martedì 30 dicembre 2025

Un innesto di esperienza e qualità, per una squadra che vuole salire in serie A.

Resta un vuoto importante, un addio logorante, un altro giocatore prenderà il posto di Brunori sul campo, ma non prenderà il suo posto nella storia rosanero, dopo le dichiarazioni successive al playoff perso a Venezia, si è incrinato qualcosa con una parte della tifoseria, che ha contestato il capitano e l’idea di lasciare Palermo alla fine, non è stata solo un’ipotesi, quest’anno sembrava potesse essere diverso, ma un insieme di fattori ha invece portato a un addio anticipato.

Il Palermo proverà lo stesso l’assalto alla Serie A ma senza il capitano, che lascia Palermo dopo 5 stagioni, ora sono in tre a contendersi il posto di Brunori, che al 90 per cento andrà in prestito alla Sampdoria, a sostituirlo dovrebbe essere uno tra Moreo e Tramoni, uomini di Inzaghi ma piste complicate, Pierini invece sembra la pista più percorribile

Il punto d’inizio centrale del mercato, è la cessione di Brunori alla Sampdoria, con la formula del prestito secco, a fine stagione Brunori e il Palermo decideranno il futuro del calciatore insieme, andando via Brunori, il Palermo farà un vero trequartista e a gennaio le opzioni sono poche e complicate, l’obiettivo di Inzaghi è prendere giocatori che conoscono bene il suo credo e uno di questi è Moreo, che attualmente è un punto fermo del Pisa.

La squadra toscana se ne priverebbe, solo se lo stesso giocatore chiedesse di andare via, l’altro giocatore desiderato è Tramoni, ma sono eccessive le pretese del Pisa (sei milioni), così, il nome sulla carta più percorribile è quello di Pierini (Sassuolo), che è stato meno utilizzato da Grosso, l’altra cessione riguarda Bardi, il portiere classe 1992 andrebbe al Mantova in prestito, con possibile obbligo di riscatto legato alla salvezza.

Il Palermo oltre a sostituire Brunori, si muove per costruire una rosa più competitiva e sta sondando profili in grado di rafforzare la difesa e garantire esperienza, tra i nomi valutati emerge ancora quello di Barba, il difensore attualmente al Persib in Indonesia, è uno dei profili più interessanti per il Palermo, la sua esperienza in campionati professionistici, la clausola che gli consente di liberarsi gratuitamente per un club italiano  e la disponibilità del calciatore, rendono la trattativa possibile.

Sul calciatore si sono mosse anche Pescara e Avellino, ma la possibilità di giocare per la corsa alla Serie A nel Palermo, potrebbe fare la differenza, a gennaio l’addio di alcuni giocatori appare quasi scontato, per liberare spazio salariale e tecnico, indispensabile per alzare il livello della rosa, una cessione potrebbe essere quella di Diakité e poi il Palermo spera nel rientro di Magnani, oggi alla Reggiana per motivi familiari.

Il mercato sarà chirurgico, la dirigenza valuterà attentamente e consapevolmente le opportunità, di intervenire senza rivoluzioni, il Palermo ha chiuso l’anno con entusiasmo, la squadra ha mostrato solidità difensiva e continuità nei risultati, è tornando a lottare per la promozione diretta in serie A, ma sa che per raggiungere l’obiettivo, sarà necessario integrare nuovi elementi nel corso del mercato di gennaio.

Il Palermo è ora quarto, a pochi punti dalla vetta e deve recuperare terreno su Frosinone e Monza per la promozione diretta, la dirigenza e lo staff stanno analizzano attentamente, dove intervenire con il mercato di gennaio, partendo dai singoli, da Pohjanpalo, da Palumbo, da Bani e da Joronen, che sono determinanti, questi elementi rendono la squadra competitiva, ma la partenza di Brunori cambierà gli equilibri offensivi.


Ma il Palermo non pensa solo all’attacco e il ritorno di Magnani dalla Reggiana è un obiettivo concreto, il centrale, in prestito per motivi personali, potrebbe tornare già a gennaio, l’attenzione resta alta, perché rafforzare la difesa sarà fondamentale, per mantenere il ritmo della promozione, in uscita oltre a Brunori ci sarà Bardi, la gestione delle partenze e degli arrivi sarà cruciale, il Palermo punta a equilibrare la rosa, consolidando i punti di forza e inserendo nuovi elementi. 


                           Un Augurio di un meraviglioso 2026


lunedì 29 dicembre 2025

Gli ultras salutano Brunori.

Il tifo organizzato ha omaggiato Brunori con striscioni e cori, al termine della partita contro il Padova, gli ultras della Curva Nord 12 e della Curva Nord Inferiore, hanno dedicato e pubblicato per il numero 9 rosa, una nota congiunta in cui ringraziano il capitano, ormai prossimo all’addio, il popolo rosanero ha sempre riconosciuto il suo valore di calciatore e di uomo.

I tifosi hanno apprezzato le gioie che gli ha regalato, diventando il calciatore più amato della rinascita, Brunori ha salutato il Palermo, Palermo e i suoi tifosi, il “capitano” ha fatto sicuramente la scelta più logica, a tutto c’è una fine e peccato che sia andata così, meritava di chiudere la parentesi con i rosa, come ha fatto Pohjanpalo, con la promozione in serie A e almeno sei mesi in massima serie.

Sicuramente la rottura tra Brunori e Inzaghi è stata insanabile, perché non sarebbe stato un delitto, mandare in campo Brunori al “Barbera” contro il Padova, per fare la standing ovation al calciatore rosanero che conta 175 presenze e 76 gol in rosanero, il secondo cannoniere della storia dopo Miccoli, c’è stata tanta commozione tra la tifoseria, che lo ritroverà da avversario a Genova con la Sampdoria, club dal grande blasone, anche se alle prese con annate complicate.

Il trasferimento non è ancora ufficiale, ma è ormai scontato, non c’è stata per Brunori, la possibilità per un’ultima presenza in campo con la maglia del Palermo, vero che la priorità era vincere e la situazione dell’organico, tra squalifiche e infortuni era molto delicata, Inzaghi ha dovuto gestire le sostituzioni, per mantenere l’equilibrio della squadra e difendere il vantaggio, cosa che però non mi trova d’accordo.

Brunori poteva giocare gli ultimi 6 minuti più recupero, entrare all'84esimo al posto di Giovane, schierarlo da esterno desto sulla linea dei centrocampisti, come fatto con Giovane e credo che Matteo sarebbe entrato in campo con lo stesso piglio giusto, con cui è entrato Giovane e avrebbe recuperato anche lui alcuni ottimi palloni, il suo ingresso si sarebbe rivelato ugualmente importante e non credo che con Brunori in campo, avremmo rischiato di perdere la partita.

Un addio senza passerella al Barbera, Brunori non lo meritava e non è completamente vero che lascia Palermo soprattutto per motivi tecnici, Inzaghi non lo ha mai realmente ‘visto’ trequartista nel 3-4-2-1, Inzaghi ha scelto il sistema di gioco, senza tenere conto dei giocatori a disposizione, ma da trequartista, personalmente non è riuscito a incidere nemmeno Le Duaron e neanche Ranocchia ha inciso mai nel ruolo di play, eppure l’unico a pagare è stato Brunori.

Si dice che non venisse messo in discussione per la posizione, perché nella scorsa stagione, in quel ruolo, aveva segnato otto gol in metà campionato, ma veniva contestato per i compiti specifici richiesti in questa fase da Inzaghi, ripeto, a me sembra che neanche Le Duaron afferisca ai compiti specifici richiesti in questa fase da Inzaghi.

Mi permetto di contestare Inzaghi, perché se si decide di adottare il 3-4-2-1, i due dietro la punta, devono essere due trequartisti, due Palumbo per intenderci, Vasic ce lo vedo bene, Le Duaron no, non vedo che il francese osservi il lavoro richiesto dall’allenatore, non vedo queste differenze tra Brunori e Le Duaron, se parliamo che Brunori è una seconda punta e che a 31 anni è in fase di declino, posso essere d’accordo, non ha convinto lo staff tecnico e va bene, vediamo adesso cosa fa alla Sampdoria.

Le occasioni per mettersi in mostra non sono state molte, ha giocato sei partite da titolare, in un ruolo che non è il suo, ma a quanto pare sono stati sufficienti per una bocciatura definitiva, gli equilibri interni del Palermo sono cambiati, anche con la fascia di capitano, Segre, Ceccaroni, Gomes ecc, non hanno avuto le difficoltà di ruolo che ha avuto Brunori, eppure la fascia l’hanno persa ed è passata a Bani, la vecchia guardia è scivolata nelle gerarchie e credo che non è stato per questioni tecnico-tattiche.

La mancata passerella per Brunori, non è stata una scelta tecnica, ma è la sommatoria delle rotture tra allenatore e vecchia guardia della squadra con Brunori in testa, non conosco i motivi e i contenuti, ma possibilmente era una cosa che andava fatta, una separazione maturata senza strappi evidenti, non lo so, le “voci di corridoio” piuttosto insistenti, dicono che non ci sarebbero state particolari frizioni, io la penso al contrario.

La squadra ha accompagnato Brunori nel giro di campo con gesti sinceri, che non sono sembrati di pura circostanza, così come sembra che non ci sia nessun attrito nemmeno con Osti, che lo scorso anno aveva contribuito a rimetterlo al centro del progetto, prolungandogli perfino il contratto e che non si sta opponendo al suo trasferimento.

Forse solo con Inzaghi, Brunori ha manifestato il suo normale malcontento, per sentirsi penalizzato dal poco spazio che gli ha concesso e così il capitano ha scelto di andare dove può giocare con continuità, ha compreso che in rosanero le opportunità sarebbero state limitate e ha deciso di lasciare il Palermo, che non ha fatto barricate per trattenerlo, consapevole che la strada intrapresa era ormai segnata, una cessione che accontenta tutte le parti coinvolte.

Il Palermo potrà investire su un profilo diverso, capace di saltare l’uomo, imprevedibile e abile tra le linee, andando a rafforzare la trequarti, i nomi sono quelli di Tramoni, Pierini e Johnsen, Brunori dovrebbe ritrovare continuità e gol in una piazza prestigiosa, con la maglia della Sampdoria, i blucerchiati sono in crescita e potranno contare su un giocatore, che nella migliore condizione atletica, in Serie B può fare la differenza. 

domenica 28 dicembre 2025

Il Palermo tra vittoria e addii, tra campo e futuro.

La vittoria del Palermo con la solita sofferenza contro il Padova, permette ai rosa di raggiungere la quarta posizione in classifica, ma è lo specchio fedele, del momento complicato che stanno vivendo i rosanero, una vittoria importante, perché arriva con la squadra in difficoltà per i numerosi infortuni e in una fase delicata, per i cambiamenti importanti sul futuro, primo fra tutti l’addio di Brunori.

Le parate di Joronen e il puntuale appuntamento di Pohjanpalo con il gol, arrivano segnali di solidità e allo stesso tempo, la necessità di intervenire sul mercato di gennaio, le ultime partite se pur vincenti, hanno palesemente evidenziato che la squadra non è convincente e adesso siamo arrivati al punto delle riflessioni più ampie, sul presente, sul futuro e sulle ambizioni del Palermo.

Anche stavolta il Palermo ha saputo soffrire e non può essere che un merito, però non è un merito soffrire tutte le partite, non è sinonimo di debolezza, ma non è certezza di vittoria finale, specialmente se ci si abitua alla consapevolezza dei propri limiti e si ha la capacità di adattarsi e se contro il Padova, così come contro l’Avellino e via di seguito, il migliore in campo è Joronen, le riflessioni e non solo quelle sono d’obbligo.

In serie B le squadre non sono mai dome, difficilmente non sono ben messe in campo, il Palermo accetta la battaglia e le fasi di pressione avversaria, non sempre senza scomporsi, spesso riesce a mantenere l’ordine, la compattezza e la concentrazione, ma non sempre ha la capacità di restare dentro la partita e spesso l’inerzia non è favorevole.

Serve un segnale di maturità mentale e di crescita del gruppo, le vittorie “sporche” fanno classifica e tanto morale, ma la serie B è un campionato lungo e logorante e se la squadra non è in condizione di “comandarlo”, rischia di perdere ancora l’appuntamento con l’obiettivo serie A e sarebbe ingenuo non riconoscere le difficoltà dei rosanero.

Difficoltà strutturali, di gestione non sempre perfetta del possesso, di una certa fatica nel chiudere le partite, segno che al Palermo oggi manca qualcosa e spesso è in balìa dell’avversario, non perché lo ha scelto, ma perché è costretto a farlo, alcune volte senza perdere la testa, che nel lungo periodo però diventa un campanello d’allarme.

Ecco perché va fatta una riflessione tecnica per il mercato di gennaio, una correzione strutturale, la squadra è ancora viva, nonostante le tante assenze è capace di reagire e di restare unita, ma allo stesso tempo ha messo in evidenza alcune lacune e incertezze, l’addio di Brunori pesa, al di là dei gol, ma per ciò che il capitano ha rappresentato, leadership, identità, riferimento emotivo e tecnico.

La sua cessione segna la fine di un ciclo e obbliga la società a guardare avanti senza nostalgia, ma con lucidità, con la partenza di Brunori, è probabile anche la partenza in prestito del giovane Corona, il Palermo a gennaio deve ridisegnare parte del proprio reparto offensivo, il gruppo può sopperire con il collettivo, con il sacrificio e con l’organizzazione, ma è evidente che non si possa pensare di reggere a lungo senza intervenire.

Il mercato di gennaio diventa dunque un passaggio cruciale, non solo per aggiungere qualità, ma per restituire certezze a una squadra che ha bisogno di nuovi punti di riferimento, dentro e fuori dal campo, i rosanero dovranno muoversi con intelligenza, evitando scelte dettate dall’urgenza e puntando invece su profili funzionali al progetto, servono altri gol, ma anche personalità, servono alternative ed equilibrio per un’ulteriore crescita, il futuro del Palermo passa da qui, il ritorno nella massima serie, passa da qui.

Brunori ha salutato e tante squadre sono su Corona, ma il Palermo per il giovane palermitano temporeggia, Corona è uno dei giocatori più richiesti della sessione invernale di calciomercato, l’attaccante classe 2004, ha attirato l’attenzione di numerosi club di serie B, pronti a scommettere su di lui, il talento non è in discussione, così come la prospettiva di crescita.

Mancano le opportunità per mettersi in mostra, cosa che al momento il Palermo non gli può dare e i rosa non hanno preso ancora la decisione di cederlo, praticamente è stato richiesto da mezza Serie B, ma se il Palermo non trova come sostituirlo, non ha nessuna intenzione di liberare il giocatore, che comunque andrebbe via in prestito.

Intanto Corona vorrebbe più continuità e minuti, elementi fondamentali per completare il suo percorso di maturazione e potere arrivare all’Under 21, che lo sta osservando con attenzione, gli scout della Nazionale guidata da Baldini, considerano Corona un profilo da monitorare da vicino, ma per restare nel giro deve giocare con una certa regolarità, una condizione importante e che dipende dal Palermo, la squadra che con più forza vuole il giocatore è il Pescara, ma resta in corsa anche la Juve Stabia.

Anche altre società di Serie B, sono pronte a garantirgli spazio e centralità, valorizzandolo anche nell’interesse del Palermo, che al momento attende gli sviluppi di mercato, in primis la cessione di Brunori, che sta per chiudere la sua avventura con il Palermo e l’arrivo di un altro attaccante, Brunori ha segnato 76 gol con la maglia del Palermo ed è il secondo migliore marcatore della storia del club, meglio di lui ha fatto solo Miccoli con 81 reti.

In questi giorni è morto Giorgio Rumignani, chi è attempato come me, si ricorderà “U russu” che ha allenato il Palermo nel 1989 e poi nel 1997, si è spento all’età di 86 anni ed è stato per molto tempo una figura di riferimento del calcio italiano e anche se non ha quasi mai allenato in serie A, ha allenato in numerose piazze storiche, tra cui: Piacenza, Andria, Pisa, Pescara, Ravenna, Monza e Palermo, lasciando ovunque un’impronta fatta di lavoro, rigore e attenzione alla crescita del gruppo.


Rumignani ha allenato il Palermo nel 1988/1989 in Serie C1, in uno dei momenti più difficili per i rosa, con lo stadio chiuso per i lavori per Italia ’90, la squadra non avendo lo stadio e nemmeno il centro sportivo, si allenava a Mondello in condizioni logistiche di emergenza, nonostante tutto, ha portato i rosanero al terzo posto sfiorando la promozione.

Era il Palermo di Taglialatela, di Biffi, Bucciarelli, De Sensi, Pocetta, Manicone, Cappellacci, Di Carlo, D’Este, Nuccio e Auteri, è tornato a Palermo nel 1997/1998, il Palermo allora era addirittura in C2, questa volta l’esperienza è durata solo sette giornate e al suo posto è subentrato Arcoleo, mi associo alle decine di messaggi di cordoglio, che in questi giorni sono stati diffusi da tantissime società calcistiche e mando un abbraccio alla sua famiglia. 

venerdì 26 dicembre 2025

Continuano a circolare le voci su un possibile ritorno di Magnani.

Spesso si celebrano gli attaccanti, molto spesso anche i portieri, ma il Palermo oltre a Pohjanpalo e Joronen, deve magnificare anche un difensore come Bani, che come i due giocatori finlandesi, è stato determinante in più occasioni e un’ipotesi concreta per migliorare ancora la difesa dei rosanero, sarebbe eventualmente una possibilità importante, quella di riavere il difensore Magnani, che è di proprietà del Palermo, ma attualmente in prestito alla Reggiana.

Il direttore sportivo della Reggiana giustamente dice, che il giocatore non gli ha comunicato la sua voglia di andare via, che sta lavorando tranquillamente e che è molto legato alla città e alla maglia, ci mancherebbe altro, che un professionista serio come Magnani, non si fosse legato alla maglia e alla città, è vero che c’è un contratto e che deve essere rispettato, però ricordo che Magnani è legato pure al Palermo e alla città.

Sono le solite schermaglie di mercato, che solitamente si risolvono con un “risarcimento” tecnico o economico, dipende tutto dai rapporti che intercorrono tra i club, non mi piace che si dica, che da Palermo si sta forzando troppo la mano e che si sta parlando troppo, il giocatore ha un contratto ancora di sei mesi con la Reggiana, ma è del Palermo e al Palermo per dare l’assalto alla serie A, il giocatore serve di più che alla Reggiana.

Rosanero a 7 punti dal Frosinone capolista e a 4 punti dal Monza secondo, una differenza certamente non incolmabile, visto che c’è ancora tutto il girone di ritorno, contro il Padova al Barbera il Palermo ha necessità di vincere, per mantenere almeno inviolati i distacchi e poi provare a recuperare punti e posizioni, anche con l’aiuto del mercato, con Pierini che è il nome nuovo per l’attacco.

Il Palermo si avvicina alla sessione invernale di mercato, senza l’idea di stravolgere l’organico, ma con la volontà di intervenire in modo mirato, con dei piccoli aggiustamenti per dare continuità al gioco e ai risultati, credo che serva una punta che faccia gol in assenza di quelli di Pohjanpalo, un difensore affidabile, che possa giocare in difesa e sulla linea dei centrocampisti come vice Pierozzi e un play di mestiere, che non sia adattato come Ranocchia.

Poi, tutto il resto è legato alle eventuali uscite, dal 2 gennaio al 2 febbraio, oltre ai già citati “buchi d’organico”, che il Palermo vorrebbe coprire con: Pierini, Salvatore Esposito e Magnani, ma devono essere ceduti però almeno i rispettivi “titolari dei ruoli”: Brunori, Blin e Diakitè, la cessione di Brunori potrebbe concretizzarsi subito e potrebbe essere la prima, con destinazione molto probabile Sampdoria,

In caso di addio del capitano (addio certo), il Palermo andrebbe a sostituirlo con un profilo più funzionale al 3-4-2-1, un calciatore che oggi manca in rosa: abile nell’uno contro uno, rapido, imprevedibile, in grado di giocare sulla trequarti ma con caratteristiche da esterno offensivo o seconda punta, un’alternativa a Palumbo (più rifinitore) e Le Douaron, più strutturato fisicamente e forte nel gioco aereo.

Brunori provato in quel ruolo, non ha mai convinto del tutto, da qui la necessità di ampliare le soluzioni offensive e mandare a giocare un capitale delle società, che si sta deprezzando e che è scontento, Pierini classe 1998 è in cima alla lista, è di proprietà del Sassuolo, ma in Serie A sta trovando poco spazio, Pierini può giocare su entrambe le fasce, da trequartista o seconda punta, ed è adattabile anche da prima punta atipica. 

Il Palermo avrebbe già avviato i primi contatti esplorativi, sarebbe il profilo ideale per caratteristiche e status, ma nella lista c’è pure Johnsen, un vero e proprio jolly d’attacco, capace di ricoprire tutte le posizioni del reparto offensivo, nel corso della sua carriera è stato impiegato da mezzala, trequartista, esterno e seconda punta, anche se nasce come esterno d’attacco.

È abile nell’uno contro uno e nelle ultime stagioni, ha progressivamente accentrato il suo raggio d’azione, anche lui classe 1998 quindi un over, sta trovando poco spazio in Serie A con la Cremonese e grazie alla sua duttilità, rappresenterebbe un rinforzo di grande valore, anche per lui sono già stati avviati i contatti esplorativi.

Resta attuale, anche se è un sogno proibito Tramoni, protagonista assoluto nella scorsa stagione con il Pisa di Inzaghi in serie B, non ha rispettato le aspettative in Serie A, la sua valutazione è elevata, in linea con il valore e il potenziale del giocatore, si tratterebbe di un’operazione tipo quella di Pohjanpalo di un anno fa, un investimento importante ma mirato, perché il Palermo deve fare un mercato ragionato, che durerà tanto, anche perché, per me, ci sarà una mini rivoluzione.

Brunori partirà subito, tanto non è mai utilizzato, il Palermo prenderà uno o due attaccanti, in funzione se parte oltre a Brunori anche Corona, l’altro nodo riguarda Magnani-Diakitè, Brunori è sempre più vicino alla Sampdoria, nonostante l’interesse di Monza, Modena e Cremonese, con la formula del prestito secco fino a giugno, ma non solo difesa e attacco, anche a centrocampo potrebbe muoversi qualcosa.

Piace Esposito, su cui però sta lavorando pure la Sampdoria, il centrocampista spinge per il trasferimento, in virtù della brutta posizione dello Spezia e del ricco contratto che gli propone la Sampdoria, la formula più probabile è un prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza, il suo arrivo in rosanero, aumenterebbe il livello tecnico dei rosa, migliorerebbe la pericolosità sui calci piazzati e permetterebbe nuovi equilibri in mezzo al campo. 

giovedì 25 dicembre 2025

lunedì 22 dicembre 2025

San Joronen.

Il Palermo ringraziare ancora i santi finlandesi, Joronen è stato decisivo anche ad Avellino, si è capito subito che non sarebbe stata una partita tranquilla, tanto che il portiere riesce a mettere subito una pezza, con una parata in tuffo alla prima bordata pericolosissima, sul gol ravvicinato di Biasci non può proprio farci nulla, è coraggioso in uscita bassa e bravo a sbarrare la strada a Tutino che era solo davanti a lui e lo costringe a decentrarsi.

È attento in un altro paio di situazioni pericolose, sorpreso e incolpevole sul 2 a 2 di Palumbo (Avellino) ma provvidenziale nel recupero, arrivato in estate in piena emergenza dopo gli infortuni di Gomis e Bardi, Joronen si è preso il Palermo in punta di piedi, a suon di prestazioni convincenti, svincolato, con un po’ di ruggine da smaltire dopo un periodo di inattività e una stagione complicata in Serie A con diversi errori, ha ritrovato in rosanero continuità e rendimento.

Nelle 16 presenze stagionali è tornato ai livelli di quando era stabilmente tra i migliori portieri della cadetteria, dove vanta una promozione col Venezia e anche i numeri certificano il suo impatto positivo, su 58 tiri in porta subiti, Joronen ne ha parati 46, meglio di lui hanno fatto Palmisani del Frosinone e Chichizola del Modena, decisivo tra i pali, affidabile anche nelle uscite e ha saputo compensare la lacuna nel gioco con i piedi.

Non è un portiere abile nella costruzione dal basso, ma sta comunque garantendo ordine a un Palermo che gli chiede comunque di parare, alla fine è stata una soluzione affidabile e di alto livello, Joronen con il suo stile concreto e silenzioso, ha ritrovato fiducia e rendimento, tornando ai livelli eccellenti delle stagioni migliori.

Il Palermo per un’ora è tornato a giocare davvero male, meritando addirittura la sconfitta, difficile spiegare questa inversione di tendenza, questa involuzione, poi è riuscito incredibilmente con un quarto d’ora cinico a ribaltarla, anche con un po' di fortuna, perché per me il rigore non c’era e quando sembrava che la partita fosse in discesa, si è fatto rimontare e ha rischiato veramente di perdere, complice anche l’espulsione di Diakitè, che è stato il peggiore in campo.

Complice anche Inzaghi, perché Diakité scelto per sostituire Pierozzi, si è reso protagonista di una prestazione deludente, sia dal punto di vista tattico, che da quello tecnico, non ha i movimenti da quinto, quando va al cross è lento, imprevedibile per i compagni e impreciso, non è migliore come braccetto di destra, sinceramente avrei lasciato ad altri il compito di spingere sulla fascia, anche a Gomes.

Si è fatto espellere e sulla punizione il Palermo ha preso subito il gol del pareggio, per il 2 a 2 non possiamo dare la colpa a Diakitè, il gol bellissimo è arrivato da un calcio da fermo, dove il fattore numerico non ha inciso tantissimo, i 15 minuti finali in apnea invece quello sì, purtroppo non ha potuto giocare nemmeno Bereszyński, sia come vice Pierozzi e poi da braccetto con l’uscita di Bani, capisco che si voleva mettere in mostra Diakitè per “venderlo” meglio all’Avellino, ma con una gara da dimenticare, abbiamo avuto l’effetto contrario.

Una squadra che vuole andare in Serie A, anche se il pareggio è il risultato più giusto di una partita poco brillante, non può tornare la squadra di un mese fa, dove Joronen è stato il migliore in campo, ancora una volta è mancata la qualità e la personalità, troppo deludente l’approccio alla gara nel secondo tempo, Ranocchia ha fatto un gol bellissimo, con un tiro fortissimo di sinistro al volo su respinta del portiere, l’unica cosa positiva di rilievo e un bel traversone al centro per Augello.

Ma ha fatto molti errori in fase di impostazione, continuo a pensare che il giocatore ha qualità, ma che giocare da play non è il suo ruolo, non riesce a dare un contributo di qualità e la sua prestazione è al di sotto della sufficienza, il Palermo si è trovato in vantaggio grazie a due episodi favorevoli, dove il regista Ranocchia non ha inciso e non lo ha fatto mai.

Il Palermo era riuscito con il minimo sforzo ad andare in vantaggio sull’Avellino, ma non è stato in grado di addormentare la partita e portarla a casa, neanche i cambi difensivi sono serviti, a parte che chi è entrato non lo trovo all’altezza di giocare, in una squadra che punta decisamente alla serie A, un’occasione che è costata due punti di ritardo su Frosinone, Monza e Venezia che hanno vinto.

Pohjanpalo riesce a essere decisivo anche stavolta, si procura il rigore con un tiro da fuori area, che viene respinto con un fallo di mano, per me un abbaglio dell’arbitro ed è lui stesso a trasformarlo, così sono undici i gol in stagione, comunque, vincere ad Avellino sarebbe stato troppo, per un Palermo brutto e sottotono.

Il prossimo turno propone sfide importanti come Modena – Monza, una partita tra le due squadre di vertice, il Cesena sarà in trasferta a Catanzaro, mentre il Frosinone andrà a Empoli, il Venezia è quello che dovrebbe avere l’impegno più agevole, giocando in casa contro l’Entella, mentre il Palermo deve battere il Padova e riprendere il cammino verso la serie A, sperando di risucchiare punti a tutte le squadre che ha davanti. 

venerdì 19 dicembre 2025

Missione promozione diretta, ora il Palermo ci deve credere.

 

Tre vittorie consecutive e dieci punti nelle ultime quattro giornate, così i rosanero rivedono la serie A diretta, restano due partite e il 2025 può finire in bellezza, in piena ascesa e con una squadra che torna a farci sognare, i rimedi trovati da Inzaghi, sembra stiano dando buoni frutti e le ultime partite hanno avvicinato i rosa alle prime posizioni di classifica.

Le tre vittorie consecutive ottenute contro Carrarese, Empoli e Sampdoria, hanno ridato al Palermo l’obiettivo di inizio stagione, ora devono continuare nell’impresa di rosicchiare punti alle dirette avversarie per la promozione in Serie A, cercando di terminare l’anno solare, in una posizione di classifica la migliore possibile.

Solo il Frosinone in queste ultime quattro partite ha fatto meglio dei rosanero, difatti sono quattro le vittorie consecutive dei gialloblu, il Palermo è riuscito a rosicchiare qualche punto alle squadre che gli stavano davanti o appaiate in classifica, Inzaghi ha trovato in un certo senso la quadratura del cerchio, ma non tutto va bene, Inzaghi ha bisogno di almeno un paio di rinforzi di spessore, per completare la costruzione di una squadra ancora più competitiva, senza contare la sostituzione degli scontenti.

Il nome in cima alla lista dei desideri dell’allenatore, è lo stesso nome dell’ultimo giocatore richiesto a fine mercato estivo ed è quello di Tramoni del Pisa, giocatore che con Inzaghi ha reso al massimo ed è stato protagonista la scorsa stagione, nella conquista della serie A da parte dei nerazzurri, l’ex Brescia sembra ormai promesso sposo del Palermo, il calciatore ha chiesto al Pisa di andare via per giocare di più.

Ma per arrivare a Tramoni, bisogna sacrificare qualcuno nel reparto avanzato e quello dovrebbe essere Brunori, in rotta con Inzaghi e richiestissimo in particolare dal Modena e dalla Sampdoria, anche se non si è trovato ancora l’accordo con le due dirigenze e che la valutazione di Tramoni è intorno agli 8/10 milioni e quindi, si potrebbe arrivare a uno scambio con Caso al Palermo e Brunori al Modena.

Uno dei quattro portieri del Palermo andrà via, le richieste sono per Gomis e Bardi, ma sembra che sia quest’ultimo il candidato a lasciare i rosa, il portiere classe 1992, non è riuscito a ritagliarsi lo spazio nonostante la sua esperienza, a causa di un infortunio, stessa cosa dicasi per Gomis, il Mantova vuole rafforzare il reparto difensivo ed è vicina a trovare un accordo con il club rosanero per assicurarsi Bardi, la trattativa è a uno stato avanzato e potrebbe concretizzarsi a breve.

Una buona notizia, potrebbe essere che Palermo città, è ancora in competizione per gli Europei del 2032, la settimana scorsa, c’è stata una riunione con il sindaco, la proprietà del Palermo, il club e con chi sta facendo la progettazione dello stato, a dimostrazione della volontà di avere uno stadio moderno e che sia in linea con le ambizioni della società, con il ministro dello sport si è parlato anche del palazzetto dello sport, Palermo è una città che ha bisogno di strutture per lo sport di base, di palestre scolastiche attrezzate, accessibili e sicure, ma ha bisogno anche di impianti per ospitare eventi di un certo livello.

martedì 16 dicembre 2025

C’è ancora tanto da lavorare

 C’è ancora tanto da lavorare, specialmente sulla mentalità, il Palermo spesso e volentieri non riesce a mantenere la lucidità necessaria per tutti i novanta minuti, alterna cose egregie a pause preoccupanti, menomale che la difesa è solida e attenta, guidata da un monumentale Bani e che sarebbe ancora più solita con l’arrivo di Magnani, che prenderebbe il posto di Diakitè.

Però non ci si può sempre affidare ai soli Bani e compagni e né tanto meno ai soliti Palumbo, Ranocchia (un po' meno) e Segre, la loro uscita dal campo a favore di Gomes, Blin e Giovane, hanno peggiorato le cose e il Palermo ha peggiorato il proprio equilibrato in campo, diventato troppo attendista, tanto che i due attaccanti sono stati abbandonati in avanti al loro destino.

Il Palermo tecnicamente e numericamente, non ha un parco riserve pari ai titolari, i subentranti a parte Peda, sul cui impegno non c’è nulla da dire, non hanno prodotto gioco e sono stati avulsi dal gioco della squadra, lo stesso tanto decantato Gomes, che per tutti gli altri allenatori (lecchini) era un titolare inamovibile, è stato miseramente un flop.

Sostengo fermamente, che per arrivare a fine stagione nelle prime due posizioni, bisogna effettuare un bel po' di interventi mirati nel mercato di gennaio, sarebbe auspicabile almeno uno per reparto, ma se vogliamo veramente preparare un organico, in previsione della serie A, per un campionato di serie B lungo, difficile e snervante, credo che sarebbe meglio effettuare almeno sei cambi, perché oltre al bel gioco, servono attenzione, sacrificio e capacità di gestire i momenti difficili.

Cosa che non intravedo in molti rincalzi, già titolari negli anni scorsi e sicuramente motivo dei tre fallimenti precedenti, serve un Palermo come quello della prima mezz’ora contro la Sampdoria, determinato, arrembante, in controllo totale della partita, ma quando i rosa devono rivolgersi alle alternative, tutte queste doti si perdono.

Bisognerà trovare maggiore continuità di gioco, per evitare di dipendere sempre dagli episodi, ma anche nelle alternative, l’undici di base appare solido e promettente, deve ancora migliorare, ma non credo che possano migliorare: Diakitè, Gomes, Blin, Brunori ecc, attraverso le difficoltà si costruiscono le ambizioni, e solo chi sa soffrire può davvero puntare in alto, chi ho appena citato soffrono invece la difficoltà.

Il Palermo con Inzaghi ha nuove gerarchie e questo ha fatto incazzare, che si godeva la sua personalissima confort-zone, con la vittoria contro la Sampdoria, sono tre le vittorie consecutive, con 9 gol fatti e uno solo subito, la leadership di Bani, la posizione di Palumbo, con le relative novità tattiche, sembrano avere cambiato speriamo definitivamente il Palermo, adesso bisognerà migliorare e gestire al meglio la rimanente parte di campionato.

I rosanero sono tornati a vincere tre partite di fila e non accadeva dal febbraio 2024 e sembra che siano usciti fuori dalla tempesta, dopo un periodo nero, nel quale i rosa avevano ottenuto soltanto tre punti in quattro partite, è arrivato un tris di vittorie che fa ben sperare, si sono ritrovati i vecchi principi di gioco, pressione alta sugli avversari, ricerca della verticalità, intensità, compattezza e solidità, ma non è detto che la crisi sia oramai alle spalle.

Adesso conta soltanto la squadra, il gruppo, dopo il ko di Castellammare di Stabia, la sensazione è che il tecnico abbia imposto un “reset” generale nello spogliatoio, per porre le basi di una rincorsa alla serie A diretta, prendendo scelte importanti, la posizione di Palumbo adesso è finalmente efficace, il numero 5 gioca tra le linee, facendo da collante tra centrocampo e attacco.

La sua visione di gioco così può davvero fare la differenza, adesso è nel vivo della manovra, non mi piace ancora Ranocchia, anche se la circolazione del pallone è più fluida, adesso la squadra esprime un bel calcio, tocchi rapidi, sovrapposizioni sulle corsie, movimenti senza palla efficaci e maggiore ricerca della profondità, anche se al momento regge solo un tempo.

Le Douaron comincia a essere protagonista, adesso sembra davvero dentro al progetto, insieme con il bomber Pohjanpalo, che corre tanto e vince parecchi duelli, per Brunori non è escluso come dico da tempo, che durante il mercato di gennaio il calciatore possa cambiare aria, Bani ha letteralmente cambiato pelle al reparto difensivo.

Il nuovo capitano è leader dello spogliatoio e in campo gioca con una autorevolezza disarmante, è quello che serve in un certo senso anche a centrocampo, ecco perché credo che il club, abbia un altro modo di approcciarsi al mercato di gennaio, per definire eventuali nuovi acquisti, per apportare quelle correzioni essenziali, per non lasciare nulla d’intentato.

Una valutazione verrà fatta sul reparto offensivo, con un rinforzo che potrebbe essere una seconda e non escludo che arrivi un regista, poi c’è l’opzione di un ritorno in rosanero di Magnani, in uscita c’è mercato per Brunori e Gomis, richiesti dalla Sampdoria per gennaio, il numero 9 ha giocato appena 8 minuti nelle ultime quattro partite, il portiere è indietro nelle gerarchie, Brunori potrebbe andare in prestito, discorso simile per Gomis, dopo che Joronen è diventato l’indiscusso numero uno dei rosa.

Mi associo al Palermo, per esprimere il cordoglio per la scomparsa di Ido Sgrazzutti, difensore rosanero dal 1968 al 1973, aveva 78 anni e la sua carriera è stata soprattutto nell’Udinese, il suo nome resta legato a un’idea di calcio sobria e concreta, fatta di impegno quotidiano, rispetto e senso di appartenenza, un ricordo che oggi accomuna chi lo ha visto giocare e chi lo ha conosciuto come uomo, dentro e fuori dal campo.

domenica 14 dicembre 2025

La Sampdoria ci ha provato, ma non è riuscita a evitare la sconfitta.

Palermo a doppia faccia, un primo tempo sontuoso e una ripresa trafelata come sempre, questo credo che si possa imputare, a una carenza mentalmente di mantenere lo stress per novanta minuti, il primo tempo è quasi perfetto, il secondo tempo, forse a causa di una condizione atletica non perfetta, quindi di una preparazione atletica inadatta, o la mancanza di maturità di alcuni calciatori, fatto sta che nel secondo tempo il Palermo arranca sempre.

Arriva comunque e nonostante tutto la terza vittoria consecutiva, maturata alla mezzora con il bel gol di Le Douaron su azione di rimessa e tutto sommato strameritata, perché sin dal primo minuto il Palermo si è insediato nella metà campo avversaria, facendo la partita e costringendo la Sampdoria nella sua metà campo chiusa davanti al suo portiere,

Limitata al primo tempo, è stata la più bella partita del Palermo di quest’anno, però come sempre accade, nella ripresa il Palermo, come era successo a Empoli, è in vantaggio e si è fatto schiacciare dietro, da una Sampdoria, che ha cominciato la seconda parte con un altro piglio e i rosa li hanno lasciati giocare troppo, i blucerchiati trovano spazi, attaccano e cominciano a credere nel pareggio.

Si prodiga con grinta e buone trame di gioco per raggiungerlo, i cambi di Inzaghi (Diakitè, Gomes, Blin e Peda) non migliorano la situazione, anzi a mio avviso la peggiorano, tanto che il finale di partita è incredibile, fra l’altro messa a confronto con la magnificenza del primo tempo, il Palermo è sempre più rintanato in difesa e la Sampdoria è sempre più convinta ad attaccare.

Una vittoria comunque pesantissima, che dà continuità agli ultimi due successi e il Palermo sale ancora in classifica, alla fine ancora un’altra partita di sacrificio, la difesa è stata attenta e ordinata e nel primo tempo a centrocampo c’è stata una buona circolazione del pallone, Bani è stato il leader assoluto e alla fine il pronostico della vigilia è stato rispettato, nonostante una complessiva supremazia sul piano del gioco e del palleggio da parte dei liguri, che hanno messo in apprensione il Palermo fino alla fine. 

Ancora tanti appunti per il Palermo, ma alla fine il successo è meritato dal Palermo e ora serve fare punti (sei) con Avellino e Padova, prima della sosta di fine anno e poi muoversi con decisione sul mercato di gennaio, la vecchia guardia, quelli che giocano poco, sono visibilmente in rotta con l’allenatore, Gomes lo ha pure mandato a fare in culo e poi hanno dimostrato di non valere i titolari.

Il Palermo ha vinto con il minimo scarto e ha vissuto un’altra partita complicata, nel secondo tempo ha fatto fatica a contenere la spinta blucerchiata ed è riuscita a reagire solo a sprazzi nella ripresa, dopo l’avvio tutto del Palermo e sabato prossimo c’è un altro banco di prova, per capire dove può arrivare questo Palermo, c’è Avellino e la sola differenza tecnica non servirà. 

Il Palermo non ha sbagliato a ha infilato la terza vittoria consecutiva, portandosi al quarto posto in classifica, a meno 2 dalla coppia di testa Monza e Frosinone, anche se i ciociari devono giocare ancora a Pescara, al quarto posto con il Palermo, ci sono Venezia e Modena, è un campionato dove nulla è scontato e in questo momento della stagione e il risultato è troppo importante.

Bani è stato mostruoso, il nuovo capitano è insuperabile, non sbaglia un intervento, Ranocchia non ha ancora la personalità per dettare i tempi e dare geometria alla manovra, Pohjanpalo ha lottato per tutti i 90 minuti e anche Segre si è sacrificato tanto, nel primo tempo il Palermo è andato a mille all’ora, ha fatto un pressing asfissiante e ha avuto il dominio totale della prima frazione di gioco, dove ha avuto un paio di palle gol e la rete della vittoria strameritata.

Ma la gestione della partita non è sempre stata semplice, la vittoria spalanca le porte dell’alta classifica, anche se per me non ha ancora trovato la quadratura del cerchio, non può e non conviene cambiare formazione, il Palermo ancora non mostra per intero, gli automatismi e la mentalità della grande squadra, anche se è chiaro, che non avrebbe potuto reggere per tutta la gara, la velocità della prima mezz’ora.

La chiusura della gara è stata in apnea, con qualche nervosismo di troppo, se la Sampdoria fosse stata un po’ più lucida, avrebbe potuto fare più male ai rosa, Inzaghi non ha i ricambi all’altezza e non può fare rifiatare nessuno, a fallire sono stati soprattutto i subentrati che hanno dato poco e sono stati poco adatti, a una partita tesa, combattuta, decisa da una sola rete e fra l’altro in ripartenza.

La partita è stata ricca di indicazioni in prospettiva futura, il Palermo ha fatto una gara di grande concretezza, nonostante un secondo tempo pieno di affanni, per certi versi i rosa hanno mostrato più maturità e più solidità mentale, le tre vittorie consecutive, potrebbero essere il segnale di una squadra che sta costruendo qualcosa di importante e di un allenatore che ha capito di chi deve fidarsi, la fase difensiva ha retto bene, concedendo poco agli avversari, mentre in avanti, è bastato un lampo spettacolare per costruzione e finalizzazione la vittoria. 

venerdì 12 dicembre 2025

Palermo, Diakité, Vasic e Corona in uscita.

Il bomber finlandese è un lusso per la serie B, cinque gol nelle ultime due partite, la doppietta di Empoli, dopo la tripletta contro la Carrarese, certifica il suo straordinario stato di forma e permette al Palermo di raccogliere tre punti molto importanti, non solo per confermare il momento eccezionale dei rosa, ma anche e soprattutto, per rilanciare la squadra in campionato, il Palermo non gioca benissimo, ma se continua così tutto può succedere.

Il Palermo ha battuto 3 a 1 l'Empoli, una vittoria maturata dopo un buon primo tempo e la solita ripresa di sofferenza, dove i rosa hanno saputo tenere testa all'avversario, dimostrando maturità e concretezza, Palumbo ha confermato le sue grandi qualità e Pohjanpalo, che è devastante in area di rigore, ma la squadra ha bisogno di darsi una “sistemata” con il mercato di gennaio, cominciando con quello in uscita, per fare spazio ai nuovi arrivi. 

L’Avellino decimo in classifica, ha intenzione di migliorare il proprio reparto difensivo e uno dei nomi su cui vorrebbe puntare il D.S. biancoverde Aiello, è quello del difensore Diakitè, che il Palermo sta valutando di cedere per gennaio, il classe 2000 sta trovando sempre meno spazio e non è più nella centralità del progetto tecnico rosanero, dunque la trattativa potrebbe essere alla portata e si aspetterebbe l’affondo dell’Avellino, che ha intenzione di rinforzarsi anche sulla sinistra con l’ex Aurelio in uscita dallo Spezia.

La Reggiana ha ufficializzato l’arrivo di Lepri, difensore centrale classe 2003, svincolatosi dopo l’esclusione del Rimini dalla Serie C, il giocatore ha firmato un contratto fino al 2028 ed è un rinforzo immediato per il reparto arretrato della Reggiana, un ingaggio che potrebbe fare uscire Magnani, il difensore di proprietà del Palermo, è al centro di discussioni per il suo rientro anticipato dal prestito e l’arrivo di Lepri dovrebbe liberare la risoluzione del prestito.

Magnani si era trasferito a Reggio Emilia in estate per ragioni personali e familiari, ma era e sarebbe uno dei punti di riferimento della difesa del Palermo, che aveva accettato il prestito per permettere al giocatore di avvicinarsi a casa e vivere una stagione più serena sul piano personale, i rosanero non hanno mai smesso di stimare il suo profilo, l’esperienza e la conoscenza dell’ambiente, è considerato un rinforzo per potenziare il reparto difensivo nel girone di ritorno.

È un’opportunità che i rosa non voglio perdere, Magnani a Reggio Emilia è diventato un titolare indiscusso e uno dei leader del gruppo, che stanno disputando un buon campionato con ambizioni playoff, il ritorno anticipato non è ancora definito, ma la possibilità è concreta, il Padova è di nuovo interessato a Vasic, che però pian piano si sta conquistando uno spazio nelle rotazioni di Inzaghi, il D.S. Mirabelli però vorrebbe assicurarsi un innesto di valore in prestito.

Non credo che il Palermo non voglia privarsi di Vasic a gennaio, è vero che Inzaghi in estate ha voluto puntare sul ragazzo, vero che sta rispondendo bene sul campo con prestazioni sempre più convincenti, ma viene comunque utilizzato poco, senza contare che per me, a gennaio andranno via Corona e Brunori e prenderanno un attaccante, che potrebbe far diminuire il minutaggio di Vasic.

A proposito di Corona, il Pescara sembra a un passo dal bomber 2004, Corona è il primo obiettivo per l’attacco, resta da definire la formula, ma il prestito secco fino a giugno è la strada più probabile, il ragazzo è stato utilizzato poco e ha bisogno di un ambiente che gli garantisca minutaggio e possibilità di crescita e il Pescara nonostante l’ultimo posto in classifica, dovrebbe essere la destinazione ideale.

Per il Pescara è un investimento tecnico importante, piace per le sue caratteristiche di attaccante rapido, capace di muoversi su tutto il fronte, ottimo nell’uno contro uno, dotato di una buona tecnica e di un istinto naturale per il gol, è un giocatore capace di attaccare la profondità, creare densità in area e dare imprevedibilità negli ultimi 30 metri, utilizzabile sia da seconda punta, sia da esterno offensivo.

In uscita anche almeno uno dei quattro portieri in rosa, escluso Joronen, il papabile alla partenza è Gomis. 

martedì 9 dicembre 2025

La Carrarese può avere cambiato la stagione

Con la Carrarese è stata la serata delle prime volte in stagione, ma anche dei primi segnali di una maturità, che il Palermo ha la necessità di raggiungere, una continuità da confermare e che potrebbe essere l’inizio di un nuovo ciclo, per un Palermo che s’è messo (forse) definitivamente alle spalle la crisi e comincia a viaggiare verso la serie A, diretta o vincendo i play off.

Pohjanpalo è il vero trascinatore del Palermo, più della metà dei punti porta la sua firma, è salito in cattedra ed è un autentico mattatore, è salito in vetta solitaria nella classifica marcatori con 10 reti in 15 giornate, confermandosi leader tecnico del Palermo, è sempre puntuale e letale in area di rigore, ma si sbatte per la squadra e per i compagni come un comprimario qualunque, Palumbo contro la Carrarese ha trovato la prima rete e continua a fornire prove positive giocando tra le linee.

Il Palermo sembra abbia invertito la rotta e a trascinarlo è soprattutto Pohjanpalo, l’uomo che più di tutti sta incidendo sul cammino dei rosanero, con i suoi gol sono arrivati 16 dei 26 punti totalizzati finora ottenuti, con numeri da vero fuoriclasse, è il perno offensivo e psicologico della squadra, che con Joronen, Bani e Palumbo, costituisce l’asse portante del nuovo Palermo, che quando segna Pohjanpalo non perde mai.

Quando Pohjanpalo non è coinvolto o è servito poco e male, il Palermo ne ha risentito in modo evidente, il finlandese segna e distribuisce assist, un’evoluzione che lo ha trasformato in un attaccante totale, non solo un finalizzatore, ma anche un rifinitore, un lusso per la serie B, tecnica, fisicità e intelligenza al servizio del Palermo, capacità di vedere la porta, di proteggere il pallone e di far salire la squadra.

Però gran parte del suo rendimento dipende anche da come viene servito dalla squadra, con Palumbo più vicino a lui per dialogare, sono arrivati più palloni giocabili, l’attacco ha iniziato a girare e il merito è anche di Palumbo, che ha dimostrato con chiarezza a chi non voleva sentire, che lui è un trequartista, forse il miglior trequartista della Serie B.

Cosa che finora il Palermo non aveva voluto vedere, continuandolo a farlo giocare in un ruolo non suo, adesso le sue prestazioni sono totali e ridisegna il suo peso specifico nel centrocampo e nell’economia della squadra, la Inizio modulosua qualità è fondamentale per i rosa, come lo è quella di Vasic, che gioca come sempre con grande voglia, rendendosi protagonista di strappi interessanti e buoni recuperi, la promozione può passare dai piedi di Palumbo e dai gol di Pohjanpalo.

Due vittorie di fila e alcuni risultati delle rivali, hanno fatto fare un bel balzo in classifica, il Palermo ha guadagnato su quasi tutte le contendenti per la promozione diretta in Serie A, eccezion fatta per il Frosinone che ha vinto e convinto in casa contro la Juve Stabia e ha agganciato la vetta della classifica, il Monza rimane primo, ma rallenta pareggiando contro il Sudtirol, 1 a 1 anche per Venezia e Cesena, fermate rispettivamente da Avellino e Padova.

Perde invece il Modena in casa contro il Catanzaro e si è creato un solco tra il sesto e il settimo posto, con quattro punti che dividono Venezia, Palermo e Modena dal Catanzaro, questa la classifica delle prime posizioni: Frosinone e Monza 31, Cesena 27, Venezia, Palermo e Modena 26, Catanzaro 22, Empoli, Reggiana e Avellino 20, ora bisogna restare attaccati al vertice e poi a gennaio vediamo di intervenire sul mercato.

La vittoria di Empoli dice che il Palermo sembra tornato sulla strada giusta, la sterzata c’è stata, ma cullarsi sugli allori sarebbe un errore gravissimo, Bani è un muro, sempre sicuro nel guidare il reparto, esperienza di altra categoria, ottima prestazione del nuovo capitano rosanero, ha chiuso tutte le linee di passaggio ed è stato provvidenziale con alcuni interventi.

Ceccaroni rischia poco ed è sempre attento, bravissimo anche quando si inserisce, Bereszynski è ordinato e diligente, ma in difesa serve un ricambio di alta affidabilità, ecco perché si sta parlando del ritorno di Magnani a Palermo, prima della fine del prestito che scade a giugno, il difensore in prestito alla Reggiana, potrebbe avere risolto in qualche modo i suoi problemi familiari e rientrare dal prestito già a gennaio.

Con l’apertura del calciomercato, l’ipotesi che Magnani possa tornare, per la Reggiana non è percorribile, ma potrebbe diventare comunque possibile, Magnani era infatti uno dei punti fermi del Palermo, il calciatore è un titolare fisso nella Reggiana e uno dei protagonisti del campionato tranquillo che sta disputando la compagine amaranto. 

mercoledì 3 dicembre 2025

Palermo, missione compiuta? è sembrato troppo facile.

Volano Empoli e Venezia e il Palermo è sesto a 5 dal secondo posto, i rosanero tornano alla vittoria e lo fanno in modo altisonante, battendo per 5 a 0 in casa la Carrarese, lo stesso risultato ottenuto prima con il Pescara, anche allora si era pensato a un rilancio, ma non è stato così, il Monza è saldamente in testa, seguito da un ottimo Frosinone secondo, il Modena un po' in defaillance è stato raggiunto al terzo posto dal Cesena e il quinto posto è ad appannaggio del Venezia.

Nelle zone nobili della classifica il Palermo resta al sesto posto a 23 punti e lo segue a ruota l’Empoli a 20, i toscani in nettissima risalita, grazie alla cura Dionisi, alla prossima partita avranno lo scontro diretto con il Palermo, ha la possibilità di battere i rosa, appaiarli in classifica e togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe, da parte dell’allenatore.

All’ottavo posto in classifica c’è la coppia Avellino e Catanzaro a 19 punti, che si contendono l’ottavo posto, utile per i play off, decimo in classifica a 1 punto dall’Avellino e dal Catanzaro e a 2 dall’Empoli, ma con una gara in meno da giocare con il Bari in pienissima crisi, c’è la Juve Stabia, in fondo alla classifica lo Spezia ha vinto il derby con la Sampdoria e ha lasciato l’ultimo posto al Pescara, con la Sampdoria penultima e sempre più in difficoltà, annaspano Sudtirol e Bari, che a oggi farebbe lo spareggio per non retrocedere.

I tre punti ottenuti con un’altra cinquina consentono il rilancio del Palermo, Pohjanpalo è stato autore di una tripletta, per Palumbo invece è arrivato il primo gol in rosanero, con questa vittoria al momento, il Palermo può restare agganciato al treno per la promozione, poi vedremo se nel frattempo è arrivata davvero la svolta, bisognava ripartire e il Palermo l’ha fatto, solo che adesso bisogna dare continuità, che è l’unica maniera per potere arrivare alla promozione diretta.

La vittoria non cambia la classifica, ma oltre a restare attaccato al treno promozione, ridà la speranza di un’inversione di rotta, visto che ha finalmente giocato una partita da squadra, a differenza invece, di quant’era successo nelle precedenti partite, a volte vinte ma senza convincere, effettivamente stavolta tutti hanno mostrato una particolare convinzione, per me Inzaghi ha giocato con il modulo migliore possibile e con la squadra migliore possibile.

Un errore però SuperPippo lo ha fatto, non ha avuto il coraggio di confermare Vasic, ma come diciamo noi a Palermo “U signuri sa viri” e l’infortunio di Le Duaron, gli ha permesso di rimediare e il serbo lo ripagato con un’altra bella prestazione, se posso dire la mia, io confermerei in blocco squadra e modulo, con Palumbo dietro le due punte Pohjanpalo e Vasic, che tanto bene hanno fatto.

Inzaghi ha fatto benissimo a dare fiducia a Segre in mediana, che non può temere la concorrenza assurda di Gomes e fiducia a Bereszynski in difesa, ha fatto bene a rilanciare i giovani: Peda, Veroli e Giovane, che meritano più di altri (Gomes, Giasy e Diakitè) di giocare, nonostante Pierozzi e Augello abbiano martellato a destra e a sinistra, i primi venti minuti sono stati soporiferi e senza grandi occasioni.

L’Empoli è in grande forma, sta vivendo un momento d’oro dopo un avvio difficile e ora Dionisi lancia la sfida al Palermo, la squadra toscana ha completamente cambiato passo, evidenziando che forse Dionisi rende al meglio in piazze meno blasonate, l’allenatore aveva già riportato la squadra toscana in Serie A nel 2020-21.

Dionisi proverà a dare ulteriore continuità al momento d’Empoli, nella prossima partita di campionato contro il Palermo, è una partita dal sapore speciale, il Palermo contro la Carrarese si è concesso la serata perfetta, ma senza esaltarci troppo, non abbiamo nessuna certezza che il Palermo è sulla via della guarigione, aspettiamo Empoli per capire, se il Palermo si è lasciato alle spalle un periodo negativo.

Palumbo ha trovato la prima gioia in rosanero, tutto il centrocampo ha funzionato bene, anche Ranocchia non è stato male, Pohjanpalo è tornato letale, mentre per Brunori (ancora in panchina) e solo 8 minuti finali giocati, con Vasic preferito al capitano, mi fanno pensare a un immediato futuro lontano da Palermo per il capitano, i rosanero sono stati in pieno controllo della partita, dall'inizio alla fine, i reparti hanno lavorato bene e la manovra è stata più fluida, adesso servirà continuità.

Serviva assolutamente una vittoria, per la classifica e per il morale, il Palermo lo ha fatto, tre punti molto importanti, con la manovra che è stata più rapida e ha coinvolto quasi tutti gli interpreti, Palumbo è stato abile a disimpegnarsi tra le linee, creando pericoli alla difesa avversaria, il centrocampo ha funzionato meglio, sia per una migliore circolazione della palla, che per una maggiore intensità, sembrerebbe un Palermo che si è scrollato di dosso paure e ruggini.

Sembra un segnale forte che esprimere il proprio potenziale, il campionato è ancora lungo e il tempo per recuperare c’è, farsi trovare pronti è d’obbligo, l’unico modo però è infilare un filotto di vittorie, come hanno fatto: Venezia, Monza, Empoli e altre, ecco che Empoli diventa il nuovo crocevia della stagione, una vittoria rialimenterebbe il sogno promozione diretta, mentre un passo falso, getterebbe nuovamente in crisi una squadra che non ha ancora un’anima.