Il Palermo è alle prese con
il digiuno di Pohjanpalo, quattro gol nelle prime 12 giornate, ma in linea di
massima, il finlandese si scatena nella seconda parte di stagione, ha segnato 4
gol anche nelle prime 12 giornate del 2022/23 e nel 2023/24, una cosa che si
ripete costantemente nella sua carriera di calciatore, un digiuno che inizia a pesare però, per quello
che rappresenta senza dubbio l’elemento più importante e che sta
attraversando un periodo di difficoltà dal punto di vista realizzativo.
Pohjanpalo non segna da
cinque partite consecutive, cosa che gli era successa anche nell’ultimo scorcio
della scorsa stagione e che ha coinciso con un periodo non molto esaltante del
Palermo, proprio come adesso, un contributo decisamente insufficiente, per un
giocatore che deve alzare il livello della squadra con i suoi gol e con prestazioni
di alto livello, ma non è particolarmente ispirato.
La lettura però è quella, che
è abbandonato in area a sé stesso, non è mai nel vivo del gioco, ma non per
responsabilità sue, che sono poche, troppo poche le occasioni che gli capitano
in area per segnare, volendo, se ne possono elencate due, in questo ciclo di
cinque partite che non ha segnato, il Palermo non lo sta sfruttando al
meglio, perché non gli crea attorno i presupposti per mandarlo al tiro da
dentro i 16 metri.
Preferire Gyasi che non ha
mai fatto una prestazione decente, obbligare Ranocchia e Palumbo a giocare in ruoli
che non sono loro, per preferire prima di tutto il modulo, fa sì che si perdono
tutte le maggiori qualità dei protagonisti più importanti, a parte che
Pohjanpalo in area si trova da solo ed è sempre marcato al meglio da tanti
difensori, perché non è accompagnato da altri compagni a riempire l’area.
Pohjanpalo si impegna, ma per “pulire” i palloni sporchi
lanciati dalla difesa, sicuramente non è il modo migliore per sfruttare le sue
migliori qualità, i gol arriveranno, devono arrivare, ma per crescere il
rendimento dell’attaccante, devono migliorare delle prestazioni collettive della
squadra, quindi Inzaghi deve sbrigarsi a trovare delle soluzioni alternative, per
creare tante, molte occasioni da gol.
Perché il periodo negativo
che sta attraversando il Palermo, coincide con la difficoltà dei rosanero di
essere pericolosi in fase offensiva, il Palermo ha segnato poco, perché ha
creato niente, troppo poco, per una squadra che ha grandi ambizioni e può
vantare l’apporto di Brunori e Pohjanpalo, capocannoniere e vice degli ultimi
due campionati (escluso quello scorso) di serie B e la sosta è indicata come
occasione per ripartire.
I problemi del
Palermo per me sono tutti a centrocampo, dove giocano gli stessi dell’anno
scorso e di due anni fa, in mezzo si fa fatica a girare ,perché sono gli stessi
e non hanno le caratteristiche che servono per completarsi, per me più che
sfruttare la sosta per invertire la rotta, serve andare sul mercato con
decisione, tranne se Inzaghi non rimette tutte le pedine al suo posto, per me
solo così, può ritrovare compattezza e inventiva, rivedendo il ruolo
di Ranocchia, mettendo Palumbo nel cuore del gioco e concedendo molto
più spazio a Blin.
Non escludendo nuove soluzioni, magari utilizzando di più Vasic e Giovane, in modo da capire anche, se a gennaio, la società dovrà andare sul mercato per rinforzarsi, che poi la squadra per me non ha bisogno di rinforzi, ha bisogno di quei giocatori da mettere nei punti giusti e che forse abbiamo già in casa, magari Inzaghi non se ne accorge o tutto questo potrebbe (dovrebbe) accadere già nella prossima sfida contro l’Entella.
Queste stagioni di serie B del
Palermo si assomigliano tutte, si parte con grandi attese, grazie all’ingaggio
di allenatori importanti, pagati a “tutti i picciuli”, si comincia con
risultati promettenti e poi a novembre arriva la crisi che ci portiamo dietro
tutta la stagione, fino a una risicata qualificazione ai playoff, che poi
sistematicamente perdiamo, anche questo Palermo è senza capo né coda, nervoso e
a tratti indisponente.
È un Palermo costantemente
“spaccato”, con un centrocampo incapace di coprire la difesa e di produrre
occasioni da gol per gli attaccanti, la serie B è un campionato difficile, dove
per vincerlo serve un giusto mix di vecchie glorie (quelle ce le abbiamo) e la
valorizzazione dei giovani (quello non lo facciamo), se così non fosse, non
avrebbe senso la regola delle “liste over” bloccate a 18 elementi.
I giovani hanno fame,
entusiasmo, grinta, voglia di emergere, qualità che mancano ai veterani
supponenti e sazi, che abbondano da anni nel Palermo, il Palermo è la squadra
con la più alta età media del campionato, che non si concilia con la realtà del
campionato, non è possibile che in quattro anni e sette sessioni di mercato,
non sia arrivato a Palermo un solo giovane importante, degno di giocare in A,
giusto non lavorare per gli altri, ma possiamo lavorare per la galassia City.

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