domenica 28 dicembre 2025

Il Palermo tra vittoria e addii, tra campo e futuro.

La vittoria del Palermo con la solita sofferenza contro il Padova, permette ai rosa di raggiungere la quarta posizione in classifica, ma è lo specchio fedele, del momento complicato che stanno vivendo i rosanero, una vittoria importante, perché arriva con la squadra in difficoltà per i numerosi infortuni e in una fase delicata, per i cambiamenti importanti sul futuro, primo fra tutti l’addio di Brunori.

Le parate di Joronen e il puntuale appuntamento di Pohjanpalo con il gol, arrivano segnali di solidità e allo stesso tempo, la necessità di intervenire sul mercato di gennaio, le ultime partite se pur vincenti, hanno palesemente evidenziato che la squadra non è convincente e adesso siamo arrivati al punto delle riflessioni più ampie, sul presente, sul futuro e sulle ambizioni del Palermo.

Anche stavolta il Palermo ha saputo soffrire e non può essere che un merito, però non è un merito soffrire tutte le partite, non è sinonimo di debolezza, ma non è certezza di vittoria finale, specialmente se ci si abitua alla consapevolezza dei propri limiti e si ha la capacità di adattarsi e se contro il Padova, così come contro l’Avellino e via di seguito, il migliore in campo è Joronen, le riflessioni e non solo quelle sono d’obbligo.

In serie B le squadre non sono mai dome, difficilmente non sono ben messe in campo, il Palermo accetta la battaglia e le fasi di pressione avversaria, non sempre senza scomporsi, spesso riesce a mantenere l’ordine, la compattezza e la concentrazione, ma non sempre ha la capacità di restare dentro la partita e spesso l’inerzia non è favorevole.

Serve un segnale di maturità mentale e di crescita del gruppo, le vittorie “sporche” fanno classifica e tanto morale, ma la serie B è un campionato lungo e logorante e se la squadra non è in condizione di “comandarlo”, rischia di perdere ancora l’appuntamento con l’obiettivo serie A e sarebbe ingenuo non riconoscere le difficoltà dei rosanero.

Difficoltà strutturali, di gestione non sempre perfetta del possesso, di una certa fatica nel chiudere le partite, segno che al Palermo oggi manca qualcosa e spesso è in balìa dell’avversario, non perché lo ha scelto, ma perché è costretto a farlo, alcune volte senza perdere la testa, che nel lungo periodo però diventa un campanello d’allarme.

Ecco perché va fatta una riflessione tecnica per il mercato di gennaio, una correzione strutturale, la squadra è ancora viva, nonostante le tante assenze è capace di reagire e di restare unita, ma allo stesso tempo ha messo in evidenza alcune lacune e incertezze, l’addio di Brunori pesa, al di là dei gol, ma per ciò che il capitano ha rappresentato, leadership, identità, riferimento emotivo e tecnico.

La sua cessione segna la fine di un ciclo e obbliga la società a guardare avanti senza nostalgia, ma con lucidità, con la partenza di Brunori, è probabile anche la partenza in prestito del giovane Corona, il Palermo a gennaio deve ridisegnare parte del proprio reparto offensivo, il gruppo può sopperire con il collettivo, con il sacrificio e con l’organizzazione, ma è evidente che non si possa pensare di reggere a lungo senza intervenire.

Il mercato di gennaio diventa dunque un passaggio cruciale, non solo per aggiungere qualità, ma per restituire certezze a una squadra che ha bisogno di nuovi punti di riferimento, dentro e fuori dal campo, i rosanero dovranno muoversi con intelligenza, evitando scelte dettate dall’urgenza e puntando invece su profili funzionali al progetto, servono altri gol, ma anche personalità, servono alternative ed equilibrio per un’ulteriore crescita, il futuro del Palermo passa da qui, il ritorno nella massima serie, passa da qui.

Brunori ha salutato e tante squadre sono su Corona, ma il Palermo per il giovane palermitano temporeggia, Corona è uno dei giocatori più richiesti della sessione invernale di calciomercato, l’attaccante classe 2004, ha attirato l’attenzione di numerosi club di serie B, pronti a scommettere su di lui, il talento non è in discussione, così come la prospettiva di crescita.

Mancano le opportunità per mettersi in mostra, cosa che al momento il Palermo non gli può dare e i rosa non hanno preso ancora la decisione di cederlo, praticamente è stato richiesto da mezza Serie B, ma se il Palermo non trova come sostituirlo, non ha nessuna intenzione di liberare il giocatore, che comunque andrebbe via in prestito.

Intanto Corona vorrebbe più continuità e minuti, elementi fondamentali per completare il suo percorso di maturazione e potere arrivare all’Under 21, che lo sta osservando con attenzione, gli scout della Nazionale guidata da Baldini, considerano Corona un profilo da monitorare da vicino, ma per restare nel giro deve giocare con una certa regolarità, una condizione importante e che dipende dal Palermo, la squadra che con più forza vuole il giocatore è il Pescara, ma resta in corsa anche la Juve Stabia.

Anche altre società di Serie B, sono pronte a garantirgli spazio e centralità, valorizzandolo anche nell’interesse del Palermo, che al momento attende gli sviluppi di mercato, in primis la cessione di Brunori, che sta per chiudere la sua avventura con il Palermo e l’arrivo di un altro attaccante, Brunori ha segnato 76 gol con la maglia del Palermo ed è il secondo migliore marcatore della storia del club, meglio di lui ha fatto solo Miccoli con 81 reti.

In questi giorni è morto Giorgio Rumignani, chi è attempato come me, si ricorderà “U russu” che ha allenato il Palermo nel 1989 e poi nel 1997, si è spento all’età di 86 anni ed è stato per molto tempo una figura di riferimento del calcio italiano e anche se non ha quasi mai allenato in serie A, ha allenato in numerose piazze storiche, tra cui: Piacenza, Andria, Pisa, Pescara, Ravenna, Monza e Palermo, lasciando ovunque un’impronta fatta di lavoro, rigore e attenzione alla crescita del gruppo.


Rumignani ha allenato il Palermo nel 1988/1989 in Serie C1, in uno dei momenti più difficili per i rosa, con lo stadio chiuso per i lavori per Italia ’90, la squadra non avendo lo stadio e nemmeno il centro sportivo, si allenava a Mondello in condizioni logistiche di emergenza, nonostante tutto, ha portato i rosanero al terzo posto sfiorando la promozione.

Era il Palermo di Taglialatela, di Biffi, Bucciarelli, De Sensi, Pocetta, Manicone, Cappellacci, Di Carlo, D’Este, Nuccio e Auteri, è tornato a Palermo nel 1997/1998, il Palermo allora era addirittura in C2, questa volta l’esperienza è durata solo sette giornate e al suo posto è subentrato Arcoleo, mi associo alle decine di messaggi di cordoglio, che in questi giorni sono stati diffusi da tantissime società calcistiche e mando un abbraccio alla sua famiglia. 

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