Il problema c’è e va risolto,
va trovata la soluzione con rigore di logica a senza indugi, qui il problema
non è il pareggio, è la prestazione, non in linea con le ambizioni, il blasone
e le potenzialità della squadra, serviva una vittoria per darci almeno la
sensazione, che i problemi fossero stati risolti, Inzaghi ha apportato alcune modifiche
(?), ma mancano ancora aggressività, ritmo e la manovra è sempre un po’ lenta
nella circolazione del pallone.
Il Palermo ha sofferto l’Entella,
che può anche recriminare per le occasioni sprecate nel finale, la reazione del
Palermo è stata poco incisiva, il piano B
di Inzaghi non funziona e la strada per ritrovare il Palermo è ancora lunga, capitano
e vice in panchina, con nessun minuto per Brunori e solo un piccolo
spezzone per Segre, fascia da capitano affidata a Bani e non
a Ceccaroni, decisioni che sanno di una rottura con la vecchia guardia,
ma gli aspetti tecnico-tattici non sono cambiati, il “tutti sotto esame”, vuol
dire che a gennaio sarà ceduta la vecchia guardia?
Due settimane di sosta e di riflessioni, hanno portato a nulla, forse è
arrivato un messaggio forte e chiaro, ma non è arrivata la svolta e non
sappiamo se e quando arriverà, il percorso magari sarà lungo, ma il campionato
nel frattempo non ti aspetta, la strategia iniziale in estate, era quella
di puntare sul rilancio dei vecchi giocatori della vecchia guardia, operando
diverse cessioni, ma lasciando per buona parte intatto il nucleo della squadra.
Sembrava che sarebbe bastato valorizzare un capitale apparentemente deprezzato,
ma il campionato dice tutt’altro, dice che il Palermo si è appiattito e che la
“vecchia guardia” non è riuscita a dare la scossa, i nuovi sembrano essersi “adeguati”
e la squadra ha perso l’intensità iniziale, raccogliendo la terza sconfitta in
quattro gare, Inzaghi ha provato una strada nuova, per me vecchia, perché
è tornato all’impianto di gioco iniziale.
Si è tornati al progetto tecnico/tattico iniziale e adesso l’allenatore deve
intervenire sulle scelte future e sull’attuale gestione dello spogliatoio, le
note positive sono poche, tra queste Vasic, partito finalmente dal primo minuto
e che ha disputato la sua miglior partita da quando è a Palermo, giocando nella
sua naturale posizione da trequartista sul centrosinistra, si muove con
naturalezza e mostra anche un’ottima condizione fisica.
Palumbo comincia
a salire nettamente di livello, giocando da tuttocampista, ha abbassato il
raggio d’azione e ha replicato una prestazione importante, tra i migliori in
campo, è l’unico che può accendere la luce, con un’adeguata copertura, in una
porzione di campo così ampia da coprire può esaltarlo, anche se il suo talento
servirebbe più tra le linee, facendolo giocare dietro le due punte.
Inzaghi sembra
intenzionato a proseguire su questa strada, rientrerà Ranocchia, insomma, poi
per l’ex bomber del Milan, la svolta la potrebbero dare Gomes e Gyasi, sembra
che al tecnico non resterà altra scelta per ‘sopravvivere’ fino alla sessione
invernale di calciomercato, il risultato di Castellammare è un pareggio che comunque sa
di sconfitta.
I rosanero sono irriconoscibili e senza idee, il Palermo esce dal campo con un punto, ma perde in credibilità, fiducia e certezze, hanno fatto una prestazione a tratti imbarazzante, senza incisività, priva di ritmo, di qualità e personalità, il Palermo non ha avuto l’approccio giusto, linee lente, idee confuse e una costruzione del gioco che non è mai andata oltre la sterile gestione del pallone, con l’ennesima incertezza difensiva dei rosanero.
Il pareggio del
Palermo è arrivato grazie ad un errore in fase di costruzione della squadra
ligure, ma è rimasta una reazione episodica, non è il frutto di un cambio di
marcia, la squadra è stata costantemente sulle gambe, incapace di
verticalizzare e di alzare i ritmi, fino a sparire dal campo, la sosta non è
servita per riproporre un Palermo più vivace, sia mentalmente, che nel gioco, ha
ancora deluso ed è sconfortante assistere ancora a prestazioni desolanti, con in
mezzo al campo, poche idee.
Sugli esterni nessuno salta l’uomo, in avanti c’è una sterilità preoccupante, non c’è cattiveria, non c’è fame, non c’è la mentalità che deve avere una squadra che punta in alto, il Palermo è disconnesso, privo di identità e di fiducia, basta pochissimo per metterlo in difficoltà e pensare a traguardi ambiziosi diventa difficile, servono risposte di carattere, intensità, idee, perché un Palermo così non può essere accettabile, il tecnico e la Società sono adesso ad un bivio, continuare così con un futuro poco roseo, oppure rivoluzione, perché i segnali sono poco incoraggianti.
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