lunedì 27 novembre 2023

Quasi mezza serie B ha cambiato la panchina, il Palermo ancora no.

Il Palermo a Terni ha fornito un'altra prova negativa, a parte il fatto che va in vantaggio e poi si fa raggiungere, ha pure sprecato nel finale il vantaggio dell'uomo in più, i rosa sono passati in vantaggio alla mezzora del primo tempo, con uno stacco imperioso di Lucioni, che ha illuso i rosanero, nel secondo tempo la Ternana agguanta il pareggio con Casasola, poi l’ex Corrado si prende il secondo giallo e lascia in dieci le Fere.

Il Palermo non riesce a rilanciare le sue ambizioni neanche stavolta, non lo ha fatto dopo essere passata in vantaggio e neanche dopo la grande chance dell'espulsione di Corrado a un quarto d'ora dal termine, non solo, ma non ne approfitta è la Ternana che chiude in all'attacco, tanto che a invocare il triplice fischio sull'ultima azione è proprio Corini (a che punto siamo arrivati).

È questa la situazione in casa Palermo, una squadra che è l’espressione del suo tecnico, disorientata, smarrita, impaurita, incapace di imporre il proprio gioco, come la più scarsa delle provinciali, pareggia con l’ultima in classifica e alla fine giustamente, deve subire la contestazione dei tifosi presenti a Terni.

Quest’altro stop non piace ai tifosi rosanero, un’ennesima sconcertante prestazione, di un Palermo che segna poco (Brunori solo 4 gol), subisce troppo e non riesce a schiacciare gli avversari, neppure in superiorità numerica, la proprietà sperava nella pausa, per presentare una squadra pronta a ripartire con il passo di una squadra di vertice, invece il Palermo si presenta più imbarazzante di prima.

La Ternana ha provato in tutti i modi a mettere alle corde il Palermo e poco prima del gol era arrivato anche un palo per i rossoverdi, il buco centrale in difesa è figlio dell'intera fase di non possesso dei rosa, che da tempo dovrebbe essere rivista, Gomes come sempre ha accusato troppe battute a vuoto eppure è quello che gioca sempre e non viene sostituito mai, Stulac si salva, ma quello dei due “registi” è un equivoco troppo grande e che si protrae orami per troppo tempo.

Coulibaly ha alternato giocate buone a errori madornali, continuo a non capire perché giochi lui e vengano sacrificati in panchina Segre e Henderson, due giocatori dinamici e propositivi, Henderson con il suo ingresso ha dato molta più vivacità alla manovra, non capisco come mai la proprietà, visto che non vuole mandare via Corini, non gli dica di smetterla con queste stronzate.

Il Palermo continua a fare prestazioni ridicole, subisce troppo il gioco degli avversari, i tifosi hanno manifestato il pericolo in tutti i modi, ma la proprietà fa finta di non capire, a che pro poi non lo so, la situazione e più nera di quanto non dica la classifica e la soluzione (esonero di Corini) va cercata in fretta, perché i rosa stanno scivolando in classifica sempre più.

Vero è che il Palermo è al quarto posto, ma lo condivide con Como e Catanzaro, con i lariani che in settimana recuperano la gara con il Lecco, fatto sta che la grande prestazione auspicata da Corini non è arrivata, è arrivata invece la solita prestazione con luci e ombre, Corini non si è ancora reso conto o non lo vuole ammettere, che per questa squadra e per l’obiettivo del Palermo lui non è adatto.

Lui non è in grado di ottenere la svolta da questa squadra, è più di un anno che questa squadra è insufficiente, non è incisiva e brillante, non è una squadra che deve e può ambire alla promozione in serie A, è una squadra che non appena si alza il ritmo della partita è schiacciata dagli avversari, è una squadra incapace di gestire pure il vantaggio e la superiorità numerica del Palermo non è mai emersa.

La squadra produce poco in zona offensiva e con grande confusione, la condizione atletica continua ad essere un problema, la squadra è imballata e lenta, con qualche e forse troppe disattenzioni difensive, questo è il Palermo e Corini ha voglia di lamentarsi, non è per niente vero che c'è chi gode se il Palermo perde, ci sarebbe caso mai chi gode se lui se ne va.

Non ne possiamo più di vedere giocare così male il Palermo e allora la speranza è che se il Palermo perde, forse la proprietà ce lo toglie dalle scatole, come ha fatto quando ha preso Baldini e finalmente ci siamo divertiti, il Palermo è in crisi e non se ne vede la fine, non è per niente vero che è un momento negativo dal punto di vista dei risultati, perché è negativo anche dal punto di vista del gioco.

Uno che ha la piena consapevolezza di essere sotto esame, sa di avere delle enormi responsabilità e vuole bene al Palermo, come dice, affronta i momenti di difficoltà in maniera lucida e capisce che è il momento di togliere il disturbo, senza che gli e lo dica nessuno e senza approfittare del supporto della proprietà, le dimissioni sono un atto di signorile presa di coscienza della situazione.

Molte società di serie B, hanno approfittato della pausa per le nazionali per cambiare tecnico, a Como si cambia addirittura anche se la squadra vince, perché i lariani oltre ai risultati vogliono il bel gioco, a Palermo stentano ad arrivare i risultati e latita il bel gioco, eppure il City Group si tiene stretto Corini e non cerca risposte e soluzioni al bel gioco, ai risultati e nemmeno alla crisi dell'ultimo mese, nonostante la sfiducia della piazza e la vertiginosa parabola discendente dell'ultimo mese.

Il City Group è perfettamente conforme alla metodologia gestionale e al modus operandi della holding azionista di maggioranza, nella scelta di non esonerare il tecnico, sarà stata decisiva la posizione di classifica attuale del Palermo, che vede i rosanero comunque in quarta posizione, ancora in lotta per la serie A e quindi in linea con gli obiettivi prefissati ad inizio stagione.

Però, adesso, almeno lo spero, ogni passo falso sarà valutato diversamente, anche se credevo così già dall’inizio di questa stagione, ma a quanto pare l’algoritmo del City Football Group è convinto così, la preoccupazione è che questa decisione possa alla fine, risultare “pericolosa”, come lo è stata in pratica la scorsa stagione, per me basta aspettare, il Palermo gioca male e il buon giorno si vede dal mattino. 

domenica 19 novembre 2023

Non si ferma la contestazione dei tifosi.

 

Con comunicati e striscioni, i tifosi e gli ultras ribadiscono la loro sfiducia nei confronti di Corini e chiedono un intervento da parte della società, questi gli slogan lanciati:

“La tifoseria organizzata resterà sempre l’ultimo baluardo. C’è un tempo per sostenere e gioire uno per criticare e contestare… non è una gara a chi lo ha detto prima. Una persona, una squadra, una società, hanno per noi un credito di fiducia fino a quando le cose non diventano tali da non essere più difendibili.
Rimane il fatto che prima di criticare si cerca sempre di costruire e si dà il tempo necessario affinché la persona, la squadra, la società, dimostri il proprio valore, poi se non piace il risultato che si sta ottenendo, si interviene.

L’obiettivo quest’anno è la serie A, se si vincesse anche senza gioco, come si dice a Palermo “a cavuci e muzzicuna” per noi andrebbe pure bene, ma da un po’ di tempo non c’è gioco, né risultati e con le ultime prestazioni in casa si è passato il segno… Ecco che allora interveniamo noi per dare una scossa… e lo facciamo a modo nostro, che non è quello di tornare mestamente a casa a scrivere Corini out su fb. Dopo la partita di ieri e i cori di disappunto ci aspettavamo di trovare una folla ad aspettarci davanti la tribuna invece il nulla cosmico, peggio del gioco attuale del Palermo. Poco importa ci siamo abituati.

Detto questo vi informiamo che questa non è e non deve diventare una guerra contro il Palermo.
Il nostro essere ve lo abbiamo spiegato centinaia di volte ma sembra che tanti non riescono a comprendere.
Il Palermo non si abbandona! Noi saremo sempre il suo ultimo baluardo! Abbiamo espresso la nostra posizione che è ormai quella della stragrande maggioranza dei tifosi, la società ora ne ha preso atto ed è libera di fare ciò che ritiene più opportuno per raggiungere l’obiettivo che si è prefissata, essa dovrà tenere conto che la gente si è stancata di assistere a gare così oscene.

Sappiamo bene che “Roma” non è stata fatta tutta in un giorno e sappiamo bene che questa società è coscienziosa, responsabile, capace, in grado di rinforzare ancora la rosa a gennaio… questo però non li esime dalle nostre critiche rispetto all’immobilismo dopo queste prestazioni che denotano un qualche problema all’interno dello spogliatoio, non solo di carattere tecnico. Abbiamo bisogno di vedere questa squadra lottare alla pari con le prime senza risparmio di energia, mettendo cuore, grinta, sangue e sudore ad ogni impegno!
Sappiamo che ne sono capaci quindi se la squadra non lo fa, bisogna capire il motivo perché così a noi non sta bene, ma soprattutto pretendiamo che i giocatori onorino la maglia in ogni caso!

La spaccatura tra il mister e la città è diventata ormai una crepa ed è destinata ad allargarsi ancora. Solo inanellando risultati positivi e prestazioni importanti capaci di convincere tutti, Corini può riuscire a mantenerla inalterata, ma difficilmente riuscirà a sanarla considerando la scarsa qualità di gioco vista fino ad ora. Riguardo a noi non esiste la diserzione, noi restiamo sempre al nostro posto ad incitare verso la vittoria, ribadendo a tutti che nonostante la contestazione al tecnico, il Palermo si sostiene in casa e in trasferta, riservandoci di inasprire ancora la protesta qualora continuino ancora ad arrivare risultati pessimi che ci allontanino dall’obbiettivo nell’ immobilità e nel silenzio di dirigenti e società.

MERITIAMO DI PIÙ!


La prima contestazione dell’era City è clamorosa, perché è esplicitamente rivolta l’allenatore e ci riporta ai tempi più bui della gestione Zamparini, vero è che al City non si ragiona di pancia e che qualche riflessione se la sono fatta, questa squadra non ha un’identità e non corre, il tecnico è sfiduciato dalla tifoseria e forse anche da giocatori e dirigenza, l’allenatore a torto o a ragione, è l’unico responsabile a pagare, in questo caso con lo staff che cura la parte atletica, il Palermo è sulle gambe e subisce tanti infortuni muscolari.

venerdì 17 novembre 2023

Stavolta i tifosi sono incazzati sul serio.

La società nel nome del City Group, ha deciso di non esonerare Corini e di andare avanti con lui, il tecnico fra l’altro non si dimette, perché non ha la giusta umiltà di ammettere che non è all’altezza e si professa sicuro di potere raddrizzare la barca, anche se questo non è condiviso dalla stragrande maggioranza, sono scelte e in democrazia vanno accettate, se pur tutto lascia propendere per il cambio.

I risultati delle ultime 5 partite e non solo, le prestazioni di tutto questo campionato e non solo, l’involuzione tecnica di tutti i calciatori e un affiatamento forse mai esistito, da ritrovare, confermare il tecnico è per conto mio una scelta rischiosa, così come lo è stata la scorsa stagione, per cui non siamo andati ai play off, spero che la società non abbia fatto questa scelta con l’algoritmo e che sia cosciente del rischio che si sta assumendo.

Non ci sarà quindi per adesso nessun ribaltone, ma lo scollamento della tifoseria tutta con il tecnico è ormai palese, è evidente e indiscutibile, tanto che l’associazione di tifosi rosanero, che porta avanti il progetto dell’azionariato popolare, ha scritto una lettera indirizzata al City Group, per chiedere sostanzialmente un cambio di guida tecnica, con queste significative parole.

“Il calcio non è solo business e i tifosi non vanno trattati come clienti e nulla più. Gli attori principali, i veri custodi di un club, sono proprio i tifosi. Una società ha il dovere e la responsabilità di dare loro sempre e comunque delle risposte.

Ogni scelta, ogni decisione, qualsiasi programma vanno attuati nel rispetto dei sentimenti del tifoso e non può essere diversamente. Noi tifosi rosanero non vogliamo essere semplici spettatori passivi ma, ci dispiace constatarlo, tutto questo finora vi sfugge. Un atteggiamento che vi sta conducendo a mancare l’opportunità di regalarci un grande sogno atteso, ovvero quello di poter puntare alla massima serie. Sin dal vostro ingresso in società, avete perseguito i vostri programmi senza averli condivisi o comunicati in modo chiaro, trasparente, fattivo e coinvolgente. A Palermo, prendersi carico del peso della storica tradizione sportiva – oltre al richiesto impegno sull’investimento – comporta innanzitutto la dovuta attenzione e non sono ammesse distrazioni. Avete lasciato finora che la passione e l’amore per questi colori navigassero in questo limbo sportivo. Le dichiarazioni di facciata sono servite finora solo da copertura a una gestione tecnica dimostratasi inadeguata, su cui stranamente sembra vogliate insistere.

Per puntare alla promozione bisogna prendere uno dei primi due posti della classifica, non sono ammesse scusanti. Stiamo perdendo progressivamente punti, terreno e soprattutto la necessaria consapevolezza di forza, per cui sugli obiettivi non ci siamo affatto: dopo le parole, adesso servono i fatti. Abbiamo purtroppo ancora assistito a scene già viste nell’ultima giornata di playoff della scorsa stagione, in cui la squadra ha mollato facendosi rimontare e perdendo di fatto l’ultimo treno per la serie A. Oggi, questa squadra continua ancora non solo a essere mal messa dissennatamente in campo, bensì non si impegna e si consegna a qualsiasi avversario arrivato al Barbera regalandogli vittorie e punti, di fronte a una media costante di circa 25 mila sostenitori, con prestazioni assurde. Ciò offende e manca di rispetto ai tifosi, che piuttosto si aspettano impegno e lotta fino all’ultimo.

Adesso, questo essere inermi da parte di chi deve prendere subito una decisione, denuncia definitivamente il disinteresse nei confronti di chi, ogni settimana, si sacrifica per sostenere la squadra. Andrebbe immediatamente data una sterzata netta a questa gestione; invece, sembra si sia scelto di continuare su una via che a lungo andare ci potrà far precipitare nell’altra parte della classifica: veramente non preme questa urgenza di un cambio, neanche dopo una serie così continua di risultati negativi, maturata al Barbera davanti alla folla di sostenitori?

I giocatori non sentono neanche più la dovuta motivazione all’impegno per il risultato, perché di fronte hanno:
1) un tecnico confuso e inerme, ma sicuro del posto per una vostra strana fiducia incondizionata;
2) una società in cui chi dovrebbe dimostra di non saper prendere le dovute decisioni;
3) quel che è peggio, dal Regno Unito non arriva alcun segnale di comando per la scelta dovuta di imporre un cambio.

Proprio in questo campionato di B, squadre da noi “resuscitate” al Barbera, subito dopo il cambio di allenatore hanno iniziato a produrre risultati: perché noi non possiamo fare lo stesso e finalmente puntare a vincere questo campionato, con l’organico eccellente che abbiamo? In qualsiasi società, se una squadra non rende per risultati e gioco, si procede a un cambio di gestione tecnica, nel momento in cui è ormai palese che questa non funziona. Ci siamo sentiti presi in giro fin dal momento in cui, irragionevolmente, ci siamo visti subito tolti quella richiesta continuità di un percorso già iniziato verso la riconquista della massima serie, dopo l’entusiasmante promozione in B conseguita qualche giorno prima del vostro arrivo: perché quel cambio e quella precisa scelta di gestione tecnica, anziché puntare a un tecnico realmente di esperienza e dal curriculum vincente? Quale folle algoritmo può avere determinato questa vostra decisione?

Ci preme ricordarvi che la relazione costruttiva con la tifoseria è un preciso obbligo imposto dalla UEFA a tutte le società di calcio, ma questo elemento manca sin dalla rifondazione. Il quadro diventa completo se aggiungiamo pure che l’attuale presidente si è più volte rifiutato di voler valutare insieme ai tifosi anche la minima possibilità di partecipazione popolare, che nulla ha a che fare con la “quota popolare” così da lui definita e richiesta per una partecipazione a fondo perduto di scarso risultato. Quel che è peggio, è che l’assenza dei dirigenti responsabili parte proprio da colui il quale, raggiunto l’obiettivo di cedere il suo pacchetto azionario, sembra ormai volere sparire nei momenti cruciali in cui la sua presenza urge.

Tutto ciò è paradossale. Proprio in terra inglese si vive il calcio in forma di spettacolo strettamente connesso alla identità, all’appartenenza che senza i tifosi non esiste. È passato un po’ di tempo dalla vostra dichiarazione secondo cui “Palermo in Europa rappresenta il vostro secondo club’: non vogliamo stare in nessuna vostra graduatoria di preferenze o priorità. Quello che chiediamo è sintetizzato in una sola parola: RISPETTO. Siamo nati anni fa e ci siamo costituiti in associazione proprio con questa mission, cui sono stati dedicati tempo ed energie. Vogliamo sostenere questa società e vogliamo farlo sempre; questo è possibile solo se la società intende farsi sostenere e non considerarci più come semplici consumatori di un prodotto.

Non avete che da rispondere con i fatti a questo ennesimo appello, se siete interessati alla relazione costruttiva e al sostegno di noi tifosi. Diversamente, purtroppo, genererete naturale distacco, fenomeno già accaduto con la precedente proprietà. Il nostro cuore batte forte per questi colori da sempre e per sempre. 

giovedì 16 novembre 2023

Filotto in casa per il Riese, 3 vittorie su 3 partite.

Il Riese, dopo aver ottenuto il doppio vantaggio alla fine del primo tempo e avere avuto anche qualche occasione per chiudere la partita, nel secondo tempo nonostante si sia presentato in campo concertato e determinato, dopo un quarto d’ora ha avuto un calo di attenzione e il Salvarosa nel giro di 5 minuti ha raggiunto il pareggio, la squadra ha avuto un momento di scoramento e poi ha ripreso a macinare gioco con Antonio Longo e con Miron.

I gialloblu riescono a riportarsi in vantaggio con il solito Gijkolaj, alla sua sesta rete in sei partite e fanno il 4 a 2 con uno splendido tiro di Miron da fuori area, che si insacca forte e teso sotto l’incrocio dei pali, a 5 minuti dalla fine, un altro calo di concentrazione, permette agli ospiti di accorciare ancora le distanze, passando così sul 4 a 3, ne escono minuti concitati fino alla fine, ma il risultato non cambia.

Anche se il Salvarosa aveva solo 3 punti in classifica, il Riese non si può assolutamente permettere, di farsi riprende dopo un netto 2 a 0 e comunque dopo la brutta prestazione di Resana, bisognava dare un segnale netto di ripresa e alla fine il risultato è arrivato e con lui anche la prestazione che è stata più che buona e ha riappacificato la squadra con il tecnico, sentiamolo:

Attribuisce il momentaneo 2 a 2 al cambio di Baldin con Grespan? 

“Cambi o non cambi, non puoi permetterti di pareggiare una partita che avevi in pugno, il primo tempo è stato quasi un monologo tutto nostro, loro non hanno mai tirato in porta, non siamo abituati a tenere alta la concentrazione e a leggere i momenti chiave della partita”.

Il Riese, deve ridimensionare i suoi obiettivi in campionato?

“Assolutamente no, deve lottare ogni partita per vincere, la squadra deve puntare al massimo obiettivo possibile, che non sarà purtroppo quello di vincere il campionato, ma un piazzamento di prestigio lo possiamo ottenere, abbiamo giocato alla pari con il Fossalunga e perso di misura a Resana, in entrambi i casi con un rigore dubbio alla fine e loro sono rispettivamente secondo e prima.

Occorrono innesti a dicembre?

“Sì, quelli che continuano a mancare dalla passata stagione, serve un portiere più affidabile, almeno uno, un play davanti alla difesa e un difensore-centrocampista non mi dispiacerebbe, poi spero di potere recupera Danieli e Bilal, questa è una squadra molto giovane, che io vorrei rendere ancora più e con più qualità, per preparare la base per il prossimo campionato”.

Il suo punto di vista rispetto all’eventuale ritorno di Ceccato?

“Come si fa a imporsi contro il ritorno di uno come Ceccato? La domanda però è, quanto c’è di vero in questa possibilità e con che testa torna? È anche importante definire questo aspetto. La sua figura e la relativa posizione in campo sono importantissime, ma bisogna avere certezze rispetto a quello che accadrà”.

Con la partita di domenica, pensa che il gruppo si sia compattato?

"Abbiamo giocatori nuovi e di qualità, ma dobbiamo ancora formare il gruppo e ci vorrà tempo, secondo me la squadra è molto buona, ma non c’è stata ancora la scintilla per fare formare il gruppo, ci vorrà tempo ma riusciremo a farlo". 

lunedì 13 novembre 2023

Il Cittadella passa al 97esimo a Palermo.

Un altro ko in casa dopo le sconfitte con Cosenza e Lecco, al termine di una brutta partita dove il Palermo non ha mai tirato in porta, la rete di testa dell’attaccante dei veneti Pandolfi, regala i tre punti al Cittadella e al gol dei granata, ci sono stati gli applausi ironici dei tifosi rosanero e la contestazione a Corini, il pubblico ha fischiato stizzito, sia durante la partita che alla fine.

Una partita veramente brutta, come quelle a cui ci hanno abituato oramai i rosanero, che non sono mai riusciti ad essere pericolosi, la sterilità offensiva a momenti è stata disarmante ed è emersa impietosa, è stato il peggior Palermo della stagione, i rosanero non sono stati quasi mai veramente pericolosi.

Impreciso, lento e compassato, è questo il Palermo che è sceso alla favorita, come nelle altre partite, gli esterni (oggi Di Mariano e Insigne) non hanno lasciato il segno, nel secondo tempo ancora una volta Valente, ha rivitalizzato la fascia desta, dimostrandosi di gran lunga superiore dei fuori classe: Di Mariano, Insigne e Di Franceso, non posso mai pensare che questi giocatori si possono considerare acquisti sbagliati, ma solo che è l’allenatore a farli rendere poco, magari utilizzandoli male, ancora insufficiente la prova dell’esterno napoletano, raramente pericoloso e dentro la manovra, il suo apporto sta mancando moltissimo, molto meglio Valente.

Non è servito nemmeno l’ingresso di Mancuso ad alzare il ritmo, il Palermo ha continuato a fare un giro palla infinito, senza idee, senza profondità e senza verticalizzazioni, in questo modo diventa veramente impossibile creare vere occasioni da gol, un gioco e una sconfitta molto deludente, che indurrebbe a serie riflessioni.

I tifosi contestano la gestione Corini e a fine partita hanno indirizzato cori contro l'allenatore e fischi assordanti ai calciatori, io non ero d’accordo a prendere Corini già l’estate scorsa, d’accordo con me c’erano moltissimi tifosi e ora, ma già da tempo nessuno più vuole concedere altro tempo al tecnico, che più passa il tempo e più dimostra di non essere adeguato, ma purtroppo bisogna capire cosa ne pensa l’algoritmo.

Ma io non sono insoddisfatto solo degli esterni, sono insoddisfatto anche delle scelte a centrocampo, minchia sempre stu Gomes, un buon interdittore per carità, anche se onestamente se avessi dovuto comprarlo non ci avrei speso un euro, c’è ben altro in giro, il Palermo non deve difendersi, deve attaccare, proporre gioco, imporre il proprio gioco, vincere magari rischiando e meno male che almeno fa giocare Stulac, ma un centrocampo con Coulibaly e Gomes, al posto di Segre e Henderson è una pazzia.

Il Palermo inizia la gara con il solito giro palla, tanti tocchi, manovra elaborata, il Cittadella aspetta e ripartire in contropiede, dopo una decina di minuti i veneti cominciano a giocare stabilmente nella metà campo rosa, tanto che sembrano loro in casa e i terzi in classifica, poi piano piano per i rosa si spegne la luce, la difesa del Cittadella è ben schierata e il Palermo non trova il guizzo che finalizza la manovra.

Il Cittadella fa la partita, ma non riesce ad essere particolarmente incisivo in attacco, il gioco rimane particolarmente spezzettato dai tanti falli e la manovra rosanero resta sterile, poco movimento in avanti, poche idee e poca brillantezza, tanto che il Barbera inizia a fischiare, al 97esimo quando segna il Cittadella esulta ironicamente e poi accompagna i giocatori negli spogliatoi con una salva di fischi assordanti.

All’uscita parte la contestazione da parte del tifo organizzato, nei confronti del Palermo come proprietà e calciatori, ma in particolare per Corini (ci avevano perso tempo) e sembrerebbe ci sia una rottura totale con la tifoseria che è chiaramente delusa ed amareggiata, la squadra ritorna in crisi, per la qualità di gioco discutibile.

Contestazione senza mezzi termini per l'allenatore, i tifosi hanno intonato questi cori all’indirizzo di società, squadra e tecnico: "Corini vattene via", "Meritiamo di più", "rispettate i nostri colori", "Noi vogliamo gente che lotta", "Ci avete rotto...", la crisi è aperta, stando a quanto detto la settimana scorsa dal City Group, Corini per ora non rischia, la posizione dell'allenatore per la proprietà non è in discussione.

Il Palermo è terzo, ha la migliore difesa e il torneo e ancora lungo, le recenti prestazioni denotano una notevole difficoltà della squadra e ci si chiede se lo spogliatoio segue ancora il tecnico, quattro punti in cinque partite dopo la sosta, anche se la proprietà mantiene la sua linea la crisi è vera e profonda, indipendente dalla classifica, la squadra non ha mai brillato nel gioco, ma ora è irriconoscibile.

La vittoria contro il Brescia non ha invertito il trend sul piano del gioco e dei risultati, la squadra denota una condizione atletica carente e una difficoltà nel costruire una manovra offensiva proficua, che rende pesante l’atmosfera che si è creata intorno all’allenatore.

Per la piazza l’epilogo è già scritto e scontato, la società potrebbe rivedere la sua posizione e affrontare la questione in un’analisi più profonda e slegata dall’attuale situazione in classifica, almeno per onestà intellettuale e se le valutazioni su Corini dovessero cambiare, verrebbero chiaramente valutati diversi profili, D’Angelo già sondato dopo le dimissioni di Baldini la scorsa stagione è il preferito.

Sembrerebbe che il City Group stia ragionando su una profonda riflessione, da parte di dirigenza e stati generali del Club sul da farsi, sulla gestione tecnica per il proseguo della stagione i confronti approfonditi tra le parti proseguiranno nelle prossime ore e non è da escludere che scenari e posizioni attuali possano anche mutare improvvisamente.

Tra i profili oltre a D'Angelo, si è pensato anche a Iachini, neanche lui ha un gioco spettacolare, però è esperto in promozioni più di Corini e ha un’esperienza di serie A più importate, non credo che ci si rivolga a Venturato, anche perché il Brescia è ancora a caccia di un allenatore e Venturato potrebbe accasarsi a Brescia da un momento all’altro. 

venerdì 10 novembre 2023

Partita brutta, sporca e a tratti anche noiosa.

 

Corini è soddisfatto per avere salvato la panchina, grazie alla vittoria di misura 1 a 0 contro il Brescia, ma questo è un campionato lungo e complicato e una partita non certifica che il momento di difficoltà del Palermo è passato, anzi, perché se è vero che bisogna anche essere capaci di vincere partite brutte e sporche, a lungo andare però così non si vince il campionato.

Indubbiamente la partita con il Brescia è stata una prova di carattere e sacrificio da parte dei calciatori, Coulibaly ha ripagato con il suo primo gol in maglia rosanero, la scelta di Corini di schierarlo dal primo minuto e ha regalato i tre punti ai rosanero, ma la sua prova non mi ha per niente convinto, anche se ha rilanciato il Palermo con una vittoria scacciacrisi e salvato la panchina di Corini.

Senza dubbio sono tre punti fondamentali, che permettono al Palermo di balzare al terzo posto in classifica, ad un solo punto dal Venezia secondo, all’inizio i rosa sono stati un po' timorosi, la squadra percepiva l’aria pesante degli ultimi due passi falsi, anche se il gol del senegalese non ha dato sicurezza e fiducia, dopo il vantaggio il Palermo non ha giocato lo stesso, certo servivano i tre punti e quelli sono arrivati, per il gioco, come per i miracoli, Corini si starà attrezzando.

Mi ha lascito ancora una volta perplesso, il fatto che Corini ha lasciato fuori Henderson e lo ha sostituito con Coulibaly e anche l’ennesima panchina di Segre, con l’ennesima titolarità di Gomes, non mi ha stupito invece che è rimasto fuori Insigne e al suo posto ha giocato Valente, per quello che hanno fatto vedere i due la scelta è stata ottima, l’altra stranezza ma giusta, è stata Stulac titolare e Mancuso al posto dell'infortunato Di Francesco.

Il Brescia comincia bene, con un giro palla rapido ed interessante, il Palermo fa fatica a trovare gli spazi, molta imprecisione nel fraseggio e poco movimento senza palla, il gol costringe le rondinelle a spingere di più e a giocare con maggiore intensità e qualità, tanto che nelle ultime battute di gioco nel primo tempo il Brescia sfiora il pari, ma un intervento prodigioso di Mateju salva sulla linea.

Il Palermo accorcia le distanze tra i reparti e produce un calcio più “efficace”, che il procuratore del secondo portiere Desplanches ha definito:senza offesa, qualità del gioco da celibi-ammogliati”, non è stata proprio così, ma effettivamente la vittoria scaccia “crisi”, è nata da una prestazione di carattere e abnegazione e non è stata sicuramente brillante come qualità di gioco espresso, una vittoria di misura ottenuta con cuore e carattere.

Una contesa di muscoli e nervi, sicuramente poco spettacolare ma è nelle corde di Corini, l'importanza della posta in palio, ha sortito una gara all'insegna della fisicità, efficace e pertinente alla contingenza del momento, gioco confuso e poco fluido, squadre prudenti ed attente alla fase di non possesso, con questo atteggiamento il Palermo dovrebbe essere uscito dal momento negativo, con una partita spigolosa, ricca di falli e scontri duri.

I rosa soffrono, ma si difendono con grande determinazione e portano a casa un successo di straordinaria importanza, tre punti per preparare al meglio la prossima sfida interna contro il Cittadella, in programma domenica pomeriggio al Barbera.

giovedì 9 novembre 2023

Riese senza gioco e anima, a Resana termina 2 a 1.

Termina 2 a 1 la partita tra Resana e Riese, pessimo approccio per i gialloblù che entrano in campo fin da subito, con notevoli difficoltà di adattamento alla partita e nello sviluppo della manovra offensiva, una prestazione abbastanza deludente, dove la squadra è apparsa totalmente scollata nei reparti, confusionaria, imprecisa, lenta e anche poco determinata, la rimonta alla fine è svanita per un niente, o meglio, per un immenso errore arbitrale.

Gialloblù che fanno molta fatica e regalano tanti palloni agli avversari, creando l’unica vera occasione solo al 13esimo minuto del secondo tempo con Francesco Longo, i padroni di casa mantengono quasi totalmente il pallino del gioco e vanno in vantaggio dopo che si sono divorati 6 o 7 nitidissime palle gol, il secondo tempo e più equilibrato e il Riese al 35esimo del secondo tempo riesce a pareggiare con Besmir, che ribadisce in rete di testa da distanza ravvicinata, uno dei pochi cross dal fondo.

Il gol dei padroni di casa, realizzato al 44esimo del secondo tempo su calcio di rigore inesistente, dà la vittoria al Resana, l’arbitro ha tramutato una carica al portiere in un fallo del portiere in uscita, così il Resana guadagna una vittoria comunque meritata, per il Riese la sconfitta all’ultimo minuto su un calcio di rigore inesistente, lascia ancora una volta l’amaro in bocca e sancisce la seconda sconfitta stagionale per i gialloblù, sempre fuori casa e sempre con un rigore inesistente nella parte finale della gara.

Il Riese è apparso senza ritmo, ha perso sempre i contrasti nelle zone fondamentali del campo, fisicamente c'è stato qualcosa che non è andata e questo è molto preoccupante, il primo cross è arrivato al 48esimo, poi l’altro è stato quello del gol, per il resto non sono arrivati altri palloni in area e anche pochi palloni per i compagni a rimorchio, che potessero metterla dentro.

Mister brutta prestazione dei suoi, vero?

“Si, tutto quello che è successo in queste due settimane non è servito a nulla, sono rimasti i ragazzi viziati e coccolati, a cui tutto e dovuto.”

Comunque c’erano un po' di assenze e poi nel secondo tempo la squadra ha avuto una certa reazione.

“Si, dopo la mia sfuriata durante l’intervallo, hanno capito che non si può andare in campo così, senza anima, la qualità dell’impegno che mettono in allenamento è scarsa, se poi ci aggiungi che non vanno in campo per lottare e che le lacune sono molto di più di quanto può sembrare, quella è la prestazione.”

Il Resana ha meritato comunque la vittoria, peccato per quel rigore, perché alla fine l’avevate rimessa in piedi.

“Guardi, non mi parli del rigore e degli arbitri, non ci si può inventare ogni settimana un nuovo regolamento che ci svantaggia, questo è il secondo rigore inventato in due trasferte e ci hanno fatto perdere 4 punti, che poi diventano 6 in classica con gli avversari.”