venerdì 31 ottobre 2025

Errori insoliti e necessità di ripartire.

Il Palermo ha voglia di riscattarsi e di fronte a una crisi improvvisa, sopraggiunta proprio nel momento in cui sembrava potesse decollare, Inzaghi si sta interrogando sulle strategie più efficaci per rilanciare la squadra, in vista della partita con il Pescara, il tecnico sta riflettendo sui cambi e nessuno conosce meglio di lui le difficoltà della squadra.

Contro il Monza abbiamo visto Peda, costretto a gestire da solo un uno contro uno a campo aperto con Mota, dopo un errato tentativo di fuorigioco, anche il secondo gol sugli sviluppi da calcio piazzato, ha confermato la mancanza di concentrazione, un errore grave per un Palermo, che fino a qualche settimana fa, aveva fatto della solidità difensiva uno dei suoi punti di forza, mai una squadra di Inzaghi ha rischiato la difesa così alta, su una palla scoperta.

Il Palermo funziona male ed è la conseguenza di una squadra sbilanciata e mentalmente scarica, ora i rosa devono ripartire dai suoi errori e ritrovare i suoi principi di gioco, sabato rientrerà Bani e sarà una presenza importante sotto tutti i punti di vista, ma prima ancora delle scelte tattiche o degli uomini, serve ritrovare l’identità collettiva della squadra.

Il Palermo deve tornare a essere: credibile, compatto e temibile, continuare a smarrire queste prerogative, significa rischiare di ripetere quanto successo negli anni scorsi, pieni di rimpianti, delusioni e occasioni perdute, la squadra risponde bene sul piano fisico, ma commette troppi errori, anche nelle giocate più semplici, nei disimpegni, le verticalizzazioni sono rare, i cross poco precisi e le conclusioni risultano poche e imprecise.

Sono pochi i calciatori capaci di superare l’avversario in velocità, alcuni di questi limiti erano già noti nella scorsa stagione e gli acquisti effettuati dovevano servire per correggerli, ma finora non sono stati praticamente utilizzati o utilizzati poco, senza per altro esprimere appieno il loro potenziale, che alla fine ha creato quella mancanza di compattezza e di vigore atletico, che riusciva a sopperire a un gioco poco spettacolare, ma comunque concreto ed efficace.

Oggi la squadra è smarrita, manca d’intensità, manca di fiducia, manca di concretezza, di solidità, di intelligenza tattica e di qualità nelle giocate, appare strano, che dopo un avvio di campionato incoraggiante, i rosanero abbiano perso tutte le certezze e il gioco non riesca a decollare, le disattenzioni difensive, si stanno riproponendo con una certa continuità e la squadra fatica a reagire quando va in svantaggio.

Per vincere ci vogliono idee e autorevolezza, il Palermo ha poca competitività e tanta confusione, di chi ha smarrito il bandolo della matassa, di chi ha una difesa improvvisamente piena di scricchiolii, di amnesie ed errori di posizione, con poche idee a centrocampo, un attacco terribilmente assente, con un brutto scadimento di condizione e di stimoli, il Palermo se vuole sognare in grande, deve ritrovarsi e in fretta.

Deve ritrovare immediatamente equilibrio, gioco e concentrazione, per la partita contro il Pescara, ci si aspetta una reazione immediata, è previsto il ritorno di Bani in difesa, che rappresenta un rientro fondamentale, probabilmente ci saranno anche altri cambi, per schierare una squadra più fresca fisicamente e mentalmente, come potrebbero essere Corona e Vasic, che quando sono entrati non hanno demeritato.

Poi a gennaio toccherà alla dirigenza operare con intelligenza sul mercato, per portare a Palermo, quei tre/quattro giocatori fondamentali per alzare il livello tecnico e qualitativo, di una rosa forse anche abbastanza lunga, ma con poche alternative di valore, una cosa di cui non si può fare a meno, se si vuole puntare alla promozione diretta, altrimenti l’obiettivo diventa difficile da raggiungere, il tempo per porre rimedio alle debolezze ormai conclamate c’è ancora.

  

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