sabato 29 novembre 2025

La vetta della classifica si allontana sempre più.

Neanche stavolta ce stata la “svolta” per il Palermo, che pareggia e si ripresenta con le croniche criticità inammissibili, per una formazione che deve ambire ad andare in serie A, non riesce a vincere e c’è ancora qualcosa che non va, il Palermo non vince e non brilla, neanche stavolta è stata una prova entusiasmante, continuiamo ad aspettarci una reazione dopo ogni sosta, ma i rosanero continuano a palesare le solite difficoltà: manovra lenta e prevedibile, scarsa intensità, disattenzioni in difesa e se la matematica non è un’opinione, le cose sono due, o sono i giocatori a non andare, oppure è il tecnico.

Il problema c’è e va risolto, va trovata la soluzione con rigore di logica a senza indugi, qui il problema non è il pareggio, è la prestazione, non in linea con le ambizioni, il blasone e le potenzialità della squadra, serviva una vittoria per darci almeno la sensazione, che i problemi fossero stati risolti, Inzaghi ha apportato alcune modifiche (?), ma mancano ancora aggressività, ritmo e la manovra è sempre un po’ lenta nella circolazione del pallone.

Il Palermo ha sofferto l’Entella, che può anche recriminare per le occasioni sprecate nel finale, la reazione del Palermo è stata poco incisiva, il piano B di Inzaghi non funziona e la strada per ritrovare il Palermo è ancora lunga, capitano e vice in panchina, con nessun minuto per Brunori e solo un piccolo spezzone per Segre, fascia da capitano affidata a Bani e non a Ceccaroni, decisioni che sanno di una rottura con la vecchia guardia, ma gli aspetti tecnico-tattici non sono cambiati, il “tutti sotto esame”, vuol dire che a gennaio sarà ceduta la vecchia guardia?

Due settimane di sosta e di riflessioni, hanno portato a nulla, forse è arrivato un messaggio forte e chiaro, ma non è arrivata la svolta e non sappiamo se e quando arriverà, il percorso magari sarà lungo, ma il campionato nel frattempo non ti aspetta, la strategia iniziale in estate, era quella di puntare sul rilancio dei vecchi giocatori della vecchia guardia, operando diverse cessioni, ma lasciando per buona parte intatto il nucleo della squadra.

Sembrava che sarebbe bastato valorizzare un capitale apparentemente deprezzato, ma il campionato dice tutt’altro, dice che il Palermo si è appiattito e che la “vecchia guardia” non è riuscita a dare la scossa, i nuovi sembrano essersi “adeguati” e la squadra ha perso l’intensità iniziale, raccogliendo la terza sconfitta in quattro gare, Inzaghi ha provato una strada nuova, per me vecchia, perché è tornato all’impianto di gioco iniziale.

Si è tornati al progetto tecnico/tattico iniziale e adesso l’allenatore deve intervenire sulle scelte future e sull’attuale gestione dello spogliatoio, le note positive sono poche, tra queste Vasic, partito finalmente dal primo minuto e che ha disputato la sua miglior partita da quando è a Palermo, giocando nella sua naturale posizione da trequartista sul centrosinistra, si muove con naturalezza e mostra anche un’ottima condizione fisica.

Palumbo comincia a salire nettamente di livello, giocando da tuttocampista, ha abbassato il raggio d’azione e ha replicato una prestazione importante, tra i migliori in campo, è l’unico che può accendere la luce, con un’adeguata copertura, in una porzione di campo così ampia da coprire può esaltarlo, anche se il suo talento servirebbe più tra le linee, facendolo giocare dietro le due punte.

Inzaghi sembra intenzionato a proseguire su questa strada, rientrerà Ranocchia, insomma, poi per l’ex bomber del Milan, la svolta la potrebbero dare Gomes e Gyasi, sembra che al tecnico non resterà altra scelta per ‘sopravvivere’ fino alla sessione invernale di calciomercato, il risultato di Castellammare è un pareggio che comunque sa di sconfitta.

I rosanero sono irriconoscibili e senza idee, il Palermo esce dal campo con un punto, ma perde in credibilità, fiducia e certezze, hanno fatto una prestazione a tratti imbarazzante, senza incisività, priva di ritmo, di qualità e personalità, il Palermo non ha avuto l’approccio giusto, linee lente, idee confuse e una costruzione del gioco che non è mai andata oltre la sterile gestione del pallone, con l’ennesima incertezza difensiva dei rosanero.

Il pareggio del Palermo è arrivato grazie ad un errore in fase di costruzione della squadra ligure, ma è rimasta una reazione episodica, non è il frutto di un cambio di marcia, la squadra è stata costantemente sulle gambe, incapace di verticalizzare e di alzare i ritmi, fino a sparire dal campo, la sosta non è servita per riproporre un Palermo più vivace, sia mentalmente, che nel gioco, ha ancora deluso ed è sconfortante assistere ancora a prestazioni desolanti, con in mezzo al campo, poche idee.

Sugli esterni nessuno salta l’uomo, in avanti c’è una sterilità preoccupante, non c’è cattiveria, non c’è fame, non c’è la mentalità che deve avere una squadra che punta in alto, il Palermo è disconnesso, privo di identità e di fiducia, basta pochissimo per metterlo in difficoltà e pensare a traguardi ambiziosi diventa difficile, servono risposte di carattere, intensità, idee, perché un Palermo così non può essere accettabile, il tecnico e la Società sono adesso ad un bivio, continuare così con un futuro poco roseo, oppure rivoluzione, perché i segnali sono poco incoraggianti. 

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