domenica 1 febbraio 2026

Il Venezia passa d’avanti al Frosinone, sotto Palermo e Monza terzi.

Con un perentorio 3 a 0, il Palermo supera il Bari al San Nicola e Inzaghi ritrova il successo esterno, una vittoria lontano dal Barbera, che è anche il decimo risultato utile consecutivo e che porta i rosanero al terzo posto appaiato al Monza, preoccupano però le condizioni di Pohjanpalo, uscito anzitempo per infortunio in occasione del suo gol, un Palermo che non è molto diverso da quello visto nelle scorse settimane, tanto che ha segnato i tre gol nella ripresa.

Il 3 a 0 contro un avversario debole, non ci deve illudere, perché il Palermo è ancora sempre lo stesso, tanto che i rosa impiegano un tempo, per concretizzare la loro netta e schiacciante superiorità, credo che la differenza sia stata fatta, dalle prestazioni eccezionali di Palumbo, Le Duaron e da un Ranocchia che gioca qualche decina di metri più avanti, posizione più consona alle sue caratteristiche.

Il divario tecnico tra le due squadre è netto e il Bari mostra subito i suoi tanti limiti, ma in campo non sono così netti, perché i rosanero che hanno fatto poco nel mercato invernale, devono provvede ulteriormente a rafforzare l’organico con almeno tre innesti (uno per reparto), se no difficilmente riuscirà a raggiungere la promozione diretta o vincerà i play off, perché il dominio del Palermo è stato netto ed è impossibile, che (spesso) a fine primo tempo, il risultato sia bloccato sullo 0 a 0.

Un primo tempo che se n’è andato via stancamente, con più sbadigli che emozioni, anche perché il Palermo non è abbastanza cattivo per fare sua la partita, per vincerla, con lo spettacolo che ha lasciato molto a desiderare, nel secondo tempo Palumbo si è fatto ammirare e abbiamo potuto godere dei suoi colpi di genio, a rendere meno spettacolare il secondo tempo, ci ha pensato anche l’arbitro Rapuano.

Con le frequenti e spesso superflue interruzioni, ha fermato il gioco quando non avrebbe dovuto e lasciato correre quando lo deve fermare, Rapuano è un arbitro che fischia troppo, che ammonisce troppo e questo nuoce al bel gioco e quindi allo spettacolo, a parte che scontenta entrambe le squadre, in Bari-Palermo, ha scontentato molto di più il Palermo, che è stato troppo spesso fermato sul più bello.  

L’allenatore del Bari aveva preparato una partita-bunker, tutti dietro e appena possibile colpire in contropiede, una tattica rinunciataria, dove occorrono difensori feroci, centrocampisti capaci di suggerire manovre di ripartenza, attaccanti veloci e rapaci, che ad oggi al Bari mancano, quest’estate il Bari è stato troppo ringiovanito, motivo per cui si sono già alternati tre allenatori sulla panchina biancorossa e per cui i galletti, occupano una posizione bassa in classifica.

Ma è anche quello che ha permesso al Palermo, di archiviare in scioltezza la pratica con il Bari, cosa che non succederà con le altre, tranne se non cambia registro e un cambio può arrivare dal mercato, se come sembra, si chiuderà per Johnsen dalla Cremonese, l’attaccante norvegese è ritenuto il profilo, determinante per compiere un salto di qualità immediato.

Dopo il ritorno di Magnani e il possibile arrivo di Johnsen dalla Cremonese, a cui andrebbero tre milioni e al giocatore un ricco contratto fino al 2029, una cifra significativa per la categoria e perfettamente in linea con la nuova filosofia societaria, orientata a investire su calciatori pronti, con esperienza e margini di rendimento immediato, a lasciare Palermo dovrebbe essere Diakité, il maliano è finito nel mirino di Modena, Avellino e piace pure all’estero.

Il Palermo ha puntato Depaoli della Sampdoria e Diakité potrebbe essere la pedina di scambio, quest’ultimo è finito ai margini del progetto tecnico rosanero, Depaoli nella nuova filosofia del City Group, è un giocatore che può avere un impatto immediato nella categoria e come Johnsen, è un giocatore pronto e di categoria superiore.

Stavolta il Palermo, finalmente è andato in vantaggio e non ha fatto come di solito, che ha tirato i remi in barca per gestire il vantaggio, stavolta ha premuto di più sull’acceleratore e così ha raddoppiato e poi triplicato, nel raddoppio Pohjanpalo è saltato di testa, avvitandosi per imprimere alla sfera un colpo secco e ricadendo a terra si è fatto male alla schiena. 

Il Palermo ne esce rilanciato da questa bella vittoria e sabato ci sarà la sfida contro l’Empoli, il Palermo dovrà confermare il suo ottimo stato di forma tecnica, mentale e possibilmente dei notevoli miglioramenti, con una prova di forza e di maturità, per la classifica e le ambizioni, un segnale inequivocabile per i tifosi e per le dirette antagoniste nella lotta per la promozione: Venezia 47; Frosinone 46; Palermo e Monza 41; Cesena, Modena e Juve Stabia 34; Catanzaro 32. 

giovedì 29 gennaio 2026

A pochi giorni dalla fine del mercato, non è ancora arrivato nessuno.

A quattro giorni dal termine del calciomercato invernale, mi pare che sia arrivato il momento di concretizzare i tanti attesi movimenti in entrata, il nome di Tramoni per l’attacco, va avanti già da questa estate, è il rinforzo più stuzzicante e desiderato dal tecnico Inzaghi, ma si alternano aggiornamenti interessanti e meno, il calciatore del Pisa è convinto di venire a giocare a Palermo e i contatti tra i due club proseguono con fiducia.

Tramoni si avvicina, negli ultimi giorni si è discusso a lungo dell'affare tra la dirigenza rosanero e quella del Pisa per il fantasista corso, n particolare, nella giornata di domenica, Osti ha formulato una proposta ufficiale abbastanza consistente, il Pisa ha chiesto tempo per riflettere e si è confrontato con il calciatore, nel colloquio con la società, Tramoni ha lasciato intendere di volere iniziare una nuova avventura in Sicilia. Pisa e Palermo hanno pertanto dialogato a lungo sulla formula e le cifre, il Palermo addirittura avrebbe pure rilanciato e passando da un prestito con obbligo di riscatto a 5 milioni, a un acquisto a titolo definitivo per 6 milioni, intanto il Pisa ha chiuso per un altro attaccante, Filip Stojilkovic del Cracovia, per una cifra pari a 3 milioni di euro.

Stando agli aggiornamenti delle ultime ore, l'affare Tramoni-Palermo sarebbe molto vicino alla chiusura, già nelle prossime ore si potrebbero avere importanti sviluppi su un esito positivo della trattativa, in soldoni, l’arrivo di Tramoni non dovrebbe più essere messo in discussione, tanto che Osti pare stia trattando l'inserimento in rosa del centrocampista norvegese Thorsby, classe 1996 del Genoa, che però dovrebbe rappresentare un'opzione per giugno, dato che il contratto del calciatore è in scadenza a giugno di quest'anno.

Mancano alternative offensive, in organico non ci sono particolari alternative offensive, il Palermo, dopo la cessione di Brunori alla Sampdoria, ha solamente tre calciatori che si possono definire “attaccanti” e si tratta di Pohjanpalo, Le Douaron e Corona, Vasic è considerato da Inzaghi una mezz’ala, che lui sta cercando di trasformare in un trequartista più offensivo, chiaramente così, non sono da sottovalutare i risultati di questo periodo, però non è questo l’obiettivo.

L’esigenza più impellente, è quella di chiudere le partite, al Palermo mancano al momento quei calciatori che chiudono le partite e dal mercato devono arrivare uno o due rinforzi, però con il calciomercato, siamo oramai allo sprint finale, tra attacco e centrocampo, ‘ballano’ ancora cinque nomi per gli acuisti, lunedì 2 febbraio alle 20 si chiude la sessione invernale e il Palermo deve concentrare gli sforzi, per rinforzare almeno il reparto offensivo.

Avere la migliore difesa del campionato, non sta bastando per lottare con convinzione, per la promozione diretta, le difficoltà offensive, soprattutto nell’ultimo periodo, palesano che la squadra fatica di più a trovare la via del gol, un problema per una squadra chiamata a recuperare punti alle dirette concorrenti, che invece segnano con maggiore continuità, tanto che I migliori attacchi sono quelli di Venezia e Frosinone, non a caso le prime due in classifica.

Serve un aiuto dal mercato, un giocatore capace di portare imprevedibilità e qualità sulla trequarti, un rinforzo di prima fascia, da aggiungere al ritorno di Magnani, ora sono attese due operazioni in entrata e con ogni probabilità due uscite, ma non sono da escludere novità anche a centrocampo, con un possibile innesto che potrebbe essere Thorsby del Genoa (più in ottica estiva), ma la principale operazione riguarda il trequartista.

Uno tra Johnsen e Tramoni, oppure entrambi? che andrebbero a colmare quel vuoto di qualità tra le linee, una trattativa che ha vissuto alti e bassi, condizionata soprattutto dalle prestazioni di Tramoni, proprio quando il Palermo era pronto ad affondare il colpo, Tramoni ha trovato continuità e gol in Serie A con il Pisa, la società nerazzurra ha quindi alzato le pretese e Osti ha iniziato a valutare altre strade. 

La trattativa per Johnsen è ben avviata, restano da limare gli ultimi dettagli e la Cremonese vorrebbe prima individuare un sostituto prima di concedere il via libera, la sensazione è che l’affare si farà e che, comunque, non sia da escludere anche l’arrivo di Tramoni, il Palermo, infatti, vorrebbe insistere per l’attuale numero 10 del Pisa, ma a questo punto, però, entrano in gioco valutazioni legate alle liste.

Il Palermo al momento ha un solo posto over libero, Diakité è stato apertamente messo sul mercato e la sua cessione libererebbe un ulteriore slot, Osti dovrà quindi decidere come gestire questi due spazi in base alle evoluzioni degli ultimi giorni di mercato e resta aperta la questione legata a Corona, il giovane attaccante vorrebbe trovare maggiore continuità e la società sta valutando l’ipotesi di un prestito per i prossimi sei mesi.

Pescara, Juve Stabia e Reggiana, restano alla finestra in attesa di sviluppi. Se Corona dovesse partire, servirebbe un vice Pohjanpalo e Osti ha già iniziato a muoversi in questa direzione, ci sono stati contatti approfonditi per Di Serio , ma lo Spezia non vorrebbe privarsene negli ultimi giorni di mercato, senza avere il tempo di individuare un sostituto, resta in piedi anche l’opzione Dany Mota, che avrebbe già dato disponibilità al trasferimento in rosanero.

Di Serio e Dany Mota sono entrambi over e andrebbero quindi a occupare uno slot nella lista principale, Osti dovrà dunque capire come incastrare tutti i pezzi di questo puzzle. L’obiettivo è rinforzare l’attacco senza intaccare i delicati equilibri costruiti da Inzaghi in questi mesi, novità importanti sono attese nei prossimi giorni, che si annunciano, inevitabilmente, come i più caldi di questo gennaio.

  

martedì 27 gennaio 2026

Il Palermo pareggia, le altre vincono e la vetta si allontana.

 

I rosanero pareggiano a Modena e perdono il passo con le prime della classifica, vedendo allontanarsi sempre di più le speranze di una promozione diretta in serie A, il Palermo resta al quarto posto in classifica, ma a meno 6 dal secondo posto occupato dal Venezia, i rosa non sono stati capaci di tenersi in scia con Frosinone, Venezia e Monza, che invece vincono e convincono, contro Reggiana, Mantova e Pescara.

L’altra notizia cattiva per i rosa, è che il Bari (che alla prossima ospiterà il Palermo) ha vinto a Cesena, alla prima in panchina dell’allenatore Longo, dopo il suo ritorno sulla panchina dei galletti, che sono al terzo cambio, dopo Caserta e Vivarini, mentre l’Empoli dell’ex Dionisi, cade rovinosamente in casa della Carrarese, questa di seguito la classifica: Frosinone 45; Venezia 44; Monza 41; Palermo 38; Cesena 34; Modena e Juve Stabia 33; Catanzaro 32; Carrarese 29; Empoli 27; Avellino e Padova e Südtirol 25; Reggiana, Entella, Spezia e Bari 20; Mantova19 e Sampdoria19; Pescara14.

Il Palermo si ferma (giustamente) davanti al Modena e al Var, con la serie A diretta, che si allontana, nonostante il nono risultato utile di fila, ma il pareggio di Modena è stato il risultato di una partita brutta e con poche occasioni, che rallenta la corsa alla promozione diretta dei rosa, il Modena ha colpito una traversa con l’ex e palermitano Santoro, mentre la risposta dei rosa è un pericolosissimo tiro sotto la traversa di Ranocchia, sventato miracolosamente da Chichizola.

Il secondo tiro del Palermo è nella ripresa, Palumbo segna raccogliendo un rinvio della difesa gialloblù, ma il gol è cancellato dal var, per un fallo (per niente dubbio) di Gyasi sul portiere, dopo che lo stesso Gyasi, prima del fallo sul portiere, non era riuscito a ribattere a rete da pochissimi passi, si sapeva che il Palermo avesse la partita più complicata della giornata e si sapeva che il Palermo deve completarsi, forse non ci si aspettava, un Gyasi così inadatto.

La morale del pareggio del Braglia, è che il Palermo deve velocemente colmare le lacune che si porta dietro da questa estate e le sue assurde visioni, che l’allenatore ha cercato inutilmente di camuffare, alla lunga, tutte cose che si pagano, a cosa può servire la serie utile di nove partite consecutive, se poi il Frosinone e il Venezia scappano (ora sono rispettivamente a 7 e 6 punti), riallunga anche il Monza (a +4) e non arriva nessuno dal mercato, da cui si spera arrivi almeno Dany Mota.

È inutile girarci intorno, è uno come Dany Mota che servirebbe al Palermo in attacco, un calciatore che può darci certe soluzioni, che non ci da Vasic, Le Duaron e ben che meno Gyasi e che invece le altre squadre hanno, soprattutto le tre davanti, certo, il pareggio di Modena non è da buttare, perché è stato ottenuto sul campo di un’avversaria di prima fascia, ma non è nemmeno il risultato che sarebbe servito.

In estate è stata messa in piedi una squadra vera, ma che non sta pagando come avrebbe dovuto, perché davanti c’è il solo Pohjanpalo e adesso anche lui, sta attraversando un periodo di “solitudine”, davanti a noi: il Frosinone è in serie utile da 13 partite (nove vittorie e quattro pareggi), il Venezia nelle ultime dieci ne ha vinte nove (sei di fila), per i rosa invece, il pareggio di Modena è il terzo consecutivo in trasferta.

Continuando così, la promozione diretta presto diventerà una chimera, Di fatto le trasferte sono un paradosso, così come restano un enigma irrisolto, gli scontri diretti con le squadre che stazionano nel perimetro play-off, il Palermo ad oggi non ne ha vinto nemmeno uno e anche questo deve essere motivo di riflessione.

Da Modena i rosanero si portano dietro un punto, la solita consapevolezza di essere fenomenali in fase difensiva e poco altro, il Palermo viaggia non molto veloce, ma le altre volano, la scossa sarebbe servita da tempo, ma adesso è inevitabile, perché, vede scappare le altre tre contendenti alla promozione diretta, il punto portato a casa non è abbastanza, il Palermo a Modena ha avuto un buon ritmo, ma non è bastato e non basta più.

Il Palermo in realtà ha raggiunto un equilibrio di squadra tale, da riuscire a rimanere imbattuto per più di due mesi, ha un ritmo più che accettabile, però, paga il fatto che prima di questa striscia positiva, il Palermo si è allontanato dalle zone altissime della classifica, la strada intrapresa è quella giusta, ma se non arrivano rinforzi dal mercato, non è abbastanza per puntare alla promozione diretta. 

Venezia e Frosinone sembrano oramai lanciatissimi, in questo periodo il Palermo ha recuperato 4 punti solamente sul Monza (15 nelle ultime 9 partite), tanto che i pareggi in trasferta perdono di valore, il Palermo deve fare molto di più, l’atteggiamento è stato quello prudente, di una squadra che ha badato più a non prenderle e non quello di una squadra che voleva vincere a tutti i costi.

Inzaghi non fa drammi e aspetta rinforzi, il Palermo è pronto a chiudere per uno o due profili offensivi, la strada che porta a Tramoni appare più concreta che mai, in discesa anche la trattativa per Johnsen, che potrebbe sbloccarsi nelle prossime ore, il Palermo in corsa anche per Thorsby del Genoa.

sabato 24 gennaio 2026

Il tempo delle analisi è finito e ora sta finendo anche quello del mercato.

 

Servono come a ogni sessione di mercato, decisioni forti in campo e fuori, le ambizioni non si dichiarano e quando si fa, si devono cogliere e portare a casa, quindi, se la società crede nel progetto e negli obiettivi dichiarati, deve agire subito e di conseguenza, perché nel calcio, come nella vita, il tempo passa e con lui passano le occasioni, che una volta perse non tornano.

Ritorna Magnani in rosanero come già preannunciato, il difensore ha fatto ritorno a Palermo, dopo aver iniziato la stagione in prestito alla Reggiana, non lo scopriamo adesso, ma è un rinforzo di fondamentale importanza per la difesa, che ora con Bani e Ceccaroni, potrà schierare un’altra assoluta eccellenza per la Serie B, è un lieto ritorno a casa, dopo che era stato ceduto in prestito per avvicinarsi alla sua città natale, per affrontare problemi di natura familiare.

Il difensore ha fatto ritorno a Palermo, con l’obiettivo di tornare protagonista e rafforzare ulteriormente la difesa, che sin qui risulta la migliore del campionato cadetto e sarebbe il primo dei tre preventivati innesti, prima di affrontare il prossimo mini ciclo di partite, che prevede due trasferte consecutive a Modena e Bari e che dirà molto in chiave promozione diretta, la palla adesso passa a Inzaghi, alla squadra e a Osti, che sta cercando di rinforzare l’organico senza sbagliare nulla e possibilmente senza spendere soldi, come vuole il City Group, ma senza particolare premura.

Passi avanti anche per Johnsen, il Palermo ha l’obiettivo di colmare il vuoto lasciato dalla partenza di Brunori e sta accelerando sul mercato, per rinforzare l’organico senza stravolgerne gli attuali equilibri, ma il mercato del Palermo potrebbe non fermarsi qui, l’arrivo di Magnani dovrebbe facilitare la cessione di Diakité e potrebbe andare via anche Corona, non sono escluse ulteriori novità anche a centrocampo

Il Palermo ha intensificato le operazioni di mercato con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la rosa, soprattutto nel reparto offensivo. In difesa cresce l’ottimismo per il ritorno di Magnani, il centrale è ritenuto pienamente funzionale al progetto tecnico e già conoscitore dell’ambiente rosanero e il suo rientro rappresenterebbe un innesto di valore, per una difesa già tra le più solide del campionato.

Contro lo Spezia è finita 1 a 0 e a decidere la partita è stato un gol lampo di Segre, gli Aquilotti spezzini hanno subito la rete nei primi secondi della gara, ma nel secondo tempo si sono registrati tante occasioni, da una parte e dall'altra, dal calcio d’inizio al gol, sono passati appena 10 secondi e il Palermo è passato in vantaggio con una bella azione tutta di prima, un colpo da ko, che però non ha mandato al tappeto lo Spezia, che ha avuto una buona reazione già al 21esimo con Di Serio lanciato in velocità.

Joronen è riuscito a risponde in stile hockey e al 33esimo minuto il Palermo si fa sentire ancora con Segre, alla fine del primo tempo e su azione da corner, l’ex Soleri costringe a un gran volo Joronen, che sigilla l'1 a 0 per i rosa all'intervallo, il secondo tempo si riaccende solo al 69esimo, con la sgroppata di Artistico che la chiude nell'angolino, sarebbe stato l’1 a 1, ma il gol è annullato per fuorigioco.

Tre minuti dopo un bel cross di Augello per la testa di Le Duaron e la palla si infrange sulla traversa, prima del definitivo salvataggio di Aurelio, dal corner successivo il Palermo prende un altro legno con Bani di testa, i rosanero insistono e sfiorano il 2 a 0 al 74esimo, ma Palumbo manca il pallone in area quasi a colpo sicuro.

Al 76esimo Verde con un magico esterno sinistro, prova a cambiare il risultato dell'incontro, ma la palla sfiora l'incrocio, all’85esimo Augello crossa per Ceccaroni e Radunovic è bravo a tenere in partita lo Spezia, che nel recupero sfiora il pari, con un destro di Artistico, che si infrange sul palo.

Come si intuisce, è stata una bella partita, lottata e ben giocata, squadre sfortunate sotto rete, che non fanno onore all’1 a 0 striminzito finale, è stata una buona gara, ma mancano ancora degli ingredienti fondamentali, per arrivare all’obiettivo, servono rinforzi, più attenzione e determinazione, specie nei minuti finali, per chiudere le occasioni che capitano.

Il Palermo è troppo “operaio”, anche se trova punti e gol, mette punti in cascina, ma serve qualcosa negli ultimi 30 metri e si resta in attesa di buone notizie dal calciomercato, l’ottima vittoria contro lo Spezia, non può essere messa in discussione sotto il punto di vista della prestazione, ma è apparso evidente come ai rosanero manchi un pizzico di qualità negli ultimi 20 metri.

Un elemento imprescindibile per una squadra che spesso non riesce a chiudere le partite, il club rosa sta cercando di rimediare in sede di mercato, al Palermo sta mancando il trequartista offensivo, contro lo Spezia in quel ruolo sono stati schierati Gyasi e Palumbo, tanto di cappello per Palumbo, mentre Gyasi è stato come sempre in netta difficoltà, anche perché per me è fuori ruolo, Gyasi non ha la qualità necessaria per fare il trequartista.

Da Gyasi ci si aspetta tanta corsa e sacrificio e non la fantasia, Palumbo ricopre il suo ruolo naturale, ma riesce a incidere solamente a tratti, la sua presenza è fondamentale per legare il gioco e battere diversi calci piazzati, spesso sono sue le giocate illuminanti che portano ad azioni pericolose, Palumbo però non è ancora il calciatore capace di andare in “doppia cifra” di gol e assist, anche perché non è esente da dispendiosi compiti difensivi.

domenica 18 gennaio 2026

Palermo, rimpianti e certezze.

 

Il pareggio del Palermo a Mantova, è da considerare come un’occasione persa e lascia molta amarezza, il gol subito al 95esimo, non può essere considerato un semplice episodio sfortunato, ma il risultato di limiti strutturali e di una mancanza di maturità della squadra, nonostante il Palermo sia quarto in classifica e ancora vicino alle posizioni di vertice, emerge chiaramente che manca ancora qualcosa per compiere il definitivo salto di qualità, che a questo punto può arrivare solo dal mercato.

La squadra di Inzaghi fin qui, ha mostrato un’identità di gioco ormai riconoscibile e una superiorità tecnica evidente, riuscendo a creare molte occasioni e a mantenere il controllo della partita, anche quando la partita si è fatta più dura e fisica, come a Mantova, tuttavia, questa supremazia non è stata sempre trasformata in vittoria per assenza di cinismo, cattiveria sotto porta e capacità di leggere i momenti di pericolo e difficoltà della gara, come dimostra il pareggio del Mantova, arrivato con l’unico tiro in porta del secondo tempo.

Serve più cura dei dettagli, più attenzione ai particolari, che fanno la differenza nelle partite decisive, bisogna ammettere che alcune scelte di Inzaghi hanno funzionato, nell’azione verticale del Palermo per esempio, valorizzando gli schemi offensivi della squadra, la scelta di Vasic titolare ha dato buoni frutti grazie all’assist e alla vivacità mostrata, anche se lo stesso giocatore ha poi sprecato una grande occasione a inizio ripresa, mentre resta però l’immagine, di un Palermo ancora incompiuto.

È un Palermo capace di giocare bene, ma anche capace di non chiudere le partite, i rosa sono penalizzati anche da alcune scelte tattiche, come l’abbassamento del baricentro dopo le sostituzioni e poi alla fine ne viene fuori un pareggio che brucia e che evidenzia quanto lavoro resti ancora da fare, per trasformare le buone prestazioni in risultati concreti e utili all’obiettivo finale, che vedo allontanarsi sempre più.

Manca la svolta e a Mantova abbiamo perso un’altra occasione, l’ennesima occasione sprecata, tra limiti offensivi, prudenza di Inzaghi e un mercato che non può più attendere, il Palermo anche a Mantova, non è andato oltre una prestazione a metà e ancora una volta il rammarico supera la soddisfazione, i rosanero hanno avuto la partita in mano per tutto il primo tempo, l’hanno controllata, ma complice il solito vistoso calo di concentrazione e l’arretramento del baricentro di gioco, nel secondo tempo, non sono mai riusciti a dare il colpo decisivo.

Un copione già visto, che riapre interrogativi non solo sulla concretezza della squadra, ma anche sulla gestione della gara da parte dell’allenatore, il Palermo ha fatto la partita, ha subito e imposto i diritti del più forte e ha mostrato una discreta organizzazione nel palleggio, degno di una squadra leader, poi il gol dopo soli otto minuti, sembrava presagire un pomeriggio tranquillo e ricco, ma anche a fronte di una supremazia territoriale evidente, è mancata la capacità di trasformare il controllo in un vantaggio definitivo.

Un’altra occasione non capitalizzata, scelte sbagliate e una tendenza a rallentare proprio quando serve affondare, hanno tenuto in vita un Mantova volenteroso, ma con pochissime idee e ampiamente alla portata dei rosanero, serve a poco consolarsi per il settimo risultato utile consecutivo, si può senza ombra di dubbio parlare, di due punti pesanti persi, due punti che avrebbero permesso di guadagnare in un colpo solo su Monza, Cesena, Catanzaro e Modena e tenere il passo di Frosinone e Venezia.

In questo contesto pesa anche una gestione troppo conservativa della partita da parte di Inzaghi, nel momento in cui la partita chiedeva coraggio e una presa di posizione netta, l’allenatore ha optato per scelte prudenti, cambi attendisti, poca voglia di sbilanciarsi e l’idea di controllare più che di colpire, un messaggio che la squadra ha recepito e che l’avversario ha sfruttato, trovando fiducia e spazi col passare dei minuti.

Il problema però, va oltre la singola partita e oltre le scelte dalla panchina, questo Palermo sembra pagare anche una rosa non ancora all’altezza delle ambizioni, corta in alcuni ruoli e priva di alternative capaci di incidere davvero a gara in corso, quando i titolari rallentano, il livello complessivo si abbassa e la squadra perde incisività e personalità.

Ed è qui che deve entrare in gioco la società, chiamata a un’assunzione di responsabilità chiara e immediata, il mercato di gennaio non può essere affrontato in modo attendista, servono almeno tre innesti mirati, elementi in grado di alzare il livello sia numerico che qualitativo della rosa, un attaccante/trequartista (Vazquez) che garantisca gol e movimento, un centrocampista capace di dare ritmo e personalità.

Che sappia guidare la squadra nei momenti di difficoltà e non Ranocchia e un centrale d’esperienza che possa dare una mano a Bani, non rincalzi, ma giocatori pronti, abituati a reggere la pressione, il Palermo ha basi solide, ma così rischia di restare una squadra incompiuta, sospesa tra buone prestazioni e risultati che non decollano, senza un cambio di passo sul mercato e senza un atteggiamento più coraggioso in panchina, il rischio è quello di continuare ad accumulare rimpianti.

venerdì 16 gennaio 2026

Il Palermo non è ancora grande: dal mercato può arrivare il salto di qualità.

 

Scusate l’assenza, ma sono dovuto ricorrere a un piccolo ma quanto delicato intervento in testa, per rimuovere un meningioma, che si era ingrandito e mi procurava qualche problema di vista, per questo non ho potuto essere puntuale come mi capita, fisicamente se pur con un occhio schiacciato sto bene, è solo l’occhio che al momento mi crea qualche disturbo.

Ma Parliamo di calcio e di Palermo, visto che nel lontano oramai 2010, mi sono preso questo impegno, che vedo con mia grande soddisfazione, viene al quanto seguito e la cosa mi spinge a continuare, tornato a casa, mi sono rimesso in linea con gli incontri che non avevo potuto seguire all’ospedale, ed esattamente ho rivisto La gara di Mantova ha confermato quella sensazione, che il Palermo non sia ancora una grande squadra, ai rosa manca sempre l’ultimo passo per compiere il salto di qualità definitivo e il pari beffardo contro i virgiliani ne è l’amara dimostrazione, il problema però è che il campionato non aspetta, il Frosinone non sta sbagliando una partita; il Venezia vola, macina gioco e risultati; il Monza sembra in calo, ma gli equilibri cambiano in fretta.

Il pareggio è stata una mazzata difficile da digerire, già altre partite del campionato erano stati degli indizi, una grande squadra può anche giocare male ma, dopo aver ribaltato sorprendentemente il risultato nel finale di gara, deve tornare a casa con i tre punti, la partita col Mantova è la prova che al Palermo sta mancando qualcosa, perché dopo un dominio totale e incondizionato per 95 minuti non può arrivare nei minuti di recupero con il minimo vantaggio.

Un buon Palermo, non ancora grande, nei primi venti minuti della partita i rosanero hanno messo in campo una qualità che raramente si era vista, il gol di Ceccaroni ne è l’esempio perfetto, con una costruzione verticale, semplice ed efficace: Ranocchia va subito dal trequartista Palumbo, che di prima lancia nello spazio l’altro trequartista, Vasic e a chiudere l’azione ci va il braccetto di sinistra, sempre proiettato in fase offensiva.

A Mantova si è vista qualità nel collettivo più che nei singoli giocatori ed è forse questa la grossa differenza, l’errore poi è sempre lo stesso, quello di non aver chiuso la partita, perché nel secondo tempo non c’è stato nemmeno un attimo di sofferenza, Inzaghi ha una mentalità troppo conservativa, l’idea di calcio dell’allenatore è questa, si conosce e ce lo siamo fatti piacere, ma non diciamo che con questi principi, l’allenatore ha conquistato risultati importanti in Serie B.

Perché alla fine ha vinto solo due campionati, il Palermo non è ancora una grande squadra e questo è un dato di fatto, è una buona squadra, che sta meritando il quarto posto, con un’idea di gioco poco spettacolare, ben definita, ma che non porta alla serie A, anche se l’allenatore ha lo spogliatoio in pugno e il gruppo che crede in quello che fa.

È chiaro che non si può vincere sempre, ma il pareggio di Mantova è un’occasione buttata al vento, lasciamo stare il raffronto con le passate stagioni, dimentichiamo il punto di partenza, perché di cose ne sono cambiate tante, 34 punti, frutto di nove vittorie, sette pareggi e tre sconfitte, con 29 gol fatti e 14 subiti, sono un buon risultato, ma non è quello per cui sta e deve lottare,  Il quarto posto consente ancora di sperare nella promozione diretta, un aspetto tutt’altro che banale considerando le scorie della scorsa stagione, che avevano lasciato un quadro desolante, con un patrimonio tecnico, tattico ed emotivo da ricostruire.

Inzaghi sta facendo un buon lavoro se si considera che i punti in più, alla fine del girone d’andata rispetto alla passata stagione, sono dieci. Sono due, invece, se si fa il confronto con la stagione 2023/24, quella iniziata da Corini e conclusa da Mignani. Per trovare un girone d’andata migliore in termini di punti in Serie B bisogna tornare alla stagione 2018/19, quando i rosanero chiusero con 37 punti, frutto di dieci vittorie, sette pareggi e una sola sconfitta. Alla 19esima giornata erano primi, con cinque punti di vantaggio sulle seconde.

Il mercato potrà aiutare il Palermo a compiere questo passetto, anche se la risposta non è scontata: basta guardare all’anno scorso, quando arrivarono tre top come Audero, Magnani e Pohjanpalo. Il Palermo era nono alla fine del girone d’andata e chiuse ottavo a fine campionato, la sessione invernale è molto complicata e solo operazioni davvero oculate possono risultare migliorative.

La dirigenza, in concerto con lo staff tecnico, valuta l’organico competitivo così com’è e al momento, stando alle dichiarazioni del d.s. Osti, sono in programma solo un paio di operazioni, in attacco e forse in difesa, quindi l’organico vuol dire che non è competitivo così com’è, serve e deve arrivare un attaccante in grado di alzare il livello qualitativo tra le linee, magari un altro difensore affidabile per favorire più rotazioni nel reparto arretrato, ma il Palermo deve trovare la forza di compiere questo passo a prescindere dall’arrivo di uno o due giocatori.

mercoledì 7 gennaio 2026

Nikolaou delude con il Bari e il possibile rientro al Palermo, mette sul mercato Veroli.

Il calciatore anche a Bari ha offerto prestazioni al di sotto delle aspettative, la prima parte del campionato del Bari è stata decisamente deludente, in diciotto partite i galletti hanno raccolto soltanto diciassette punti con il conseguente sedicesimo posto in classifica che a ora, vorrebbe dire playout, a tal proposito in questa finestra di mercato, i biancorossi potrebbero mettere in atto una mini rivoluzione.

Sono diversi i giocatori che sembrano con le valigie in mano e tra questi sarebbe a forte rischio anche il difensore ellenico Nikolaou, per il quale il Bari starebbe valutando la possibilità di risolvere in anticipo il prestito del calciatore, che non avendo richieste farebbe rientro al Palermo, a questo punto il braccetto di sinistra Veroli, di proprietà del Cagliari è in uscita, visto che il difensore piace a Pescara, Mantova e Cesena.

I movimenti in entrata, sono mirati soprattutto a rinforzare il reparto offensivo e a sostituire Brunori, i nomi sono sempre gli stessi, Tramoni del Pisa, Pierini del Sassuolo e Johnsen della Cremonese, che nelle ultime ore prende sempre più corpo, il norvegese classe 1998, che attualmente sta trovando poco spazio nella squadra di Nicola e vorrebbe trovare un maggiore impiego, Palermo sarebbe la destinazione più che gradita.

Sia il calciatore che il suo entourage, sarebbero d’accordo a un trasferimento in una piazza e in una società ambiziosa, la Cremonese chiederebbe una cifra vicina ai 3 milioni per il cartellino di Johnsen, che a Palermo troverebbe Pohjanpalo, con il quale ha partecipato alla promozione in Serie A del Venezia due stagioni fa, la trattativa potrebbe essere fatta sulla base di un prestito con diritto o obbligo di riscatto in caso di promozione del Palermo in serie A. 

Johnsen con le sue 125 presenze, 17 gol e 25 assist in Serie B, potrebbe essere il profilo dell'attaccante, con esperienza e valore per il reparto offensivo, il trequartista di sinistra che manca, per cui Inzaghi ha prima provato con Brunori e poi con Le Duaron, ma anche seconda o prima punta, adatto per le necessità del tecnico, per fare funzionare al meglio il suo 3-4-2-1.

Johnsen, Tramoni o Pierini, il Palermo è interessato a un attaccante di livello, resta viva l’idea Pierini (Sassuolo) anche perché Tramoni del Pisa è sempre un obiettivo complicato, perché i toscani non sembrano intenzionati a cedere uno dei giocatori più importanti e molto gradito a Inzaghi, per completare la rosa a disposizione di Inzaghi, che necessita di ulteriori accorgimenti, che possano innalzare la qualità dell'organico.

I rosanero hanno adesso un solo posto disponibile nella lista over, liberato dalla cessione di Brunori è sono in attesa di Johnsen o Pierini, quest’ultimo pare che sia difficile che riesca a muoversi da Sassuolo e quindi il Palermo è pronto a puntare su Johnsen, per il quale la Cremonese nei prossimi giorni deciderà se farlo partire o meno.

A Inzaghi serve un calciatore di spessore e qualità, capace di occupare la della trequarti sulla sinistra, ruolo nel quale finora né Vasic né Le Douaron sono riusciti a incidere con continuità, Johnsen, esterno offensivo destro naturale, è un calciatore estremamente duttile, in grado di muoversi in più zone del campo, pur rendendo al meglio proprio sulla trequarti sinistra.

Dribbling, strappo rapido e imprevedibile, sa creare superiorità numerica ed è efficace anche nell’ultimo passaggio, pecca di lucidità sotto porta, l’operazione è possibile, non sembrano esserci particolari ostacoli, la valutazione si aggira tra i 2 e i 3 milioni, operazione sostenibile per il Palermo, che potrebbe puntare su un prestito oneroso con riscatto legato a obiettivi.