martedì 11 novembre 2025

I venti giorni terribili del Palermo.

 

L’ultimo ciclo di partite, ha messo in evidenza una squadra spenta, priva di mordente, in difficoltà e soprattutto irriconoscibile, rispetto a quella delle prime partite di campionato, gli ultimi 20 giorni certificano in modo chiaro la crisi dei rosanero, la nuova sosta arriva nel momento forse più opportuno, ma Inzaghi deve mettere da parte l’aziendalismo e capire cosa serve a questa squadra.

Continuiamo a sperare nella sosta, come se i nostri giocatori fossero impegnati nelle coppe e avessero bisogno di rifiatare, di ritrovare energie, questa squadra ha soprattutto bisogno di cercare e costruire certezze, che credo non abbia mai avuto e che quindi non sono andate smarrite nelle ultime settimane, non ha senso parlare sempre della prossima partita (l’Entella), come un bivio cruciale della stagione, non facciamo altro che rinviare, che prendere tempo.

Inzaghi gioca un calcio semplice, senza idee, come faceva con il Milan, fondato sulla corsa, l’intensità e l’equilibrio, niente di che e se viene meno uno solo di questi “ingredienti” crolla tutto, ma non stiamo parlando dei principi di gioco, perché quelli non ci sono, è un Palermo che non ha una propria identità, è un Palermo operaio, le squadre di Inzaghi se non pressano forte, non vincono le partite.

In fin dei conti, quanti campionati ha vinto Inzaghi? Due e in serie A ha fatto sempre male, le sue squadre non sono squadre da possesso palla o costruzione dal basso e né tanto meno da transizioni rapide, la loro forza sta nell’intensità, nella corsa, nei calci piazzati, nel contropiede e nei cross, ma tutto questo non c’è più e il copione si ripete, lo avevo detto e vi dirò di più, se dovessimo andare in serie A, sarebbe sbagliato confermarlo.

La vittoria contro il Pescara non fa testo, è arrivata per la pochezza dell’avversario e per l’orgoglio della festa per i 125 anni della fondazione, ma si stanno ripresentando i fantasmi del passato più recente, gli anni fatti con allenatori mediocri e si rivedono gli errori già visti negli anni scorsi, questa stagione ricorda quella del 2023/24 con Corini in panchina e del 2024/25 con Dionisi, una stagione da vorrei ma non posso, perché l’allenatore non è all’altezza.

Lterza sconfitta in quattro partite, costringe tutti a fare delle riflessioni profonde, non si tratta solo di ragionare sul valore tecnico della rosa, che ha effettivamente delle lacune, quanto di provare a capire perché questa squadra non riesca a rispondere alle richieste tecniche, è questo il punto nevralgico, di un Palermo compassato nella manovra, appesantito e incapace di costruire pericoli ed è molto prevedibile.

Si fa sempre più fatica a individuare prestazioni sufficienti, escluso Joronen, arrivato a Palermo per sbaglio, è una squadra che continua a sbagliare approccio e atteggiamento, una rosa particolarmente qualitativa come quella rosanero, in un campionato cadetto deve essere più avvolgente e con un pressing asfissiare per gli avversari, nelle prime partite della stagione, il processo di trasformazione sembrava essersi completato.

Invece il processo di metabolizzazione del credo calcistico è stato un fuoco di paglia, l’entusiasmo di inizio stagione, non si è poggiato su nessuna base solida, gli interrogativi sono diversi, ma di sicuro un Palermo così, avrà pochissime possibilità di centrare il suo obiettivo, intanto sarà necessario restare attaccati atreno promozione, che si sta allontanando e il rischio di perderlo è concreto e poi, mettere mano alla rosa, se non addirittura pure all’allenatore.

Perché al Palermo manca un piano B per vincere le partite, manca un giocatore capace di cambiare volto alla partita, ma manca perché non ce lo abbiamo o manca perché Inzaghi non riesce a valorizzarlo? Manca un giocatore che faccia gol, che risolva le situazioni complicate, nel Palermo non c’è oppure il mister ce l’ha e non lo valorizza? Non potrebbe essere possibile che con un altro modulo, non ci sarebbe la necessità di acquistare un giocatore di questo tipo?

Inzaghi dovrebbe avere un modulo, o un’idea di gioco alternativo che non può essere l’alternanza tra Le Duaron e Brunori, oppure quella tra Gomes e Segre, quel giocatore capace di cambiare volto alla partita è Palumbo, ma non gioca nel suo ruolo e non si è ancora acceso, non lo è più Brunori, che fatica a trovare continuità di minutaggio e di rendimento, come non lo è Le Douaron.

Per il resto il Palermo ha costruito una squadra fisica, pensata per il calcio di Inzaghi, ma quando questo non funziona, non esiste un’alternativa per cambiare la partita, l’inerzia della squadra e del campionato, in assenza di un giocatore capace di cambiare volto alla partita, ammesso che questo giocatore non lo abbiamo, non abbiamo neanche un modulo alternativo, siamo partito dal modulo di Dionisi, abbiamo cambiato tanto e continuiamo ad adattare i giocatori?

Inzaghi è quello che deve trovare le soluzioni, ha o aveva riportando entusiasmo, ma non l’identità o un’idea di gioco precisa, ha o hanno sopravvalutato alcuni giocatori rimasti dalla scorsa stagione, come Gomes e Le Duaron, forse ha o hanno sbagliato la valutazione di alcuni giovani, forse andava fatta una rivoluzione più profonda dell’organico o forse, molto più probabile, non si riesce a trovare le soluzioni tecnico-tattiche efficaci, ma intanto serve che il Palermo torni operaio e poi si vede.

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