L’ultimo ciclo di partite, ha
messo in evidenza una squadra spenta, priva di mordente, in difficoltà e
soprattutto irriconoscibile, rispetto a quella delle prime partite di
campionato, gli ultimi 20 giorni certificano in modo chiaro la crisi dei
rosanero, la nuova sosta arriva nel momento forse più opportuno, ma Inzaghi
deve mettere da parte l’aziendalismo e capire cosa serve a questa squadra.
Continuiamo a sperare nella
sosta, come se i nostri giocatori fossero impegnati nelle coppe e avessero
bisogno di rifiatare, di ritrovare energie, questa squadra ha soprattutto bisogno
di cercare e costruire certezze, che credo non abbia mai avuto e che quindi non
sono andate smarrite nelle ultime settimane, non ha senso parlare sempre della
prossima partita (l’Entella), come un bivio cruciale della stagione, non
facciamo altro che rinviare, che prendere tempo.
Inzaghi gioca un calcio semplice,
senza idee, come faceva con il Milan, fondato sulla corsa, l’intensità e
l’equilibrio, niente di che e se viene meno uno solo di questi “ingredienti” crolla
tutto, ma non stiamo parlando dei principi di gioco, perché quelli non ci sono,
è un Palermo che non ha una propria identità, è un Palermo operaio, le squadre
di Inzaghi se non pressano forte, non vincono le partite.
In fin dei conti, quanti
campionati ha vinto Inzaghi? Due e in serie A ha fatto sempre male, le sue
squadre non sono squadre da possesso palla o costruzione dal basso e né tanto
meno da transizioni rapide, la loro forza sta nell’intensità, nella corsa, nei
calci piazzati, nel contropiede e nei cross, ma tutto questo non c’è più e il
copione si ripete, lo avevo detto e vi dirò di più, se dovessimo andare in
serie A, sarebbe sbagliato confermarlo.
La vittoria contro il Pescara
non fa testo, è arrivata per la pochezza dell’avversario e per l’orgoglio della
festa per i 125 anni della fondazione, ma si stanno ripresentando i fantasmi
del passato più recente, gli anni fatti con allenatori mediocri e si rivedono
gli errori già visti negli anni scorsi, questa stagione ricorda quella
del 2023/24 con Corini in panchina e del 2024/25 con Dionisi, una stagione
da vorrei ma non posso, perché l’allenatore non è all’altezza.
La terza
sconfitta in quattro partite,
costringe tutti a fare delle riflessioni
profonde, non si tratta solo di
ragionare sul valore
tecnico della rosa, che ha
effettivamente delle lacune, quanto di provare a capire perché questa squadra non riesca a rispondere alle
richieste tecniche,
è questo il punto nevralgico, di un Palermo
compassato nella manovra, appesantito e incapace di costruire pericoli ed è molto
prevedibile.
Si fa sempre più fatica a
individuare prestazioni
sufficienti, escluso
Joronen, arrivato a Palermo per sbaglio, è una squadra che continua a sbagliare approccio e
atteggiamento, una rosa particolarmente
qualitativa come quella rosanero, in un campionato cadetto deve essere più avvolgente
e con un pressing asfissiare per gli avversari, nelle prime partite della stagione, il processo
di trasformazione sembrava
essersi completato.
Invece il processo di metabolizzazione del credo
calcistico è stato un fuoco di paglia, l’entusiasmo
di inizio stagione, non si
è poggiato su nessuna base solida, gli interrogativi sono
diversi, ma di sicuro un Palermo
così, avrà pochissime possibilità di centrare
il suo obiettivo, intanto
sarà necessario
restare attaccati al treno promozione, che si sta allontanando e il rischio di perderlo è concreto
e poi, mettere mano alla rosa, se non addirittura pure all’allenatore.
Perché al Palermo manca un
piano B per vincere le partite, manca un giocatore
capace di cambiare volto alla partita, ma manca perché non ce lo abbiamo o
manca perché Inzaghi non riesce a valorizzarlo? Manca un giocatore che faccia gol,
che risolva le situazioni complicate, nel Palermo non c’è oppure il mister ce l’ha
e non lo valorizza? Non potrebbe essere possibile che con un altro modulo, non
ci sarebbe la necessità di acquistare un giocatore di questo tipo?
Inzaghi dovrebbe avere un modulo, o un’idea di gioco alternativo che non può essere l’alternanza tra Le Duaron e Brunori, oppure quella tra Gomes e Segre, quel giocatore capace di cambiare volto alla partita è Palumbo, ma non gioca nel suo ruolo e non si è ancora acceso, non lo è più Brunori, che fatica a trovare continuità di minutaggio e di rendimento, come non lo è Le Douaron.
Per il resto il Palermo ha
costruito una squadra fisica, pensata per il calcio di Inzaghi, ma quando questo
non funziona, non esiste un’alternativa per cambiare la partita, l’inerzia
della squadra e del campionato, in assenza di un giocatore capace di cambiare
volto alla partita, ammesso che questo giocatore non lo abbiamo, non abbiamo
neanche un modulo alternativo, siamo partito dal modulo di Dionisi, abbiamo
cambiato tanto e continuiamo ad adattare i giocatori?
Inzaghi è quello che deve
trovare le soluzioni, ha o aveva riportando entusiasmo, ma non l’identità o un’idea
di gioco precisa, ha o hanno sopravvalutato alcuni giocatori
rimasti dalla scorsa stagione, come Gomes e Le Duaron, forse ha o
hanno sbagliato la valutazione di alcuni giovani, forse andava fatta una
rivoluzione più profonda dell’organico o forse, molto più probabile, non si
riesce a trovare le soluzioni tecnico-tattiche efficaci, ma intanto serve che
il Palermo torni operaio e poi si vede.
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