martedì 6 dicembre 2022

Torna al gol Brunori e il Palermo esce dalla zona calda.

I rosanero tornano alla vittoria, dopo due sconfitte consecutive, a decidere la partita un gol di Brunori, tornato a segnare dopo due rigori sbagliati, il Palermo non ha disputato una grande partita, soprattutto nel primo tempo, il Benevento ha provato a vincere la gara, ma non ha creato grosse occasioni, la squadra di Cannavaro tutto sommato è apparsa abbastanza confusa e Pigliacelli è stato impegnato poco.

Di contro il Palermo ha giocano una partita di sacrificio, di attesa e di grande concentrazione, è stato attentissimo in difesa e cinico in attacco, sfruttando al massimo gli episodi a suo favore, questo gli ha permesso di portare a casa una vittoria fondamentale, tre punti che danno ossigeno e che portano il Palermo a quota 18, allontanandosi dalle zone caldissime.

Stupisce Bettella titolare con Nedelcearu e Damiani in mezzo con Segre e Gomes, mentre per Stulac c’è ancora la panchina, il Benevento ha spinto sull’acceleratore sin da subito, da parte dei rosa il ritmo è compassato e non mette a referto nessuna occasione da rete, poche, pochissime le emozioni regalate dai giallorossi invece nei primi quarantacinque minuti, nonostante avesse spinto di più e si va al riposo sullo 0 a 0.

Sui primi quarantacinque minuti c'è poco da raccontare, il Benevento prova a fare la partita, il Palermo si difende con ordine, con raddoppi e marcature strette, anche il secondo tempo riparte con lo stesso trend, che viene interrotto dal destro secco di Brunori, che cambia la partita, il Palermo ci crede e acquista in autostima, per il Benevento invece è un brutto colpo psicologico condizionante.

Il Palermo ha progressivamente stretto sempre di più le proprie linee, alzando al massimo la concentrazione, Corini manda forze fresche in campo, Broh prende il posto di Damiani e l’ex Sudtirol si schiera a difesa dell'assalto finale delle “streghe”, entrano Vido per Valente, Soleri per Brunori e Marconi per Di Mariano, il forcing sannita produceva solo una serie di cross parati bene da Pigliacelli e un tiro al volo di Improta, che ha lambito il palo alla destra del portiere.

Di contro il Palermo ha centrato un palo con Brunori a portiere battuto e Soleri si è anche divorato il raddoppio, facendosi deviare il tiro a tu per tu con Paleari, con umiltà e spirito di sacrificio, il Palermo porta a casa tre punti pesantissimi, che gli permettono di guardare con maggiore fiducia al futuro e in special modo a quello più prossimo, alla gara contro il Como.

Le vittorie di Perugia e Venezia, hanno accorciato la classifica in zona retrocessione, nonostante i 3 punti, il Palermo continua a non essere però convincente sul piano del gioco, il Palermo fatica a trovare l’identità tattica, gli equilibri, i meccanismi fluidi ed incisivi nello sviluppo della manovra, senza parlare delle lacune difensive, per una squadra che comunque ha “bucato” consecutivamente, due dei cinque scontri diretti.

Il campo fin qui ha certificato un ridimensionamento del campionato rosanero, più che un tranquillo consolidamento della categoria, la sensazione è che debba lottare per evitare la retrocessione, questo, purtroppo è quanto evidenziato ad oggi sul campo, fondamentale adesso diventa fare punti nelle prossime sfide salvezza contro Como e Spal.

Significative a questo proposito sono state le mosse di Bettella e di Damiani dal primo minuto, Bettella ha confermato di avere numeri e personalità per ben figurare, fisicità, esplosività, tempi di gioco in uscita e buona capacità di lettura delle azioni, se trova continuità di rendimento, può riprendersi la maglia da titolare e risolvere uno dei problemi dei rosa, così come era stato pensato in sede di calcio mercato.

Damiani ha dato un buon contributo e ha fornito le idee che fin qui sono mancate al centrocampo, con la limpidezza e la fluidità nel palleggio, l’eleganza e la lucidità in fase di costruzione, intenso e disciplinato in fase di non possesso, così come ci aveva abituato lo scorso anno, sperando che la vittoria con il Benevento, oltre a interrompere la striscia negativa, abbia fatto giare pagina al Palermo.

Riese: torna in campo il Mister dopo l’influenza.

Queste le parole sue parole dopo l’allenamento, che porterà gli allievi alle due amichevoli consecutive, di venerdì con il Roxius e domenica con i giovanissimi:

“E’ un momento particolare, quando cominciamo a fare qualcosa di buono, arriva sempre la sosta e ci tocca ricominciare da capo, queste amichevoli devono servirci per non perdere il tono muscolare e mantenere la concentrazione sul campionato, per evitare alla ripresa, di essere risucchiati nella parte bassa della classifica.

Appena riprendiamo abbiamo subito un paio di gare alla nostra portata, squadre che sono con noi nella stessa posizione di classifica, con cui abbiamo già vinto all’andata, dovremmo ripeterci per trovare le motivazioni per fare meglio nel girone di ritorno”.

  

lunedì 5 dicembre 2022

Palermo ancora in difficoltà, ma potrebbe avere cambiato marcia.

Il Palermo cancella in un sol colpo le sconfitte con Cosenza e Venezia, battendo 1 a 0 il Benevento, ha ottenuto se pur senza brillare, una vittoria fondamentale per centrare la salvezza e allontanarsi dalla zona calda, che era diventata caldissima, per certi versi i rosa sono stati fortunati, perché mai come quest’anno il campionato di serie B è stato così livello, tanto che adesso si trova a 4 punti dai play off.

Adesso senza fare voli pindarici, ma proprio per evidenziare il grande livellamento di questa serie B, che tutto sommato è venuto a vantaggio dei rosa, diamo uno sguardo alla classifica: Frosinone 32 e reggina 29, sono già molto staccate e queste stanno facendo un campionato in linea con le aspettative, Bari, Parma, Genoa e Brescia a 23, invece sono quelle che danno la dimensione del livellamento, chiaramente verso il basso della classifica.

E se il Palermo è a 4 punti dalla zona play off, da Ternana e Südtirol a 22 ed è pure a 5 punti dalla terza in classica che sono come abbiamo visto a 23 punti, ecco dov’è la pochezza del campionato che si annunciava scoppiettante e dove cresce il rammarico, perché con un altro allenatore, non ci saremmo invischiati nella lotta retrocessione, perché in fin dei conti oggi, resta quello l’obiettivo, di quelle lì davanti a noi abbiamo battuto solo Parma e Genoa, che sono in evidente crisi come noi.

Ci siamo avvicinati all’Ascoli a 21, al Modena a 20 e abbiamo agganciato il Pisa, il Cagliari e il Cittadella a 19, sotto i nostri 18 punti però, ci sono solo 6 squadre e ci sono 4 posti riservati alla serie C, quindi attenzione, perché poi fra l’altro nelle prossime 2 partite c’è il Como e la Spal, dicembre diciamo che è cominciato bene, però il trend della prestazione è lo stesso di prima, il Palermo ha vinto la partita con due tiri nello specchio della porta, di cui il primo quasi all’ora di gioco.

Il gol decisivo arriva al 54esimo, Gomes (finalmente una partita non solo di “distruzione”) ruba palla e lancia Brunori, stupidata del centrale difensivo del Benevento, che invece si affrontarlo fuori dall’area gli permette di entrare in area e il bomber con il destro batte un non perfetto Paleari, su quel vantaggio i rosanero costruiscono e legittimano la vittoria, come aveva fatto il Venezia a Palermo e comunque, un pareggio non sarebbe andato stretto ai rosa.

Il Palermo esce dalla zona bollente della classifica, ma dopo il primo tempo la sensazione era quella di assistere ad un’altra sconfitta (come dicevo io il tecnico lo cambierei a prescindere) e per me non si sono ancora chiariti gli ennesimi equivoci tattici, abbiamo cambiato il play davanti alla difesa 4 volte e dalle fasce (Di Mariano e Valente) non arriva un cross neanche a pagarlo, nel secondo tempo la maggiore grinta dei rosanero galvanizzati dal risultato, ha permesso al Palermo di capitalizzare il risultato.

Una vittoria di misura, con una condotta di gara tatticamente accorta e operaia, giocata in difesa e di rimessa, per cui possiamo dire alla fine, che per l’obiettivo ultimo per cui stiamo lottando, possiamo ritenerci soddisfatti, una boccata d'ossigeno che ci serviva, alla vigilia di due gare delicate e insidiose, che capitano in un momento complesso, il Palermo ha lottato, ha corso e ha stretto i denti, in campo si è notato un particolare spirito di sacrificio e un’importante cura della fase di non possesso.

È stato il solito Palermo prudente e conservativo, corto e compatto, che ha rischiato poco e ha proposto ancor meno in fase offensiva, difendendosi con ordine, in difesa si è fatto notare Bettella, che dirige bene la difesa con molta attenzione e sorprendentemente con tanto mestiere, sbagliando poco o niente all'interno della propria area di rigore.

Dopo un primo tempo scadente e soporifero, Claudio Gomes è stato in campo nonostante qualche acciacco e si rivela fondamentale, per limitare le ripartenze del Benevento e recuperare palloni, in uno di questi recuperi, ha sradicato la palla in pressing all'avversario e ha innescato con l’assist vincente Brunori, che con i già citati Gomes e Bettella, sono stati tra i pochi ad emergere, da una disarmante mediocrità.

Brunori era sorvegliato speciale, l'italo brasiliano ha avuto poche occasioni, ma oltre al gol, ha messo in luce la sua precisione balistica e qualche minuto dopo il gol, da circa cinquanta metri ha calibrato un “lob” di pregevole fattura, con Paleari fuori dai pali e ha centrato in pieno il palo, sarebbe stata la rete del raddoppio, impreziosita da un'esecuzione tecnicamente d'alta scuola.

Oggi e anche le altre volte, c’è da prendere soltanto i punti e il grande gesto tecnico, niente altro, il Palermo nonostante la fondamentale vittoria di misura, mostra ancora i propri limiti caratteriali, ma soprattutto tecnici. 

venerdì 2 dicembre 2022

Corini, ascolta Cannavaro.

Cannavaro è il prossimo avversario in panchina, che affronterà il Palermo e lui già qualche settimana fa aveva dato le dimissioni, che sono state rifiutate e per l’occasione in una intervista ha così dichiarato: “Le dimissioni? Un atto dovuto per fare chiarezza. Quando non arrivano i risultati, bisogna trarre le conseguenze e assumersi le proprie responsabilità. Non è stato un tentativo di abbandonare, anzi, il fatto che le dimissioni siano state respinte ha dato forza a me e responsabilizzato il gruppo”, cosa aspetta a farlo Corini?

La sconfitta contro il Venezia, ha accorciato tantissimo la bassa classifica, anche perché i rosa venivano da un’altra sconfitta e sempre con una rivale nella lotta per non retrocedere, i rosanero difatti sono distanti 4 punti dall’ultimo posto e solamente 1 dalla zona retrocessione, finalmente c’è qualche giornalista che invece di “leccare”, ammette che continuando così, il campionato del Palermo sarà solo per la lotta per restare in serie B e io aggiungo, con una elevata possibilità di retrocessione diretta, certo molto diverso dall’obiettivo del City Group, che era quello di consolidare la categoria, puntando magari ai play off.

La squadra fra l’altro non è più in fiducia, i tifosi chiedono l’esonero del tecnico, la squadra non ha un gioco e i risultati non arrivano neanche per niente, come avevo detto qualche mese fa, se entri in una spirale del genere non te ne esci più, come è successo al Crotone lo scorso anno, la situazione specialmente di classifica è critica, dobbiamo recuperare in fretta almeno il morale dei giocatori, perché adesso ci sono altri 3 scontri diretti.

In 8 giorni il Palermo dovrà incontrare: il Benevento che ha gli stessi punti e la stessa situazione, solo che ha un organico tecnicamente superiore, il Como che ha un punto in meno e un Fabregas in più e la Spal, che ha gli stessi punti dei rosa, chiaramente il City Group sta riflettendo sulla posizione del tecnico e l’arrivo a Palermo di De Vries ne è la prova.

Il rendimento della squadra è decisamente deludente, fa fatica a trovare una sua identità tattica e di gioco, con 
sette sconfitte in quattordici partite, è inevitabile legittimare più di una preoccupazione, De Vries, capo ufficiale
delle operazioni del City Group, non è venuto a Palermo solo per visionare le infrastrutture, ma sicuramente anche
per avere un contatto con Mirri e la dirigenza per parlare della crisi rosanero. 
Si è pure svolta una riunione on-line tra staff tecnico e dirigenza, per provare a trovare possibili soluzioni per
invertire il momento, personalmente quando si arriva al punto che lo staff tecnico, deve trovare soluzioni tecniche
alla dirigenza, mi pare che sia arrivato il momento di un altro cambio di guida tecnica, auspicata da gran parte dei
tifosi, per una gestione inadeguata da parte dell’allenatore. 
Il City Group, non prevede nel suo modo di operare, esoneri dopo così poco tempo, ma si lascia andare a
valutazioni e riflessioni (speriamo che non siano quelle dell’algoritmo) profonde, forse non hanno ancora capito
quanto sia “profondamente” vicina la serie C, certo il calendario è incalzante, almeno in questa settimana di sfide
dirette ravvicinate, non è il caso di fare scelte così drastiche, però se queste 3 partite dovessero andare male, 
saremmo nella “merda” più completa.
L’ipotesi del cambio di guida tecnica a fine di queste 3 partite, indipendentemente dai punti conquistati, per me
resta una cosa scontata, anche perché bisogna intervenire sul mercato e non possiamo fare l’errore di prendere
gente, che poi non servirebbe al nuovo allenatore (per me l’avventura Corini è finita), il City Group, Gardini, 
Rinaudo e Zavagno, devono trovare rapidamente la soluzione, perché la situazione comincia a farsi molto
preoccupante.

Contro il Benevento, Marconi è pronto a riprendere il suo posto (non è con Marconi che possiamo trovare il gioco), piuttosto auspico che Corini valuti dei cambiamenti a centrocampo, la probabile formazione potrebbe essere quella che ha iniziato la partita contro il Venezia, con l’inserimento di Marconi, visto che Bettella ha saltato qualche allenamento, così come Vido.

In avanti il tridente sarà confermato, mentre le novità potrebbero essere: Damiani e Stulac al posto di Broh e Segre, con Gomes che non avrebbe più il compito di organizzazione del gioco, infine, il comportamento dei tifosi a Cosenza non è piaciuto alle autorità competenti, che hanno vietato la vendita dei biglietti a tutti i residenti nella provincia di Palermo.

  

lunedì 28 novembre 2022

Comunque sia, il Venezia ha meritato i tre punti.

Palermo inguardabile fino al 75esimo, quando Corini per la disperazione manda in campo il centrocampo “titolare”, toglie i flangi flutti davanti alla difesa (Broh e Gomes), che non erano riusciti ad arginare le giocate del Venezia e non erano riusciti nemmeno a costruire qualcosa per le punte, mette dentro i pensatori Stulac e Damiani, che cambiano gli ultimi 15 minuti.

A quel punto complice un po' di stanchezza dei lagunari, cambia l’inerzia e il Palermo se pur sprecone, si presenta 3 o 4 volte pericolosamente nell’area del Venezia, con Joronen che era stato inattivo fin a quel momento e dovuto guadagnarsi lo stipendio, prima para il rigore di Brunori, che sbaglia poi pure la ribattuta ravvicinata e poi effettua una prodezza in tuffo su tiro di Di Mariano.

Il Palermo può recriminare sulla sfortuna, perché la partita è stata decisa dal Var, ma ciò non toglie che ha perso contro l'ultima in classifica e che per 75 minuti è stato inesistente, in una partita che i rosa non avrebbero comunque meritato di vincere, resta il fatto che non ho mai visto un allenatore perdere così tante partite e cercare sempre giustificazioni improbabili, con promesse di fare meglio la prossima volta e mai mantenute.

Il Palermo ha perso in casa anche contro il fanalino di coda Venezia, in 14 partite io non ne ho vista una giocata bene, la differenza tra una partita e l’altra è stata solo un po' di cattiveria agonistica in più e li magari c’è scappato il risultato positivo in contropiede, ma personalmente io non ho ancora capito come gioca il Palermo e non intendo il modulo.

Per “gioca il Palermo”, intendo: facciamo il tiki taka di Guardiola? facciamo il possesso palla della Spagna? giochiamo uomo contro uomo sul recupero immediato della palla come Gasperini? adottiamo il gioco alternato corto lungo di Sarri? giochiamo palla lunga e pedalare oppure a palla fai tu alla Corini?

Brunori è al suo secondo rigore sbagliato consecutivo e ora sbaglia pure la ribattuta, questo significa che il giocatore, così come il resto della squadra non è in fiducia, quando il Napoli di Ancelotti non era in fiducia, hanno cacciato via uno tra gli allenatori più bravi al mondo, per ridare fiducia all’ambiente, noi abbiamo sbagliato (visto cosa sta facendo D’Angelo con il Pisa) e sarebbe pazzesco continuare a sbagliare.

Sul gol annullato, devo dire che all'apparenza sembra regolare e così come il rigore revocato, i motivi per cui sono stati annullati da arbitro e VAR sono molto discutibili, però anche se avessimo vinto questa partita, cosa sarebbe cambiato? Il Palermo non ci entusiasma dalla finale play off di serie C, sarà stata pure serie C, ma la squadra di Baldini ci ha entusiasmato dalla prima all’ultima partita, anche quando abbiamo perso e comunque, adesso abbiamo la squadra per entusiasmarci, basta metterla nelle condizioni di farlo.

Ora è inutile che Corini dice: "Faccio fatica a capire perché ci è stato tolto il rigore, non capisco come sia stato valutato dal Var. Noi poi non facciamo gol su rigore, ma fatico a capire anche quale sia il fuorigioco di Soleri", anche noi facciamo fatica a capire come mai il Palermo gioca così male e dopo 14 partite, perché non ci spiega e non si spiega come allena questa squadra, piuttosto che prendersi il pensiero del VAR e sempre Corini: "La partita era aperta, facciamo fatica a comprendere la sconfitta, il punto lo meritavamo”.

È vero che ognuno guarda la partita in maniera diversa, sicuramente sì che all’80entesino la partita era aperta, però che non si riesce a capire che Pigliacelli ha fatto gli straordinari, non lo capisco veramente, Pigliacelli ha il suo da fare, prima respingendo il destro di Andersen, poi su Crnigoj e ancora su Johnsen nel primo tempo, nella ripresa Pohjanpalo calcia sul primo palo e trova la risposta di Pigliacelli e poi il Venezia passa meritatamente in vantaggio con Pohjampalo, che batte Pigliacelli da due passi, tutto questo con il Palermo che ha osservato giocare i lagunari, senza mai impensierirli.

Come si può pensare di “fare fatica a comprendere la sconfitta” o meglio, come si può pensare di avere meritato un punto, come se con il punto, avremmo risolto tutti i problemi che ci assillano, chiudo con i lati positivi visti da Corini nella sconfitta: "Abbiamo creato spesso le premesse per essere pericolosi”, due volte e poi continua: “Nel secondo tempo abbiamo giocato e spinto”, 15 minuti del secondo tempo non sono il secondo tempo e ancora:  “consapevoli del fatto che il valore complessivo del Venezia è importante”, dimenticando che comunque con il Venezia ci hanno vinto tutti, domenica prossima c’è lo scontro diretto contro il Benevento e speriamo di rifarci, anche se non so con quale gioco.

 

Il Riese limita i danni a san Gaetano.

Domenica 27 novembre 2022, va in scena l’ultima partita del girone di andata, prima della lunga sosta invernale (48 giorni), il Riese è impegnato sul difficilissimo campo del san Gaetano, una squadra che ha segnato 58 reti in 9 partite e viaggia ad una media di 6 reti a partita, come sempre il Riese si presenta in condizioni rimareggiate e stavolta orfano anche del loro allenatore, colpito in mattinata da un attacco influenzale.

Oltre alle solite assenze (Oszi, Colantuono, Cusinato e Durante), deve registrare l’assenza di Danieli e all’ultimo momento anche di Bendo, alle prese con la sciatica, non ce la fa nemmeno il nuovo Sulejmani, ancora accorto di preparazione, Pozzati torna a fare il centrale di difesa e Basso arretra nell’insolita posizione di mediano davanti alla difesa, confermato Bordin esterno di centrocampo, del 4-4-2 preparato dal mister, per contenere meglio possibile gli avversari.

Sicuramente perdere 4 a 0 non fa piacere a nessuno, specialmente davanti alla solita bella prestazione, che i canarini fanno nelle partite importati, eccezionale prova di Cuccarolo, che con Bizzotto e Coletti sono stati i migliori in campo, ancora una volta deludente Soligo, il peggiore in campo, tanto che è stato sostituito alla fine del primo tempo.

Adesso si da il via alla pausa invernale, la squadra si allenerà comunque, anche se molti dei giocatori, troveranno molte scuse per non allenarsi e pensare a divertirsi, abbiamo contatto il mister Crisà per alcune dichiarazioni post partita, che ha risposto così alle domande: come mai non riuscite a fare queste prestazioni anche con le altre squadre meno forti:

“È tutta una questione di testa, sto vedendo che non è facile fargli capire, che bisogna tenere lo stesso impegno e la stessa applicazione per tutto il campionato, quando giocano con squadre meno forti, non trovano le stesse motivazioni, oggi non tutti hanno fatto una buona partita, a testimonianza dei nostri limiti tecnici e strutturali”.

Ma ciò nonostante poteva anche finire 4 a 2, se non 4 a 3, se vi avessero dato il rigore e se avreste fatto delle scelte migliori negli ultimi 20 metri:

“E’ una cosa che ci portiamo dietro già dalle prime giornate, avremmo dovuto segnare almeno il doppio dei gol che abbiamo fatto, comunque l’importante è che nel bene o nel male, riusciamo a essere in grado di creare azioni quando entriamo in possesso della palla, penso che nel secondo tempo la squadra dal punto di vista dell’intensità, delle giocate e dell’aspetto emotivo, abbiano fatto una buona partita”. 

lunedì 21 novembre 2022

Dopo la sconfitta di Cosenza, il Palermo potrebbe cambiare qualcosa a centrocampo.

I rosanero hanno perso lo scontro diretto contro il Cosenza e adesso si trovano nuovamente tallonati dalle squadre in lotta per non retrocedere, con la zona playout distante nuovamente solo un punto, i continui svarioni difensivi, pongono l'accento sulla retroguardia del Palermo, dove con tutto il dovuto rispetto, non può essere titolare inamovibile Marconi, perché Bettella a oggi è considerato il suo rincalzo.

Ma non solo la retroguardia è sotto processo, perché questa se pur con dei limiti, non è adeguatamente protetta dal centrocampo, quando il Palermo si espone per attaccare, emergono tutti i limiti strutturali del reparto difensivo e di centrocampo, dove in maniera incredibile si sono sovvertite le gerarchie, non vedono più campo o lo vedono con il contagocce Stulac e Saric. 

Come abbiamo visto a Cosenza, il problema della tenuta del centrocampo, non dipendeva dalla presenza di Stulac e Saric, che comunque davano un’impronta più propositiva e fantasiosa ai rosanero, credo che nel Palermo non sia questione di uomini, nel senso che Segre, Stulac e Saric non si possono discutere, ma di impostazione della squadra e non intendo nemmeno il modulo.

Onestamente non vedo interscambiabilità dei ruoli, copertura totale degli spazi, pressing alto organizzato, sistematico attacco della profondità, sovrapposizioni e diagonali continue, diciamo che il Palermo pecca negli uomini (Lancini, Accardi, Crivello, Marconi, Doda, Floriano e Peretti) e nell’organizzazione del gioco, al netto dei margini di miglioramento, individuali e collettivi, serve con urgenza ricorrere a gennaio, a qualche nuovo innesto, che elevi la qualità dei reparti e che costituiscano alternative valide.

Io resto sempre dall’idea che possiamo prendere chi vogliamo, ma sarebbe opportuno prima cambiare il tecnico, ma non così tanto per cambiare, ma cambiarlo con un profilo di grande spessore, del tipo Di Francesco o Semplici, su cui programmare e poi continuare a lavorare insieme anche una volta raggiunta la serie A, non è per smentire l’algoritmo, ma io Corini in serie A non ce lo vedo.

Il calciomercato invernale potrebbe essere, il modo per risolvere le lacune di questa squadra, Rinaudo e Zavagno innanzitutto dovranno sfoltire l’organico, da quei giocatori non idonei ad un campionato di serie B o A/2 che dir si voglia, tutti quei giocatori in sovrannumero e che hanno il contratto in scadenza a giugno.

I nomi degli indiziati a lasciare il Palermo, entro l’inizio della prossima stagione sono: Accardi e Doda, perché il Palermo a desta con Mateju e Buttaro è praticamente a posto, poi tocca a Crivello per lo stesso motivo, con Devetak e Sala anche a sinistra va bene così, tra i difensori centrali a partire entro giugno ci sono: Lancini, Peretti e Marconi.

A centrocampo, mi vanno bene gli attuali 6 giocatori, ma con un impiego diverso, Stulac, Saric e Segre sarebbero i titolari, con Damiani, Gomes e Broh le riserve, in attacco è il caso di uscire fuori da alcuni equivoci, Floriano è sicuramente partente, sulla destra serve un sostituto di Elia, con Valente che resterebbe a fare il sostituto di Di Mariano, ma l’equivoco maggiore è dato al centro dell’attacco, con Brunori titolare, la sua riserva deve essere uno tra Vido e Soleri, personalmente sono a favore di Soleri, per età, per dinamicità e per un fattore realizzativo.

Finisce 1 a 1 il derby tra Riese e Loria

Riese-Loria finisce 1 a 1, al termine dei 90 minuti di gioco, con il Riese in vantaggio per 1 a 0, l’arbitro che aveva fatto giocare il primo tempo solo 40 minuti, ha assegnato un calcio di rigore al Loria, per una palla che è finita sul braccio di Pozzati, che stava correndo verso il fondo, l’arbitro ha considerato il braccio staccato dal corpo, non considerandolo congruo alla corsa del giocatore e il Loria pareggia dagli undici metri, una partita che non è stata emozionante.

Inizia meglio il Riese, tant’è che si porta in vantaggio al 20esimo, poi come è successo a Caerano, non riesce a mantenere il risultato e pareggia, anche se questa volta c’è da dire che i canarini avevano tenuto bene la partita e solo un episodio li ha condannati al pareggio, risultato giusto se vogliamo, ma il Riese oltre al rigore al 90esimo, deve recriminare le 4 o 5 occasioni importati che avuto nell’area dei rossoblù e come sempre mancati per un pelo, la parte finale della gara poi, come tutti i derby è stato un po’ esplosiva, ma niente di clamoroso.

Secondo tempo ricco di occasioni per il Riese come dicevamo, Coletti aveva portato in vantaggio i gialloblu e poi sono stati raggiunti su calcio di rigore, dopo 6 minuti di recupero, l’arbitro fischia la fine della partita senza vincitori, ma con tanta delusione per i ragazzi e il tecnico Crisà, che a fine partita ha dichiarato:

"Abbiamo fatto meglio nel secondo tempo, più che altro per tutte le occasioni avute e non sfruttate, nel primo tempo avevamo avuto pure qualche palla gol oltre a quella del vantaggio, ma meno nette di quelle del secondo tempo, dovevamo segnare non c’è niente da fare, abbiamo sofferto il giusto e abbiamo fatto meno errori tecnici.

Nel secondo ci è mancato solo il gol per chiudere la partita, è un peccato aver pareggiato al 90esimo, non è andata benissimo, ma è andato molto meglio dell’ultima patita contro l’Altivolese, la squadra non si è allungata, grazie alla buona partita di Soligo, siamo stati sfortunati e un po’ imprecisi".

  

mercoledì 16 novembre 2022

Il Cosenza interrompe la striscia positiva del Palermo.

 

Il Cosenza batte per 3 a 2 il Palermo, al termine di una partita ricca di emozioni, che ha tenuto con il fiato sospeso gli spettatori, protagonista nel bene e nel male Brunori per il Palermo e per il Cosenza l’ex Marson, che al 90esimo ha parato un calcio di rigore a Brunori, già autore di una doppietta, blindando di fatto il successo dei rossoblù.

Primo tempo bello e vibrante, con un Cosenza che riequilibra la gara dopo il vantaggio del Palermo ottenuto con Brunoni su assist di Di Mariano, la ripresa è ancora più bella, con una girandola di emozioni una dietro l’altra, vantaggio su rigore per il Cosenza, due minuti dopo Brunoni pareggia e dopo l’ora di gioco i rossoblù tornano nuovamente in vantaggio, ma sul 3 a 2, le emozioni non sono ancora finite, al 90esimo calcio di rigore per il Palermo, Marson però si supera e con un grandissimo intervento riesce a deviare il tiro di Brunori.

Il Palermo interrompe la striscia positiva di 4 risultati utili di fila, un Palermo distratto e sprecone, che butta via, sia il vantaggio iniziale, che il rigore al 90esimo, vivo in fase offensiva, ma distratto in difesa, tanti i rimpianti, specialmente dopo il rigore parato da Marson e il rammarico di non aver gestito bene i momenti cruciali della gara, dopo il vantaggio, quando hanno raggiunto il 2 a 2 e al rigore finale.

Una gara ricca di gol e colpi di scena, in una gara che alla fine è un passo indietro per i rosa, che hanno una squadra con un tasso tecnico superiore, questo doveva dare l'inerzia della gara a suo favore, invece i rosa sprecano tanto e gli episodi alla fine lo hanno tradito, una sconfitta che brucia tanto e che mette in evidenza i limiti strutturali del Palermo, servono nuovi innesti per la difesa, da reperire sul mercato, ma anche il recupero di quei giocatori con un tasso tecnico superiore alla norma per la categoria, Stulac e Saric in testa.


I tre gol subiti a Crespagnaga, fanno riemergere l’emergenza a centrocampo.

Con questa vittoria, l’Altivolese consolida il nono posto, tornando ad esultare davanti ai propri tifosi, dopo la seconda vittoria in sette giorni, Crisà sceglie un 4-4-2 a rombo, per permettere all’abulico Soligo, di giocare nella sua posizione migliore, quella che gli ha permesso di ben figurare nella Juniores, assente Bendo, arretra sulla linea mediana Bizzotto a desta e Oszi a sinistra, in mezzo al campo Pozzati, mentre Soligo trequartista agisce quasi da falso nove.

L’Altivolese attacca fin da subito e come spesso accade il Riese subisce, senza riuscire a prendere le misure agli avversari, che si fanno sempre più pericolosi e intraprendenti, ma sprecano tanto davanti alla porta difesa da Cuccarolo.

I granata prendono subito le misure agli avversari e cominciano a creare azioni su azioni, anche se Cuccarolo non è costretto a grandi interventi, ma l’Altivolese cresce ulteriormente e trova un gol meritato al 35esimo, palla persa in uscita dal capitano Coletti e solita azione di sfondamento degli avversari, che infilano in contropiede la sguarnita difesa ospite, realizzano il vantaggio a tu per tu con il portiere.

Il primo tempo finisce sull'1 a 0, con il Riese che ha subito per tutti i 45 minuti l’avversario, senza mai avere tirato un tiro in porta, nel secondo tempo c’è giusto il tempo di far girare palla per qualche minuto, Pozzati perde una sanguinosa palla al limite dell’area (pessima prova la sua) e l’Altivolese ne approfitta per presentarsi davanti a Cuccarolo che respinge, sulla respinta i giocatori del Riese restano fermi a guardare e i granata (3) liberi davanti la porta ribadiscono in rete.

Il Riese anche nella ripresa, è entrato in campo supponente e svogliato, ha continuato a perdere tutti i duelli e ad arrivare sempre secondo sulle seconde palle, si è intestardito in improbabili dribbling e non ha mai corso, nemmeno per inseguire l’avversario, scontati a quel punto i cambi, dopo che era già entrato Danieli per Graziotto, ancora una volta inesistente e Miron per Bizzotto.

Dentro Cusinato, che prende il posto di Oszi e cambio di modulo, con il 4-4-2 in linea e poi dentro Bordin che da mezzala non ha fatto bene e fuori Basso, la musica non cambia, ma affiorano ancora di più le debolezze di un centrocampo, che non protegge e che non costruisce, dove i big, Soligo (un fantasma per tutta la partita) e Pozzati (indisponente per tutta la partita, tanto da essere cacciato fuori dal suo allenatore prima dello scadere) sono protagonisti in negativo.

I cambi se non altro portano un po' di vitalità, la partita si fa più equilibrata, ma il Riese commette troppi errori, di posizione e tecnici, però al 20esimo del secondo tempo arriva il gol di Soligo su punizione che riapre la partita e comincia ad arrivare pure qualche angolo, la palla del pareggio capita sui piedi di Miron, che impegna il portiere locale ad una grandissima parata, l’unica di tutta la sua partita.

A 7/8 minuti dal termine, l’episodio della cacciata dal campo di Pozzati, che giustificava la sua prestazione con un dolore al ginocchio e qualche minuto dopo una bella parata di Cuccarolo, tiene in partita il Riese, che capitola subito dopo, fissando il risultato sul 3 a 1 per l’Altivolese e domenica a Riese è di scena il derby con il Loria.

Dopo la “cacciata” di Pozzati, non potevamo non chiedere lumi sulla questione a mister Crisà: “Niente di particolare, credo che Soligo e Pozzati si siano montati un po' la testa con la convocazione nella Juniores, Pozzati è un bravo ragazzo, ma quando è in campo è indisponente, contesta tutti i suggerimenti e quello che è più brutto e che trovi sempre una scusa banale, per giustificare i suoi errori e questo mi manda in bestia”.

Penso sia stata la più brutta partita della stagione, come mai? E dov’è finito il Riese delle prime giornate: “Concordo in pieno, veda, noi abbiamo dei limiti strutturali, che sono noti a tutti, ma con l’applicazione e il lavoro, riusciamo a sopperire alle lacune da colmare, non che i ragazzi non stiamo lavorando più, ma stiamo lavorando male, manca la concorrenza all’interno della squadra ed è scemata la volontà di andare oltre i propri limiti”.

Si aspetta qualcosa in sede di calciomercato? “No! mi servirebbe ma non è una cosa facile, gli equilibri collettivi e la condizione dei singoli è ancora da ottimizzare, giocatori volendo, questa sconfitta ha fatto riemergere alcune criticità significative a centrocampo, scompensi palesi per esiguità dei centrocampisti e anche per i molti difetti da correggere, al momento la squadra è ancora alla ricerca di identità, stabilità e continuità”.

A prestazioni solide e confortanti, fanno da contraltare prove opache a stretto giro di posta, i due risultati utili consecutivi vi avevano forse illuso, ma queste altre tre sberle subite hanno nuovamente messo in risalto la vulnerabilità in fase difensiva, questo è il quarto match della stagione chiuso con tre gol al passivo, in precedenza Pederobba, Fossalunga, Caerano e possiamo anche metterci il Montello (5 a 0), una fragilità evidente, che sottolinea i molti errori individuali e di reparto, che coinvolgono i movimenti e la compartecipazione di tutta la squadra, lei dovrà svolgere un lavoro accurato e profondo, per correggere determinati errori, tecnici, tattici e di atteggiamento, a causa delle troppe reti subite:

“Mi ha fatto una domanda articolata e complessa, a cui rispondo con una semplice, c’è da lavorare, non posso dire altro”.

lunedì 14 novembre 2022

Il Palermo risale fino a metà classifica.

Pisa e Palermo in pieno rilancio, vittoria per 3 a 1 dei toscani sul Cosenza, mentre il Palermo supera di misura il Parma e si porta a metà classifica, a quattro punti dalla zona playout e a quattro punti dalla zona play-off, grazie a una zuccata di Marconi sotto al diluvio della “favorita”, con il Parma arriva la seconda vittoria consecutiva per i rosa, che dopo i 3 punti di Modena, ne conquistano altri 3 al Barbera contro i crociati, tre punti fondamentali per il Palermo e la panchina di Corini, al termine di una partita intensa e combattuta sotto una pioggia battente.

Palermo con 15 punti in classifica, ma quella con il Parma non è stata una bella partita, ma la vittoria è stata sofferta, ottenuta con il cuore e con grande sacrificio, il Palermo dà continuità alla vittoria con i canarini, Corini conferma lo stesso undici di Modena, ancora Gomes in campo dal primo minuto e la sua solidità difensiva, è tra i segreti della rinascita, facendo registrare una decisa inversione di tendenza rispetto alle precedenti settimane.

La retroguardia ha beneficiato di una maggiore compattezza del centrocampo, più dedita alla schermatura, all’interdizione e al pressing, grazie a giocatori come Broh e Gomes, che però tolgono fantasia e propositività in avanti, il Palermo ha cominciato bene la partita e va al riposo dopo una prima frazione di gara equilibrata e gradevole, a inizio ripresa la pioggia è aumentata di intensità e ha condizionato la velocità di costruzione della manovra di entrambe le squadre, il Parma ha aumentato il proprio ritmo, ma all’ora di gioco è arrivato il vantaggio del Palermo con Marconi.

Il Palermo sta pensando di sostituire Elia e per farlo dovrebbe effettuare qualche cessione, i papabili sono: Lancini, in scadenza a giugno, Damiani e Soleri che hanno trovato poco spazio in stagione, quindi a gennaio il Palermo potrebbe cercare il sostituto di Elia, che dovrà restare fermo da 4 a 6 mesi per l’infortunio al ginocchio e a quanto pare le possibilità dovrebbero essere due: puntare su un under o cedere uno o più elementi inseriti nella lista over, per puntare su un profilo più esperto.

Il Palermo a gennaio tornerà sicuramente sul mercato e quasi sicuramente cercherà un esterno da affiancare a Valente, un’alternativa valida anche a partita in corso, le idee sono molte ed arrivano tutte dal mercato degli svincolati, che propone nomi low cost interessanti per la categoria, uno potrebbe essere Cerci, giocatore di 35 anni al momento svincolato, l’ultima esperienza è stata all’Arezzo in Lega Pro e in 15 partite non ha mai segnato.

Cerci non mi fa impazzire per niente, mi garba tantissimo invece Ragusa, siciliano doc, ha fatto molta Serie A ma soprattutto tantissima Serie B, con 245 partite, 40 gol e 25 assist, sicuramente è una certezza per la serie B, esterno offensivo di 32 anni è dotato di estro e velocità, un altro potrebbe essere Kingsley Boateng, 28enne esterno d’attacco di piede destro, 6 gare in Serie A e poi la serie B con il Catania, 3 gol e 3 assist in 41 partite, infine Cabezas, esordisce in Italia in Serie A nell’Atalanta, poi va in prestito al Panathinaikos e all’Avellino, tornato in patria gioca altre ottime stagioni, prima del ritorno in Europa con il Kocaelispor, io tra questi scelgo Ragusa tutta la vita.