Dopo il 5 a 0 con il
Pescara, si potrebbe dire: 125 anni e non sentirli, dal 1° novembre 1900, i
palermitani hanno nel cuore, oltre all’amore per i propri cari, per una città
cosmopolita e intrisa di mare, anche per l’Anglo Palermitan Athletic & Foot
Ball Club, creato da un gruppo di appassionati, affascinati dal calcio inglese,
che hanno deciso di portare quel gioco nuovo nella nostra città.
Le prime maglie erano rosse e blu, i colori dell’Union Jack, nel 1907 i
colori sono cambiati con il rosa e il nero, la dolcezza e il dolore, dai campi polverosi della
città così nasce una leggenda, che negli anni cambia nome, si muove tra mille
difficoltà economiche, cade e risorge, negli anni ’30 la prima promozione in
Serie A e da allora è sempre stata
una continua altalena, con la continua ricerca della serie A.
Due uomini in particolare hanno segnato
due epoche rosanero, Renzo Barbera,
un signore vero, elegante, appassionato, capace di trasformare la squadra in un
simbolo di dignità e sogno, portando negli anni Settanta il Palermo a due finali di Coppa
Italia (’74 e nel ’79), due finali
perse impunemente e indimenticabili, Barbera con quel Palermo aveva dato la
certezza, che questa città può sognare in grande.
L’altra è stata quella di Maurizio
Zamparini, il suo arrivo ha cambiato volto al Palermo, ha investito, cosa che mai nessuno
aveva fatto, ha creduto nel potenziale della città e dopo anni bui, in due anni
ha riportato la squadra in Serie A
e per la prima volta in Europa, sono arrivate tante stelle, anni di entusiasmo
incontrollato e dello stadio sempre pieno.
Si sono avvicendati: Toni, Corini, Zauli,
Cavani, Miccoli, Ilicic, Pastore, Dybala e tanti, tanti altri, il Palermo ci faceva innamorare ancora di
più, ci regalava emozioni battaglie memorabili e gol fantastici, che ancora
oggi fanno venire i brividi solo a ricordarli, come spesso accade a Palermo, dopo
le luci sono arrivate le ombre, le difficoltà gestionali, le pressioni e infine
il baratro del fallimento nel 2019.
Si chiudeva un ciclo e da quelle ceneri,
come era successo altre volte, è partita una nuova rinascita, Mirri, grazie anche alle mie 10 euro della
colletta popolare, ha rifondato la società partendo dalla Serie D e nel 2022 è arrivato il City Football Group, a sostenere economicamente il grande
amore di Mirri per i colori rosanero, il colosso mondiale del calcio da una
dimensione internazionale al Palermo, costruisce il centro sportivo di Torretta
(finalmente), la Palermo City Football Academy, per crescere e sognare ancora.
Il 1° novembre 2025, il Palermo festeggia
i suoi 125 anni con
la partita contro il Pescara, che non è una partita di festeggiamento, perché i
rosa sono reduci da tre pareggi e due sconfitte consecutive, il Palermo vuole
celebrare e festeggiare questa ricorrenza con la propria storia e con la sua
gente, tornando a vincere e riprendere il cammino per la serie A.
Il Palermo vuole festeggiare con una vittoria contro il
Pescara, una vittoria che sarebbe fondamentale a prescindere dall’anniversario,
dopo lo spettacolo di luci, il giro d’onore per le leggende rosanero, Palermo e
Pescara vanno in campo per onorare la storia e il campionato, Inzaghi cambia ma
senza escludere Gomes, il figlioccio del City, le due punte sono ancora Le
Duaron e Pohjanpalo e il modulo è sempre il 3-5-2, boh!
In difesa torna Bani, prima partita da
titolare per Bereszynski, mentre a centrocampo Pierozzi torna al suo posto, a
fare l’esterno a destra, Ranocchia continua a fare il finto play e per aiutarlo
nella costruzione, Inzaghi gli affianca Palumbo come mezzala, sacrificando
Segre, non avendo il coraggio di lasciare fuori il raccomandato Gomes, per cui comunque
mi dispiace per l’infortunio.
Il Palermo riparte
dal 3-5-2, le due punte sono vicine, quasi allineate e a questo punto mi
chiedo, perché visto che non giochiamo più con i due trequartisti, la seconda
punta la deve fare Le Duaron, un attaccante esterno e non Brunori, che è
proprio una seconda punta e che escluso lo scorso anno, quando improvvisamente
è stato messo in discussione, ha sempre segnato più di 15 gol a campionato?
Non capisco
perché gli allenatori si devono sempre inchinare ai capricci dei dirigenti
“padroni” e non devono mai lasciare le cose al suo posto, Brunori è la spalla
ideale per Pohjanpalo, lo ha dimostrato nel dialogare che hanno avuto contro
il Pescara, lo scorso anno e in tutte le partite che hanno giocato insieme,
certo se poi chiedi a Brunori di fare il tornante, tutto cambia, Le Duaron non dà
lo stesso peso dentro l’area e non l’ho mai visto dialogare con il finlandese.
Stesso discorso per Ranocchia, agisce da vertice basso protetto dalle due mezzali, ma vertice basso non lo è e non lo sa fare, per me tanto vale far giocare Blin e proteggerlo con le mezzali, Blin ha sempre giocato in un centrocampo a 4 e a proteggerlo c’è stato il raccomandato Gomes e poi non capisco come si possa mettere in ballottaggio Gomes con Segre e se Gomes è questo grandissimo talento che deve giocare sempre, come mai non ce lo chiede mai nessuno?
Alla fine la prestazione comunque risulta convincente e arrivano i tre
punti pesanti per scalare la classifica, Inzaghi
torna a sorridere, i rosanero hanno sin da subito aggredito il Pescara
con intensità e convinzione, rischiando comunque per primi di capitolare, pochissime
le occasioni da una parte e dall’altra, ma la manovra del Palermo è tornata
quelle delle prime partite, rapida, fluida e la circolazione del pallone
efficace.
Merito anche
di un buon movimento senza palla da parte dei giocatori in campo, ma io questa
squadra la voglio rivedere con una big, perché il Pescara è stato troppo timido
e rinunciatario, ha opposto una resistenza modesta, il Pescara è stato poca
cosa, serviva una vittoria per scacciare via il momento negativo ed è arrivata.
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