giovedì 6 agosto 2020

Boscaglia chiede garanzie.

A Chiavari sono certi che il presidente Gozzi ha scelto di non continuare con Boscaglia la prossima stagione, quindi Boscaglia non allenerà la Virtus Entella e potrà provare a trovare l’accordo con il Palermo, si tratta infatti di una delle figure scelte dai rosanero, perché esperta e che conosce molto bene la categoria.

Boscaglia ha già all’attivo due promozioni in Serie B, con il Trapani (addirittura vincendo la serie D, la C/2, la C/1 e al salvezza in B) e con la Virtus Entella (promozione e salvezza in B), questo è quello che il Palermo vuole ripetere con il tecnico gelese.

Fra le altre cose il tecnico siciliano è in grado di valorizzare i ragazzi messi a disposizione dalla società, senza tante pretese di mercato, dopo Caserta, Boscaglia è il tecnico preferito dal Palermo (approvo) e ogni ora che passa si avvicina sempre più ai colori rosanero, ma non mancano le difficoltà.

Boscaglia a chiesto garanzie al Palermo e sicuramente si tratta del contratto di un anno con opzione, come vi dicevo è un contratto che si fa in situazioni disperate e con allenatori alla canna del gas, non si fa con un allenatore con cui vuoi portare avanti un programma almeno triennale, lo fai con un tecnico di cui non ti fidi, di cui non sei sicuro del suo lavoro e del suo valore.

A questa difficoltà, nelle ultime ore se ne aggiunta un'altra, difatti su Boscaglia è arrivato dopo la sconfitta nei play off, l'interesse anche dell'Empoli che il prossimo anno punterà alla promozione in Serie A, quello dell'assalto alla Serie A potrebbe essere un richiamo irresistibile, quindi potrebbero non essere tempi brevi per arrivare all'accordo con Boscaglia. 

Castagnini e Sagramola che sono uomini di calcio, sanno che per avere il si dell’allenatore che seguono da mesi, devono mettere sul tavolo un triennale, come ho io detto prima e a quanto pare per convincerlo ad accettare, nelle ultime ore è stata formulata questa proposta che è anche la richiesta del tecnico.

Con l’avvicinarsi del ritiro precampionato (la cui data rimane ancora incerta), si intensifica anche l’attività di calcio mercato e gli incontri con i rappresentanti dei calciatori, tra cui quelli per Ambro e Saraniti, per Ambro in realtà si tratterebbe di un addio, il calciatore se pur confermato, non gradisce di restare in prova e ha deciso di cambiare aria.

Di fatto sembrerebbe che Ambro non abbia ancora deciso, vorrebbe maggiori garanzie ed è previsto un incontro con Castagnini, in fin dei conti si tratta di un ‘99, apprezzatissimo prima del ritorno a Palermo e anche se non ha già giocato moltissimo, ha un’esperienza in Serie C con la Feralpi Salò.

Per lui si sono mosse diverse squadre di D e qualcuna di C, Ambro sta temporeggiando, vorrebbe restare a Palermo, ma piuttosto che restare in prova, meglio un’offerta di una categoria minore, Ambro comunque sta continuando a lavorare al Barbera con Floriano, Santana e Corsino.

Per Saraniti invece si tratta proprio di provare a chiudere la trattativa che ormai dura da un anno, come tutti sappiamo è l'attacco il reparto che richiede maggiori rinforzi e l'acquisto del 32enne Saraniti di proprietà del Lecce, sembrerebbe molto vicino, la scorsa stagione ha giocato nel Vicenza, ma ha realizzato solo 3 gol in 22 presenze, non mi sembra l’attaccante che serve al Palermo.

Discorso diverso invece per il 28enne Comi, per il quale sembra ci sia un ritorno di fiamma, l’attaccante di quattro anni più giovane di Saraniti e forse di esperienza maggiore (conta 7 campionati di serie B e 3 di C), è attualmente alla Pro Vercelli dove quest’anno ha segnato 6 reti in 24 partite, in realtà è più una seconda punta e anche lui ha il contratto in scadenza nel 2021, è chiaro che per una prima punta bisogna parlare almeno di 20 gol.

Comi piace da sempre al Palermo, l’anno scorso l’attaccante non se le sentita di passare dalla B alla D, stavolta potrebbe accettare la proposta, però Sagramola e Castagnini prima di muoversi vorrebbe aspettare l’allenatore,  stesso discorso per Saraniti che ad onore del vero, tre stagioni fa è stato uno dei protagonisti della promozione del Lecce, con solo 5 gol però nel girone di ritorno.

Gli ottimi rapporti col Lecce, presto porteranno il Palermo a discutere del futuro di Felici, per cui molto dipenderà anche da Liverani, la retrocessione in Serie B del Lecce ha complicato i piani del Palermo per la conferma di Felici, perché il Lecce proprietario del cartellino, potrebbe decidere di tenerlo per la Serie B, infine dopo il fallimento del Siena, Palermo Avellino e Catanzaro hanno già avviato i contatti per l’attaccante classe ’92 Polidori.


martedì 4 agosto 2020

Fumata grigia fra Gozzi e Boscaglia.

Il Palermo guarda con attenzione la questione legata a Boscaglia e all'esito dell'incontro con il presidente dell'Entella, il tecnico che con l’Entella ha fatto quello che il Palermo vorrebbe facesse con lui, in due anni ha riportato la squadra in serie B e l’ha salvata con una giornata d'anticipo, Boscaglia ha un contratto fino al 30 giugno 2021, ma il presidente dell’Entella non ha ancora deciso, se continuare con il tecnico siciliano (e quindi procedere al un allungamento), oppure liberarlo definitivamente, per dare a Boscaglia la possibilità di allenare il Palermo nella prossima stagione.

Il nome del nuovo allenatore che stenta ad arrivare e un mercato fermo, non sono il massimo per cominciare questa nuova e importate avventura, sono stati contattati dieci allenatori (come dice la società) e meno male che in 8 hanno detto di no, perché non erano all’altezza del Palermo,  solo per due di questi, la speranza che possano accettare non è ancora svanita.

Uno è Boscaglia come abbiamo ampiamente discusso, il cui futuro dovrebbe decidersi nelle prossime 48 ore ed è notizia dell’ultimo momento, che l’altro dovrebbe essere Liverani, Sagramola sta cercando di convincere, dissuadendolo dalle altre sicure richieste, che per Liverani rappresentano ben altre ambizioni.

Di sicuro Liverani non rinnoverà con il Lecce, ma trovo al quanto improbabile che accetti Palermo per un anno e opzione per il secondo legato ai risultati, una Serie A o una serie B, magari giocata per vincere, non sono la stessa cosa, serve altro per convincerlo e intanto Caserta non è più l’allenatore della Juve Stabia.

Il divorzio era nell’aria e ora è ufficiale, determinante è stato il finale di stagione, che oltre alla retrocessione con le vespe, ha scalato verso il basso pure le gerarchie nel Palermo, Sagramola lo considera ancora in ballo, credo come ultima soluzione, perché è pur sempre un tecnico retrocesso, che ha fallito al suo primo esame importante, la stessa cosa non vale per Liverani, che potrebbe essere quanto di meglio il mercato può offrire.

Non c’è ancora l’allenatore, ma i nomi di vari attaccanti accostati al Palermo, si susseguono con frenetica cadenza, oggi è l’ora del 26enne Biasci del Carpi.


lunedì 3 agosto 2020

Palermo, la piazza spaventa i tecnici.

E’ una cosa che non si può sentire, ha davvero dell’incredibile sentire che un tecnico, giovane o navigato che sia, abbia paura di accettare una piazza come quella di Palermo, come al solito le cose sono due, o qui ci stanno a prendere per i fondelli e nascondono la verità, oppure fanno bene a non venirci, perché vuol dire che sono tecnici “fasulli”, senza palle.

A due settimane circa dal ritiro pre-campionato a Petralia Sottana, la dirigenza del Palermo è ancora alla ricerca del sostituto di Pergolizzi, la candidatura più autorevole resta quella di Boscaglia, al netto della difficoltà della trattativa, perché l’ipotesi Caserta è da considerarsi decisamente tramontata, si continua a monitorare Vivarini che potrebbe lasciare Bari dopo la mancata promozione in Serie B, per me non è tutto questo grande tecnico, ma potrebbe costituire l’alternativa a Boscaglia, sicuramente di gran lunga migliore di Castori, che con Tedino rappresentano l’anti calcio, lo ringrazio personalmente per avere rifiutato.

Io posso capire che non voglia “rischiare” Corini, Grosso, Caserta o anche De Rossi, ma non penso che possa avere paura di allenare il Palermo un allenatore come Auteri, Braglia o Boscaglia, è una sciocchezza clamorosa, Liverani non viene perché ha altre possibilità e non perché ha paura di rischiare, Auteri non penso che faccia al caso nostro, lui vince il campionato sicuro, ma non è un tecnico per poi dare continuità al progetto.

Diciamo piuttosto che fra i tanti allenatori con cui si è parlato, non c’era quello perfetto, fin qui è stato per tutti: “si, però …”, ma da parte della società, io stesso che non ho responsabilità nella scelta, ho sempre detto che erano tutti buoni, ma non li vedevo adatti al progetto Palermo, la verità è che anche i dirigenti la pensano come me, l’allenatore per il Palermo c’è, ce lo hanno gli altri e da li non si muove.

Ecco perché si riapre la pista Boscaglia, perché tra quelli disponibili è il più adatto a coprire il ruolo, Boscaglia è così navigato che mai al mondo avrebbe la paura di rischiare di non allenare più, le cose buone fatte da Boscaglia, sono così tante, che anche un fallimento non inciderebbe nella sua carriera.

Vivarini dopo la mancata promozione per un punto, ma in questo campionato particolare, per me ha bisogno di un’altra grande piazza per rilanciarsi, perché il rischio di fallire di nuovo a Bari, è più elevato di quello di fallire a Palermo, certo in un modo o nell’altro, continuerebbe a vivacchiare in serie C tra esoneri e subentri, ma se dovesse vincere con il Palermo, otterrebbe la consacrazione, potrebbe diventare il nuovo Semplici.

Piuttosto dove sta il problema? Secondo me nella proposta, nel senso che non puoi proporre a Boscaglia, che sta trattando per allungare con l’Entella, un contratto di un anno più opzione per il secondo, che scatterebbe al raggiungimento di alcuni obiettivi, è chiaro che nessun tecnico, se non è proprio disperato, accetterebbe queste condizioni.

Ora, sembra che nella trattativa con l’Entella, siano sorti problemi tra il tecnico e il suo staff, questi problemi potrebbero essere la molla che può spingere Boscaglia a Palermo, ma sicuramente per due anni (serie C e B) e poi opzione per il terzo, stesso discorso penso che valga per Vivarini, attendiamo aggiornamenti, ma anche che il Palermo modifichi la proposta, non siamo più tra i dilettanti.


giovedì 30 luglio 2020

Classifiche a confronto, resta sempre a meno 2 punti.

Oramai è un chiodo fisso e mi piace confrontare questi due campionati, quello disastroso di quest’anno e quello miracoloso dello scorso anno, ma non preoccupatevi, ne avrete ancora fino a sabato, praticamente è rimasta aperta solo la questione retrocessione legata all’ultimo posto utile per evitare la B e se lo giocano Genoa 36 e Lecce 35, per noi sarà un onorevole sesto posto, che non ci eccitare più di tanto e che ci condanna ai preliminari.

Un sesto posto in classifica ottenuto con una giornata di anticipo, ma che ci vedrà impegnati a disputare tre turni preliminari, prima di accedere alla fase a gironi della competizione (non è una cosa così semplice), il Milan entrerà in ballo con il secondo turno di qualificazione il 17 settembre, dovesse passare questo primo step, sarà impegnato nel terzo turno di qualificazione il 24 settembre e infine se andasse bene pure quello, gli toccherebbe fare gli spareggi il 1 ottobre.

Come vedete non è poi così semplice, basta la tipica buccia di banana, per scivolarci sopra e trovarci di nuovo subito dall’Europa, anche se non è ancora tutto ufficializzato, perché, qualora la Roma vincesse l'Europa League, si qualificherebbe in Champions, con l’Italia che avrebbe cinque squadre nella massima competizione europea e con il Milan che andrebbe direttamente ai gironi di EL, lo stesso discorso non varrebbe per il Napoli, che se dovesse vincere la Champions, si libererebbe un posto in Europa League, ma verrebbe preso dalla quarta classificata che non farebbe più la Champions, quindi forza Roma.

Adesso però si devono infittire le trattative e i colloqui che sono in corso, Ibra continua a fornire prestazioni di qualità e mi sembra che non sia più il caso di prolungare i negoziati, ne da una parte e ne dall’altra, Ibra serve al Milan e il Milan serve a Ibra, Zlatan a Milano sta bene, è in salute, è la guida tecnica e caratteriale per i suoi “discepoli”, al Milan ha cambiato uomini e cose, chiudiamola qua! 4 milioni più un bonus Champions e la riconferma di un altro anno se Leao non sarà ancora pronto a prendere la sua eredità.

Si perché Leao è di un’indolenza senza fine, ma si vede che è un centravanti e che ha le qualità per diventare un fuoriclasse, in quella posizione è a suo agio e vede la porta come pochi, è svelto, ha fisicità, tecnica, estro e come Ibra anche un po’ di follia, manca solo in carattere.

Fosse per me avrei già deciso e non è detto che non l’abbiano già fatto anche loro, il centravanti giovane clone di Ibra ce lo abbiamo in casa e non dobbiamo comprarlo, a questo punto non cambierei niente (si fa per dire), o almeno sul modulo, Ibra unica punta centrale a fare crescere il suo figlioccio, con l’aiuto chiaramente di Pioli.

Forse lo hanno capito pure loro (gli addetti ai lavori), ecco perché gira una strana voce su Chiesa, perché invece di cercare una punta centrale, i soldi si possono spendere per il giovane viola, che potrebbe sistemarsi sull’esterno destro dei trequartisti (al posto di Castillejo), con un innalzamento del livello tecnico, fisico e realizzativo non indifferente, avremmo a destra quello che abbiamo a sinistra con Rebic, migliorando notevolmente l’attacco.

Chiesa in questa stagione ha visto diminuire il costo del suo cartellino, non viaggiamo più sui 70/80 milioni, ma siamo ora sui 50, l’Inter lo ha un po’ mollato e così pure la Juventus, al Milan verrebbe a giocare in una squadra dove l’allenatore lo conosce e nel suo ruolo preferito (ometto volutamente per un posto in Champions), vero è che la proposta sembra essere: “in cambio di Paquetà e Leao, ma Leao è li come per dire, Paquetà e i soldi di Suso, perché non credo che alla Fiorentina interessi Leao e che voglia fare l’operazione senza soldi.

Fin qui dei 75/100 milioni per il mercato non ne abbiamo utilizzati nessuno,  Castillejo e Saelemaekers completeranno la batteria dei trequartisti (c’è L’Europa League) e mancherebbe il  sostituto di Calhanoglu che potrebbe essere Miranchuk, o addirittura Bonaventura se venisse confermato (difficile).

A centrocampo le alternative a Bennacer e Kessie, sarebbero Roca (25 dei 75 milioni) e Pobega, all’appello mancherebbe Milenkovic, che a questo punto sarebbe da pagare come Miranchuk , con i 50 milioni restanti dei famosi 75, che con Gabbia (buone le sue prestazioni, sempre migliori) e Kalulu, andrebbero a completare in pacchetto dei centrali.

Mancano i due terzini e quelli verrebbero acquistati con le cessioni di Calabria, Rodriguez, Duarte, Musacchio e Krunic, diventa fondamentale però nel prossimo mercato, azzeccare le pedine giuste al posto giusto e consacrare la crescita di Leao.


lunedì 20 luglio 2020

Forse ci voleva tempo.


Sembra proprio così, anche se per me questo non vale per Giampaolo, che tra preparazione e campionato ha avuto la squadra a disposizione per quasi 4 mesi, in fondo se togliamo la parentesi virus e le ferie natalizie, Pioli ha avuto la squadra più o meno per lo stesso tempo, ha dovuto cambiare preparazione e metodologie in corsa e con una squadra demotivata.
Si rimpiange sempre Gattuso, intanto ricordo a tutti che è stato lui a dare le dimissioni, magari è stato costretto a darle, ma lui aveva ancora il contratto in essere ed è andato via, d’accordo, non gli volevano comprare i calciatori che voleva ed andato via, ma non li hanno comprati nemmeno a Giampaolo e Pioli, eppure al di là della posizione i punti sono gli stessi, dopo il quarto posto dell’anno scorso, la dirigenza parlò di migliorare “quel risultato” e lo ha fatto, con Pioli (o Spalletti) dall’inizio sarebbe stato un altro campionato.
Gli acquisti di Hernandez, Bennacer, Rebic e Leao, che la società aveva in mente di acquistare, non soddisfacevano Gattuso, che non li ha voluto aspettare, quindi non parliamo più di Gattuso, grande uomo, grande calciatore, grande motivatore e basta, con lui non c’è stata una crescita del Milan, la scorsa estate erano 5 o 6 quelli che potevano essere confermati, quest’anno saranno più del doppio, quindi è stato migliorato il risultato.
Il Milan adesso è una vera squadra, sicura, autoritaria, coesa, determinata e coraggiosa, è cresciuta nelle certezze e nell’autostima, è una squadra che ha una grande idea di gioco e che gioca con forza, ritmi elevati e velocità altissime (il mantra di Rangnick), nuovi (Bennacer, Kjaer, Saelemaekers, Rebic, Hernandez e Leao) e vecchi (Romagnoli, Donnarumma, Conti, Kessie, Castillejo e Calhanoglu) stanno crescendo, mentre Ibrahimovic ha portato classe e personalità.
Sapete che non sono un estimatore di Pioli, ottima persona, ma non pensavo potesse cambiare così tanto, pensavo si trattasse di un buon tecnico, ma non pensavo potesse fare questa “maturità” tecnica e diventare un tecnico altamente “moderno”, con idee che hanno permesso la trasformazione del Milan, Pioli è indiscutibilmente il padre di questa identità di gioco, che certifica la sua crescita come allenatore, rivedere un Milan in grado di competere per lo scudetto, non succedeva da quando c’era  Allegri.
Certo, bisogna avere delle certezze e non farsi travolgere da questo ottimo finale di campionato, ricordiamoci che c’è sempre il dubbio della sua seconda stagione di Pioli, ma anche che Sarri (può anche non piacere) è “maturato” dopo tantissima gavetta, non tutti sono grandi allenatori subito, quindi serve una valutazione decisa e puntare su Rangnick o su Pioli, ma l’importante è che non si stravolga l’organico e la formazione base.
Perché comunque sia Pioli lascerà una base importante, su cui Rangnick dovrà essere bravo a lavorare, migliorandola e senza sprecare il lavoro fatto da Pioli, evitando di rivoltare la squadra con l’innesto massiccio di nuovi giocatori, sicuramente giovani e forse senza esperienza, in questo momento la proprietà è chiamata ad avere le idee chiare e il coraggio di portarle avanti, con un programma preciso senza dimenticare che è arrivato il tempo dei risultati, specie per una squadra che ora ha: la mentalità di fare la partita e di imporre il proprio gioco, attraverso la consapevolezza dei propri mezzi.
Intanto si lavora per acquistare Rebic a titolo definitivo e a provare a strappare Ajer del Celtic alla concorrenza del Leicester per rinforzare la difesa, mentre Pobega rientrerà al Milan per iniziare la prossima stagione e poi a gennaio, si rifletterà sul suo futuro, accelerata per Szoboszlai, mentre sembrano raffreddarsi le piste per Jovic del Real Madrid e Milik del Napoli, sono invece in rialzo le quotazioni di Schick, ragazzo con enormi potenzialità, ma tutte ancora da scoprire, forse ci vuole tempo.

venerdì 3 luglio 2020

Fatto tutto, manca solo la firma

Il 20 giugno sono stato contattato dal direttore sportivo della Roxius di Rossano Veneto in provincia di Vicenza, ci siamo fatti una bella chiacchierata e alla fine dopo essere stati d'accordo su tutto, ci siamo presi dieci giorni di riflessione, per evitare che la scelta d'istinto potesse magari poi risultare azzardata.
Ci siamo risentiti il 30 giugno e abbiamo confermato: loro la volontà di affidarmi gli allievi e io quella di provare a cominciare un percorso, che fra un paio d'anni potrebbe portarmi in prima squadra, passando dalla Juniores, un esame che devo giustamente affrontare, la firma arriverà appena ritorno, nel giorno del raduno.
Partirà così a settembre (ultima settimana di agosto) la quarta avventura in veneto, le prime due fatte in provincia di Padova con le Juniores di Persantamaria e Facca, con un'esonero al Persantamaria dopo nove partite nonostante stessi facendo bene e le dimissioni al Facca dopo sei gare, in una situazione disastrosa.
Le altre due stagione invece le farò in provincia di Vicenza, la stagione scorsa l'ho trascorsa con i giovanissimi del Colceresa, una buona stagione terminata con l'arrivo del Covid-19, anche se in un periodo molto turbolento con la squadra, che stava portando all'esonero, 16 le gare disputate e 24 i punti presi, per una media punti di 1,5 e il sesto posto in classifica.
Se tutto andrà bene e gli irresponsabili permetteranno l'inizio del campionato, alla prima domenica di ottobre dovrei sedere per la 32esima volta in panchina in veneto, dopo le oltre 700 in Sicilia, 16 con i giovanissimi e 15 con la Juniores.

lunedì 29 giugno 2020

Non è stata una grande vittoria, ma è stata importante.

Se vogliamo, possiamo dire che il Milan ha finalmente ottenuto il primo successo con una big, che gli permette di restare attaccati al treno per l'Europa, seconda vittoria consecutiva in questa ripresa di campionato post Covid, il caldo della partita giocata alle 17 e 15, ha pesato tantissimo dando luogo ad una gara insipida.
Nella ripresa il Milan ha dato prova di stare meglio fisicamente e ha messo sotto la Roma, se pur in una partita con i ritmi bassi e gli innumerevoli errori individuali tecnico-tattici, prima Rebic su azione confusa e caparbia, poi con un rigore trasformato da Calhanoglu, il Milan ottiene un’altra vittoria che gli consente di tenersi aggrappato al treno Europa.
Il Milan resta settimo perché il Napoli continua a vincere, ma ha staccato di tre punti Parma e Verona, una cosa buona se vogliamo, in vista del calendario tremendo che avrà il Milan e visto che fino alla fine Verona e Parma stavano vincendo, è un settimo posto con vista da vicino su Napoli e Roma (non si sa mai dovessimo evitare anche i preliminari, cosa bella solo quando si fa sesso).
È  la prima volta che vi scrivo da un tablet, perché sono in vacanza in giro e ho una certa difficoltà, ma quanto prima tornerò a scrivervi dal mio pc, sotto un pergolato con una meravigliosa vista sul mare, aspettando un piatto di spaghetti alla norma, profumata e fumante, sarà anche le mia prima volta che passerò al mare 40 giorni di campionato che spero tanto non volino via tanto in fretta.
Tornando al Milan (motivo per cui siamo qua), dobbiamo cercare in tutti i modi di centrare il nostro obiettivo minimo, ci sarà da soffrire e da sudare, ma anche da mettere in vetrina qualche giovane da confermare, primo successo stagionale contro una squadra avanti in classifica, anche se la Roma a mio avviso non si è dimostrata molto forte.
Il Milan è stato bravo a gestire i ritmi e a non concedere quasi nulla all’avversario, sarà  stato complice anche il caldo, ma ha fatto tanti, troppi errori individuali, di altamente positivo c'è il fatto che il Milan ha vinto anche senza Ibra e comunque ha meritato la vittoria contro la Roma.
Roma che ha avuto il dominio della partita nella prima mezzora di gioco e dopo il “cooling break” come per incanto, ha lasciato che piano piano il Milan diventasse padrone del campo per tutto il secondo tempo.
Devo dire che mi è  sembrato abbia fatto bene Saelemaekers, in entrambi i suoi ingressi in campo e che l'assenza di Ibrahimovic si è fatta sentire poco, ma pensare di poterne fare a meno specialmente in questo periodo e da folli.
Così  come è  stato importante recupera Kjaer dall'infortunio, il danese ha sfoderato una prestazione importante e ha dato sicurezza al reparto, bravo in fase d'anticipo e nel gioco aereo, non si può  non confermare un giocatore preziosissimo per la crescita dei giovani.
Paquetà è apparso stranamente in buone condizioni, finalmente detta i tempi e ispira la manovra offensiva, oscurando quasi Bennacer, uno che anche contro la Roma ha mostrato grande classe e capacità di giocare a testa alta, cresce col passare delle partite Saelemaekers, che potrebbe essere il vice Theo per il prossimo anno.
Non avrà le accelerazioni che ha il francese, ma per il rapporto costi-età, può  essere riconfermato, un buon risultato il Milan lo ha avuto anche nel bilancio che si chiude tecnicamente solo con un passivo di circa 100 milioni, sul quale hanno pesato una serie di mancati introiti a causa della pandemia.
La proprietà ha tenuto a sottolineare che il Milan non ha una posizione debitoria preoccupante e questo ci fa ben sperare per la prossima stagione e per un programma di lavoro continuo negli anni. Servono acquisti da aggiungere ai già  presenti: Donnarumma, Romagnoli, Hernandez, Bennacer, Calhanoglu e Rebic, che possano portare il Milan ad una competitività più alta.
Uno di questi per il quale cresce sempre più la concorrenza sul mercato è Szoboszlai, se il Milan vuole prenderlo, deve accelerare, per non rischiare di perdere anche il suo sostituto, Koopmeiners dell’AZ Alkmaar.
Ma deve accelerare anche per l’attacco, la pista Jovic può anche essere trattata con calma, per Gaiach invece, il San Lorenzo aspetta chi attiverà la clausola da 13,5 milioni, una cifra che può essere raggiunta da chiunque.
Su Bakayoko, ora che il costo si aggira sui 20 milioni, cresce l'interesse della Premier League, che sarebbero disposti a tenergli invariato l'ingaggio e questo complica la trattativa.
In generale vorrei aggiungere un paio di cose, se continueremo con il 4-4-2 senza l'interscambiabilita’ dei ruoli sulle catene laterali, meglio passare ad una difesa a tre, Calhanoglu è e deve fare il trequartista, perché in questo ruolo ha dimostrato di essere pericoloso, bravo negli inserimenti e capace di supportare i compagni. Infine l'ultima riguarda
Rebic, non è un attaccante esterno e nemmeno una prima punta, è una seconda punta e deve giocare in coppia con Ibra o Jovic, con Calhanoglu alle loro spalle.