lunedì 25 dicembre 2023
venerdì 22 dicembre 2023
Segre è il centrocampista che segna di più, insieme a Stulac
Segre è il
centrocampista, che insieme a Stulac ha segnato di più in squadra e lo ha fatto
pure lo scorso anno, nessuno come lui ha la grande capacità d’inserimento e l’appuntamento
con il gol, solo lo sloveno (un altro poco considerato da Corini, che gli
preferisce il “taglialegna” Gomes), è riuscito a siglare tre reti come l’ex
Torino.
Leader
silenzioso, percorre un’infinità di chilometri e recupera tanti palloni,
finalmente Corini si è deciso a dargli la maglia da titolare nelle ultime tre
partite, Segre è il vero nuovo “acquisto”, non mi sarei mai aspettato che
Corini lo mettesse così frettolosamente da parte, adesso speriamo che non lo
toglie più dal campo.
È strano come
in un Palermo indecifrabile, Segre e
Stulac non riescono a trovare posto, un Palermo inguardabile per ampi
tratti della partita col Pisa e comunque dal bilancio generale deludente, la
vittoria ha portato punti preziosi, ma che non hnno cancellato i problemi e la
contestazione dei tifosi, che chiedono l’esonero dell’allenatore.
Paradossalmente,
almeno per l’allenatore, gioca in difesa, mette in campo centrocampisti
strutturati e adatti alla fase difensiva, come Gomes e Coulibaly
e poi i gol subiti sono il principale
problema, proprio quella fase difensiva voluta dal tecnico non funziona,
cambiano gli interpreti ma il risultato non cambia, segno che non è una
questione di interpreti, ma il modo di difendere dell’allenatore.
Il Palermo ha
ritrovato brillantezza in attacco, con il ritorno al gol di Brunori e meno
male, perché l’attacco deve sopperire a una fase difensiva, che ha lasciato molto
a desiderare, senza Ceccaroni, la nuova coppia di centrali Lucioni-Marconi si è
dimostrata sottotono, anche per l’assenza di un filtro a centrocampo,
nonostante Gomes e Coulibaly, Mateju continua ad alternare prestazioni mediocre
e non capisco perché Graves è spuntato adesso, che fra l’altro abbiamo
pure recuperato Buttaro.
Quindi se Graves è l’alternativa a Mateju, allora Buttaro potrebbe essere ceduto,
ora, indipendentemente se Mateju si riprenderà la maglia da titolare o meno,
bisogna chiarire quest’altro dilemma tra Graves e Buttaro, come quello di Nedelcearu, da titolare inamovibile e riserva di
lusso, con l’imminente apertura del mercato invernale, il Palermo potrebbe (dovrebbe)
fare qualche movimento, forse in difesa, ma credo che anche a centrocampo e in
attacco, una pedina importante, bisognerebbe prenderla.
Nedelcearu a
parte, Lucioni e lo stesso Marconi nelle ultime uscite, non ha dato le garanzie
previste a inizio stagione, la difesa del Palermo sta vivendo un’evidente
involuzione, confermata anche dalle statistiche, nelle ultime cinque partite il
Palermo ha subito quasi 2 gol a partita e ha preso più gol persino
delle ultime tre in classifica in Serie B.
Crisà: "Critiche distruttive e non costruttive”
Intervenuto in conferenza dopo
gli auguri di Natale, a fine dell’allenamento il tecnico del Riese Crisà, è
tornato sulle critiche ricevute dai genitori in questi 3 mesi: "Quello di
quest'anno è un campionato complicato, eravamo tutti consapevoli che sarebbe
stato diverso da quello dello scorso anno, quando nei giovanissimi hanno fatto
un secondo posto giocando contro nessuno.
Ciò nonostante quest’anno non
stiamo facendo per niente male, abbiamo perso solo contro le prime tre in
classifica, Pederobba, Resana e Fossalunga, abbiamo fatto un buon calcio, che
sarebbe stato un ottimo calcio, se solo non ci fosse stato questo clima di
terrorismo, creato da chi già dall’anno scorso ambisce a prendere il mio posto
e si serve dei genitori per stabilizzarmi.
In questi mesi ci sono state
critiche non costruttive che io non merito, ci sono stati degli errori è vero,
ma secondo me le critiche nei miei confronti sono esagerate e fatte ad arte, io
sono sempre molto sincero, mi ha dato fastidio perché le critiche non sono
costruttive ma distruttive, dobbiamo fare chiarezza, abbiamo perso contro
squadre che abitualmente sono in testa alla classifica e hanno un ottimo
settore giovanile.
Gli scontri diretti con San Gaetano e Caerano non li abbiamo persi, siamo quinti in classifica e abbiamo più punti dello scorso anno, nonostante il clima ostile e le continue assenze agli allenamenti, ci sono tanti aspetti positivi, l’ambiente deve essere positivo, questo è un messaggio che lancio a chi è stato poco costruttivo".
lunedì 18 dicembre 2023
Il Riese vince ancora in amichevole.
Crisà cambia tre uomini
rispetto alla sfida con il Giavera, si rivede Antonio Longo a destra nel
tridente d’attacco, Bendo dopo 2 gare d’assenza torna al suo posto e Besmir fa
il centravanti al posto di Gijkolaj in non perfette condizioni fisiche, il Riese
finalmente comincia con un buon approccio e subito alla prima occasione è rigore.
Fa tutto Bendo, che recupera
palla a centrocampo e in slalom semina una lista interminabile di avversari,
una volta entrato in area e al momento di battere a rete viene sgambettato ed è
rigore, il vice capitano si incarica del tiro degli undici metri ed è 1 a 0 per
il Riese.
Passano pochi minuti e palla va
ad un giocatore del Volpago, che controlla in corsa e fa detonare un destro respinto
appena in area da Troietto, dagli 11 metri Cuccarolo intuisce ma non para, è l’1
a 1, la squadra di Crisà distilla più gioco e più presenza in zona offensiva
rispetto a Giavera e va ripetutamente vicino al gol.
Il 2 a 1 prende forma
al 24esimo, è ancora Bendo a concludere dal limite dell’area e mette
fuori causa il portiere avversario, bravo a negare il gol al Riese in più
occasioni, ma il Riese non abbassa le proprie frequenze e si fa più autorevole,
Longo spinge alto di pochissimo un pallone e Baldini smorza una conclusione di
controbalzo.
Buoni segnali per i riesini,
che rientrano negli spogliatoi con il risultato di 3 a 1, con la terza rete
segnata da Troietto su rigore e consapevoli di stare disputando una buona
partita, girandola di sostituzioni nell’intervallo, Tieppo (buona la sua partita)
rileva uno svogliato Berisha, Danieli che bene aveva fatto da play, va a fare
coppia con Troietto nei due centrali.
Mister Crisà cambia tutto il
tridente d’attacco, Franceso Longo prende il posto di Baldin, Gijkolaj quello
di Besmir che ha accusato un riacutizzarsi del fastidio al linguine, mentre Grespan
rileva Antonio Longo a destra, infine Bizzotto prende il posto di Bendo, che è
passato davanti la difesa, in sostituzione di Danieli.
Apre le marcature
dopo un quarto d’ora del secondo tempo Gijkolaj, che s’accentra e si prepara il
tiro defilandosi per pescare l’angolino con un destro a incrociare, dopo un
quarto d’ora tambureggiante, dove il Riese sfiora più volte il 4 a 1, mette
alle strette il Volpago e arriva come detto la rete di Gijkolaj.
A Grespan spetta l’onore di chiudere la partita, tutto nasce da un recupero a centrocampo, bel cross sul secondo palo e l’attaccante esterno del Riese deposita in rete il più semplice dei tap-in, è una vittoria che fa bene all’anima, dopo la vittoria di Giavera che non era stata esemplare e con una spolverata di tensione-extra finale, la seconda vittoria in amichevole, dove solitamente i gialloblù sono distratti, finisce tra gli applausi e con la meritata ovazione del pubblico presente.
Segre scaccia i fantasmi.
Qualche giornalista titola così, ma quali
fantasmi? quello della retrocessione? Perché i fantasmi possono essere solo
due: la retrocessione e l’esonero di Corini, ma siccome il tecnico non andrà
via se no in una paradossale situazione di retrocessione, quindi, quali
fantasmi?
Il Palermo ha ritrovato la vittoria dopo un
mese, grazie al pentimento dell’arbitro, richiamato a rivedere un episodio di
campo, a metà campo, dove l’arbitro era ben piazzato e non a seguito di un gol,
per carità il fallo da rosso c’era e poi io non tifo contro come dice Corini,
ma è inusuale, che il VAR ti porti al monitor per aggiustare un giallo a metà
campo, senza far valere proprio la questione di campo.
Diciamo co u signuri ni vinni patri, perché per
tutta partita ha giocato il Pisa, il Palermo ha giocato da gol (1 a 0) a gol (2
a 0) e se l’arbitro non ha quel ripensamento e considera giusta la sua
decisione, perdiamo pure questa partita, contro un Pisa che non ha dimostrato solo grande
cuore, perché era messa bene in campo e ha giocato un grande calcio
propositivo, anche in inferiorità numerica.
Caso mai è il Palermo che ha fatto una vittoria di cuore, che comunque
spero (non ci credo) possa servire ai rosa per ripartire, se proprio ci dobbiamo
accollare Corini per tutta la stagione, meglio almeno che lo facciamo sperando
di andare in serie A, certo, poi se ci andiamo, speriamo che non gli siano
grati, perché come sappiamo nel calcio non c’è gratitudine.
Con questa vittoria, comunque il Palermo si rilancia in classifica, ora non
dobbiamo essere banniera i cannavazzu, abbiamo detto che ci accontentiamo anche
di vittorie sporche, purché andiamo in serie A e purché il prossimo anno non
c’è più Corini, qui passiamo da un eccesso all’altro, Zamparini ne cambiava uno
ogni due per tre e questi invece gli allenatori, se li tengono fino alla morte,
che in questo caso la morte sarebbe retrocessione.
Adesso siamo a cinque punti dal Venezia secondo, che ha perso
contro il Sudtirol, ha
perso anche la Cremonese contro la FeralpiSalò e il Parma ha pareggiato,
possiamo dire che per i rosa è stato un turno molto favorevole.
Il Palermo viene fuori alla mezzora e trova due gol in rapida
successione, con Insigne e Brunori, ma il Pisa sul piano del gioco ha fatto
meglio, il Pisa è una squadra che per risultati, è a due soli punti dalla
retrocessione diretta, ma nei primi 25 minuti al Barbera gioca quasi a memoria,
trovando con facilità e continuità lo sfogo sulle corsie laterali, nonostante
le tantissime assenze i nerazzurri impongono il loro ritmo alla gara, mettendo
alle corde i padroni di casa.
Dopo la parte finale del
primo tempo, tutto di marca rosanero, nella ripresa il Pisa torna in campo con
grande determinazione e nel giro di cinque minuti trova il pareggio, ma il Pisa
ha poco tempo per festeggiare, perché Marin si becca il rosso e il Palermo
ritrova le energie fisiche e mentali per riportarsi in vantaggio e legittimare
il risultato finale, tra due squadre che attraversano un momento molto delicato
sul piano dei risultati e delle prestazioni.
Una vittoria di culo, si di culo e non di cuore, poi se vogliamo imputarla al tecnico per le sue scelte intuitive, facciamolo pure, ma non ha vinto perché ha messo Graves, Gomes e Insigne titolari, non sono le tre intuizioni dell’allenatore, sono tre imposizioni della proprietà, quante altre volte Insigne ha giocato e ha fallito, il quel caso dov’era l’intuizione del tecnico?
Il Palermo ha vinto perché è
rimasto in superiorità numerica (in altre situazioni non c’è nemmeno riuscito)
e perché l’arbitro si è convinto di andare a rivedere l’azione al VAR, abbiamo
vinto perché è entrato Stulac che ha invertito il trend, perché con Gomes ci
siamo e possiamo solo difenderci.
Di questa partita prendo solo
i tre punti, la ritrovata condizione di Insigne (sempre che continui), il
capitano Brunori (di una categoria superiore) e l’infaticabile Segre, la vera
anima del Palermo, poi, per me, non basterebbero nemmeno tre punti a Como, per
dire che la crisi è soltanto un brutto ricordo.
Mi ha stupito Graves dal
primo minuto al posto di Buttaro, non per il danese (che non è dei danesini),
ma non abbiamo fatto altro nei momenti di difficoltà con gli infortuni, che
sperare in un ritorno veloce di Buttaro e adesso che poteva tornare a giocare,
al posto dell’intoccabile Mateiu, l’algoritmo ha sorteggiato Graves.
Per carità, ho piacere che
abbia giocato, in due anni a giocato quasi niente, tanto che mi sono chiesto
spesso, perché era l’unico che non faceva neanche qualche minuto ogni tanto, l’intuizione
è quando l’allenatore effettua una scelta e si rivela vincente fin dall’inizio
e non quando l’arbitro lascia in dieci gli avversari, il danese ha fatto la sua
onesta partita, come quelle di Mateiu.
Il Palermo è come sempre impaurito
e psicologicamente bloccato, il suo piano partita è sempre lo stesso, lasciare
il possesso palla agli avversari e provare a ripartire, sempre lo stesso
copione, quello di una provinciale che deve fare punti per la salvezza, questo
suo costante baricentro basso, giustificato dalla presenza di Gomes e non di
Stulac, dalla presenza di Coulibaly e non di Henderson, però, induce le
avversarie a prendere campo e a fare la partita, lo hanno fatto anche Lecco e
Ternana con ottimi risultati, poi però devi trovare l'episodio favorevole, se
no attummulii.
In questo caso gli episodi
sono due, l’espulsione di Marin e l’ingresso di Stulac, creatore di gioco, dopo
l’espulsione, il Pisa accusa il colpo e i rosanero riescono a spostare
l'inerzia della partita dalla loro parte, l’intuizione di Corini è tutta nel
gol del pareggio dei neroazzurri, quando Valoti è totalmente dimenticato in
mezzo all’area da Graves.
Le intuizioni di Corini, dopo
una prima mezzora dissacrante e poi si concretizzano, con il solito rientro in
campo nel secondo tempo dei rosanero, quello di rimanere con la mente negli
spogliatoi e che confermano l’enorme difficoltà, di una squadra fatta per
vincere il campionato e che non riesce a gestire il vantaggio, anche doppio o
triplo, come è successo a Parma e non solo.
Sul 2 a 2 e in superiorità numerica, il Palermo ha due buone occasioni con Di Francesco, ma a 20 minuti dalla fine è Pigliacelli a salvare il risultato, prima dell’ingresso di Stulac e due minuti dopo i rosanero tornano in vantaggio, Segre va ad abbracciare Corini seguito da tutta la squadra, una bella immagine, che magari certifica la compattezza dello spogliatoio, ma non certifica la bravura del tecnico Palermitano.
Poi c’è il tempo per il
mancato 4 a 2 di Brunori, che solo davanti a Nicolas, si fa ipnotizzare
clamorosamente dal portiere e di assistere alla parata di Pigliacelli che salva
il 3 a 3 prima del triplice fischio, a testimonianza che se il Pisa segna, non
staremmo qui a parlare di intuizioni di Corini e nemmeno di avere dato un
calcio alla crisi, forse le mie sono cazzate, ma sicuramente vedo le cose in modo
critico, cosa che non fanno tanti altri.
lunedì 11 dicembre 2023
Grosso declina l’offerta.
Certo è, che gli acquisti fatti in queste due stagioni per Corini, sono venuti a
Palermo da titolari in serie A e diciamolo chiaramente, con Corini si sono involuti,
ma
anche chi è andato via si è
rigenerato, i calciatori arrivati quest’estate e che dovevano
fare la differenza, se giocano titolari, le prestazioni
per esempio di Insigne, Di Francesco ed Henderson non sono state all’altezza e
non hanno trascinato il Palermo ai primi posti della classifica.
Il
caos tecnico-tattico a Palermo regna sovrano già dallo scorso, non possiamo non
dimenticare la stagione di Saric, Verre e Tutino, ecco perché ritengono che Corini non è adatto e
che stiamo perdendo troppo tempo ad aspettarlo, tutti i giocatori sono stati presi come elementi imprescindibile
del 4-3-3, su esplicita richiesta di Corini (qui l’algoritmo stranamente non è
intervenuto) e si sono rivelati inefficaci, giocatori scesi dalla Serie A per portarci nella serie superiore e invece
hanno difficoltà a giocare in B.
Le
difficoltà sono anche per Brunori, ecco perché nel Palermo c’è più di qualcosa
che non va, sarà il tipo di preparazione atletica che fra l’altro produce un
sacco di infortuni, sarà la disposizione tattica, che se può andare bene per
alcuni, non va bene per altri o proprio la gestione degli uomini, io per
esempio lamento il troppo utilizzo di Gomes, come potrebbe essere quello di
Marconi o il poco utilizzo di Stulac e Segre.
Sono
tutte responsabilità da addurre all’allenatore e non è detto che, per il solo
fatto che lo ha scelto l’algoritmo non si può cambiare, perché se non avessimo
cambiato Filippi con Baldini, staremmo ancora in serie C, come Henderson, che addirittura nelle ultime 4 partite è
partito dalla panchina e se per Insigne e Di Francesco, si possono tirare in
ballo gli infortuni, non si può dire che Brunori non si sia adattato, lui non è un nuovo
acquisto, anzi è uno dei senatori.
Per il capitano, l’assenza del gol è da ricercare in un tridente a piedi invertiti, che lo isola fin troppo, la stessa cosa era successa lo scorso anno per esempio a Verre, Saric e Tutino, calciatori che hanno inciso poco o nulla a Palermo, per poi rinascere quando sono andati via e alla guida tecnica c’era sempre Corini, Saric sta facendo bene nella serie A turca, Tutino da punta centrale nel Cosenza e Verre con la Sampdoria gioca più avanzato e non deve fare il mediano come faceva a Palermo.
Ecco perché tutti questi indizi dovrebbero far riflettere la proprietà, che hanno visto in passato, come sono cambiati alcuni giocatori con l’arrivo di Baldini, Corini continua a fare la vittima, perde la partita con il Parma al 96esimo, dopo essere stato in vantaggio di 2 gol fino al 90esimo, dopo avere subito nella propria metà campo i crociati per 80 minuti e lui ha visto una prestazione importante e ha preso un punto con la squadra più forte del campionato, come noi fossimo la Ternana.Concetti allucinanti, non così per dire, ma detti da uno che sembra sotto gli effetti degli allucinogeni, per giustificare il suo disastro dice di tutto, anche che di serie A non ne vuole parlare e di cosa si deve parlare con l’allenatore che gli è stata fatta la squadra per la promozione diretta e naviga all’ottavo posto? Caro Corini e cara City Group, il Palermo ha giocato 90′ minuti di difesa ed è ripartito 4/5 volte, questo lo riuscite a notare?
Segna grazie a 3 episodi (Cicizola non ha fatto una parata) e alla qualità del suo capitano Brunori, ma i crociati hanno collezionato più del doppio delle occasioni rosanero, hanno battuto 10 calci d’angolo contro l’uno del Palermo e hanno avuto il doppio del possesso palla, il predomino gialloblù si è mostrato lungo tutto l’arco della partita, e Corini parla di prestazione importante?
lunedì 4 dicembre 2023
San Gaetano - Riese 2 a 2
Un punto che non consente al
Milan di avvicinarsi quanto avrebbe voluto, al terzetto di testa, i gialloblù
si portano a 14 punti in classifica appaiati con il San Gaetano, che comunque
ha una partita in meno, mentre il Caerano con la vittoria si è portato a
ridosso del Riese a 13 punti, i valori a fine del girone d’andata sembrano
delineati, la corsa al primo posto, sarà tutta una questione tra Pederobba,
Resana e Fossalunga.
Per la quarta piazza, la
lotta è tra Riese, San Gaetano e Caerano, le altre quattro dietro sono molto
attardate, escluso il solito Loria, che anche quest’anno finirà in ultima
posizione, il settimo posto se lo giocheranno Treville, Asolo e Salvarosa.
Il Riese si presenta in via delle
Alte con una formazione largamente rimaneggiata, assenti: Colantuono, Berisha,
Simeoni, Bendo e Fandaj influenzati, a questi bisogna aggiungere Berno ancora
squalificato e Bilal indisponibile, il tecnico Crisà è stato costretto a
schierare titolare Danieli, in non perfette condizioni fisiche, che non gli
avevano permesso di allenarsi bene e in panchina ha portato Bizzotto, reduce da
un problema al ginocchio e Grespan, che non si era allenato per un problema
intestinale e poi ha convocato il giovanissimo Damiano Gijkolaj.
Il primo tempo è contrassegnato
da un grande equilibrio, le due compagini appaiate in classifica, palleggiano e
si temono, nessuna prova ad attaccare convintamente, ma è il Riese a passare in
vantaggio con una bella azione manovrata, Antonio Longo recupera palla a centrocampo,
la scambia con Riajan Gijkolaj, che gli e la ridà sulla corsa, traversone in
mezzo all’area, dove arriva Baldin che mette in rete il suo primo gol
stagionale.
Il tempo di mettere la palla
al centro e si fa male Tieppo, Crisà deve già ricorrere alla prima sostituzione
e manda in campo l’acciaccato Bizzotto, che al 40esimo in uno scontro di gioco
si fa male alla coscia sinistra, col tecnico decidono di stringere i denti e di
restare in campo per i minuti finali e al 44esimo, da un’altra ripartenza nasce
il 2 a 0, ancora un traversone dalla destra, stavolta al limite dell’area ed è
proprio Bizzotto che segna in scivolata e nel secondo tempo lascia il posto a
Grespan.
Nella ripresa i padroni di
casa si fanno più intraprendenti, complice pure gli infortuni di Tieppo e
Bizzotto, l’ingresso di Grespan è pressoché nullo, i riesini accusano la
stanchezza e arretrano il loro baricentro, la situazione cambia dopo i primi 20
minuti, con Grespan e gli altri attaccanti che non riescono a tenere palla e al
66esimo il San Gaetano accorcia le distanze, grazie a un mare di ingenuità dei ragazzi
di Crisà.
Su un rinvio lungo della
difesa gialloblù, Grespan non trattiene l’ennesima palla e parte il contropiede
avversario, Franceso Longo non insegue l’avversario e capitan Troietto non
temporeggia, difesa superata e ancora una volta Cuccarolo non è impeccabile e favorisce
la zampata da due passi dell’avversario.
La partita si è giocata in un
sostanziale equilibrio, peccato dover fare entrare Grespan ancora convalescente
e che non ha dato nessun apporto alla squadra, anzi diciamo che il Riese ha
giocato in 10 contro 12, queste le parole di Crisà al termine del pareggio a San
Gaetano:
"Non ci sono state molte occasioni per chiudere la partita, però bisognava gestire meglio la palla e la davanti non l’abbiamo fatto, non abbiamo vinto una partita che avremmo potuto vincere, la gara stavolta è stata approcciata bene e non ci volevano i due infortuni, poi un po' di stanchezza e un po' di paura hanno fatto il resto, la classifica ora un po' ci penalizza, mancano almeno quei 4/5 punti, che ci terrebbero attaccati ai primi, quando ti vedi sfuggire partite del genere è normale che aumenta il nervosismo e ho sostituito Zordan, Baldin può essere utile in zona offensiva, ma deve continuare così".
domenica 3 dicembre 2023
Il Riese delude e Crisà sbotta: "Come si fa a giocare così male?"
"Non
possiamo presentarci tutte le domeniche con l’atteggiamento sbagliato e
superficiale, prestazioni come questa si verificano a ogni partita, solo che quando
giochiamo con le squadre di bassa classifica, alla fine riusciamo a spuntarla,
non è perdere 4 a 0 che non accetto, potevamo perdere lo stesso, ma
giocandocela dal primo all’ultimo minuto".
Il tecnico continua: "Mi
assumo le mie responsabilità, ma non capisco come possa una squadra approcciare
tutte le partite nello stesso modo, giocare così, perdere già 3 a 0 dopo 15
minuti del primo tempo e giocare con quella poca qualità, ripeto, giocare così
male, nel secondo tempo addirittura ci hanno chiuso nella nostra metà campo,
penso che sia stato il peggior secondo tempo di quest’anno, sono amareggiato e
già dalla prossima partita mi aspetto di più, mi aspetto una reazione
importante già domenica contro il San Gaetano, mi aspetto continuità, la
partita va affrontata con l’approccio giusto”.
Il tecnico del Riese ha ben
motivo per lamentarsi, la squadra non ha dimostrato la maturità auspicata, a
questo punto del campionato e per la levatura dell’avversario, si ripete
l’inizio horror della partita con il Caerano, 3 a 0 dopo un quarto d’ora, con
Zordan di nuovo schierato a destra e disastrosamente in bambola, con in più,
che stavolta il primo gol è arrivato solo dopo appena 35 secondi.
Avversari che sfondano sulla
destra, un Zordan che non riesce a contenerli, palla calciata sul primo
palo e poi il solito intervento goffo di Cuccarolo, che pure sembrava
avviato a prestazioni più decenti, il solito Riese visto ogni domenica, che poi
alla fine riesce ad avere la supremazia sull’avversario in evidente difficoltà
tecnica rispetto ai gialloblù, lo stesso visto a Resana con un risultato
diverso, ma con la stessa prestazione.
Il presunto salto di qualità si
è trasformato in figuraccia, poteva essere il terzo risultato utile consecutivo
e il rilancio in posizioni di classifica più prestigiose, con l'aggravante
adesso invece, che si è scavato un solco con le prime tre della classe.
Dopo San Gaetano ci sarà la
sosta e ci sarà il tempo per analizzare bene le cose, eppure eccoci qua,
nuovamente a commentare l'inadeguatezza di questo Riese nei momenti cruciali,
tre sconfitte diverse, con tre avversari diversi, ma di livello simile, la
componente mentale comunque è una parte importante di questa squadra.
Non si riesce a battere
decentemente un corner, non si riesce a trovare l'inserimento giusto, non si
riesce a saltare col tempo adatto, ogni calcio d'angolo a favore è un pallone
regalato agli avversari, ogni calcio d'angolo contro è un'agonia, bisogna capire perché anche ogni partita viene
affrontata con lo stesso approccio pessimo.
Squadra allo sbando, ma il tecnico ha ancora energia.
Il Catanzaro domina l’incontro e il gol di Stulac ad otto minuti dalla fine non serve a cancellare l’ennesima prestazione negativa e una
crisi irreversibile, che appare davvero senza via d’uscita, l’ennesima
contestazione dei tifosi, non credo che sortirà l’effetto sperato, nonostante il
gioco continui ad essere improduttivo e i rosa abbiano conquistato solo 5 punti
nelle ultime 7 gare, il City Group continua a supportare il tecnico, almeno
fino a ora.
Corini non
riesce a rivitalizzare questa squadra, neanche con la difesa a 3, i padroni di
casa non sono stati quasi mai pericolosi in zona gol e la vittoria era l’unico
risultato per porre fine ad un momento complicato, ma non avrebbe fatto fare
pace ai tifosi con il tecnico e la squadra, Corini dice che ho ancora la forza
per andare avanti e che poi sarà la società a fare le sue valutazioni,
confidando nel fatto, che la proprietà non è incline agli esoneri.
La squadra ha
giocato ancora un’altra partita senza idee e in condizioni atletiche
rivedibili, al contrario del Catanzaro che invece è stato spumeggiante, che sono
arrivati sempre primi sul pallone e sono stati rapidi nella costruzione, le
variazioni tattiche di Corini non hanno prodotto l’effetto sperato, segno che
non è una questione di modulo, ma di uomini.
Uno tra tutti,
quello che sceglie tecniche e tattiche, la guida di questa squadra, che
rinuncia quasi sempre a Stulac, in favore di un inconcludente Gomes (Gomes 4,5 dal 78esimo Stulac 6), inoltre, rinuncia
spesso anche a Henderson e Segre, gli unici centrocampisti dinamici e di
inserimento, la rivoluzione di Corini è un 3-4-3, che può sembrare un modulo
d’attacco, ma con Gomes e senza Stulac, diventa praticamente difensivo.
Segre gioca
perché manca Coulibaly ed è Lucioni che fa il regista dal basso (con tutti i
soldi che hanno speso), con la conseguenza che è rara la ricerca della
profondità, il vantaggio del Catanzaro nasce da un brutto pallone perso proprio
da Gomes, neanche l’ingresso di Henderson al posto Di Mariano, riesce a
scuotere la quadra e dopo quattro minuti arriva il raddoppio dei calabresi.
Il Palermo è
ancora una volta allo sbando totale, i calciatori sbagliano di tutto e di più,
sono fermi sulle gambe, il Palermo è rimasto a guardare, è in balia degli
avversari, i rosanero già a fine del primo tempo, rientrano tra i fischi negli
spogliatoi, a fine partita i fischi sono assordanti e francamente, non capisco
cosa si sia andato a fare Corini sotto la curva, le migliori scuse sarebbero le
sue dimissioni.
Il popolo rosanero
oramai stremato, pur di darsi una ragione e di non perdere le speranze,
ipotizza che il City Group abbia dato a Corini una fiducia a tempo, ma non c’è
niente di ufficiale, anche se la ragione dice, che se contro il Parma non
arriverà una risposta convincente, dovrebbe essere operato il cambio in
panchina e anche qua, in maniera per niente ufficiale, spuntano i primi nomi in caso di esonero.
Questo è invece
ufficiale, dopo la sconfitta con il Catanzaro, l’allenatore ha avuto un
confronto con l’amministratore delegato Gardini e il direttore sportivo Rinaudo,
la società ha ribadito che i risultati sono in linea con gli obiettivi (con l’ottavo
posto si fanno i play off) della proprietà, solo che vorrei vedere però, se
questi obiettivi poi non sfumano all’ultimo secondo, come lo scorso anno.
L’ultima
vittoria risale a un mese fa e mi piacerebbe sapere se con una vittoria al
mese, l’algoritmo prevede la promozione in serie A, quindi, la società ha
deciso di continuare con (e non di dare la fiducia a) Corini, a tempo ce lo ha
aggiunto qualche altro, perché non c’è un comunicato che lo dice e non so nemmeno
se non può più sbagliare.
Si fanno i nomi più in vista, Nicola, Giampaolo e Iachini, addirittura anche Grosso, fresco di separazione col Lione e protagonista la scorsa stagione dell’ultima inaspettata promozione del Frosinone in serie A, profili importanti, che però bisognerà vedere cosa ne pensa l’algoritmo.













