I tifosi hanno apprezzato le gioie che gli ha regalato, diventando il calciatore
più amato della rinascita, Brunori ha salutato
il Palermo, Palermo e i suoi tifosi, il “capitano” ha fatto sicuramente la
scelta più logica, a tutto c’è una fine e peccato che sia andata così, meritava
di chiudere la parentesi con i rosa, come ha fatto Pohjanpalo, con la
promozione in serie A e almeno sei mesi in massima serie.
Sicuramente la
rottura tra Brunori e Inzaghi è stata insanabile, perché non sarebbe stato un
delitto, mandare in campo Brunori al “Barbera” contro il Padova, per fare la
standing ovation al calciatore rosanero che conta 175 presenze e 76 gol in
rosanero, il secondo cannoniere della storia dopo Miccoli, c’è stata tanta commozione
tra la tifoseria, che lo ritroverà da avversario a Genova con la Sampdoria,
club dal grande blasone, anche se alle prese con annate complicate.
Il
trasferimento non è ancora ufficiale, ma è ormai scontato, non c’è stata per
Brunori, la possibilità per un’ultima presenza in campo con la maglia del
Palermo, vero che la priorità era vincere e la situazione dell’organico, tra
squalifiche e infortuni era molto delicata, Inzaghi ha dovuto gestire le
sostituzioni, per mantenere l’equilibrio della squadra e difendere il vantaggio,
cosa che però non mi trova d’accordo.
Brunori poteva giocare gli ultimi 6
minuti più recupero, entrare all'84esimo al posto di Giovane, schierarlo da
esterno desto sulla linea dei centrocampisti, come fatto con Giovane e credo
che Matteo sarebbe entrato
in campo con lo stesso piglio giusto, con cui è entrato Giovane e avrebbe recuperato
anche lui alcuni ottimi palloni, il suo ingresso si sarebbe rivelato ugualmente
importante e non credo che con Brunori in campo, avremmo rischiato di perdere
la partita.
Un addio senza passerella al Barbera, Brunori non lo meritava e non è
completamente vero che lascia Palermo soprattutto per motivi tecnici, Inzaghi
non lo ha mai realmente ‘visto’ trequartista nel 3-4-2-1, Inzaghi ha scelto il
sistema di gioco, senza tenere conto dei giocatori a disposizione, ma da
trequartista, personalmente non è riuscito a incidere nemmeno Le Duaron e
neanche Ranocchia ha inciso mai nel ruolo di play, eppure l’unico a pagare è
stato Brunori.
Si dice che non venisse messo in discussione per la posizione, perché nella
scorsa stagione, in quel ruolo, aveva segnato otto gol in metà campionato, ma
veniva contestato per i compiti specifici richiesti in
questa fase da Inzaghi, ripeto, a me sembra che neanche Le Duaron afferisca
ai compiti specifici richiesti in questa fase da Inzaghi.
Mi permetto di contestare Inzaghi, perché se si decide di adottare il
3-4-2-1, i due dietro la punta, devono essere due trequartisti, due Palumbo per
intenderci, Vasic ce lo vedo bene, Le Duaron no, non vedo che il francese osservi
il lavoro richiesto dall’allenatore, non vedo queste differenze tra Brunori e
Le Duaron, se parliamo che Brunori è una seconda punta e che a 31 anni è in
fase di declino, posso essere d’accordo, non ha convinto lo staff tecnico e va
bene, vediamo adesso cosa fa alla Sampdoria.
Le occasioni
per mettersi in mostra non sono state molte, ha giocato sei partite da titolare,
in un ruolo che non è il suo, ma a quanto pare sono stati sufficienti per
una bocciatura definitiva, gli equilibri interni del Palermo sono cambiati,
anche con la fascia di capitano, Segre, Ceccaroni, Gomes ecc, non hanno
avuto le difficoltà di ruolo che ha avuto Brunori, eppure la fascia l’hanno
persa ed è passata a Bani, la vecchia guardia è scivolata nelle gerarchie e
credo che non è stato per questioni tecnico-tattiche.
La squadra ha
accompagnato Brunori nel giro di campo con gesti sinceri, che non sono sembrati
di pura circostanza, così come sembra che non ci sia nessun attrito nemmeno con
Osti, che lo scorso anno aveva contribuito a rimetterlo al centro del progetto,
prolungandogli perfino il contratto e che non si sta opponendo al suo
trasferimento.
Forse solo con
Inzaghi, Brunori ha manifestato il suo normale malcontento, per sentirsi
penalizzato dal poco spazio che gli ha concesso e così il capitano ha scelto di
andare dove può giocare con continuità, ha compreso che in rosanero le
opportunità sarebbero state limitate e ha deciso di lasciare il Palermo, che
non ha fatto barricate per trattenerlo, consapevole che la strada intrapresa
era ormai segnata, una cessione che accontenta tutte le parti coinvolte.
Il Palermo potrà investire su un profilo diverso, capace di saltare l’uomo, imprevedibile e abile tra le linee, andando a rafforzare la trequarti, i nomi sono quelli di Tramoni, Pierini e Johnsen, Brunori dovrebbe ritrovare continuità e gol in una piazza prestigiosa, con la maglia della Sampdoria, i blucerchiati sono in crescita e potranno contare su un giocatore, che nella migliore condizione atletica, in Serie B può fare la differenza.


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