Il Palermo non sa più vincere e quello che è peggio, è che non sa più nemmeno segnare, i gol arrivano col contagocce, ha segnato dieci gol in nove partite, pochi, troppo pochi per una squadra che ambisce ad andare in serie A e che ha Pohjanpalo, Brunori e Palumbo in attacco, ha segnato quanto le neo promosse Padova ed Entella.
Solo Catanzaro, Bari, Spezia, Sampdoria e Mantova hanno segnato di meno, ma
occupano la parte finale della classifica di serie B, lottano per non
retrocedere, in fase offensiva si continua a fare fatica ed è innegabile che
occorrono urgenti correttivi, un problema che ci portiamo dietro dalla fine del
campionato scorso, del resto, a centrocampo non è cambiato praticamente nulla.
Il Palermo ha la difficoltà di andare a segno e in queste ultime partite si
è accentuato ancora di più, questo ha peggiorato la classifica della squadra,
che non occupa più uno dei due posti utili alla promozione, ma si trova a
sgomitare dietro con Cesena, Frosinone, Carrarese e Juve Stabia.
Le premesse di inizio stagione, con in organico Pohjanpalo,
Brunori, Le Douaron, Corona, Palumbo e Gyasi, erano molto diverse e invece
gli attaccanti rosa non hanno inciso come avrebbero dovuto, motivo per cui il
Palermo non ha preso il largo, dopo i dieci punti nelle prime quattro giornate,
un grosso problema per una squadra che punta al salto di categoria e Inzaghi dovrà
provare a cambiare qualcosa, sotto il punto di vista tattico, perché gli interpreti
li ha fatti girare un po' tutti.
Serve un cambio di passo e serve anche subito, serve che l’attacco torni a
trascinare i rosanero e riportare il Palermo verso posizioni di classifica
occupate fino a pochi giorni fa e persa con la sconfitta di Catanzaro, la prima
vera prestazione negativa della stagione, ma il Palermo deve tornare a fare quanto
di buono aveva costruito finora, anche perché i rosa hanno ancora ampi margini
di crescita, per ricreare entusiasmo e portare risultati.
Inzaghi ha ottenuto risultati
importanti ovunque in cadetteria, tuttavia alcuni nodi stanno ancora frenando
il processo di maturazione dei rosanero e dovranno essere sciolti per
ritrovare continuità e identità, sfruttando la qualità di un organico in gran
parte da Serie A, l’assenza di Bani si fa sentire, l’ex Genoa rappresentava il
vero leader della retroguardia e non solo.
Trasmetteva sicurezza al
reparto e personalità all’intera squadra. La sua presenza dava equilibrio e
fiducia, l’assenza di Bani si sente sui calci piazzati a favore e in fase
d’impostazione, che limita la fluidità della manovra, serve qualcuno che costruisce
e per me l’unico è Blin, anche se con Gomes hanno mostrato molte difficoltà.
Inzaghi ha affidato questo
compito a Palumbo, ma la convivenza tra Palumbo e Ranocchia non ha funzionato,
i due si sono spesso trovati nella stessa zona di campo, sovrapponendosi nei
compiti di costruzione e lasciando vuoti nella trequarti, rendendo ancora di
più sterile la manovra offensiva, il Palermo per valorizzare al meglio i propri
interpreti, deve avere maggiore chiarezza nei ruoli e negli equilibri.
Come l’alternanza tra Brunori e Le Douaron, una alternanza che sta finendo per penalizzare in modo eccessivo Brunori, che fatica a trovare continuità e condizione, le prestazioni del capitano, al di là del ruolo o della posizione in campo, lascia qualche perplessità e comunque nessuno dei due si sta esprimendo al meglio e con continuità, alla fine, il Palermo solido, concreto e intenso, immaginato a inizio stagione finora si è visto.
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