giovedì 20 giugno 2019

Tra borghi e mare.

Anche quest'anno come gli ultimi, l'anniversario delle nozze che coincide con quello di Toni e Cettina, lo abbiamo passato insieme, lo scorso anno a Legnago in una trattoria del Polesine, mentre quest'anno abbiamo voluto rivedere Asolo, ma di giorno visto che le nostra precedente visita era stata in occasione del capodanno e quindi di sera (notte).
Già allora addobbata a festa, Asolo ci era piaciuta, ma eravamo sicuri che di giorno il borgo avrebbe meritato altrettanto e così abbiamo programmato il 30° anniversario di Toni e Cettina, coincidente con il nostro, da passare ad Asolo, rigorosamente di giorno, come la pasta De Cecco.
Stesso parcheggio, stesso itinerario e stesso ristorante, perché cambiare quando ti sei già trovato bene? di diverso c'erano: la luce del sole contro le luminarie, c'era Greta e mancavano Mario e Chica, Giulio dopo sei mesi è ancora cu curnutu e in piazza al posto dell'albero, c'era il mercatino delle cose da buttare, che oramai "spacciano" per antiquariato.
Bello! il borgo di domenica e in questo periodo è ancora più bello, abbiamo passato una bella giornata e contiamo di tornarci ancora, perché il cameriere del ristorante "napoletano", ci ha riconosciuti (oh! ni facemu canusciri unniegghè) e si è pure ricordato che mancavano Mario e Chica, quindi dobbiamo portarci Mario e poi diciamocelo, il vino sfuso di lì è buono.
Un'altra bella giornata l'abbiamo passata la domenica successiva sulle isole della laguna, io sono come i babbaluci, appena esce il sole sono in giro per l'Italia, anche questa è stata una domenica calda, meno male che almeno ventilava e poi è stata comodissima, fatto salvo tutti quei ponti che ci hanno "rubato" l'anima, per portare il passeggino di Giulio da una parte all'altra.
Hai voglia di mettere il navigatore per provare ad evitarne qualcuno, ma con le "calli" strettissime si perdeva spesso il segnale e li abbiamo presi tutti, come i semafori a Palermo, poi per il resto, viaggio comodo e con l'aria condizionata in treno, almeno all'andata, perché al ritorno Giulio doveva fare le prove d'equilibrio e rischiava di battere la testa, noi stanchi tutti li a stargli attento, con lui che ci prendeva per i fondelli.
Poi faticaccia per le stradine di Venezia, senza i ponti per il passeggino, sarebbe stata una bella passeggiata, per arrivare dalla stazione a piazza San Marco, per poi andare all'imbarco e per finire le passeggiate tra queste isolette caratteristiche, il soffiatore di vetro e un bel giro in barca panoramico e ventilato.
Alla fine eravamo tutti soddisfatti, anche Giulio che ha conosciuto per la prima volta il treno, il vaporetto e tutte le imbarcazioni che gli sfrecciavano attorno, il mare e i paesaggi, non è stata per niente monotona e particolarmente stancante, dico! è inutile dirvi che ve la consiglio.

mercoledì 5 giugno 2019

E' arrivata la prova costume.

Dopo le piogge del mese scorso, l'inverno ha ceduto il posto all'estate, perché sarà pure un modo di dire per introdurre la discussione tra persone che non si conoscono o non hanno niente da dire, ma alla fine è vero, si passa da acqua "pisole, pisole", a caldo asfissiante da 32 gradi, a Terrasini si approfitta di uno spicchio di sole, per vedere se il costume dell'anno scorso "tiene" ancora le nostre forme e si constata che l'acqua è ancora fredda.
Qui da noi facciamo invece la prova vacanze, il costume lo andiamo a comprare già più grande, perché dopo una settimana che stai a Palermo è sicuro che non ti viene più, quindi quando esci dal camerino per fartelo guardare dici: come cade?, ma no nel senso come mi sta, ma proprio che se ti cade per terra subito vuol dire che è perfetto, se non ci vuole una taglia più grande.
Io e mia moglie abbiamo fatto invece proprio la prova "lettu straniu", abbiamo cominciato a dormire un po' qua ( a Torino) e un po' la (a Legnago), la vacanza a Torino esclusa la pioggia che non ci ha permesso di farci una passeggiata per le vie del centro, è stata bella, a cominciare dal treno ad alta velocità (mai preso) comodo e confortevole, sembrava di viaggiare in aereo.
La vacanza è stata breve, non siamo riusciti a vedere molto, però in compenso abbiamo mangiato molto, la compagnia era gradevolissima e non sono io a scoprirlo, sinceramente nonostante siamo stati molto in casa, è stato piacevole lo stesso, la domenica abbiamo visto il paesino di Giaveno, a me andare per borghi piace e quindi è stato un anticipo dei borghi che conto di vedere quest'estate, tra poco in realtà.
La seconda prova è stata quella più ardua, il letto di Legnago già lo conoscevamo, così come conoscevamo la buona cucina, la novità è stata la visita del santuario della madonna della corona, primo perché ci sembrava più vicina e invece ci siamo fatti 120 chilometri andata e ritorno e poi perché (anche Spiazzi meritava a 990 metri sul livello del mare), per raggiungere il santuario, vera meta di pellegrinaggio, siamo dovuti scendere per 2 o 3 chilometri a piedi in una scarpata (non è un colpo di scarpa, guardate nel vocabolario) e poi chiaramente risalire sempre a piedi è un vero pellegrinaggio, perché all'andata tutti i santi aiutano e al ritorno che li devi "evocare" (parola più fine di bestemmiare).
Comunque è veramente un bel posto, durante tutta la discesa c'erano le stazioni della crucis, veramente c'erano pure durante la salita, ma non c'è ne siamo accorti per quanto eravamo stanchi, la chiesa sembra quella di Monte Pellegrino, con un lato appoggiato sulla parete rocciosa e un panorama mozzafiato, sembrava di stare in aereo.
L'introduzione alle imminenti vacanze estive non è andata male, ora se tutto va bene domenica siamo a pranzo ad Asolo per l'anniversario di matrimonio, ci scriviamo.

Per chi non conosce cos'è la "buatta", traduco: pisole, pisole = acqua a catinelle e inceve lettu staniu= un letto che non è il tuo. 

domenica 19 maggio 2019

Questa mi mancava.

Dopo quasi tre anni dalla presentazione una mia richiesta di sgravio al comune di Palermo e il continuo arrivo di cartelle esattoriali lievitate nel frattempo da interessi e more per il mancato pagamento, ho deciso di andare a Palermo per risolvere la cosa di persona.
Nonostante avessi rinunciato a trascorrere le vacanze di Pasqua con "ponte" incluso per via degli alti costi del viaggio, sono stato costretto a spendere un sacco di soldi, per farmi dare una risposta personalmente, dopo tre anni d'attesa e tutta una serie di mail e raccomandate, a cui non sono mai seguite risposte.
Non ho fatto la Pasqua a Palermo, ma ho fatto il primo maggio, sono dovuto andare al comune tre volte per ottenere solo, un sollecito allo sgravio richiesto quasi tre anni fa, comportandomi oltre ad un impiego imprevisto di denaro, anche un assenza di 17 giorni dalla mia vita veneta, che in un momento post trasloco, mi ha messo un po' in difficoltà.
Avevo una visita al ginocchio sinistro il 9 maggio, dovevo ritirare la risonanza magnetica l'8, festa della mamma e quindi mi ero fatto fare da mia figlia il biglietto di ritorno per il 7 maggio, data in cui mi presento puntualmente, anzi prima all'aeroporto, visto che all'andata il volo è partito con mezz'ora di anticipo e appena sono arrivato all'aeroporto di Treviso, avevano annunciato l'ultima chiamata per il passeggero Crisà Salvatore.
Mi presento al che-in di Punta Raisi e passando il codice a barre del biglietto le porte non si aprono, ripeto più volte l'operazione imprecando ai terroristi e alla tecnologia delle app e con un certo disagio mi rivolgo agli assistenti per avere spiegazioni, il disagio si è tramuto, prima in vergogna e poi in angoscia.
La vergogna perché volevo partire da Palermo con un volo in partenza da Treviso e già mi hanno preso per scemo o diversamente intelligente come si dice adesso e poi l'angoscia di non capire che cosa fare in quel momento, un altro biglietto? un cambio di partenza? un cambio di giorno? e poi con il ritiro della risonanza? e la visita?
Certo non sono uno che si perde d'animo, ho visto che per quella sera non esisteva nessun volo per Treviso, mi sono fatto riprendere dai miei figli all'aeroporto, ho disdetto la visita (non so ancora se pagherò comunque il ticket), ho rifatto un altro biglietto e riprogrammato la visita.
Per la gioia di mio nipote, sono tornato a Treviso con lui e mia figlia che erano anche loro a Palermo, era un bel pomeriggio di sabato, il Palermo aveva pareggiato con il Cittadella, il Milan giocava durante il volo con la Fiorentina, io sarei arrivato per le 9 e 25 e alle 10 e un quarto sarei stato a casa per vedervi le fasi salienti della partita, partenza in orario e via.
Io non sono scaramantico, ma il 17 dei giorni passati a Palermo, si prestavano a qualche sospetto, mia figlia mi diceva che alla fine avere perso il volo, mi aveva dato modo di tornare in compagnia con lei e Giulio, anche se mi è costato altre 115 euro, più gli altri sfogli con ricotta, diplomatiche, pane e briosce che avevo già comprato, ma che ho dovuto ricomprare perché nel frattempo me li ero mangiati, per evitare che andassero a male, però…….
…… il volo è stato perfetto, Giulio si è comportato da grande, per tutto il volo ha fatto il filo ad una giovane signora seduta vicina, il pilota ci ha pure annunciato che saremmo atterrati con dieci minuti di anticipo, dopo qualche minuto lo stesso pilota, ci avvisa che per il maltempo saremmo atterrati a Bologna.
Un ragazzo si fa prendere dal panico, si slaccia la cintura e scappa verso l'uscita gridando che un'ala dell'aereo stava prendendo fuoco, io con la mia oramai grande esperienza di volo e con un vigile del fuoco lo abbiamo rincuorato, poi una signora e una hostess lo hanno sostenuto fino all'atterraggio.
Si era impressionato per il cambio d'atterraggio e dalle luci delle ali, che con le nuvole davano l'impressione della fiammata, appena a terra abbiamo dovuto aspettare quasi due ore, per capire se tornavamo a Treviso in aereo o in bus,
La scelta è stata obbligata per la chiusura dell'aeroporto di Treviso, ed è stata quella del bus, siamo partiti a mezzanotte e alle due passate siamo arrivati a Treviso, da li mio genero e mia moglie che ci attendevano dalle 9 ci hanno riportato a casa distrutti e tra un racconto e l'altro sono andato a letto alle 4 del mattino, del resto quando viaggi così spesso, un imprevisto te lo devi aspettare. 
  

lunedì 18 marzo 2019

Io, il Palermo e Mirri.

Un particolare curioso è quello che mi lega in un certo senso e per un breve periodo, al Palermo e a Mirri, il papà dei fratelli che stavano organizzando la cordata per salvare il Palermo.
Al Palermo mi lega la mia militanza giovanile negli allievi rosanero, a Mirri qualche anno dopo un brevissimo periodo di lavoro come disegnatore pubblicitario.
Ero appena tornato dal periodo di leva e un amico di mio padre mi aveva offerto di fare dell'apprendistato presso la sua agenzia di scuola guida e di disbrigo pratiche automobilistiche, proprio difronte alla vecchia sede della Damir pubblicità.
Io la mattina mi occupavo delle pratiche all'ACI, alla prefettura e alla motorizzazione e poi nel pomeriggio mi occupavo di dare lezioni di teoria di scuola guida, in quanto il mio diploma di "perito meccanico", era adatto per spiegare il funzionamento del motore a scoppio.
Trattandosi di apprendistato, guadagnavo pochino, anzi no facciamo pochissimo, così lui stesso mi raccomandò per fare due ore la sera dopo il lavoro, come disegnatore pubblicitario, visto che la mia specializzazione di perito meccanico, comprendeva anche quella di disegnatore, ma, meccanico.
Arrotondavo facendo un lavoro di cui non avevo nessuna attinenza, occorreva fantasia e velocità nel disegnare i cartelli, che poi sarebbero andati alla stampa e io non avevo ne l'una e nell'altra, così, non era soddisfatto Mirri, non ero soddisfatto io e il lavoro di disegnatore è durato pochissimo, se per questo è durato poco anche quello di "spiccia faccende", dopo alcuni mesi ho trovato un lavoro vero, anche questo pagato pochissimo, ma mi ha dato la possibilità di imparare un mestiere e in seguito mi ha permesso anche di mettere su famiglia.

martedì 12 marzo 2019

Ma vuoi mettere Venezia!?

Tra le cose di straordinaria normalità, è tornata la passeggiata a Venezia, niente di quotidiano, ma un modo come un altro per spezzare la monotonia degli ultimi tempi, con soli 11 euro e 50, ti regali un passeggiata tra le calle affollate di gente di ogni tipo, un riposante viaggio in treno di due ore tra andata e ritorno e un caffè al bar appena fuori dalla stazione, perché più avanti vai e più ti serve un mutuo.
Certo non è come passeggiare a Mondello, li i turisti sono di meno, ma ugualmente variegati, l'acqua è limpida e il profumo di iodio si mescola sapientemente con quello acre delle arancine, le variopinte barchette in legno, prendono il posto delle più sontuose e titolate gondole e il gelato si gusta a palettate e non a palline, ma vuoi mettere Venezia!
Camerieri in frak a piazza San Marco, che fanno da contraltare all'unto "panellaro", che con precisione e dovizia, sputa nell'olio bollente per capire scientificamente il momento esatto, in cui annegarvi le panelle, la sirenetta e il leone di San Marco, i piccioni lagunari e le carte sporche mondelliane, ma vuoi mettere Venezia!
Non è campanilismo ne nostalgia, Venezia può pure valere Mondello, per gusti e modi di essere, l'importante è sentirti ancora parte della gente e godere delle piccole cose che la bellezza semplice e genuina ti mette a disposizione. 

lunedì 11 marzo 2019

Momenti di straordinaria normalità.

Come tutte le marmotte, sto parlando di animali e non di Boy scout, dopo otto mesi mi sono svegliato dal letargo, in questo periodo non è successo niente di "straordinario", sono stato impegnatissimo a trovare un'altra casa più grande dove sono andato ad abitare e con il conseguente e tribolato trasloco.
Il trasloco in se stesso è stato faticoso ma niente di che, la tribolazione è arrivata dopo (e non è ancora finita) con l'arrivo della cucina e dei quattro fuochi difettati da cambiare, insomma, non ho ancora risolto il problema e nemmeno quello del box doccia da cambiare, ma almeno da qualche giorno, siamo tornati a quei momenti di straordinaria normalità, che mi hanno destato dal letargo.
Sono tornato a vita quasi normale e di questo volevo informare i miei pochi lettori, sono munito di uno spirito nuovo, ho, come diceva Paolo Conte, le balle ancora che mi girano, ma sarà per l'imminente arrivo della primavera, che mi è ripresa la voglia di scrivere e viaggiare.
Penso che adesso mi leggerete più spesso, tranne se non intervenga una forza esterna a modificare tale stato di quiete. 

mercoledì 27 giugno 2018

Scusate dimenticavo


Siamo finiti prima sul divano, poi sui tappeti e infine sul letto, non so chi baciavo o chi toccavo, spesso le vedevo toccarsi e baciarsi, così ho realizzato quale era il loro indirizzo sessuale.
E’ stata un’esperienza particolare, una sensazione mai provata prima e comunque finita lì, abbiamo continuato a frequentarci nella stessa maniera di prima, continuando a bere birra e a ridere delle parole tradotte in italiano, che spesso, molto spesso avevano un riferimento a quel pomeriggio.
Dai andiamo a prendere l’attrezzatura e andiamo a pescare, è la prima volta e non vedo l’ora, nel frattempo ti preparo qualcosa da mangiare come promesso.
Madonna che vento che tira su questo pontile, infilare questi vermi nell’amo è molto pericoloso, si rischia veramente di ficcarseli nelle dita, ora attenzione, allontanati che effettuo il mio primo lancio con la canna.
Niente male è vero? Si certo tengo il filo sempre ben tirato, arrotolo ancora il mulinello, ma così non si pezza? Mi fido, no, non sento “mangiare”, dici che è meglio se mi siedo!? va bene, ma i tuoi “mangiano”?
Cosa farò adesso? Sono attratto da una nuova vita, che non è fare sesso con due donne, da un nuovo lavoro, grazie a Josè Luis ho mandato una e-mail alla Marina
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Militare Italiana, in cui chiedo come devo fare per diventare farista.
E’ un mestiere romantico, senza tempo e per pochi, io sono rimasto incantato quella volta a La Coruna da quella visione magica del mondo, esatto, adesso passo da navigatore solitario a sentinella dell’infinito, intanto ti faccio sapere che qui i pesci mordono, devo strattonare piano e avvolgere un po' di mulinello, ok.
Cos’è che mi spinge a fare una scelta del genere è presto detto, il senso di libertà, fuggire dalla vita, stare soli per pensare e ritrovare la pace perduta, io intanto qua avvolgo e tiro ma il pesce non abbocca, devo avere pazienza? Non ti garantisco nulla al riguardo.
Josè Luis mi diceva che da un recente sondaggio inglese, la più grande e trasgressiva fantasia erotica femminile, è fare l’amore in un faro con un uomo sposato.
Lo so! Io non sono inglese e non sono sposato, quindi queste cose a me non capiteranno, però andrò a lavorare e vivere in un faro e chi sa se poi magari non sarò io a fare l’amore con una donna sposata.
Comunque sono stato idoneo e ho frequentato un corso all’ufficio dei fari di La Spezia, si ma intanto io qui tiro e avvolgo, avvolgo e tiro, la lenza è arrivata, ma di pesce nemmeno l’ombra, la lancio di nuovo, stavolta è andata più lontana vedi che sto imparando.
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Questo corso serviva a conoscere tutte le apparecchiature per il funzionamento dei fari, non servivano competenze specifiche, bastava avere una certa attitudine a vivere a contatto con il mare, a vivere isolati e la capacità di guidare piccole imbarcazioni, in tutto questo io sono un maestro, con la pesca invece sono una frana.
Il lavoro in pratica consiste nel controllare nelle ore serali la corretta accensione e in caso di anomalie, bisogna avvertire le autorità marittime.
Si! Ma qua io intanto tiro, avvolgo, tiro e avvolgo, ma un pesce non si vede, ti dico subito che la pesca non è uno sport che mi piacerà, senti continua da solo che io mi fumo una sigaretta e mi faccio una birra prima che diventa calda.
Quanto lavoro? In pratica sarebbero trentasei ore settimanali, dal lunedì al sabato, la domenica? Non lo so, lo stipendio non è una favola, sono circa mille e trecento euro al mese, ma alloggio, luce e gas sono compresi.
Certo che ho deciso, farò il guardiano del faro, sono qui in attesa di prendere servizio al faro del porto di Lido, si esatto proprio quello della diga nord di punta Sabbioni.
Ma no che non è un lavoraccio, al giorno d’oggi con tutta questa tecnologia è come bere un bicchiere di
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vino, è tutto automatizzato, anche se resta comunque un lavoro romantico e dal fascino letterario.
Ancora? Certo che sono sicuro, ma poi chi te l’ha detto che sarò solo … come con chi? con una donna, chi è questa donna? Non è Fiorella, magari! è Paula, non te ne ho parlato fin qui, perché volevo raccontarti tutto in rigoroso ordine cronologico.
Si! È lei la donna sposata con cui farò l’amore nel faro, senti Marco fai una cosa, posiziona anche la mia canna e vieni a mangiare quello che ti ho preparto, che nel frattempo ne parliamo.
Eccoti qua, ho portato: una cheesecake al tonno e frittata di riso, manda giù e dimmi che te ne pare, adesso sei convinto che in cucina me la cavo abbastanza bene? E so fare di meglio ma in barca sai com’è …..
Si! Paula è d’accordo, sapessi, in passato ci sono state diverse donne che hanno fatto questo lavoro, no lei no, il guardiano sono io, facciamo intanto un bel brindisi con quest’ottimo prosecco delle mie parti e dopo ti racconto.
Dopo le feste il mio accordo con il ristorante era scaduto, ho rimesso in acqua la barca, ma gennaio non è il periodo migliore per navigare, anche se io lo facevo per lo più sotto costa.
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Approfittavo dei momenti di bonaccia e mi spostavo piano piano, Imperia, Savona, Genova e infine La Spezia, per frequentare il corso e Paula? ora arriva, calma.
Ho ormeggiato la barca e sono andato all’ufficio dei fari, da li a una quindicina di giorni avrei potuto partecipare al corso e mi sono fermato.
Ero a La Spezia da qualche giorno, giusto il tempo di dare uno sguardo alla città e capire se c’era la possibilità di lavorare mentre facevo il corso, quando ho ricevuto una telefonata.
E’ stata una cosa strana perché io non ricevevo quasi mai telefonate al cellulare quando ero a Parigi, figuriamoci adesso, in cuor mio ho subito sperato si trattasse di Fiorella, guardo ed era un numero senza nome.
Ho pensato che all’ufficio dei fari forse, avevano deciso di cominciare prima il corso e così ho risposto, aspetta ma non mi hai ancora detto che te ne pare di quello che ti ho preparato? Ti piace!
Mi fa piacere che ti piaccia, adesso ti sei convinto che in cucina me la cavo davvero, appunto torniamo alla telefonata, al mio “pronto” senza neanche dirmi chi era, una voce di donna urlava e piangeva, si era Paula, ma io non l’avevo capito, l’ho capito dopo.
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Che voleva? Sempre piangendo mi diceva che la sua esistenza di moglie era diventata un inferno, con Francis è vero non c’erano state mai grandi emozioni, ma non si sarebbe mai aspettata questo da lui.
A quel punto ho capito che era Paula, ancora adesso non ricordo in che occasione gli ho dato il mio numero, ma era lei e in modo sempre più accorato mi diceva che avevano due figli insieme e non si rendeva conto come mai aveva potuto tradirla con Simona.
Simona era la loro vicina di casa, si, va bene! ma che significa che anche lei però lo aveva tradito con me, a quanto pare stavano insieme da un bel po' e non è la stessa cosa e poi è più giovane di Paula di una quindicina d’anni e questo alle donne rode un sacco e quindi era questo il motivo dell’insoddisfazione tra di loro.
Ho approfittato di un suo momento di silenzio e gli ho detto: Paula sei tu? E lei adirata mi ha risposto: si! mi hai già dimenticato? Perché io non l’ho fatto.
Gli ho spiegato un po' che non mi aspettavo questa telefonata, l’ho rassicurata come sempre in questi casi e lei ha aggiunto: ti ho chiamato perché ho bisogno di parlarne con qualcuno, io fra tre giorni vado a Vienna con i fedeli della mia chiesa, tu dove sei?
Gli ho detto che ero a La Spezia e che non avevo problemi ad andare da lei a Vienna, così abbiamo
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fissato un giorno, io appena arrivato l’ho chiamata e ci siamo incontrati.
Ci siamo visti nel primo pomeriggio alla stazione centrale di Vienna, sono sceso dal treno e stavo avviando verso il punto dove avevamo appuntamento, quando mi sono accorto che Paula mi veniva incontro quasi correndo.
Ci siamo abbracciati, lei era felice quasi come sollevata, mi ha chiesto se avevo fatto buon viaggio e siccome aveva il pomeriggio libero, siamo andati a piedi al Castello del Belvedere.
Appena fuori dalla stazione gli ho chiesto subito cosa
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era successo di tanto grave e di dirmi tutto, se potevo aiutarla la avrei fatto con piacere.
Mi ha detto che quando ha raccontato al marito che, un pomeriggio rientrando a casa, lo aveva visto per strada abbracciato a baciarsi con Simona, dopo il previsto putiferio lui gli ha detto che quei grandi batticuori per Paula non li provava più da tempo, ora nella sua vita c’era Simona e che lei se voleva poteva anche andarsene.
Che fece? È andata a riflette da una amica per qualche giorno, poi ha saputo di questa gita con la chiesa e l’ha preso a pretesto per allontanarsi da suo marito e per vedermi, ma quale per vendicarsi.
Mi ha chiesto palesemente di potere venire a vivere con me, ed io!? Mi ha preso alla sprovvista, no è che ne sono innamoratissimo, c’è sempre Fiorella di mezzo, però Paula mi fa un certo effetto, ma no sessualmente come credi tu.
Non lo so, mi dà tranquillità, sicurezza, con lei sto bene, è come se veramente ci conoscessimo da chissà quanto tempo, come se fossimo cresciuti insieme da bambini, come una sorella, il solito, una sorella con cui vado a letto, di certo non è l’amore che provo per Fiorella, ecco!
Come è finita? Con gli occhi bassi mi ha detto che in tutto questo tempo mi aveva pensato, non riusciva a dimenticarmi, mi ha sfiorato la mano facendomi provare un brivido inaspettato e poi ha aggiunto che si
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era innamorata di me.
Mi disse ancora che forse era stato il destino, prima ci ha fatto incontrare e poi gli ha fatto scoprire la tresca di suo marito e poi che aveva bisogno di me.
Ed io? Ancora? Io sul destino ho la mia teoria, il destino non esiste, siamo noi che c’è lo creiamo con le nostre scelte, scelte che si annodano con quelle degli altri e quando le cose non vanno come vorremmo, diciamo che è il destino.
Così mentre mi parlava due lacrimoni le segnarono il viso ed io lì ho capito che Paula mi stava tanto a cuore, l’ho abbracciata e accarezzato i capelli, Paula alzò la testa e ci siamo baciati con la passione di due amanti che si sono ritrovati.
Sai che c’è!? Che è successo quello che non avrei mai messo in conto, pensavo che non mi sarei mai più potuto innamorare di un’altra persona che non fosse Fiorella e invece …..
Forse non è quell’amore, ma io voglio molto bene a Paula, con lei sto benissimo, forse è l’amore di due amici che dividono insieme le loro solitudini e vanno a letto come dici tu e allora?
Senti hai pronunciato la parola magica, letto, raccogliamo tutto che mi è venuto sonno, domani devo avvicinare agli uffici per avere notizie sul faro e poi ci vediamo al bar.
Cos’è successo? L’ho presa sottobraccio e in silenzio ci siamo incamminati verso il castello, in un silenzio che
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sapeva di gioia e complicità, lei ogni tanto mi guardava e con gli occhi lucidi mi sorrideva e appoggiava la testa sulla mia spalla.
Senza neanche rendersene conto la nostra passeggiata romantica ci portò davanti alla maestosa scalinata, occhi negli occhi tenendo le mie mani sulle sue braccia gli ho detto: Paula sei sicura di volere vivere da nomade solitaria con me?
I suoi occhi si riempirono di lacrime, mentre sorridendo e singhiozzando ha scandito un deciso si, un lungo bacio sancì la scelta e siamo tornati indietro alla stazione.
La sera stessa ho ripreso il treno e sono tornato a La Spezia, io ho frequentato il corso e lei si è sistemata le sue cose in Spagna per venire a vivere con me.
Ora sono stanco davvero e vado a dormire, domani dopo che ho incontrato le persone per la questione del faro, quando torno ti racconto il resto.

LA MATTINA DOPO

Ciao Marco mi aspettavi? Io in capitaneria tutto a posto, in questi giorni mi consegnano il faro, ma quale
cerimonia d’insediamento, piuttosto ho un certo languore, mi andrebbe un bel panino con il tonno, Tu?
Ok, mangio da solo, ma un goccio di birra la dividiamo?
Con Paula? Ci sentivamo di tanto in tanto, io ho trovato lavoro in un ristorante, ma solo per i fine settimana, mangiavo e dormivo in barca, Paula è andata a vivere da sua sorella e aspetta che mi assegnino il faro.
Si! Una volta è venuta a trovarmi per un paio di giorni,
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