lunedì 28 novembre 2022

Comunque sia, il Venezia ha meritato i tre punti.

Palermo inguardabile fino al 75esimo, quando Corini per la disperazione manda in campo il centrocampo “titolare”, toglie i flangi flutti davanti alla difesa (Broh e Gomes), che non erano riusciti ad arginare le giocate del Venezia e non erano riusciti nemmeno a costruire qualcosa per le punte, mette dentro i pensatori Stulac e Damiani, che cambiano gli ultimi 15 minuti.

A quel punto complice un po' di stanchezza dei lagunari, cambia l’inerzia e il Palermo se pur sprecone, si presenta 3 o 4 volte pericolosamente nell’area del Venezia, con Joronen che era stato inattivo fin a quel momento e dovuto guadagnarsi lo stipendio, prima para il rigore di Brunori, che sbaglia poi pure la ribattuta ravvicinata e poi effettua una prodezza in tuffo su tiro di Di Mariano.

Il Palermo può recriminare sulla sfortuna, perché la partita è stata decisa dal Var, ma ciò non toglie che ha perso contro l'ultima in classifica e che per 75 minuti è stato inesistente, in una partita che i rosa non avrebbero comunque meritato di vincere, resta il fatto che non ho mai visto un allenatore perdere così tante partite e cercare sempre giustificazioni improbabili, con promesse di fare meglio la prossima volta e mai mantenute.

Il Palermo ha perso in casa anche contro il fanalino di coda Venezia, in 14 partite io non ne ho vista una giocata bene, la differenza tra una partita e l’altra è stata solo un po' di cattiveria agonistica in più e li magari c’è scappato il risultato positivo in contropiede, ma personalmente io non ho ancora capito come gioca il Palermo e non intendo il modulo.

Per “gioca il Palermo”, intendo: facciamo il tiki taka di Guardiola? facciamo il possesso palla della Spagna? giochiamo uomo contro uomo sul recupero immediato della palla come Gasperini? adottiamo il gioco alternato corto lungo di Sarri? giochiamo palla lunga e pedalare oppure a palla fai tu alla Corini?

Brunori è al suo secondo rigore sbagliato consecutivo e ora sbaglia pure la ribattuta, questo significa che il giocatore, così come il resto della squadra non è in fiducia, quando il Napoli di Ancelotti non era in fiducia, hanno cacciato via uno tra gli allenatori più bravi al mondo, per ridare fiducia all’ambiente, noi abbiamo sbagliato (visto cosa sta facendo D’Angelo con il Pisa) e sarebbe pazzesco continuare a sbagliare.

Sul gol annullato, devo dire che all'apparenza sembra regolare e così come il rigore revocato, i motivi per cui sono stati annullati da arbitro e VAR sono molto discutibili, però anche se avessimo vinto questa partita, cosa sarebbe cambiato? Il Palermo non ci entusiasma dalla finale play off di serie C, sarà stata pure serie C, ma la squadra di Baldini ci ha entusiasmato dalla prima all’ultima partita, anche quando abbiamo perso e comunque, adesso abbiamo la squadra per entusiasmarci, basta metterla nelle condizioni di farlo.

Ora è inutile che Corini dice: "Faccio fatica a capire perché ci è stato tolto il rigore, non capisco come sia stato valutato dal Var. Noi poi non facciamo gol su rigore, ma fatico a capire anche quale sia il fuorigioco di Soleri", anche noi facciamo fatica a capire come mai il Palermo gioca così male e dopo 14 partite, perché non ci spiega e non si spiega come allena questa squadra, piuttosto che prendersi il pensiero del VAR e sempre Corini: "La partita era aperta, facciamo fatica a comprendere la sconfitta, il punto lo meritavamo”.

È vero che ognuno guarda la partita in maniera diversa, sicuramente sì che all’80entesino la partita era aperta, però che non si riesce a capire che Pigliacelli ha fatto gli straordinari, non lo capisco veramente, Pigliacelli ha il suo da fare, prima respingendo il destro di Andersen, poi su Crnigoj e ancora su Johnsen nel primo tempo, nella ripresa Pohjanpalo calcia sul primo palo e trova la risposta di Pigliacelli e poi il Venezia passa meritatamente in vantaggio con Pohjampalo, che batte Pigliacelli da due passi, tutto questo con il Palermo che ha osservato giocare i lagunari, senza mai impensierirli.

Come si può pensare di “fare fatica a comprendere la sconfitta” o meglio, come si può pensare di avere meritato un punto, come se con il punto, avremmo risolto tutti i problemi che ci assillano, chiudo con i lati positivi visti da Corini nella sconfitta: "Abbiamo creato spesso le premesse per essere pericolosi”, due volte e poi continua: “Nel secondo tempo abbiamo giocato e spinto”, 15 minuti del secondo tempo non sono il secondo tempo e ancora:  “consapevoli del fatto che il valore complessivo del Venezia è importante”, dimenticando che comunque con il Venezia ci hanno vinto tutti, domenica prossima c’è lo scontro diretto contro il Benevento e speriamo di rifarci, anche se non so con quale gioco.

 

Il Riese limita i danni a san Gaetano.

Domenica 27 novembre 2022, va in scena l’ultima partita del girone di andata, prima della lunga sosta invernale (48 giorni), il Riese è impegnato sul difficilissimo campo del san Gaetano, una squadra che ha segnato 58 reti in 9 partite e viaggia ad una media di 6 reti a partita, come sempre il Riese si presenta in condizioni rimareggiate e stavolta orfano anche del loro allenatore, colpito in mattinata da un attacco influenzale.

Oltre alle solite assenze (Oszi, Colantuono, Cusinato e Durante), deve registrare l’assenza di Danieli e all’ultimo momento anche di Bendo, alle prese con la sciatica, non ce la fa nemmeno il nuovo Sulejmani, ancora accorto di preparazione, Pozzati torna a fare il centrale di difesa e Basso arretra nell’insolita posizione di mediano davanti alla difesa, confermato Bordin esterno di centrocampo, del 4-4-2 preparato dal mister, per contenere meglio possibile gli avversari.

Sicuramente perdere 4 a 0 non fa piacere a nessuno, specialmente davanti alla solita bella prestazione, che i canarini fanno nelle partite importati, eccezionale prova di Cuccarolo, che con Bizzotto e Coletti sono stati i migliori in campo, ancora una volta deludente Soligo, il peggiore in campo, tanto che è stato sostituito alla fine del primo tempo.

Adesso si da il via alla pausa invernale, la squadra si allenerà comunque, anche se molti dei giocatori, troveranno molte scuse per non allenarsi e pensare a divertirsi, abbiamo contatto il mister Crisà per alcune dichiarazioni post partita, che ha risposto così alle domande: come mai non riuscite a fare queste prestazioni anche con le altre squadre meno forti:

“È tutta una questione di testa, sto vedendo che non è facile fargli capire, che bisogna tenere lo stesso impegno e la stessa applicazione per tutto il campionato, quando giocano con squadre meno forti, non trovano le stesse motivazioni, oggi non tutti hanno fatto una buona partita, a testimonianza dei nostri limiti tecnici e strutturali”.

Ma ciò nonostante poteva anche finire 4 a 2, se non 4 a 3, se vi avessero dato il rigore e se avreste fatto delle scelte migliori negli ultimi 20 metri:

“E’ una cosa che ci portiamo dietro già dalle prime giornate, avremmo dovuto segnare almeno il doppio dei gol che abbiamo fatto, comunque l’importante è che nel bene o nel male, riusciamo a essere in grado di creare azioni quando entriamo in possesso della palla, penso che nel secondo tempo la squadra dal punto di vista dell’intensità, delle giocate e dell’aspetto emotivo, abbiano fatto una buona partita”. 

lunedì 21 novembre 2022

Dopo la sconfitta di Cosenza, il Palermo potrebbe cambiare qualcosa a centrocampo.

I rosanero hanno perso lo scontro diretto contro il Cosenza e adesso si trovano nuovamente tallonati dalle squadre in lotta per non retrocedere, con la zona playout distante nuovamente solo un punto, i continui svarioni difensivi, pongono l'accento sulla retroguardia del Palermo, dove con tutto il dovuto rispetto, non può essere titolare inamovibile Marconi, perché Bettella a oggi è considerato il suo rincalzo.

Ma non solo la retroguardia è sotto processo, perché questa se pur con dei limiti, non è adeguatamente protetta dal centrocampo, quando il Palermo si espone per attaccare, emergono tutti i limiti strutturali del reparto difensivo e di centrocampo, dove in maniera incredibile si sono sovvertite le gerarchie, non vedono più campo o lo vedono con il contagocce Stulac e Saric. 

Come abbiamo visto a Cosenza, il problema della tenuta del centrocampo, non dipendeva dalla presenza di Stulac e Saric, che comunque davano un’impronta più propositiva e fantasiosa ai rosanero, credo che nel Palermo non sia questione di uomini, nel senso che Segre, Stulac e Saric non si possono discutere, ma di impostazione della squadra e non intendo nemmeno il modulo.

Onestamente non vedo interscambiabilità dei ruoli, copertura totale degli spazi, pressing alto organizzato, sistematico attacco della profondità, sovrapposizioni e diagonali continue, diciamo che il Palermo pecca negli uomini (Lancini, Accardi, Crivello, Marconi, Doda, Floriano e Peretti) e nell’organizzazione del gioco, al netto dei margini di miglioramento, individuali e collettivi, serve con urgenza ricorrere a gennaio, a qualche nuovo innesto, che elevi la qualità dei reparti e che costituiscano alternative valide.

Io resto sempre dall’idea che possiamo prendere chi vogliamo, ma sarebbe opportuno prima cambiare il tecnico, ma non così tanto per cambiare, ma cambiarlo con un profilo di grande spessore, del tipo Di Francesco o Semplici, su cui programmare e poi continuare a lavorare insieme anche una volta raggiunta la serie A, non è per smentire l’algoritmo, ma io Corini in serie A non ce lo vedo.

Il calciomercato invernale potrebbe essere, il modo per risolvere le lacune di questa squadra, Rinaudo e Zavagno innanzitutto dovranno sfoltire l’organico, da quei giocatori non idonei ad un campionato di serie B o A/2 che dir si voglia, tutti quei giocatori in sovrannumero e che hanno il contratto in scadenza a giugno.

I nomi degli indiziati a lasciare il Palermo, entro l’inizio della prossima stagione sono: Accardi e Doda, perché il Palermo a desta con Mateju e Buttaro è praticamente a posto, poi tocca a Crivello per lo stesso motivo, con Devetak e Sala anche a sinistra va bene così, tra i difensori centrali a partire entro giugno ci sono: Lancini, Peretti e Marconi.

A centrocampo, mi vanno bene gli attuali 6 giocatori, ma con un impiego diverso, Stulac, Saric e Segre sarebbero i titolari, con Damiani, Gomes e Broh le riserve, in attacco è il caso di uscire fuori da alcuni equivoci, Floriano è sicuramente partente, sulla destra serve un sostituto di Elia, con Valente che resterebbe a fare il sostituto di Di Mariano, ma l’equivoco maggiore è dato al centro dell’attacco, con Brunori titolare, la sua riserva deve essere uno tra Vido e Soleri, personalmente sono a favore di Soleri, per età, per dinamicità e per un fattore realizzativo.

Finisce 1 a 1 il derby tra Riese e Loria

Riese-Loria finisce 1 a 1, al termine dei 90 minuti di gioco, con il Riese in vantaggio per 1 a 0, l’arbitro che aveva fatto giocare il primo tempo solo 40 minuti, ha assegnato un calcio di rigore al Loria, per una palla che è finita sul braccio di Pozzati, che stava correndo verso il fondo, l’arbitro ha considerato il braccio staccato dal corpo, non considerandolo congruo alla corsa del giocatore e il Loria pareggia dagli undici metri, una partita che non è stata emozionante.

Inizia meglio il Riese, tant’è che si porta in vantaggio al 20esimo, poi come è successo a Caerano, non riesce a mantenere il risultato e pareggia, anche se questa volta c’è da dire che i canarini avevano tenuto bene la partita e solo un episodio li ha condannati al pareggio, risultato giusto se vogliamo, ma il Riese oltre al rigore al 90esimo, deve recriminare le 4 o 5 occasioni importati che avuto nell’area dei rossoblù e come sempre mancati per un pelo, la parte finale della gara poi, come tutti i derby è stato un po’ esplosiva, ma niente di clamoroso.

Secondo tempo ricco di occasioni per il Riese come dicevamo, Coletti aveva portato in vantaggio i gialloblu e poi sono stati raggiunti su calcio di rigore, dopo 6 minuti di recupero, l’arbitro fischia la fine della partita senza vincitori, ma con tanta delusione per i ragazzi e il tecnico Crisà, che a fine partita ha dichiarato:

"Abbiamo fatto meglio nel secondo tempo, più che altro per tutte le occasioni avute e non sfruttate, nel primo tempo avevamo avuto pure qualche palla gol oltre a quella del vantaggio, ma meno nette di quelle del secondo tempo, dovevamo segnare non c’è niente da fare, abbiamo sofferto il giusto e abbiamo fatto meno errori tecnici.

Nel secondo ci è mancato solo il gol per chiudere la partita, è un peccato aver pareggiato al 90esimo, non è andata benissimo, ma è andato molto meglio dell’ultima patita contro l’Altivolese, la squadra non si è allungata, grazie alla buona partita di Soligo, siamo stati sfortunati e un po’ imprecisi".

  

mercoledì 16 novembre 2022

Il Cosenza interrompe la striscia positiva del Palermo.

 

Il Cosenza batte per 3 a 2 il Palermo, al termine di una partita ricca di emozioni, che ha tenuto con il fiato sospeso gli spettatori, protagonista nel bene e nel male Brunori per il Palermo e per il Cosenza l’ex Marson, che al 90esimo ha parato un calcio di rigore a Brunori, già autore di una doppietta, blindando di fatto il successo dei rossoblù.

Primo tempo bello e vibrante, con un Cosenza che riequilibra la gara dopo il vantaggio del Palermo ottenuto con Brunoni su assist di Di Mariano, la ripresa è ancora più bella, con una girandola di emozioni una dietro l’altra, vantaggio su rigore per il Cosenza, due minuti dopo Brunoni pareggia e dopo l’ora di gioco i rossoblù tornano nuovamente in vantaggio, ma sul 3 a 2, le emozioni non sono ancora finite, al 90esimo calcio di rigore per il Palermo, Marson però si supera e con un grandissimo intervento riesce a deviare il tiro di Brunori.

Il Palermo interrompe la striscia positiva di 4 risultati utili di fila, un Palermo distratto e sprecone, che butta via, sia il vantaggio iniziale, che il rigore al 90esimo, vivo in fase offensiva, ma distratto in difesa, tanti i rimpianti, specialmente dopo il rigore parato da Marson e il rammarico di non aver gestito bene i momenti cruciali della gara, dopo il vantaggio, quando hanno raggiunto il 2 a 2 e al rigore finale.

Una gara ricca di gol e colpi di scena, in una gara che alla fine è un passo indietro per i rosa, che hanno una squadra con un tasso tecnico superiore, questo doveva dare l'inerzia della gara a suo favore, invece i rosa sprecano tanto e gli episodi alla fine lo hanno tradito, una sconfitta che brucia tanto e che mette in evidenza i limiti strutturali del Palermo, servono nuovi innesti per la difesa, da reperire sul mercato, ma anche il recupero di quei giocatori con un tasso tecnico superiore alla norma per la categoria, Stulac e Saric in testa.


I tre gol subiti a Crespagnaga, fanno riemergere l’emergenza a centrocampo.

Con questa vittoria, l’Altivolese consolida il nono posto, tornando ad esultare davanti ai propri tifosi, dopo la seconda vittoria in sette giorni, Crisà sceglie un 4-4-2 a rombo, per permettere all’abulico Soligo, di giocare nella sua posizione migliore, quella che gli ha permesso di ben figurare nella Juniores, assente Bendo, arretra sulla linea mediana Bizzotto a desta e Oszi a sinistra, in mezzo al campo Pozzati, mentre Soligo trequartista agisce quasi da falso nove.

L’Altivolese attacca fin da subito e come spesso accade il Riese subisce, senza riuscire a prendere le misure agli avversari, che si fanno sempre più pericolosi e intraprendenti, ma sprecano tanto davanti alla porta difesa da Cuccarolo.

I granata prendono subito le misure agli avversari e cominciano a creare azioni su azioni, anche se Cuccarolo non è costretto a grandi interventi, ma l’Altivolese cresce ulteriormente e trova un gol meritato al 35esimo, palla persa in uscita dal capitano Coletti e solita azione di sfondamento degli avversari, che infilano in contropiede la sguarnita difesa ospite, realizzano il vantaggio a tu per tu con il portiere.

Il primo tempo finisce sull'1 a 0, con il Riese che ha subito per tutti i 45 minuti l’avversario, senza mai avere tirato un tiro in porta, nel secondo tempo c’è giusto il tempo di far girare palla per qualche minuto, Pozzati perde una sanguinosa palla al limite dell’area (pessima prova la sua) e l’Altivolese ne approfitta per presentarsi davanti a Cuccarolo che respinge, sulla respinta i giocatori del Riese restano fermi a guardare e i granata (3) liberi davanti la porta ribadiscono in rete.

Il Riese anche nella ripresa, è entrato in campo supponente e svogliato, ha continuato a perdere tutti i duelli e ad arrivare sempre secondo sulle seconde palle, si è intestardito in improbabili dribbling e non ha mai corso, nemmeno per inseguire l’avversario, scontati a quel punto i cambi, dopo che era già entrato Danieli per Graziotto, ancora una volta inesistente e Miron per Bizzotto.

Dentro Cusinato, che prende il posto di Oszi e cambio di modulo, con il 4-4-2 in linea e poi dentro Bordin che da mezzala non ha fatto bene e fuori Basso, la musica non cambia, ma affiorano ancora di più le debolezze di un centrocampo, che non protegge e che non costruisce, dove i big, Soligo (un fantasma per tutta la partita) e Pozzati (indisponente per tutta la partita, tanto da essere cacciato fuori dal suo allenatore prima dello scadere) sono protagonisti in negativo.

I cambi se non altro portano un po' di vitalità, la partita si fa più equilibrata, ma il Riese commette troppi errori, di posizione e tecnici, però al 20esimo del secondo tempo arriva il gol di Soligo su punizione che riapre la partita e comincia ad arrivare pure qualche angolo, la palla del pareggio capita sui piedi di Miron, che impegna il portiere locale ad una grandissima parata, l’unica di tutta la sua partita.

A 7/8 minuti dal termine, l’episodio della cacciata dal campo di Pozzati, che giustificava la sua prestazione con un dolore al ginocchio e qualche minuto dopo una bella parata di Cuccarolo, tiene in partita il Riese, che capitola subito dopo, fissando il risultato sul 3 a 1 per l’Altivolese e domenica a Riese è di scena il derby con il Loria.

Dopo la “cacciata” di Pozzati, non potevamo non chiedere lumi sulla questione a mister Crisà: “Niente di particolare, credo che Soligo e Pozzati si siano montati un po' la testa con la convocazione nella Juniores, Pozzati è un bravo ragazzo, ma quando è in campo è indisponente, contesta tutti i suggerimenti e quello che è più brutto e che trovi sempre una scusa banale, per giustificare i suoi errori e questo mi manda in bestia”.

Penso sia stata la più brutta partita della stagione, come mai? E dov’è finito il Riese delle prime giornate: “Concordo in pieno, veda, noi abbiamo dei limiti strutturali, che sono noti a tutti, ma con l’applicazione e il lavoro, riusciamo a sopperire alle lacune da colmare, non che i ragazzi non stiamo lavorando più, ma stiamo lavorando male, manca la concorrenza all’interno della squadra ed è scemata la volontà di andare oltre i propri limiti”.

Si aspetta qualcosa in sede di calciomercato? “No! mi servirebbe ma non è una cosa facile, gli equilibri collettivi e la condizione dei singoli è ancora da ottimizzare, giocatori volendo, questa sconfitta ha fatto riemergere alcune criticità significative a centrocampo, scompensi palesi per esiguità dei centrocampisti e anche per i molti difetti da correggere, al momento la squadra è ancora alla ricerca di identità, stabilità e continuità”.

A prestazioni solide e confortanti, fanno da contraltare prove opache a stretto giro di posta, i due risultati utili consecutivi vi avevano forse illuso, ma queste altre tre sberle subite hanno nuovamente messo in risalto la vulnerabilità in fase difensiva, questo è il quarto match della stagione chiuso con tre gol al passivo, in precedenza Pederobba, Fossalunga, Caerano e possiamo anche metterci il Montello (5 a 0), una fragilità evidente, che sottolinea i molti errori individuali e di reparto, che coinvolgono i movimenti e la compartecipazione di tutta la squadra, lei dovrà svolgere un lavoro accurato e profondo, per correggere determinati errori, tecnici, tattici e di atteggiamento, a causa delle troppe reti subite:

“Mi ha fatto una domanda articolata e complessa, a cui rispondo con una semplice, c’è da lavorare, non posso dire altro”.

lunedì 14 novembre 2022

Il Palermo risale fino a metà classifica.

Pisa e Palermo in pieno rilancio, vittoria per 3 a 1 dei toscani sul Cosenza, mentre il Palermo supera di misura il Parma e si porta a metà classifica, a quattro punti dalla zona playout e a quattro punti dalla zona play-off, grazie a una zuccata di Marconi sotto al diluvio della “favorita”, con il Parma arriva la seconda vittoria consecutiva per i rosa, che dopo i 3 punti di Modena, ne conquistano altri 3 al Barbera contro i crociati, tre punti fondamentali per il Palermo e la panchina di Corini, al termine di una partita intensa e combattuta sotto una pioggia battente.

Palermo con 15 punti in classifica, ma quella con il Parma non è stata una bella partita, ma la vittoria è stata sofferta, ottenuta con il cuore e con grande sacrificio, il Palermo dà continuità alla vittoria con i canarini, Corini conferma lo stesso undici di Modena, ancora Gomes in campo dal primo minuto e la sua solidità difensiva, è tra i segreti della rinascita, facendo registrare una decisa inversione di tendenza rispetto alle precedenti settimane.

La retroguardia ha beneficiato di una maggiore compattezza del centrocampo, più dedita alla schermatura, all’interdizione e al pressing, grazie a giocatori come Broh e Gomes, che però tolgono fantasia e propositività in avanti, il Palermo ha cominciato bene la partita e va al riposo dopo una prima frazione di gara equilibrata e gradevole, a inizio ripresa la pioggia è aumentata di intensità e ha condizionato la velocità di costruzione della manovra di entrambe le squadre, il Parma ha aumentato il proprio ritmo, ma all’ora di gioco è arrivato il vantaggio del Palermo con Marconi.

Il Palermo sta pensando di sostituire Elia e per farlo dovrebbe effettuare qualche cessione, i papabili sono: Lancini, in scadenza a giugno, Damiani e Soleri che hanno trovato poco spazio in stagione, quindi a gennaio il Palermo potrebbe cercare il sostituto di Elia, che dovrà restare fermo da 4 a 6 mesi per l’infortunio al ginocchio e a quanto pare le possibilità dovrebbero essere due: puntare su un under o cedere uno o più elementi inseriti nella lista over, per puntare su un profilo più esperto.

Il Palermo a gennaio tornerà sicuramente sul mercato e quasi sicuramente cercherà un esterno da affiancare a Valente, un’alternativa valida anche a partita in corso, le idee sono molte ed arrivano tutte dal mercato degli svincolati, che propone nomi low cost interessanti per la categoria, uno potrebbe essere Cerci, giocatore di 35 anni al momento svincolato, l’ultima esperienza è stata all’Arezzo in Lega Pro e in 15 partite non ha mai segnato.

Cerci non mi fa impazzire per niente, mi garba tantissimo invece Ragusa, siciliano doc, ha fatto molta Serie A ma soprattutto tantissima Serie B, con 245 partite, 40 gol e 25 assist, sicuramente è una certezza per la serie B, esterno offensivo di 32 anni è dotato di estro e velocità, un altro potrebbe essere Kingsley Boateng, 28enne esterno d’attacco di piede destro, 6 gare in Serie A e poi la serie B con il Catania, 3 gol e 3 assist in 41 partite, infine Cabezas, esordisce in Italia in Serie A nell’Atalanta, poi va in prestito al Panathinaikos e all’Avellino, tornato in patria gioca altre ottime stagioni, prima del ritorno in Europa con il Kocaelispor, io tra questi scelgo Ragusa tutta la vita. 

domenica 30 ottobre 2022

A Modena vittoria scacciacrisi

Tre punti fondamentali per il Palermo e per Corini, a firma del capitano Brunori su rigore e di Valente, le reti sono arrivate nelle uniche azioni pericolose per i rosa, provvidenziale il rigore su Di Mariano e realizzato da Brunori, che ha messo in discesa la partita, il colpo di grazia lo assesta Valente, qualche secondo prima della fine del primo tempo, andare al riposo sul 2 a 0 è molto diverso che farlo sull’1 a 0.

I gol sono arrivati negli unici due tiri in porta fatti dai rosanero, per me male il Palermo, che è ancora una squadra senza gioco e senza identità, il Modena non meritava di perdere e figuriamoci di perdere 2 a 0, il Palermo dopo l’1 a 0 si è messo subito basso, mettendo in campo la maggiore qualità e forse anche esperienza, perché Nedelcearu e Pigliacelli (prestazione superlativa) hanno tenuto a galla i rosa, permettendogli di portare a casa la vittoria.

Inizio modulo

Il Palermo rialza la testa dopo un momento complicato e ritrova ossigeno con una vittoria importante, importante come una parata decisiva di Pigliacelli, per me ancora un brutto Palermo, che è riuscito a “sbancare” Modena e ora è tornato a trovarsi ad un solo punto di vantaggio sui playout e ha pure agganciato proprio i canarini, dopo essere stati a secco di vittorie per oltre 50 giorni.

La partita era già stata indirizzata dopo pochi minuti, dal rigore concesso dall’arbitro per una trattenuta di Magnino ai danni di Di Mariano, il Modena ha provato a reagire, forse senza troppa convinzione, decisivo è stato Pigliacelli, che con i suoi interventi ha difeso il risultato in più occasioni, comunque bel colpo del Palermo, che torna alla vittoria, scaccia la crisi e rimanda di qualche settimana l’esonero di Corini, perché la prestazione è stata al di sotto delle sue possibilità della squadra, nonostante la vittoria.

Prima vittoria in trasferta in campionato, che traghetta i rosanero fuori dalla zona retrocessione, un successo importantissimo per la classifica, ma anche per il morale, forse suggella la pace con i tifosi, ma la squadra non ha mostrato nessun miglioramento, mi auguro che questi tre punti, siano i primi di una lunga serie, visto che contro il Modena, l’unica novità è stata la prova di compattezza e di solidità. 

Solidità portata da Gomes e forse anche da Valente, però questo è un Palermo “rosicone”, una squadra che può rubare punti per la salvezza e niente più, Corini deve lavorare su una squadra che giochi per imporre il proprio gioco, che sia propositiva, deve rivalutare giocatori come Stulac e Saric, nonostante i cambi, il Modena con il passare dei minuti perdeva sempre più sicurezza e Corini per non rischiare, è passato dal 4-3-3 al 5-3-2, ma non incontreremo sempre il Modena.

Non la considero una partita perfetta, i rosanero hanno sofferto le incursioni dei padroni di casa, anche se questa vittoria potrebbe essere la partita della svolta, il Palermo è stato cinico e concreto, d’accordo che in questo campionato servono anche queste prestazioni e queste vittorie, peccato però che avvengono raramente, servono solo a muovere la classifica e a far respirare Corini.

Terzo risultato utile consecutivo, però con i tre punti, il pareggio è come la sconfitta e questi tre risultati utili sono come il bicchiere mezzo vuoto, servono solo a salvare, per me solo per poco, la panchina di Corini, non trema Tesser, almeno così dicono da Modena e allora, la presenza dell'ex tecnico Ballardini presente allo stadio, se non era lì per Tesser, si trovava lì per Corini.

Prima di questa partita, Tesser non rischiava nulla e invece Corini, con i due pareggi casalinghi e dopo tutte quelle sconfitte rischiava tantissimo, a pensar male si fa peccato, però spesso ci si azzecca, in fin dei conti oltre al risultato, quello che conta è, che i padroni di casa hanno giocato all'attacco e il Palermo tutto raccolto sotto la linea della palla, salvato in più occasioni da Pigliacelli, non si tratta di rischi previsti quelli corsi dal Palermo, ma dobbiamo dire che sono stati demeriti del Modena.

 Il Riese torna alla vittoria, perentorio 3 a 0 al Contea.

Il Contea si è rilevato avversario veramente modesto, il Riese si è reso protagonista di una gara attenta e ordinata, è mancata come spesso accade, la cattiveria sottoporta, tant’è che si può parlare di risultato bugiardo, perché oltre ai tre gol, splendido quello di Antei al volo dalla trequarti, che si insaccato all’incrocio, il Riese si è divorato ben 12 conclusioni a tu per tu con il portiere avversario.

Il tiro in porta che lambisce il palo e va fuori, a portiere battuto, sta diventando il marchio della casa, ad ogni partita gli attaccanti di Mister Crisà, di tiri che fanno la barba al palo ne fanno 4 o 5, stavolta si sono superati e ne hanno sbagliato clamorosamente ben 12, la pochezza dell’avversario, non ha potuto stabilire se la squadra si è scrollata di dosso l’atavica “antipatia” a marcare l’avversario.

Il risultato di 3 a 0, messo in cassaforte già a fine del primo tempo, ha permesso alle seconde linee, di avere anche loro un momento di gloria, bene l’esordio del 2008 Favaro (gli allievi sono 2006 e 2007), ancora una buona prova del 2007 Bizzotto, Graziotto e Coletti sono andati ancora una volta a rete, anche se non hanno fornito una prestazione al loro livello, perfetto e recuperato nel ruolo Pozzati.

La nota negativa è l’insofferenza che continua a denotare Soligo, eppure nella giornata precedente, aveva fatto una buonissima prova con la Juniores, finisce 3 a 0 la sfida tra Riese e Contea, i gialloblu tornano alla vittoria dopo il pareggio di domenica scora con il Caerano e dopo quattro turni senza vittoria, la prova analizzata dal tecnico Crisà, intervenuto nel post gara:

“Oggi abbiamo giocato di nuovo con il 4-3-3, anche se con interpreti diversi e non ha dato le stesse indicazioni, è un 4-3-3 flessibile, che ci consente di essere più aggressivi e coprire meglio gli spazi, certo, bisognerà vederlo con avversari di più alto livello, oggi abbiamo sviluppato meglio il nostro gioco, stiamo lavorando su questo sistema, che è il mio preferito e che al tempo stesso mi dà la possibilità di utilizzare meglio, tutta la quantità di attaccanti a mia disposizione.

Soligo è partito molto bene in questa stagione, dopo, un po' come tutti è andato in difficoltà, si tratta di una difficoltà mentale, l'ho sempre schierato da titolare perché ha grandi qualità, ma adesso credo che un po' di panchina gli farà bene, come pare abbia fatto bene a Pozzati". 

Non è stata la nostra partita più bella in campionato, la davanti riusciamo ad essere sempre pericolosi, anche se sbagliamo tantissimo, sapevamo che oggi non potevamo sbagliare, speriamo che abbiano capito che non va sottovalutato mai nessuno, il vero step importante sarebbe vincere le prossime due partite e poi provare a fare risultato a San Gaetano, dalla prova di oggi, ci portiamo tante situazioni positive, ma anche tante cose che possiamo e dobbiamo fare meglio, la crescita dei singoli sarà molto importante". 

martedì 25 ottobre 2022

Ci ha sorpassato anche il Como, adesso è piena zona retrocessione.

Partita noiosa al Barbera, il Palermo doveva vincere a tutti i costi e invece è uscito dal campo con gli oramai consueti fischi finali, dopo uno scialbo pareggio a reti bianche col Cittadella, che non fa nulla per impensierire i rosa, che si sono proposti con il solito poco carattere e con una fase offensiva praticamente nulla, se si eccettuano un paio di buoni interventi del portiere Kastrati.

La vittoria non è arrivata neanche questa volta, quella tanto auspicata vittoria, scacciacrisi, di ripartenza e salva allenatore, ma a quanto pare non è successo nulla di tutto questo, la crisi non è stata scacciata, di ripartenza neanche l’ombra e il paventato esonero di Corini, a cui erano state date due partite per salvare il posto, non è stato neanche realizzato.

La sperava nostra e il dovere dell’allenatore, era e doveva essere di staccarci dalla zona retrocessione e invece abbiamo ottenuto la risposta contraria, nulla di tutto questo è accaduto, anzi, il Palermo ha compiuto sostanziali passi indietro, anche e nonostante la cifra tecnica del Cittadella sia inferiore a quella dei rosa, il Palermo non è quasi mai riuscito a mettere in vera difficoltà Kastrati.

Volontà, intensità ed impegno di certo non sono mancati, il Palermo è stato generoso e vigoroso, ma povero di qualità e contenuti tecnici, mancano schemi offensivi efficaci e resta aggrappato alla sola tenacia dei singoli, un altro risultato deludente, che giustamente alla fine è stato fischiato del pubblico, che ha sottolineato la situazione di grande difficoltà.

Palermo e Cittadella continuano a non vincere: entrambi non vincono da cinque partite, terzo pareggio di fila per la squadra di Gorini, secondo di fila invece per i rosanero, zero gioco e marcia da retrocessione, la classifica ora è preoccupante, è normale che il Palermo dovrà immediatamente ripartire, ma tra il dire e il fare come sempre c’è di mezzo il mare, ovvero un allenatore capace di invertire il trend negativo e che non è Corini, contro il Cittadella il Palermo ha evidenziato tutte le criticità e la classifica è impietosa, quando lo capiranno anche il presidente Mirri e la proprietà, spero che non sia oramai troppo tardi. Inizio modulo

Fine modulo

Il Palermo di Corini e sottolineo di Corini, non lascia dubbi per il futuro, la classifica adesso è preoccupante, il Palermo è in piena zona retrocessione e preoccupa la prospettiva futura, per una squadra apparsa desolante e disarmante, punti, gol realizzati e subiti, sono numeri che parlano chiaro e per cui è inderogabile ripartire subito.

La situazione va vista con grande attenzione, i numeri e non solo quelli sono impietosi, ci sono ancora le possibilità di risalire la classifica per raggiungere la salvezza tranquilla, anche se non è quello a cui questa squadra può ambire, non sono più ammessi alibi per nessuno, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, perché adesso servono i risultati, a Palermo sono arrivati ottimi giocatori per la categoria, che al momento non stanno rendendo.

Il rendimento di un calciatore, dipende molto dall’allenatore che li allena, sarò pure monotematico, ma i fatti dicono questo e sono incontrovertibili, i tifosi hanno spinto e sostenuto la squadra fino alla fine, poi però al 90esimo hanno espresso tutto il loro disappunto, con fischi assordanti all’indirizzo dei calciatori presenti sotto la Nord e che hanno avuto il coraggio di metterci la faccia, cosa che non hanno fatto il tecnico e la società, a cui i fischi erano rivolti principalmente, nonostante non fossero come i calciatori sotto la curva.

 

 

 

Pirotecnico 3 a 3 del Riese contro la capolista Caerano.

 Si è trattato del primo pareggio stagionale per entrambi, il Carano stoppa la serie di 5 vittorie consecutive, mentre il Riese ferma la serie nera delle 3 sconfitte consecutive, sicuramente in termini di gioco e di occasioni, il Caerano meritava di più, ma alla fine il risultato è giusto e premia la caparbietà dei ragazzi di Crisà, tornati a giocare il calcio che li aveva visti vittoriosi nelle prime due giornate.

È un pareggio, che ottenuto in casa delle capolista ha il sapore della vittoria, anche se muove solo la classifica, che per i gialloblu è un po' deficitaria, mancano almeno 3 punti, che dovevano arrivare se non con il Montello, almeno con il Fossalunga, ma la cosa più importante oltre al risultato, è la possibile ritrovata compattezza della squadra e la tenuta mentale, che in un tipico mattino autunnale di Treviso, ha tirato fuori una delle partite più emozionanti di questo inizio di campionato.

In verità il Riese ci aveva abituato a questo tipo di partite, la rimonta da 0-2 a 3 a 2 con il Postioma, l’altro 0-2 poi rimontato in 4 a 2 con il Giavera e anche quello della terza giornata con il Pederobba, ancora 0-2, poi 2 a 2 e infine la sconfitta di misura la vittoria del Fossalunga nei minuti finali, adesso questo pirotecnico 3 a 3, che tutto sommato ridà fiducia ai gialloblu, vede il bicchiere mezzo pieno, in questo primo quarto di campionato.

Un 3 a 3 che ha avuto il suo epilogo nel finale, gli ospiti passano avanti nel primo tempo, con un rigore realizzato da Antei (in dubbio per la gara), i padroni di casa pareggiano al 45esimo, con il solito errore di posizionamento, stavolta è Basso a lasciare partire il terzino, che crossa e il Caerano pareggia, finisce su questa azione un primo tempo pressoché equilibrato.

I biancorossi del Caerano cominciano il secondo tempo all’attacco e dopo pochi minuti pareggiano, sembrava l’epilogo di una partita come le ultime e invece il Riese gioca, ringhia e trova la forza nei nuovi entrati Pozzati e Graziotto, di ribattere colpo su colpo alla più quotata Caerano, giocando molto di rimessa e su uno di questi contropiedi, con la complicità del portiere bianco rosso, Coletti ribadisce di testa in rete al 60esimo.

A quel punto il pareggio è prezioso e sarebbe un ottimo risultato, bisognava stringere i denti e fare molta attenzione dietro, dote che al momento non è primaria nel Riese, il Caerano non ci sta, aveva già messo i 3 punti nella loro tabella di marcia e attacca a tutto organico, il Riese si difende bene e punzecchia con veloci ripartenze, ma non basta, ancora una volta Basso si fa sfuggire il suo terzino che entra in area e segna il 3 a 2 per i locali.

Il Riese però non molla e al contrario delle ultime due sconfitte, tira fuori l'orgoglio e in pochi giri d'orologio la pareggia, grazie all’eurogol di Graziotto all'82esimo, che da fuori area lascia partire un tiro tanto forte quanto preciso, che si insacca all’incrocio dei pali, rendendo vano il tentativo di parata del portiere, ma non è ancora finita, c’è ancora da lottare e portare a casa un prezioso pareggio, che più per la classifica servirà per l’autostima dei ragazzi.

Finisce pari dopo sei minuti (5+1) di recupero, il Riese resta al settimo posto con 7 punti in classifica e a 7 punti dalle ultime ancora a quota zero e la prossima gara vedrà difronte proprio il Riese contro il Contea.

Mister, è ritornato il Riese compatto e battagliero che avevamo ammirato nelle prime due giornate?

“beh! Lo spero, il Riese è sicuramente questo e con ancora molti margini di miglioramenti, se i ragazzi hanno capito, che le partite non sono vinte prima di ancora di averle giocate e rispettano gli avversari, allora si! siamo tornati”. 

martedì 18 ottobre 2022

La vittoria non arriva neanche con il Pisa.

 










Se la vittoria non arriva nemmeno con la terzultima in classifica, quando deve arrivare? Al di là dell'incapacità di gestire il doppio vantaggio, per ben due volte l'inerzia della gara è passata a favore del Pisa, sia nella seconda parte del primo tempo, che nella seconda parte del secondo tempo, è chiaro a tutti, che segnare tre gol in una partita, è potuto succedere solo perché abbiamo incontrato il Pisa.

Tre gol e un solo punto contro la terzultima non basta e quel qualcosa che si è mosso nella squadra di Corini, sul piano del carattere e del dinamismo è poco, veramente troppo poco, è invece grande, molto grande il rammarico, per una nuova svolta che poteva esserci e non c’è stata, non è servito il primo gol di Di Mariano e non è servita la doppietta di Elia o perlomeno, sono serviti ad evitare un’altra sconfitta.

Ora non tanto il risultato, ma quanto la reazione emotiva per le esclusioni eccellenti di Stulac e Saric, che è stata appena accennata, il centrocampo “operaio” può avere “pagato”, contro una squadra impegnata a non retrocedere, ma non pagherà contro squadre di ben altro spessore, Claudio Gomes può tornare utile per spezzare il gioco avversario, ma qui si tratta di andare a vincere, anche in modo "sporco", ma conta prima di tutto fare il risultato.

Anche perché abbiamo visto che il centrocampo “operaio”, il centrocampo di rottura, non è riuscito a gestire il vantaggio, poi se c’è qualcuno che vuole ridurre una partita giocata in maniera mediocre dal Palermo, in partita sfortuna per il gol mancato da Brunori o per il palo di Vido nel finale, dico che il calcio è questo, ma non giudico positiva la prestazione del Palermo.

Sono un tifoso rosanero e non sono un tifoso di Baldini, però quel Palermo mi entusiasmava e questo no, poi se me lo devo fare piacere per forza, perché Corini è stato il nostro capitano e non si può contestare come allenatore, questo no, sono d’accordo che questo risultato lascia l'amaro in bocca, ma anche la vittoria a questa squadra, non sarebbe servita per ripartire.

Costruire da qui la salvezza? inorridisco, la squadra era stata pensata e vale tanto di più di una salvezza, certo adesso è questo l’obiettivo a cui puntare, per una squadra che a fine primo tempo vinceva 2 a 1 e che paradossalmente era il Pisa ad avere giocato meglio del Palermo, così come nel secondo tempo, dove i rosa avevano trovato solo due reti dopo un sacco di tempo che non segnavano più.

Il Palermo “operaio”, è fatto di corsa, pressing, poco possesso palla e poche geometrie, molto contropiede, come le peggiori squadre della serie C e qui emergono i limiti del Palermo “operaio”, un Palermo rocambolesco come tutte le squadre di bassa classifica, che non hanno equilibrio, rocambolesco come il 3 a 3 frutto di episodi e di errori, che muove solamente la classifica, frase che a fine del calcio mercato estivo, non pensavo di dovere pronunciare.

Il Pisa, anche se sotto in classifica di un punto, rispetto al Palermo si è dimostrato decisamente superiore sul piano del palleggio, dell'organizzazione di gioco e per tecnica individuale, tanto che il Palermo ha subito a lungo il Pisa, i rosa anche se hanno offerto una prestazione generale migliore, hanno manifestato però ancora l’assenza, di una affidabile identità tattica.


Coletti e compagni, affondano sulle incursioni avversarie.

Non si risveglia l'attacco del Riese e non smette di tremare la sua difesa, si inquadra così la sconfitta per 3 a 0 contro il Fossalunga, quello difensivo è il reparto più in difficoltà di questo avvio di campionato, forse anche a causa di alcune indisponibilità, la retroguardia che è cambiata più volte, sia negli uomini che nella disposizione tattica, ma continua a prendere troppi gol.

Troppi 15 gol in 5 partite, di cui solo 8 nelle ultime due, fra l’altro con le due squadre più abbordabili, non si può pretendere di vincere le partite, se mediamente devi recuperare tre gol a partita, è una media inaccettabile, ma intanto non si riesce a venire a capo di questa situazione.

Il continuo arrivo di giocatori (di secondo piano), unita alle normali e costanti assenza, rendono ancora più difficile l'amalgama della squadra e di conseguenza della fase difensiva, perché nel bene o nel male, in attacco nonostante non si sia segnato nelle ultime due gare, le occasioni da rete si creano, anche se poi finiscono di poco allato, o vengono parate dal portiere o meglio ancora finiscono sul palo.

È un dato preoccupante, questo delle quindici reti totali subìte fino a questo momento e la prossima partita, il Riese va a fare visita alla capolista Caerano, sentiamo cosa ha da dire l’allenatore del Riese:

"Non riusciamo a fare bene la fase difensiva con i centrocampisti, che mollano spesso i loro avversari e mettono costantemente in crisi i difensori, che si trovano a sua volta, a dovere fronteggiare due e a volte tre avversari contemporaneamente, non riusciamo a giocare “uomo su uomo” come vorrei e non riusciamo mai ad avere otto uomini dietro la linea della palla”.

Ma effettivamente alla fine avete subito pochi tiri:

“Si! Effettivamente devo dire che Danieli, Antei e Troietto, che però oggi era assente, riescono anche se con affanno a limitare i danni, non mi piace parlare dei singoli e tanto meno parlarne male, ma fino al 35esimo, fino all’errore di Cuccurolo, che non è uscito nella sua area piccola, sul cross che poi ha portato al primo gol di testa degli avversari, aveva solo dovuto parare l’ordinaria amministrazione”.

Ma poi cosa scatta nella testa dei centrocampisti che mollano l’avversario:

“Beh! Io una spiegazione ce l’ho, mentalmente non sono abituati a mantenere per lunghi periodi la concentrazione e alla prima difficoltà che nel nostro caso è il primo gol, vanno in tilt”.

Però la squadra se pur in maniera confusionaria, riesce a creare azioni da rete:

“non mi piace parlare di sfortuna, sicuramente siamo noi poco abili nel tirare in porta, difatti mi consola il fatto che atleticamente stiamo bene, perché chiudiamo tutte partite in attacco e che riusciamo comunque a creare tanto, l’ago della bilancia sta proprio a centrocampo, dobbiamo riuscire a fare meglio, ma forse meglio è troppo poco, dobbiamo fare bene la fase difensiva, non ci sono santi”.

Quindi spera di riuscire contro il Caerano, ad avere una squadra almeno più ermetica è possibile:

“Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche, non che non lo abbiamo fatto, ma perché la prossima partita è con una squadra che fa paura, dobbiamo cambiare intensità mentale, abbiamo lavorato questa settimana sui movimenti in attacco, associati ad un altro modulo, ma ci sono altre cose su cui dobbiamo lavorare, l’uomo su uomo per esempio e dobbiamo ripartire da questo”.

"C’è rammarico, forse non abbiamo disputato una buona partita, però siamo riusciti a portare tante volte la palla dall’altra parte, il gol lo meritavamo e forse anche qualcuno in più, dispiace a livello generale, ma è mancata una buona copertura a centrocampo, dispiace perché era importante vincere questa partita, per dare un segnale di compattezza”.

“All’inizio abbiamo preso un palo clamoroso con Coletti, che avrebbe potuto cambiare la partita, dobbiamo tornare a giocare con grande determinazione e lucidità, come abbiamo fatto nelle prime due partite, fattori che sono mancati nelle ultime uscite, era una partita che si doveva assolutamente vincere, adesso è tutto da rifare, rimandiamo la ripartenza ancora una volta, alla prossima gara contro il Caerano o a quella ancora contro il Contea.