosi per la rincorsa alla serie A.

Il finlandese è stato ancora una volta impeccabile tra i pali, lo davamo tutti per un flop e invece a ogni giornata che passa, l'estremo difensore sforna un intervento migliore dell'altro e la vittoria contro l’Entella, ha confermato quanto di buono abbiamo visto nelle ultime partite, il Palermo continua a crescere e con lui Ranocchia, che sembra essersi abituato nella posizione di play e ha fatto un partita di altissima qualità, una doppia fase senza grosse sbavature e ha segnato anche il gol del 2 a 0, dopo la gara opaca di Marassi.

Il Palermo cresce proprio nel momento in cui il campionato sta per entrare nella fase decisiva, anche se come sempre non è stato trascendentale, l’avversario è stato ben organizzato e non si è trattato di un assedio frenetico, ma di una gestione razionale, costruita con pazienza e finalizzata con lucidità, l’Entella, specialmente nei primi quarantacinque minuti, ha provato a restare dentro la partita.

I rosanero però hanno più qualità e Palumbo è la marcia in più di questa squadra, un giocatore che si è caricato sulle spalle la squadra e da qualche tempo è salito in cattedra, nella gestione delle transizioni e nella capacità di leggere i momenti della gara, soprattutto quelli nella fase offensiva, diventando sempre più indispensabile, la differenza con l’Entella si è vista, soprattutto nella solidità.

Il Palermo ha fatto poche concessioni, coperture preventive sempre attente, difesa corta e aggressiva nei duelli, una squadra che non ha lasciato varchi, concreta e senza la ricerca della giocata spettacolare, scelte semplici e funzionali, verticalizzazioni, ampiezza e inserimenti puntuali a riempire l’area, la forza del Palermo è soprattutto mentale, nella gestione lucida dei ritmi.

I rosa hanno mostrato capacità di congelare la partita nei momenti chiave, per poi sbloccarla grazie al “killer” finlandese, Pohjanpalo per l’ennesima partita è andato in gol, ed è salito a quota 16 gol e 5 assist in 25 partite di campionato, questo è il segnale più importante, per una squadra che rincorre la serie A e che non si esalta e non si scompone, che sa di essere forte, ma lo dimostra con troppo equilibrio, in un contesto tecnico o tattico, a mio avviso inadatto.

La vera forza di questa squadra è il collettivo, i giocatori sono tutti dentro la partita, tutti partecipi, dai titolari ai subentrati, escluso qualcuno che non ha dato fin ora il suo contributo e forse Inzaghi ha capito che non è più il caso di continuare a provarci, il contributo è stato coerente con l’idea di squadra, di un gruppo che sta maturando in consapevolezza, anche se per me è una squadra somma di individualità, in un organismo compatto.


La squadra inizia a credere nelle proprie possibilità, ha meno esitazioni e più personalità, se questa è la versione del nuovo Palermo, in campionato può cambiare dimensione, perché per andare in serie A, non servono le serie positive e nemmeno vincere ogni tanto una partita bene, serve ripetere le prestazioni, la crescita vista contro il Bari e contro l’Entella, deve essere il nuovo percorso, la continuità è fondamentale in un torneo lungo come la serie B.

Nel Palermo adesso c’è più ambizione, più maturità competitiva, c’è più fiducia, compattezza, identità e mentalità, sono proprio questi dettagli, che possono decidere la promozioni, c’è audacia, sfrontatezza, qualità, coraggio, ma sempre a mio avviso, manca di proporre un gioco collettivo, anche se, il Palermo continuerà a imporre il proprio ritmo, senza perdere solidità, allora possiamo ben sperare.

L’Entella ha giocato una partita coraggiosa e dignitosa, ma è uscita sconfitta per 3 a 0, il Palermo, con Pohjanpalo non perdona, l'Entella ha giocato con personalità e ha costruito delle palle limpide, a cui si è opposto bene Joronen, candidando il Palermo alla vittoria finale.

domenica 15 febbraio 2026

Ancora una partita sulle montagne russe.

 

Contro Empoli e Sampdoria, il Palermo ha fatto due partite d’altri tempi, un tourbillon di emozioni, una vittoria e un pareggio che hanno portato il Palermo al quarto posto a due punti dal Monza secondo e a uno dal Frosinone terzo, ma entrambe con una partita in meno, con l’Empoli è passato in svantaggio dopo soli 5 minuti, mentre con la Sampdoria, il primo tiro in porta del Palermo arriva al 30esimo con Pierozzi, un colpo di testa che termina di poco fuori.

Con l’Empoli i rosa hanno ribaltato prima il risultato, poi hanno subito il 2 a 2 e l’ha portata a casa con il rigore di Pohjanpalo, con la Sampdoria il Palermo è andato in vantaggio, poi si è fatto rimontare oscenamente per 3 a 1 e alla fine è riuscito a pareggiare rocambolescamente per 3 a 3, io ho detto tutto quello che c’era da dire e adesso da dire non c’è più altro, ma c’è ancora tempo per aggiungere delle altre cose.

Quattro punti con Empoli (successo arrivato solo nel finale) e Sampdoria (pareggio arrivato sempre nel finale), dopo tanta sofferenza e grazie a una grinta infinita, ma con un’organizzazione di gioco carente, i quattro punti sono stati conquistati con il cuore, con la grinta, ma non con il gioco e nonostante una direzione arbitrale piena di errori, che ha pesantemente condizionato l’andamento della gara, incidendo in maniera evidente sulla partita, ha permesso al Palermo di evitare una sconfitta, per certi versi ingiusta.

Un errore grave e fondamentale, è stato il gol regolare annullato a Pierozzi, sulla prova di carattere non ci sono minimamente dubbi, è importante avere una squadra determinata a recitare un ruolo da protagonista, ma questo da solo non basta, la partita con la Sampdoria, più che quella con l’Empoli, racconta la capacità di un gruppo di resistere e lottare, ma che sotto il profilo tecnico-tattico, alterna momenti di qualità e altri momenti decisamente meno.

I numerosi errori del Palermo in fase di transizione, favoriscono l’iniziativa dei blucerchiati, che prendono campo e ritmo, un po' come era successo con l’Empoli, alla fine i rosa le partite le riprendono, grazie ad una prestazione tutto cuore, ma anche di qualità nei singoli, chiaramente non tutti i singoli, una rimonta completata, nonostante il perseverare degli equivoci tecnico-tattici di Inzaghi.

I rosanero erano riusciti ad accorciare sul Frosinone la settimana prima e nella partita con la Sampdoria, il Palermo era chiamato a dare continuità, anche se i blucerchiati erano in fiducia, reduci da due vittorie consecutive, l’ultima è arrivata a Modena con un gol di Brunori, per il resto la partita del Ferraris è stata una partita intensa, combattuta e bella, ma per niente utile alla rincorsa del Palermo al secondo posto.

Empoli e Sampdoria hanno messo in difficoltà il Palermo fino all’ultimo, anche perché il Palermo ad un certo punto della gara si è disunito e non è riuscito più a creare azioni offensive valide, il Palermo accusa il colpo e fatica a riorganizzarsi, ha provato a pareggiare, ma la Sampdoria si è difesa strenuamente.

Nonostante tutto, il Palermo ha saputo reagire, mostrando un cuore enorme e una resilienza encomiabile, il pareggio finale non è frutto del gioco, ma della qualità e della determinazione, il turno infrasettimanale ha lasciato un po’ di amaro in bocca, ma soprattutto ha riportato la Serie A, a quattro punti dal Frosinone, bene la sconfitta del Venezia, ma la vittoria del Modena, rimette nuovamente i canarini tra le candidate.

domenica 8 febbraio 2026

Per me, per il quarto anno consecutivo, abbiamo sbagliato l’allenatore.

 

Capisco tutto, capisco che i nuovi erano arrivati da poco, ma non capisco, come mai sono rimasti fuori dal primo minuto, visto che li abbiamo presi per rinforzare la squadra e che fino a qualche giorno prima, non solo giocavano e quindi erano in buona forma e lo hanno dimostrato, ma qualcuno di questi giocava pure in serie A.

Non ditemi che dovevano entrare nei meccanismi della squadra, perché il Palermo non ha meccanismi, non ha organizzazione di gioco e si è visto in due occasioni, nel fatto che Magnani e Johnsen sono entrati e sembrava giocassero col Palermo da sempre e l’altra occasione, è il fatto che gli avversari hanno quasi dominato i rosa e si sono procurati un sacco di occasioni davanti a Joronen.

Poi per carità, è stata una grande serata di calcio, le partite sono tutte difficili, chissà però perché per noi, sono sempre più difficili delle altre nostre avversarie, se continuiamo a lasciare fuori i migliori e non facciamo un grande salto di qualità, l’Empoli potrebbe essere il nostro avversario nei play off e se giochiamo così o come abbiamo fatto in toscana, a passare non saremo sicuramente noi.

La squadra ha reagito, ma come singoli e non come squadra in quanto tale e lo dimostra l’impatto dei nuovi entrati, che è stato positivo, abbiamo una grande squadra, ma un tecnico che ha paura di osare, che ha paura di scontentare la dirigenza, l’assenza di Palumbo, doveva portare Inzaghi a lanciare subito Johnsen, in una partita in casa, con una squadra da metà classifica, che devi vincere a tutti i costi, deve sostituire un trequartista, un fantasista con un fantasista.

Forse far giocare Johnsen era presto, ma Vasic? Se non gioca nemmeno quando manca il fantasista a cosa ci serve, che senso tecnico-tattico c’è, nel sostituire un fantasista con un terzino, perché Gyasi di trequartista non ha nulla e questo ci dice, quanti sono i limiti dell’allenatore, che si piega ai voleri della società, perché il Gyasi di quest’anno, può fare solo la riserva a Pierozzi o ad Augello.

Un’altra cosa che non capisco è: “Non bisogna guardare gli altri”, che significa, gli altri (Venezia, Frosinone e perché no, anche il Monza), sono l’obiettivo, le squadre su cui accorciare in classifica, per me, per il Palermo è una cosa fondamentale, non siamo per dire il Catanzaro o la Juve Stabia, che sono lì per caso e quindi se la giocano con leggerezza, sinceramente, sento cose che mi fanno rabbrividire.

Con queste filosofie, Corini prima e Dionisi dopo, ci hanno fatto perdere per tre volte la serie A, speriamo di andarci almeno quest’anno e speriamo che prendano un allenatore, che è diverso da un ex giocatore bravo, un allenatore di un’altra categoria, la squadra ha reagito per orgoglio personale e perché Johnsen ha spaccato la partita.

Siamo una squadra forte ed è stato bravo Osti a prendere gli altri giocatori forti da integrare in questa rosa, giocatori come Rui Modesto, Magnani e Johnsen spostano gli equilibri e ci servivano per impiegarli al posto di chi ha deluso, come Diakitè, Gyasi e Bereszyński e quindi, perché continuare con queste scelte senza logica? Le stesse parole di Osti lo ribadiscono:

“Del mercato siamo contenti, perché abbiamo raggiunto gli obiettivi, la squadra era già forte, pensiamo di avere alzato il livello”, quindi, se abbiamo raggiunto gli obiettivi, vuol dire che servivano, che mancavano, se poi alzano il livello, perché dobbiamo aspettare che finisca il campionato per farli giocare, boh?

Johnsen se lo hanno preso, è stato perché conoscevano che sa tener palla, gestire i momenti della gara, che è un calciatore pronto, capace di trovare subito l’intesa con Pohjanpalo, che cosa dovevamo aspettare? Che si perdesse come abbiamo fatto con Brunori, perché gli allenatori che prendiamo, non sanno adattare il modulo ai giocatori, ma viceversa e se Rui Modesto sta recuperando, Magnani?

Ora, non è che voglio l’allenatore perfetto, ma fin qui non abbiamo preso ancora un allenatore, uno come Grosso per dire, la striscia positiva lascia il tempo che trova, dobbiamo migliorarci, perché in serie A non si va con le strisce positive, la continuità di risultati è fondamentale, ma lo è ancora di più la continuità degli equilibri, nel tener palla e gestire i momenti della gara, la personalità, siamo lì insieme alle altre, ma purtroppo la cosa importante è mettersi davanti alle altre, dobbiamo continuare a vincere, ma dobbiamo pure dominare le partite e il campionato.

Il mercato è appena finito, ma serie A o ancora serie B, ora bisogna pensare ai giocatori in scadenza, Joronen è in scadenza ed è stato ancora una volta miracoloso, pare che ci sia un accordo col procuratore, è arrivato per caso, per tutta quella serie di infortuni, ma ha fatto tutta una serie di grande parata, da primo o da secondo deve restare, proprio per questo.



giovedì 5 febbraio 2026

Innesti mirati e obiettivi centrati.

 

La vittoria di Bari è nata da una prestazione solida, costruita con attenzione ai dettagli e una gestione intelligente dei momenti della gara, il Palermo sin dai primi minuti ha saputo controllare il campo e ha colpito senza mai perdere l’equilibrio, tra i protagonisti Ranocchia, che quando gioca 10 metri più avanti, la sua presenza si fa sentire, offrendo qualità e ordine nelle giocate, con personalità e responsabilità.

Palumbo ha offerto una prova di sostanza e intelligenza tattica, confermandosi elemento chiave nello sviluppo della manovra, Ceccaroni è stato impeccabile, sempre al posto giusto, dominante nei duelli e guida silenziosa di un reparto difensivo, che non ha concesso nulla, Pohjanpalo là davanti, ha fatto quello che serve a una squadra che vuole vincere, gol, presenza costante, lavoro per i compagni e la capacità di far salire la squadra nei momenti più delicati.

Buona e funzionale la prova di Le Douaron, un contributo molto prezioso, con un continuo movimento, ha creato spazi preziosi per gli inserimenti dei centrocampisti e per Pohjanpalo, che ne ha tratto giovamento in attesa di giocare in coppia con Johnsen, un altro giocatore abile nel palleggio, anche se non è molto preciso sotto porta.

La difesa rappresenta il punto fermo di questa squadra e della vittoria di Bari, un reparto compatto, concentrato, quasi sempre senza sbavature, un muro organizzato e mentalmente in crescita nella testa, come un po' tutto il resto della squadra e inevitabilmente il pensiero va al mercato, che gli innesti mirati e obiettivi centrati, devono rafforzare la convinzione di un Palermo pienamente in lotta per la promozione fino in fondo.

Rinforzi mirati, come l’arrivo di un buon attaccante senza stravolgere gerarchie e equilibri, ma per aumentare le soluzioni e alzare il livello delle rotazioni, per garantire continuità, in una fase della stagione dove ogni dettaglio fa la differenza, con una squadra così solida dietro e si spera più organizzata, il Palermo può permettersi di sognare, a patto che si trovi regolarità di prestazioni e risultati, un cammino che passa dal sacrificio, alle scelte giuste e all’ambizione.

Le difficoltà non sono un ostacolo, ma una selezione naturale per chi vuole davvero puntare in alto, se il mercato darà il suo contributo come deve e così come la struttura mentale e tattica, si può fare il salto di categoria, con Pohjanpalo sempre più capocannoniere della Serie B (13 reti) e con la migliore difesa del torneo, con 14 gol subiti, con la chiusura della sessione del calciomercato invernale, il Palermo entra a pieno titolo, in questa seconda fase di stagione, nella lotta per la serie A, con una rosa non rivoluzionata, ma puntellata in ogni ruolo.

Inzaghi per il suo 3-4-2-1, potrà contare su profili di categoria superiore, Magnani, Rui Modesto e Johnsen, che si devono integrare in un sistema rodato e collaudato, la filosofia sarà sempre quella dell'aggressione alta, la ricerca immediata della verticalità e una gestione degli spazi, volta a soffocare la manovra avversaria, con l'inserimento di Magnani si alzerà l'asticella della fase difensiva, che per numeri di reti subite, è già la migliore della categoria e la terza in Europa.

Magnani farà il braccetto di destra e ha una grande capacità di lettura difensiva e di impostazione della manovra, che darà una fonte di gioco aggiuntiva, al centro rimarrà il capitano Bani e sulla sinistra Ceccaroni, mentre Bereszynski, Peda e Veroli saranno i loro sostituti, il centrocampo rimarrà invariato e con la crescita di Ranocchia, garantirà equilibrio alla squadra.

La coppia centrale titolare, dovrebbe essere ancora formata da Segre e Ranocchia, sulla fascia destra il titolare sarà Pierozzi, mentre a sinistra il titolare sarà Augello, con Gyasi e Rui Modesto pronti a subentrare, in avanti Johnsen con la sua velocità e il suo strappo, sarà in grado di creare diverse soluzioni, contro le difese più chiuse e andrà a far coppia con Palumbo alle spalle di Pohjanpalo e così i principi diventano ancora più efficaci.

JohnsenPalumbo potranno scambiarsi con Vasic e con Le Douaron, intanto Palumbo salterà la prossima sfida contro l'Empoli e dovrebbe toccare a uno dei due, tutto per il terminale offensivo Pohjanpalo, che sta trascinando la squadra, Corona resterà il suo sostituto naturale, il Palermo ha completato il mosaico per puntare alla serie A, da questo mosaico sembra praticamente escluso Giovane, mentre Diakitè è andato alla Juve Stabia.

domenica 1 febbraio 2026

Il Venezia passa d’avanti al Frosinone, sotto Palermo e Monza terzi.

Con un perentorio 3 a 0, il Palermo supera il Bari al San Nicola e Inzaghi ritrova il successo esterno, una vittoria lontano dal Barbera, che è anche il decimo risultato utile consecutivo e che porta i rosanero al terzo posto appaiato al Monza, preoccupano però le condizioni di Pohjanpalo, uscito anzitempo per infortunio in occasione del suo gol, un Palermo che non è molto diverso da quello visto nelle scorse settimane, tanto che ha segnato i tre gol nella ripresa.

Il 3 a 0 contro un avversario debole, non ci deve illudere, perché il Palermo è ancora sempre lo stesso, tanto che i rosa impiegano un tempo, per concretizzare la loro netta e schiacciante superiorità, credo che la differenza sia stata fatta, dalle prestazioni eccezionali di Palumbo, Le Duaron e da un Ranocchia che gioca qualche decina di metri più avanti, posizione più consona alle sue caratteristiche.

Il divario tecnico tra le due squadre è netto e il Bari mostra subito i suoi tanti limiti, ma in campo non sono così netti, perché i rosanero che hanno fatto poco nel mercato invernale, devono provvede ulteriormente a rafforzare l’organico con almeno tre innesti (uno per reparto), se no difficilmente riuscirà a raggiungere la promozione diretta o vincerà i play off, perché il dominio del Palermo è stato netto ed è impossibile, che (spesso) a fine primo tempo, il risultato sia bloccato sullo 0 a 0.

Un primo tempo che se n’è andato via stancamente, con più sbadigli che emozioni, anche perché il Palermo non è abbastanza cattivo per fare sua la partita, per vincerla, con lo spettacolo che ha lasciato molto a desiderare, nel secondo tempo Palumbo si è fatto ammirare e abbiamo potuto godere dei suoi colpi di genio, a rendere meno spettacolare il secondo tempo, ci ha pensato anche l’arbitro Rapuano.

Con le frequenti e spesso superflue interruzioni, ha fermato il gioco quando non avrebbe dovuto e lasciato correre quando lo deve fermare, Rapuano è un arbitro che fischia troppo, che ammonisce troppo e questo nuoce al bel gioco e quindi allo spettacolo, a parte che scontenta entrambe le squadre, in Bari-Palermo, ha scontentato molto di più il Palermo, che è stato troppo spesso fermato sul più bello.  

L’allenatore del Bari aveva preparato una partita-bunker, tutti dietro e appena possibile colpire in contropiede, una tattica rinunciataria, dove occorrono difensori feroci, centrocampisti capaci di suggerire manovre di ripartenza, attaccanti veloci e rapaci, che ad oggi al Bari mancano, quest’estate il Bari è stato troppo ringiovanito, motivo per cui si sono già alternati tre allenatori sulla panchina biancorossa e per cui i galletti, occupano una posizione bassa in classifica.

Ma è anche quello che ha permesso al Palermo, di archiviare in scioltezza la pratica con il Bari, cosa che non succederà con le altre, tranne se non cambia registro e un cambio può arrivare dal mercato, se come sembra, si chiuderà per Johnsen dalla Cremonese, l’attaccante norvegese è ritenuto il profilo, determinante per compiere un salto di qualità immediato.

Dopo il ritorno di Magnani e il possibile arrivo di Johnsen dalla Cremonese, a cui andrebbero tre milioni e al giocatore un ricco contratto fino al 2029, una cifra significativa per la categoria e perfettamente in linea con la nuova filosofia societaria, orientata a investire su calciatori pronti, con esperienza e margini di rendimento immediato, a lasciare Palermo dovrebbe essere Diakité, il maliano è finito nel mirino di Modena, Avellino e piace pure all’estero.

Il Palermo ha puntato Depaoli della Sampdoria e Diakité potrebbe essere la pedina di scambio, quest’ultimo è finito ai margini del progetto tecnico rosanero, Depaoli nella nuova filosofia del City Group, è un giocatore che può avere un impatto immediato nella categoria e come Johnsen, è un giocatore pronto e di categoria superiore.

Stavolta il Palermo, finalmente è andato in vantaggio e non ha fatto come di solito, che ha tirato i remi in barca per gestire il vantaggio, stavolta ha premuto di più sull’acceleratore e così ha raddoppiato e poi triplicato, nel raddoppio Pohjanpalo è saltato di testa, avvitandosi per imprimere alla sfera un colpo secco e ricadendo a terra si è fatto male alla schiena. 

Il Palermo ne esce rilanciato da questa bella vittoria e sabato ci sarà la sfida contro l’Empoli, il Palermo dovrà confermare il suo ottimo stato di forma tecnica, mentale e possibilmente dei notevoli miglioramenti, con una prova di forza e di maturità, per la classifica e le ambizioni, un segnale inequivocabile per i tifosi e per le dirette antagoniste nella lotta per la promozione: Venezia 47; Frosinone 46; Palermo e Monza 41; Cesena, Modena e Juve Stabia 34; Catanzaro 32. 

giovedì 29 gennaio 2026

A pochi giorni dalla fine del mercato, non è ancora arrivato nessuno.

A quattro giorni dal termine del calciomercato invernale, mi pare che sia arrivato il momento di concretizzare i tanti attesi movimenti in entrata, il nome di Tramoni per l’attacco, va avanti già da questa estate, è il rinforzo più stuzzicante e desiderato dal tecnico Inzaghi, ma si alternano aggiornamenti interessanti e meno, il calciatore del Pisa è convinto di venire a giocare a Palermo e i contatti tra i due club proseguono con fiducia.

Tramoni si avvicina, negli ultimi giorni si è discusso a lungo dell'affare tra la dirigenza rosanero e quella del Pisa per il fantasista corso, n particolare, nella giornata di domenica, Osti ha formulato una proposta ufficiale abbastanza consistente, il Pisa ha chiesto tempo per riflettere e si è confrontato con il calciatore, nel colloquio con la società, Tramoni ha lasciato intendere di volere iniziare una nuova avventura in Sicilia. Pisa e Palermo hanno pertanto dialogato a lungo sulla formula e le cifre, il Palermo addirittura avrebbe pure rilanciato e passando da un prestito con obbligo di riscatto a 5 milioni, a un acquisto a titolo definitivo per 6 milioni, intanto il Pisa ha chiuso per un altro attaccante, Filip Stojilkovic del Cracovia, per una cifra pari a 3 milioni di euro.

Stando agli aggiornamenti delle ultime ore, l'affare Tramoni-Palermo sarebbe molto vicino alla chiusura, già nelle prossime ore si potrebbero avere importanti sviluppi su un esito positivo della trattativa, in soldoni, l’arrivo di Tramoni non dovrebbe più essere messo in discussione, tanto che Osti pare stia trattando l'inserimento in rosa del centrocampista norvegese Thorsby, classe 1996 del Genoa, che però dovrebbe rappresentare un'opzione per giugno, dato che il contratto del calciatore è in scadenza a giugno di quest'anno.

Mancano alternative offensive, in organico non ci sono particolari alternative offensive, il Palermo, dopo la cessione di Brunori alla Sampdoria, ha solamente tre calciatori che si possono definire “attaccanti” e si tratta di Pohjanpalo, Le Douaron e Corona, Vasic è considerato da Inzaghi una mezz’ala, che lui sta cercando di trasformare in un trequartista più offensivo, chiaramente così, non sono da sottovalutare i risultati di questo periodo, però non è questo l’obiettivo.

L’esigenza più impellente, è quella di chiudere le partite, al Palermo mancano al momento quei calciatori che chiudono le partite e dal mercato devono arrivare uno o due rinforzi, però con il calciomercato, siamo oramai allo sprint finale, tra attacco e centrocampo, ‘ballano’ ancora cinque nomi per gli acuisti, lunedì 2 febbraio alle 20 si chiude la sessione invernale e il Palermo deve concentrare gli sforzi, per rinforzare almeno il reparto offensivo.

Avere la migliore difesa del campionato, non sta bastando per lottare con convinzione, per la promozione diretta, le difficoltà offensive, soprattutto nell’ultimo periodo, palesano che la squadra fatica di più a trovare la via del gol, un problema per una squadra chiamata a recuperare punti alle dirette concorrenti, che invece segnano con maggiore continuità, tanto che I migliori attacchi sono quelli di Venezia e Frosinone, non a caso le prime due in classifica.

Serve un aiuto dal mercato, un giocatore capace di portare imprevedibilità e qualità sulla trequarti, un rinforzo di prima fascia, da aggiungere al ritorno di Magnani, ora sono attese due operazioni in entrata e con ogni probabilità due uscite, ma non sono da escludere novità anche a centrocampo, con un possibile innesto che potrebbe essere Thorsby del Genoa (più in ottica estiva), ma la principale operazione riguarda il trequartista.

Uno tra Johnsen e Tramoni, oppure entrambi? che andrebbero a colmare quel vuoto di qualità tra le linee, una trattativa che ha vissuto alti e bassi, condizionata soprattutto dalle prestazioni di Tramoni, proprio quando il Palermo era pronto ad affondare il colpo, Tramoni ha trovato continuità e gol in Serie A con il Pisa, la società nerazzurra ha quindi alzato le pretese e Osti ha iniziato a valutare altre strade. 

La trattativa per Johnsen è ben avviata, restano da limare gli ultimi dettagli e la Cremonese vorrebbe prima individuare un sostituto prima di concedere il via libera, la sensazione è che l’affare si farà e che, comunque, non sia da escludere anche l’arrivo di Tramoni, il Palermo, infatti, vorrebbe insistere per l’attuale numero 10 del Pisa, ma a questo punto, però, entrano in gioco valutazioni legate alle liste.

Il Palermo al momento ha un solo posto over libero, Diakité è stato apertamente messo sul mercato e la sua cessione libererebbe un ulteriore slot, Osti dovrà quindi decidere come gestire questi due spazi in base alle evoluzioni degli ultimi giorni di mercato e resta aperta la questione legata a Corona, il giovane attaccante vorrebbe trovare maggiore continuità e la società sta valutando l’ipotesi di un prestito per i prossimi sei mesi.

Pescara, Juve Stabia e Reggiana, restano alla finestra in attesa di sviluppi. Se Corona dovesse partire, servirebbe un vice Pohjanpalo e Osti ha già iniziato a muoversi in questa direzione, ci sono stati contatti approfonditi per Di Serio , ma lo Spezia non vorrebbe privarsene negli ultimi giorni di mercato, senza avere il tempo di individuare un sostituto, resta in piedi anche l’opzione Dany Mota, che avrebbe già dato disponibilità al trasferimento in rosanero.

Di Serio e Dany Mota sono entrambi over e andrebbero quindi a occupare uno slot nella lista principale, Osti dovrà dunque capire come incastrare tutti i pezzi di questo puzzle. L’obiettivo è rinforzare l’attacco senza intaccare i delicati equilibri costruiti da Inzaghi in questi mesi, novità importanti sono attese nei prossimi giorni, che si annunciano, inevitabilmente, come i più caldi di questo gennaio.

  

martedì 27 gennaio 2026

Il Palermo pareggia, le altre vincono e la vetta si allontana.

 

I rosanero pareggiano a Modena e perdono il passo con le prime della classifica, vedendo allontanarsi sempre di più le speranze di una promozione diretta in serie A, il Palermo resta al quarto posto in classifica, ma a meno 6 dal secondo posto occupato dal Venezia, i rosa non sono stati capaci di tenersi in scia con Frosinone, Venezia e Monza, che invece vincono e convincono, contro Reggiana, Mantova e Pescara.

L’altra notizia cattiva per i rosa, è che il Bari (che alla prossima ospiterà il Palermo) ha vinto a Cesena, alla prima in panchina dell’allenatore Longo, dopo il suo ritorno sulla panchina dei galletti, che sono al terzo cambio, dopo Caserta e Vivarini, mentre l’Empoli dell’ex Dionisi, cade rovinosamente in casa della Carrarese, questa di seguito la classifica: Frosinone 45; Venezia 44; Monza 41; Palermo 38; Cesena 34; Modena e Juve Stabia 33; Catanzaro 32; Carrarese 29; Empoli 27; Avellino e Padova e Südtirol 25; Reggiana, Entella, Spezia e Bari 20; Mantova19 e Sampdoria19; Pescara14.

Il Palermo si ferma (giustamente) davanti al Modena e al Var, con la serie A diretta, che si allontana, nonostante il nono risultato utile di fila, ma il pareggio di Modena è stato il risultato di una partita brutta e con poche occasioni, che rallenta la corsa alla promozione diretta dei rosa, il Modena ha colpito una traversa con l’ex e palermitano Santoro, mentre la risposta dei rosa è un pericolosissimo tiro sotto la traversa di Ranocchia, sventato miracolosamente da Chichizola.

Il secondo tiro del Palermo è nella ripresa, Palumbo segna raccogliendo un rinvio della difesa gialloblù, ma il gol è cancellato dal var, per un fallo (per niente dubbio) di Gyasi sul portiere, dopo che lo stesso Gyasi, prima del fallo sul portiere, non era riuscito a ribattere a rete da pochissimi passi, si sapeva che il Palermo avesse la partita più complicata della giornata e si sapeva che il Palermo deve completarsi, forse non ci si aspettava, un Gyasi così inadatto.

La morale del pareggio del Braglia, è che il Palermo deve velocemente colmare le lacune che si porta dietro da questa estate e le sue assurde visioni, che l’allenatore ha cercato inutilmente di camuffare, alla lunga, tutte cose che si pagano, a cosa può servire la serie utile di nove partite consecutive, se poi il Frosinone e il Venezia scappano (ora sono rispettivamente a 7 e 6 punti), riallunga anche il Monza (a +4) e non arriva nessuno dal mercato, da cui si spera arrivi almeno Dany Mota.

È inutile girarci intorno, è uno come Dany Mota che servirebbe al Palermo in attacco, un calciatore che può darci certe soluzioni, che non ci da Vasic, Le Duaron e ben che meno Gyasi e che invece le altre squadre hanno, soprattutto le tre davanti, certo, il pareggio di Modena non è da buttare, perché è stato ottenuto sul campo di un’avversaria di prima fascia, ma non è nemmeno il risultato che sarebbe servito.

In estate è stata messa in piedi una squadra vera, ma che non sta pagando come avrebbe dovuto, perché davanti c’è il solo Pohjanpalo e adesso anche lui, sta attraversando un periodo di “solitudine”, davanti a noi: il Frosinone è in serie utile da 13 partite (nove vittorie e quattro pareggi), il Venezia nelle ultime dieci ne ha vinte nove (sei di fila), per i rosa invece, il pareggio di Modena è il terzo consecutivo in trasferta.

Continuando così, la promozione diretta presto diventerà una chimera, Di fatto le trasferte sono un paradosso, così come restano un enigma irrisolto, gli scontri diretti con le squadre che stazionano nel perimetro play-off, il Palermo ad oggi non ne ha vinto nemmeno uno e anche questo deve essere motivo di riflessione.

Da Modena i rosanero si portano dietro un punto, la solita consapevolezza di essere fenomenali in fase difensiva e poco altro, il Palermo viaggia non molto veloce, ma le altre volano, la scossa sarebbe servita da tempo, ma adesso è inevitabile, perché, vede scappare le altre tre contendenti alla promozione diretta, il punto portato a casa non è abbastanza, il Palermo a Modena ha avuto un buon ritmo, ma non è bastato e non basta più.

Il Palermo in realtà ha raggiunto un equilibrio di squadra tale, da riuscire a rimanere imbattuto per più di due mesi, ha un ritmo più che accettabile, però, paga il fatto che prima di questa striscia positiva, il Palermo si è allontanato dalle zone altissime della classifica, la strada intrapresa è quella giusta, ma se non arrivano rinforzi dal mercato, non è abbastanza per puntare alla promozione diretta. 

Venezia e Frosinone sembrano oramai lanciatissimi, in questo periodo il Palermo ha recuperato 4 punti solamente sul Monza (15 nelle ultime 9 partite), tanto che i pareggi in trasferta perdono di valore, il Palermo deve fare molto di più, l’atteggiamento è stato quello prudente, di una squadra che ha badato più a non prenderle e non quello di una squadra che voleva vincere a tutti i costi.

Inzaghi non fa drammi e aspetta rinforzi, il Palermo è pronto a chiudere per uno o due profili offensivi, la strada che porta a Tramoni appare più concreta che mai, in discesa anche la trattativa per Johnsen, che potrebbe sbloccarsi nelle prossime ore, il Palermo in corsa anche per Thorsby del Genoa.