martedì 6 maggio 2025

Palermo sconfitto a Cesena e il finlandese fallisce un rigore.

Ci si attendeva una reazione d’orgoglio da parte della squadra di Dionisi, dopo il ko interno contro il Südtirol, invece un’altra prestazione piatta dei rosa, ha determinato l’ennesimo ko stagionale, un altro passo falso pesantissimo, che rischia di compromettere la corsa ai playoff, il Palermo ha giocato male, sotto ritmo, non riuscendo quasi mai ad accelerare la manovra.

Così è impensabile potere ambire alla promozione in serie A, con questi presupposti non ci si può approcciare agli eventuali spareggi, non capisco ancora perché, la formazione iniziale è stata parzialmente rivoluzionata da Dionisi e poi alla fine questa semi rivoluzione non ha pagato, chi ha giocato meno (Verre e Le Duaron) ha perso gli stimoli e non ha fornito il contributo che il tecnico si attendeva.

La seconda sconfitta di fila, ha fatto perdere ai rosa la sesta posizione, che adesso a 180 minuti dal termine della stagione, si giocano l’ingresso ai play off nelle due partite casalinghe contro Frosinone e Carrarese, il Frosinone è in piena lotta salvezza e la Carrarese è ancora in bilico per lo stesso obiettivo, il Palermo è arrivato al momento decisivo con il fiato corto e le idee confuse, servirà quindi la massima concentrazione, se non vuole rischiare addirittura di rimanere fuori dagli spareggi, nel caso di altri passi falsi.Inizio modulo

Tra incertezze ed errori, i rosa affrontano un finale thriller e per il Palermo ora è davvero questione di dentro o fuori, la frenata improvvisa della doppia sconfitta (Sudtirol e Cesena), ha fatto evaporare tutti i margini di certezza e alimenta i fantasmi di due stagioni fa, quando un pareggio beffa all’ultima giornata, costò l’ingresso agli spareggi al Palermo di Corini, che era al primo anno di serie B, dopo avere vinto gli spareggi insperati in serie C.

In quell’anno di serie C, è stato provvidenziale l’esonero di Boscaglia e l’arrivo di Baldini, il Palermo dell’allora presidente Sensi, nel campionato 2000-2001 ha esonerato l’allora tecnico Sonzogni a due partite dal termine della stagione, come adesso se vogliamo, una soluzione estrema potrebbe essere questa e come per certi versi lo è stato lo scorso anno, ma quella del 2000-2001 era una società, che se pur “lontana”, vicina e attenta alle dinamiche del campionato.

Allora è stato un tentativo disperato e anche fortunato, che ha dato la scossa giusta per andare direttamente in serie B contro ogni pronostico, saranno stati altri tempi, ma i calciatori di allora ci credevano, quelli dell’attuale Palermo non ci credono, non credono alla conquista degli spareggi promozione, non credono nella possibilità di fare il “miracolo”.

È una squadra assente, insulsa, perché, una squadra che vuole giocarsi i playoff nel miglior modo possibile e che vuole vincerli, non può avere questi problemi atletici, mentali e tecnici, ha una mentalità troppo perdente e continui blackout di concentrazione, specialmente nei secondi tempi, il tecnico rosanero, ha detto ai giocatori che è ora di cambiare l’atteggiamento e io dico: ma non poteva pensarci prima? Da quanto tempo dico che i rosanero non devono solo guardare avanti?

Adesso ogni errore può essere fatale, il margine si è assottigliato e credo che oggi l’esonero di Dionisi sia l’ultima carta da giocare, che inchioderebbe i giocatori alle loro responsabilità, togliendo a tutti un comodo alibi, speriamo che la dirigenza ne tenga conto e che faccia le giuste riflessioni, è chiaro che oltre il tecnico, le responsabilità sono anche della dirigenza e della squadra. 

A Cesena è stata una brutta partita, giocata a ritmi troppo bassi, non vedo il motivo di fare turnover a tre partite dalla fine e con la qualificazione ai play off in bilico, a Cesena la squadra che si è consegnata all’avversario, una squadra che ha collezionato quattordici sconfitte stagionali, con un Pohjanpalo che sgomita, ma non riceve palloni, con una squadra atleticamente piatta, che non riesce ad orchestrare la manovra, come si può pensare di potere essere promossi in serie A.

Il Palermo ha perso contatto con il Catanzaro, che ora è avanti e vede avvicinarsi Cesena e Bari a una sola lunghezza, Dionisi richiama (tardi) tutti alla realtà, gli ultimi 180 minuti della stagione non saranno una passeggiata e serve almeno uno straccio di reazione, uno scatto d’orgoglio per superare quest’ostacolo play off e per le partite secche, dove basta anche un solo errore per compromettere la stagione, se non è ancora compromessa.

Dionisi attacca, dicendo che le responsabilità sono di tutti, ammette che sono stati fatti degli errori da parte dell'allenatore e poi ci aggiunge i calciatori e i dirigenti, ha ragione su tutto e anche sul fatto che se non si danno una svegliata, da questo casino non se ne escono, poi fa il codardo, dicendo che un allenatore non segna o non subisce un gol, poi ritratta e difende i giocatori, dicendo che la responsabilità è sua.

Dionisi poi prova a fare da scudo alla squadra, confessando che l’obiettivo è ancora raggiungibile e che ci devono credere, ha ragione a dire ai suoi giocatori di tirare fuori gli attributi, adesso la corsa ai playoff si complica notevolmente, con il serio rischio di rimanere fuori dagli spareggi per la promozione, partite scontate non ce ne sono, dobbiamo essere più cinici, serve recuperare energie mentali e serviranno due vittorie obbligatoriamente, per evitare di pregiudicare l'accesso ai play off. 

lunedì 5 maggio 2025

Adesso sono a rischio pure i playoff.

 

Un’altra domenica da dimenticare, il Palermo è stato sconfitto pure dal Cesena e si complica ulteriormente la vita in ottica play off, un altro passo falso, che rischia seriamente di compromettere l'accesso ai playoff, adesso i rosa sono settimi, ma hanno dietro Bari e Cesena distanti solo un punto, Dionisi non ha confermato l’undici titolare e ha mandato in campo la squadra provata nella rifinitura, con una sola variazione, quella di Magnani che recupera in extremis ed è regolarmente in campo al centro della difesa.

Chiariamo che Dionisi non è l’unico responsabile di questa atroce disfatta, lo è Gardini, lo sono la maggior parte dei giocatori, ma l’allenatore ha la fetta più grande della responsabilità, è lui che guida la squadra da luglio, anche se Gardini ha fatto un errore gigantesco (volutamente), a non mandarlo via con De Sanctis a dicembre, è Dionisi che decide programmi e strategie ed è lui che il dieci mesi avrebbe dovuto dare almeno un’anima a questa squadra.

È lui che prende le decisioni, come quella di lasciare fuori Brunori (la vera anima della squadra) e Segre, che nelle ultime partite, al di là dei risultati, sono sempre stati i migliori in campo, è lui che avrebbe dovuto prendere delle decisioni forti (non farsi imporre sempre Gomes), decisioni che avrebbero fatto solo il bene del Palermo, invece no, ha preferito andare avanti nell’equivoco.

Ha preferito dare sempre la colpa ai suoi giocatori, cambiando sempre formazione, come è successo a Cesena, che ha voluto dare la colpa della sconfitta con il Sudtirol a: Baniya, Blin, Segre e Brunori, continuando a mescolare i giocatori e gli esperimenti, mettendo in campo sempre una squadra che non è mai né carne e né pesce, accettando sempre passivamente questo tipo di prestazioni, senza trovare mai adeguati rimedi, se non quello di tirare fuori qualcuno e cambiarlo con un altro.

Dionisi come suo solito, ha messo in campo 11 giocatori, senza curarsi dell’equilibrio tecnico tattico della squadra in campo, ha fatto giocare Diakitè da braccetto di destra, per punire Baniya per l’errore fatto contro il Sudtirol, non è che l’italo-turco sia Nesta, ma un errore lo commette chiunque e poi Diakitè braccetto e la soluzione dell’emergenza, non lo ha fatto quando ce n’era bisogno e l’ha fatto adesso?

Stesso discorso per Ranocchia in mezzo al campo al posto di Blin, quello non è il posto per Ranocchia, l’ex Juve è un trequartista, deve giocare dietro le punte o al posto di uno dei due trequartisti: Brunori o Verre, a parte il fatto che Ranocchia è fuori forma, magari proprio perché gioca sempre fuori ruolo e non sente più la fiducia dell’allenatore, penso che se chiedessimo a Ranocchia se vuole andare via dal Palermo, lui direbbe: “Si! Di corsa”.

Cosa che secondo me direbbero anche Segre, Brunori, Desplanches, Vasic, Le Douaron e Verre, a Cesena ci si aspettava una reazione della squadra, che invece forse per tutti questi malcontenti (anche Lund ha criticato la sua sostituzione) non c’è stata, anzi, aggravando la posizione del leader della squadra (Dionisi), che ha fatto scelte indecifrabili, come quelle iniziali di Cesena che non hanno inciso, così come le sostituzioni a “pioggia” operate nel secondo tempo.

Ancora una prestazione molto deludente, per una squadra partita per vincere il campionato e che ha totalizzato quattordici sconfitte, un gioco sempre molto deludente, un tecnico non è riuscito a dare la giusta mentalità, a una squadra già vincente, per spessore dei giocatori in rosa, per gli investimenti profusi e per gli obiettivi dichiarati, da una società tra le più solide e collaudate al mondo.

Non ci si può presentare a Cesena, in un incontro decisivo, con Diakité spesso in ritardo, con Gomes a corto di energie, con Pohjanpalo sempre isolato in avanti e che sbaglia pure un rigore, con Ranocchia fuori dal gioco e con Blin, Brunori e Segre in panchina (l’anima vera del Palermo) e non convincono ancora una volta i cambi fatti da Dionisi a partita in corso.

Adesso c’è anche il rischio di rimanere addirittura fuori dalla zona playoff, un esito che io avevo previsto e disastroso per una stagione, che diventerebbe totalmente fallimentare, nell’ultima giornata, che poi è diventata la penultima per la morte di papa Francesco, ci sarà Spezia-Cremonese e Sassuolo-Catanzaro, che saranno decisive solo per il Catanzaro.

Poi bisognerà vedere come si mette nel fondo la classifica, perché il Catanzaro incontra il Mantova, il Cesena il Modena, la Juve Stabia la Sampdoria, il Palermo la Carrarese e il Bari il Sudtirol, penso che tra questi, Cesena e Bari hanno lo scontro più abbordabile e come vedete non è ancora finita, questo Palermo ha fallito, ha fatto peggio del già brutto Palermo di Corini, nessuno è esente da colpe, anche i calciatori messi in campo a cazzo di cane e  assistiamo ripetutamente a prestazioni sconcertanti e impalpabili.

Questa è una squadra completamente allo sbando, incapace di avere un minimo d’orgoglio, per la prima volta dopo un intero campionato ho visto Dionisi arrabbiarsi, gridare, si è reso conto anche lui che la sua storia a Palermo è finita, che è stato scaricato dalla società, che ha trovato in lui il perfetto capro espiatorio e che fin qui le ha fatto molto comodo, poco importa che i playoff siano a rischio, tanto alla luce di quanto abbiamo fatto vedere in questi mesi, non crede nessuno che ai play off la situazione possa capovolgersi.

domenica 4 maggio 2025

Tornano i fischi al Barbera

Rosa rimontati ancora una volta, dopo il primo tempo chiuso in vantaggio e una partita giocata in maniera quasi perfetta, il Palermo ha fatto due errori che gli sono costati tre punti, nonostante il gol meraviglioso di Ceccaroni, non sono bastati: il grande possesso palla e le due traverse beccate e dai palermitani, per impedire al Sudtirol di ribaltare la partita, giocando solo una quindicina di minuti, tra il primo e il secondo tempo.

Io sono e resto sempre critico con il Palermo, ma stavolta devo dire che ha giocato bene e non meritava la sconfitta, anzi, è stato abbastanza sfortunato, perché oltre alle due traverse, i rosa hanno prodotto gioco e gli avversari forse erano i più scarsi che abbiamo incontrato, ma i tirolesi sono stati cinici e più bravi dai 16 metri, perché oltre ai due gol, Audero è stato impegnato ad effettuare altri 3 interventi miracolosi.

La grande rete di Ceccaroni nel primo tempo, ha illuso tutti, facendoci pensare che i rosanero, potessero incamerare altri tre punti nel cammino per il miglior piazzamento playoff, la possibilità di mantenersi sulla scia della Juve Stabia, che in mattinata aveva battuto il Catanzaro e di conseguenza la possibilità di staccare i calabresi di tre punti e invece abbiamo visto fuggire i campani, che si sono messi a 5 punti da noi, rendendo quasi irraggiungibile il quinto posto.

Servivano tre punti per consolidare il sesto posto e non vanificare il blitz di Catanzaro, invece il Palermo non solo non ha approfittato del Sudtirol per fare bottino pieno, ma la squadra di Dionisi invece, per l’ennesima volta non è riuscita a darsi continuità, se non in quella costante altalena di risultati, che ha penalizzato il cammino dei rosa verso la serie A.

La sconfitta con il Sudtirol è stata una sconfitta pesante, per raggiungere il miglior piazzamento playoff, però visti anche gli altri risultati, che vedono crollare oltre al Palermo, anche CatanzaroBari, Cesena e Modena, per certi versi ci consolano, perché restiamo sesti in classifica con le inseguitrici alle stesse distanze di prima e con una giornata in meno da giocare.

Domenica prossima i rosa faranno l’ultima trasferta del campionato, andranno a sfidare il Cesena (44 punti) nell’ultimo scontro diretto per i rosa, partita da non perdere, non tanto per non perdere l’attuale posizione in classifica, ma quanto per non far rientrare il Cesena nei play off, con la vittoria del Pisa sul Frosinone, i toscani ipotecano la Serie A e per grossi tratti i play off sono già ben delineati, con Spezia e Cremonese che salteranno il primo turno di spareggio.

Anche se la Cremonese in queste ultime tre partite avrà: Sassuolo, Spezia e Pisa, dovrebbe avere vita un po' più facile il Catanzaro, che avrà: Sampdoria, Sassuolo e Mantova, meno per il Cesena, che avrà: Palermo, Cosenza e Modena, mentre quella che sta meglio sembra essere la Juve Stabia, che avrà: Brescia Reggiana e Sampdoria, il Bari avrà: Pisa, Cittadella e Sudtirol, mentre ai rosa dopo Cesena, toccherà: Frosinone e Carrarese in casa, colpo salvezza, invece per: la Reggiana, il Mantova e il Sudtirol.

Il Palermo non ha disputato una brutta gara, anche se ha avuto poche iniziative efficaci, sul finire del primo tempo e in qualche ribaltamento di fronte nella ripresa, la squadra avversaria approfittando del ritmo basso e di qualche distrazione, raggiunge il massimo obiettivo sperato, Dionisi ha effettuato un solo cambio, rispetto alla formazione titolare, Di Mariano al posto di Pierozzi sulla corsia destra, corsia di destra che si è perso Barreca (imperdonabile).

Il Palermo se pur giocando una buona partita, commette troppe imprecisioni in fase di costruzione e la circolazione della palla non è proprio fluida come a Catanzaro, ritmi bassi da entrambe le parti e la gara ha faticato a decollare, il Sudtirol copre uomo su uomo (cosa che il Palermo non sa fare) e i rosa hanno difficoltà a trovare gli spazi per giocare, anche se i padroni di casa hanno spinto con maggiore convinzione, non sono riusciti a fraseggiare.

Quello che non continuo a capire, sono le sostituzioni di Dionisi, non capisco il perché di Vasic al posto di Lund, Vasic non è un terzino, non può giocare a tutta fascia e non ha nessuna attitudine a difendere, poi a dieci minuti dalla fine, sono usciti Blin e Magnani e sono entrati Di Francesco e Le Douaron, in una specie di 4-2-4 e il Palermo è diventato altamente e confusionariamente sbilanciato in avanti, subendo qualche ripartenza degli avversari e poi al 90esimo ha colpito la traversa.


Il Palermo per me continua a essere un grande equivoco, sono stati cambiati tanti direttori sportivi e tanti allenatori in tre anni, ma non è cambiato nulla, ora restano tre partite alla fine del campionato e i playoff non sono certi, ci sono alcuni dati oggettivi da srotolare, che indipendentemente da come vada a finire questa stagione, meritano una riflessione approfonda, il Palermo è sesto in classifica a 48 punti con il Catanzaro, tre squadre sono all’ottavo posto distanti quattro punti e dentro ci sono una serie di scontri diretti, tra questo il più importante è quello con il Cesena.

La speranza di disputare gli spareggi resta comunque viva e a oggi, dovremmo spareggiare in casa con l’ostico Catanzaro e poi se dovesse andare bene, dovremmo spareggiare con lo Spezia, che avrebbe dalla sua 2 risultati su 3, in uno scontro con andata e ritorno e poi eventualmente con l’altra vincente, ma comunque vada, il prossimo anno a Palermo serve una grande rivoluzione, nonostante i circa 25 milioni investiti nelle due sessioni di mercato.

La sesta posizione, seppur teoricamente alla portata, visto tutto quello che è successo recentemente e che può succedere nelle ultime tre giornate, per me appare poco realistico, comunque, consideriamo che c’è la possibilità concreta di entrare nei play off, anche classificandosi ancora peggio del sesto posto dell’anno scorso, con il paradosso, di un Palermo migliorato dalla spesa di 25 milioni e che a livello tecnico, è rimasto pressoché identico, se non peggiore.

Questa è stata una stagione segnata da risultati scarsi, ottenuti da una squadra imprevedibile e da un tecnico decisamente responsabile, ma che è responsabile nella stessa misura anche con altri, scelte discutibili da parte di tutti, per il tecnico una su tutte, quella di inserire Vasic ancora una volta, in una zona di campo a lui poco congeniale, invece di intervenire a centrocampo e in attacco, dove i rosa stavano calando e poi, a cosa servono i cambi all’82esimo, a una squadra che sta perdendo da mezz’ora?

Crolli inspiegabili, specialmente dopo quasi tutti gli intervalli, cosa succede di così deleterio negli spogliatoi, per determinare un calo fisico e mentale pauroso, che non può essere altro, che frutto di una cattiva gestione da parte dell’allenatore, della parte atletica e di quella della concentrazione, per non parlare della lettura delle partite.

La squadra ha bisogno di idee chiare e di una direzione ben precisa, ciò che è sempre mancato, escluso con Mignani e considerando che l’obiettivo stagionale era la promozione diretta in serie A, è sempre più un segnale evidente, di un distacco ormai inevitabile tra Dionisi e il Palermo, cosa che io ho detto già cinque mesi fa.

Anche se Dionisi non vuole ammetterlo o non vuole farlo vedere, è sempre più in difficoltà, ora resta per noi e per lui, la speranza che possa accadere un miracolo sportivo e poi, serie A o ancora serie B, deve andare via, anche perché non ci sono e non ci sono stati mai i presupposti per poterlo confermare. 

martedì 29 aprile 2025

Un’ora di gioco fluido, ma senza quasi mai tirare in porta.

Sono bastati i primi trenta minuti al Palermo, per indirizzare la partita a Catanzaro, dopo la prima mezzora e quando il Palermo sul 2 a 0 ha allentato un poco il gioco, i giallorossi hanno ricompattato le fila e hanno cominciato a giocare, hanno avuto qualche occasione, ma Audero è rimasto inoperoso, un dominio determinato anche nel primo quarto d’ora del secondo tempo, dalla maggiore caratura tecnica del Palermo.

Sarà anche che il Palermo ha un centrocampo tra i migliori in assoluto fra quelli dell’intera serie B (sulla carta), però è un centrocampo che ha fornito pochissimi palloni giocabili a Pohjanpalo e che non ha mai attaccato l’avversario, limitandosi ad attenderlo e permettendogli di giocare, senza mai fare le marcature preventive.

Blin ha dominato la scena, con la sua capacità di far filtro e di rilanciare poi l’azione, Gomes per me ha dominato molto meno, non so cosa ci vedano tutti quanti in questo giocatore, ma fa tanta confusione e altrettanti errori tecnici, si nota solo per la sua generosa corsa da un capo all’altro del campo, senza mai fermarsi, ma anche senza “sucu”, come diciamo noi alle nostre latitudini.

Poi per carità, io credo che lui sia uno che abbassa il livello tecnico del Palermo e non lo fa “volare”, lui come Lund, un altro che corre senza costrutto, è sempre in ritardo quando deve difendere, difficilmente ferma l’avversario, è l’unico che crossa, ma ne azzeccasse uno, meglio sotto l’aspetto difensivo Pierozzi, però lui un cross invece non lo fa mai.

Se non fosse stato ieri per la grandissima prova di Brunori, staremmo qui a leccarci le ferite, attenzione, io sono contento che vinciamo, sono contento che facciamo i play off, però sarei contento se li vincessimo e non come abbiamo fatto lo scorso anno, che abbiamo solo sentito il profumo della serie A e per come gioca il Palermo, noi non passiamo: né con la Cremonese e né tanto meno con lo Spezia.

L’illusione serve, anche quella fa parte della vita, ma vorrei sottolineare che si tratta solo d’illusione, perché con questo tecnico siamo senza speranza, meno male che Brunori ha praticamente determinato i due gol del Palermo nello spazio di un quarto d’ora e a metà del primo tempo, con un gran bel contropiede di Brunori, finalizzato da Segre, ha portato il risultato sul due a zero e sancisco il netto dominio dei rosa, dopo il vantaggio iniziale meritato e fortunoso.

Brunori ha impazzato da una parte all’altro del campo, ha arretrato fino nella sua area di rigore e oltre agli assist per i due gol, a metà del primo tempo ha bruciato in dribbling Scognamillo e di sinistro ha tirato verso il palo lontano, ma Pigliacelli in tuffo gli ha negato il suo gol personale, il Palermo è padrone del campo, lascia al Catanzaro l’ultimo quarto d’ora, giallorossi alla disperata ricerca della rimonta, tanto che a inizio ripresa, Caserta opera due cambi.

Dopo appena dieci minuti del secondo tempo su cross dalla destra, il Catanzaro di testa accorcia le distanze, allo stadio non c’era un tifoso rosanero, ma a casa è calato il gelo, visti i numerosi precedenti di rimonta, anche perché il Palermo si impaurisce, si chiude nella sua metà campo e lascia giocare il Catanzaro, passano appena due minuti e il Catanzaro sfiora il pareggio, ma Audero mette in angolo.


Il Catanzaro ci crede di più, ha il carattere e la “garra” che non ha il Palermo, si batte e cerca di arrivare almeno al pareggio, però è ottima la prova di Baniya, Mignani e Ceccaroni, ma sono da soli contro l’ostacolo giallorosso, perché i centrocampisti arrivano sempre tardi sulle seconde palle e non attaccano il portatore, il Catanzaro sa soffrire e lottare più del Palermo e forse a quel punto servivano forze fresche, gente più decisa.

I giallorossi si gettano all’attacco con grinta e capacità, producono solo molti cross e commettono molti errori, il Palermo soffre, lotta in maniera scoordinata, senza mai rinunciare a contrattaccare, Dionisi cambi non ne fa mai, a un quarto d’ora dalla fine toglie Pierozzi e invece di sostituirlo con Di Mariano, lo cambia con Vasic, chiaramente una sostituzione che non sortisce nessun effetto.

Arriviamo agli sgoccioli della partita, ma prima Pontisso a tu per tu con Audero sbaglia lo stop a porta vuota e fallisce la più grande occasione per pareggiare, da qualche tempo Dionisi ha deciso di soffrire con gli stessi undici fino alla fine e solo all’87esimo effettua tre cambi: Verre, Ranocchia e Le Douaron, rispettivamente per Brunori, Gomes e Pohjanpalo, che erano sfiniti.

Sono gli innesti dell’ultimo minuto, che prima confezionano un’ottima azione e poi lo spettacolare gol del tre a uno, adesso testa al SudTirol, che non è ancora salvo dai playout e verrà al Barbera a vender cara la pelle, intanto il Palermo ha scavalcato in classifica il Catanzaro, portandosi a 2 punti dalla Juve Stabia quinta e sconfitta per 2 a 0 a Bolzano. 

lunedì 21 aprile 2025

Tanti auguri di una buona Pasqua a tutti i lettori.

Anche in questo momento di festività pasquale, cercherò di accompagnarvi con i miei commenti su tutte le notizie e gli aggiornamenti più rilevanti legati al Palermo, tanti auguri!

Fermo restando l’ingiustizia di Bari, nel Palermo il carattere che non c’è, il Palermo non più ha altri alibi, è anche una questione di testa, specialmente per una squadra che prende sempre gol nel finale, vuol dire che ha dei difetti caratteriali e permettetemi, così come l’allenatore, che purtroppo non ha mai trovato dei rimedi, anche con l’arrivo a gennaio di tre giocatori (pochi) di grande esperienza.

Nel Palermo si rivedono Nikolaou, Ceccaroni e anche Gomis, sono buone notizie per quanto riguarda gli infortuni e per la difesa a tre ridotta all’osso, i primi due recuperi sono fondamentali per questa fine di stagione e poi, vorrei per un attimo parlare ancora dell’allenatore, che continua a non convincermi, il Chelsea è in difficoltà e Maresca ha sei giornate a disposizione per salvare la panchina.

Nonostante la zona Champions League sia distante due soli punti, il futuro di Maresca alla guida del Chelsea appare in bilico, il pareggio casalingo contro l'ultima in classifica già retrocessa, ha fatto scivolare il Chelsea in sesta posizione, complicando non poco la corsa alla Champions e l'ipoteca alla semifinale di Conference League, non ha rinsaldato la posizione di Maresca, che verrebbe mandato via se non centra la qualificazione in Champions.

Il 45enne ex capitano del Palermo, è alla sua prima stagione a Londra, dopo avere vinto il campionato di serie B inglese, lo scorso anno con il Leicester City, ma è anche un “prodotto” del City Group, è stato a lungo nel Manchester City, come tecnico della seconda squadra e collaboratore di Guardiola, prima di andare al Leicester.

Se due più due fa quattro, perché la dirigenza del City Group non può affidare le sorti del Palermo a lui? Sono sicuro che accetterebbe con piacere di tornare a confrontarsi nel campionato italiano, dopo essere stato a Parma, dove forse era ancora inesperto, ma quello che si dice in giro di lui, è che è bravo ed è degno discepolo di Guardiola, cosa che non pensa di Dionisi l’agente di Appuah che ha detto: “Ritorno in rosanero? No se c’è Dionisi in panchina”.

“Appuah ha ritrovato il campo e sta dimostrando buone cose in Francia. È tornato a divertirsi e sta anche mostrando dei progressi nel suo modo di giocare. Oggi sta bene ed è felice, e continua a lavorare sodo per dimostrare il suo valore. I mesi col Palermo? Non è stato facile per lui, anche se all’inizio ha mostrato molta pazienza, anche grazie al supporto del direttore De Sanctis. La sua intenzione era quella di aiutare la squadra mostrando di cosa fosse capace, ma l’allenatore ha dimostrato di non contare su di lui. Non sentire la fiducia alla prima esperienza all’estero rende tutto più difficile. Avrebbe potuto dimostrare di più e fare meglio.

Cosa ha detto Osti? Nulla di particolare, ma la società ha lasciato intendere che il ragazzo sarebbe potuto partire in prestito. Le sole quattro presenze maturate avevano fatto capire al giocatore che il suo futuro in questa stagione non sarebbe stato in rosanero. Lui stesso, del resto, voleva ritrovare il sorriso attraverso il ritorno in campo. C’era stata la possibilità di approdare al Milan Futuro in Serie C e gli interessamenti di Le Mans e Clermont, che non si sono però concretizzati. Il ragazzo aveva dato priorità al ritorno in Francia. Le difficoltà emerse nei primi mesi al Palermo penso abbiano influito sulla sua possibile permanenza in Italia, rendendolo pessimista su questa eventuale soluzione.

Le critiche hanno influito? Lo escludo. Appuah non ha guardato a questo aspetto ed era solo concentrato a far bene con il Palermo. I tifosi rosanero poi sono stati molto gentili con lui e non ha sentito il peso delle critiche. È giusto ricordare che il ragazzo ha ancora quattro anni di contratto con i rosanero. Mancano ancora alcune partite, ma allo stato attuale non è ancora pronto per tornare a Palermo. È chiaro che bisognerà vedere anche cosa dimostrerà in questo finale di stagione.

Detto questo, di certo sarà importante per Appuah militare in una squadra nella quale l’allenatore crede in lui, offrendogli tempo e spazio per crescere. Ovunque questo avvenga. Certo, in caso di ritorno in Italia metterebbe in cima il Palermo, considerato l’amore che prova per la città e i tifosi rosanero. Difficile il ritorno in caso di conferma di Dionisi? Chiaramente, anche se poi nel calcio non è mai detta l’ultima parola”.

L’agente di Appuah, ha evidenziato un altro difetto di Dionisi, abbiamo in rosa pochi giovani e considerati di ottima prospettiva: Appuah, Desplanches, Vasic e Le Douaron, che sono costati anche tanti soldi, eppure hanno militato in una squadra, nella quale l’allenatore non ha creduto in loro, non gli ha offerto il tempo e spazio necessari per crescere. 

lunedì 14 aprile 2025

I play-off tornano in bilico.

Purtroppo anche Dionisi come Corini, non è riuscito a dare né un gioco né un’anima a questa squadra, una squadra che il tecnico mescola e rimescola, ha giocato tante partite con la linea di difesa a quattro e adesso che è in emergenza non ci può più giocare, tanto da dovere arretrare e adattare Blin centrale difensivo, quando lui stesso ha ammesso che Diakitè può fare il braccetto di destra, ma deve ancora lavorarci?

Sarebbe stato più giusto rischiare con Diakitè, che continuare a fare esperimenti con Pierozzi e Blin, per carità, Blin lo ha già fatto e con discreti risultati, però a centrocampo con Blin è tutta un’altra cosa, tant’è che Ranocchia ci ha perso il posto e non è sua quella posizione, così, invece di adattarne uno (Diakitè), ne ha adattato due (Blin e Ranocchia), quel Ranocchia riportato a fare l’incontrista invece della mezzala offensiva, com’è nelle sue corde da sempre ed è forse addirittura un trequartista.

Ranocchia ha sbagliato tantissimo, si è visto che quella non è la sua posizione e ne ha sofferto tanto anche Gomes, che si è salvato per avere partecipando all’azione del gol di Pohjanpalo e per alcuni strappi interessanti, la formazione è stata sicuramente sbagliata e non obbligata, a testimonianza delle idee confuse del tecnico e anche da parte di chi ha fatto il mercato a gennaio, che sapendo che il tecnico aveva deciso di giocare a tre in difesa, non ha preso altri due difensori centrali.

Addio sogni di serie A, non tanto per la classifica, perché al momento è ancora dentro i play off, ma per la prospettiva della squadra, è vero che non sempre cambiare l’allenatore porta i frutti sperati (Milan, Sampdoria, Salernitana e anche Frosinone), però spesso succede invece che si inverte la rotta, la Roma con Ranieri, il Modena con Mandelli e anche il Frosinone con Bianco, bisogna vedere a chi ti affidi.

Bene hanno fatto alla fine lo scorso anno, mandando via Corini e prendendo Mignani (io lo avrei comunque confermato), alla fine le cose erano troppo incancrenite e il miracolo non è riuscito, ma un Palermo che perde così male, non so quale garanzia ci può dare andando al playoff, a Bari è stata l'ennesima prova di “immaturità”, una partita decisiva giocata in maniera piuttosto opaco, la manovra rosanero non è stata spumeggiante e la costruzione dal basso ha creato più rischi che vantaggi.

Un passo falso che frena il Palermo nella risalita nei playoff e fra l’altro in uno scontro diretto, adesso i pugliesi si sono portati da meno 4 a meno 1, menomale che il Cesena ha pareggiato e dopo avere scavalcato i rosa, anche lui si è posizionato a 1 punto dai rosanero, un passo falso che certifica ancora una volta il problema di personalità e della mancanza di continuità di questa squadra.

Inizio modulo

Dionisi per me continua a fare male, aveva chiesto ambizione ai suoi, ma non è stato in grado di trasmetterla alla squadra, i cambi come sempre non hanno inciso e sono arrivati peraltro a mio avviso tardi e comunque sbagliati, sarebbe stato meglio fare entrare Le Douaron e non l’inutile Insigne e prima Di Mariano al posto di Vasic, sulla lettura delle partite poi, Dionisi continua a dimostrarsi incapace.

La sconfitta di Bari fa tornare i playoff in bilico, i rosanero sono ancora settimi, ma il vantaggio sulle inseguitrici è passato da 4 a 1 punto e ci sono ancora due scontri diretti fuori casa, la rincorsa al quinto posto si è fatta più complicata, ma senza un cambio di passo sul piano della mentalità, anche l’ottavo posto è a rischio.

Le inseguitrici si sono avvicinate e hanno messo nuovamente in pericolo il piazzamento del Palermo tra le prime otto, la vittoria con il Sassuolo sembrava avere dato la spinta a una possibile rincorsa al quinto posto, anche se già i tre gol subiti negli ultimi 20 minuti (vedi Cremonese), avevano fatto scattare un campanello d’allarme.

Il prossimo turno, il Bari sarà impegnato con il Sudtirol, la Juve Stabia con la Sampdoria, il Catanzaro a Mantova, il Cesena a Modena, la Cremonese a Pisa e noi in casa con la Carrarese, quella messa peggio è la Cremonese che andrà a Pisa, il quale ha bisogno di vincere per blindare il secondo posto, visto che lo Spezia ospita il Cosenza ultimo, per le altre Palermo compreso, il turno è interlocutorio, ma attenzione alle trappole.

Un punto per tutte e muovere la classifica andrebbe bene, specialmente per Mantova e Carrarese, Sudtirol e Sampdoria sono con l’acqua alla gola e hanno invece bisogno di vincere, speriamo lo facciano, così ci tengono a bada Bari e Juve Stabia, il Modena invece ha la grande occasione di inserirsi nei playoff battendo il Cesena e anche qua dobbiamo sperare che questo avvenga. 

domenica 13 aprile 2025

Il Sassuolo ha dovuto rimandare la festa promozione.











Il Palermo con questa coppia di attaccanti e un difensore centrale insuperabile, battendo il Sassuolo, sembrava che avesse ipotecato i playoff e che nelle restanti partite, sarebbe servito fare solo più punti possibili, per provare a scavalcare almeno Juve Stabia e Catanzaro e conquistare la quinta posizione, che permetterebbe ai rosa, di approcciarsi agli spareggi promozione con prospettive leggermente migliori, ma sembrava, che visto  finalmente il Palermo giocare da grande squadra, avesse svoltato.

Contro il Sassuolo è stata una bella vittoria, che è stata messa per un attimo in discussione dopo l’uscita di Ceccaroni per infortunio e che ha messo in evidenza specialmente nel primo tempo, una squadra lucida, cinica e determinata, che ha annichilito i neroverdi e ha sfruttato questo turno di campionato per confermarsi in classifica, rispondendo alla Juve Stabia che ha vinto contro la Salernitana e ha recuperato due punti al Catanzaro che ha pareggiato contro il Bari.

In più ha aumentato di altri due punti il vantaggio su Cesena e Bari, nella giornata meno propizia per i rosa, i tre punti importantissimi che dovevano essere gestiti con maturità, senza gli alti e bassi che hanno caratterizzato questa stagione, sembrava che il Palermo finalmente ci fosse e che buona parte del grande potenziale messo a disposizione di Dionisi, stesse venendo fuori, per permettere al Palermo di giocare i playoff da protagonista.

Ulteriori conferme si aspettavano da Bari e visto che nello stesso turno si giocava pure Cremonese-Juve Stabia, il Palermo a Bari avrebbe potuto incrementare in classifica su una delle due, presumibilmente la Juve Stabia, se pur privo di Segre e Ceccaroni a Bari non è stato così, non ha giocato con quella personalità, che ci vuole per conquistare la migliore posizione possibile e Dionisi non ha gestito la squadra come contro il Sassuolo.

Ancora nulla è perso, specialmente dopo i pareggi di Cremonese, Juve Stabia e Cesena, dobbiamo tornare a giocare partite quasi perfette e ottenere i punti che servono per migliorare la classifica per continuare a sognare, dobbiamo però eliminare i momenti di blackout, che abbiamo avuto anche contro il Sassuolo, nonostante un primo tempo sontuoso, fatto da un possesso palla efficace, pulito e con poche le sbavature.

Bari doveva essere il banco di prova di maturità, per una squadra che ci ha abituati ad alti e bassi, in una sfida importante per i play off, la partenza del Bari è più che convincente, con il pressing forsennato che lo ha portato a un recupero alto della palla e gli ha permesso di sbloccare la partita dopo sei minuti di gioco.

Il Bari gioca, ma è il Palermo a colpire e a rimettere tutto in equilibrio con la forza e la cattiveria di Pohjanpalo, nonostante il gol subito, i biancorossi non si sono disuniti e sono rimasti i dubbi su un possibile raddoppio del Palermo sul finire del primo tempo, per una carica sul portiere barese, che invece era una trattenuta su Magnani.

La ripresa vede sempre il Bari fare la partita, con palleggio e grandi verticalizzazioni e alla fine la tenacia dei biancorossi viene ripagata dal colpo di testa in tuffo di Simic in zona cesarini, così il Bari ha battuto con merito il solito Palermo e per i galletti il banco di prova è stato superato, per noi tifosi del Palermo, rimaniamo sempre attaccati al sogno della serie A, malgrado le continue e umilianti sconfitte.

Tante partite già vinte al 90esimo, che poi ci siamo lasciati scappare nei minuti di recupero, ancora una volta abbiamo visto una squadra senz’anima, che malgrado da gennaio si avvalga di Pohjanpalo (9 gol in 9 partite), al Palermo non basta nemmeno il miglior attaccante della serie B e continua a fornire prestazioni spesso indecenti.

Evidentemente il Palermo bello e pimpante visto contro il Sassuolo, era stato solo una delle tante stranezze del calcio, una vittoria così bella e così smagliante, da far ritornare sogni proibiti, ma puntualmente non è accaduto contro un buon Bari, che ha lottato e ha creduto fino all’ultimo alla vittoria, nonostante la pessima abitudine di avere un approccio da brividi, il Palermo si è riuscito a ricompattarsi, a reagire e a pareggiare.

La partita a quel punto sembra avviarsi sui binari giusti per il Palermo, che infatti attorno al 40esimo raddoppia ancora con Pohjanpalo, ma l’arbitro annulla il colpo di testa del centravanti rosanero, un gol bellissimo e regolarissimo, annullato per un fantomatico fallo sul portiere, che invece è abbattuto da un suo compagno, l’arbitro non vede la parte iniziale dell’azione e il Var Pairetto (un arbitro raccomandato da suo padre e che non si capisce come mai lo si faccia continuare a far danni impunemente), se ne lava le mani e il primo tempo finisce 1 a 1.

Il Palermo poteva battere il Bari, che è un avversario assolutamente alla sua portata, invece, nel secondo tempo ha tenuto un ritmo molto basso, il Bari si è rintanato nella sua metà campo e ha agito in contropiede, il Palermo ha continuato con il suo palleggio a ritmo lento e a poco a poco, si è presentato sempre più spesso davanti ad Audero, i rosanero hanno continuato a giochicchiare e i cambi hanno peggiorato la situazione, Insigne come al solito ha passeggiato e Vasic? Beh, entra per tamponare un po' qua e un po' la, ma non riesce a tappare i buchi.