sabato 17 maggio 2025

Palermo, playoff da ottavo e c'è la Juve Stabia.

Il Palermo chiude la stagione all’ottavo posto, la peggiore posizione possibile per partecipare ai playoff, partono subito gli spareggi promozione, ma le speranze di andare in Serie A sono quasi nulle, i fischi del “Barbera” sono più che giustificati, come penso che sia giustificata l’assenza dei tifosi nei play off, la squadra continua a registrare dei netti passi indietro, che non sono più giustificabili.

Galassi uomo del City Group e consigliere del Palermo, che però non vive la squadra così come Bigon, ha fatto un'altra visita in città, per ammonire i tifosi e quasi minacciandoli (Se in futuro non sarà così, il CFG non deve restare per forza), penso che abbia pure tirato le orecchie ai responsabili di questa debacle, era stato già a Palermo prima della partita con il Frosinone, per chiedere il massimo impegno in questi play off, spronando e dimostrando la vicinanza della proprietà alla squadra e ribadendo ai tifosi, quelli che sono gli obiettivi della proprietà, ma alla fine?

"Il Palermo andrà in A al 100%, quando però non si può stabilire, perché il calcio è lo sport del diavolo", poi ha confermato piena fiducia al direttore generale Gardini, secondo me sbagliando o è stata una frase di circostanza e poi ha puntualizzato, che ogni decisione sarà presa dopo i play off, intanto ammette che ci sono decisioni da prendere e già è una cosa, speriamo che siano le decisioni giuste, condivido in parte: “Noi giudichiamo le persone per quello che fanno e le difendiamo fino all'ultimo, anche quando fanno bene come nel caso del nostro A.D; che ci ha aiutato a fare progressi enormi".

Ha proseguito dicendo: "Io e il City Group siamo contenti anche di questo ottavo posto. Anzi, siamo molto contenti, perché per il secondo anno di fila abbiamo centrato i play-off e non era per niente scontato (butta acqua sul fuoco?), bisogna capire una cosa: la Serie B è un campionato difficilissimo, il più complicato fra tutte le seconde divisioni europee. C'è un grande livellamento tecnico verso l'alto e noi per monte ingaggi siamo i quarti del campionato.

A tutto ciò va anche aggiunto il lato umano, che nel calcio è un fattore impenetrabile. Prendiamo questi play-off come una grande occasione e parlo da tifoso del Palermo quale ormai sono: abbiamo questa chance e ce la dobbiamo giocare con grande positività. I tifosi hanno il diritto di manifestare il loro dissenso. Abbiamo il massimo rispetto di loro, ma è giusto che sappiano che il City Group ama e tifa per questa maglia che ti prende e ti contamina. Sbaglia chi pensa che siamo freddi e distaccati.

Il Palermo è stata una scelta voluta e ponderata e al momento non si torna indietro. Abbiamo investito venti milioni per costruire il centro sportivo, che vorremmo anche ampliare, e ammodernare lo stadio. Noi abbiamo una visione a medio-lungo termine (così più lungo che medio), siamo qui per rimanere ma devono esserci le condizioni (stare zitti e vedere queste oscenità). Crediamo di essere benvenuti e ben accetti. Se in futuro non sarà così, il CFG non deve restare per forza (appunto)".

"Tra chi ha cambiato l'allenatore quest'anno c'è chi giocherà i play-out e c'è anche chi è retrocesso. La società deve essere brava e lucida a tenere la prua dritta. Cambiare allenatore non rientra nella filosofia del nostro gruppo (male), la stabilità è fondamentale. Si cambia solo se c'è di meglio, e noi l'abbiamo fatto cambiando il direttore sportivo (lui solo è stato poco)".

La squadra di Dionisi ha deluso ancora a sabato c’è la sfida contro i campani, in trasferta e con un solo risultato, il Palermo contro la Carrarese non ha brillato, la prestazione è stata decisamente deludente, ritmi bassi e manovra offensiva piuttosto sterile, non è bastato giocare più di mezz’ora in undici contro dieci per l’espulsione di Guarino.

Gli uomini di Dionisi sono apparsi scarichi, sia fisicamente che mentalmente e menomale che Galassi li aveva spronati, servivano tre punti per provare a migliorare la classifica e invece è arrivato un pari decisamente deludente, con la curva Nord ancora in clima di protesta, con striscioni eloquenti contro la gestione societaria e Dionisi ancora contestato con cori pesanti.

Un’indiscrezione parla di un interessamento del Palermo per Possanzini, come allenatore per la prossima stagione, che il Palermo stia guardando già al futuro, indipendentemente dal risultato di questi play off è scontato, come è scontata l’idea che il City Group ha nei confronti di Dionisi, nonostante il contratto lungo e oneroso, però secondo me, Possanzini può essere uno dei nomi per la panchina, ma è più un desiderata di qualche giornalista.

Credo che la prossima stagione Gardini, perché non sappiamo ancora se verrà confermato Osti, dovrebbe optare per un allenatore che conosce la serie B e di alto profilo per la categoria, gente come: Pecchia, Pippo Inzaghi, Stroppa e così via, Possanzini ha ottenuto una salvezza sofferta e meritata, ma lo considero ancora poco esperto per vincere il campionato di serie B, anche se è un profilo emergente e già noto a Palermo, per averci giocato e per essere stato il vice di De Zerbi. 

mercoledì 14 maggio 2025

Disastro totale, neanche il turnover funziona.

 

Così non va, non ci sono i presupposti per affrontare i play-off con la giusta concentrazione e con la giusta personalità, specialmente, visto che alla fine si è pure classificato ottavo, ottavo o settimo cambia poco, speriamo però che almeno il fatto di giocare questi play off fuori casa, senza la contestazione dei tifosi, possa essere positivo per arrivare al sogno serie A.

Con la Carrarese è 1 a 1 e meno male che Guarino è stato così ingenuo da prendere due gialli e che Calabro non lo ha sostituito nel secondo tempo, i rosanero non sono riesciti a superare i gialloblù, che hanno giocato in 10 per quasi tutto il secondo tempo, è stata una partita da incubo, per le continue contestazioni al tecnico Dionisi, il Palermo doveva vincere e provare a prendersi il quinto posto, ma alla fine è poi arrivato addirittura ottavo.

Da un’ipotesi migliore possibile (il quinto posto), all’ipotesi peggiore dell’ottava posizione, quella che nessuno aveva preso in considerazione, perché si pensava che il Palermo vincesse con la Carrarese e facesse pace con i tifosi, anche se per Dionisi, moltissimi calciatori e pure qualche dirigente, non faranno più parte del Palermo almeno per il prossimo anno.

Ci si aspettava la vittoria dei rosa e buone notizie dagli altri campi e invece è andato tutto al contrario, ma non chiamiamo in causa la sfortuna, perché questo Palermo è quello che Gardini ha costruito con De Sanctis e che non è riuscito a migliorare Osti, ma essenzialmente è quello che ha mantenuto Dionisi, al contrario di quello che si vedeva, adesso speriamo, ma è solo una normale e sana speranza, niente di più, che sabato a Castellammare si compia la prima parte del miracolo o che si chiuda in fretta, questa stagione sciagurata.

I play off ottenuti dopo il misero pareggio con la Carrarese, in dieci per oltre mezz'ora, ci consegna una coda di campionato ancora più in salita, i rosanero sarebbero potuti arrivare sesti, visto che il Catanzaro non ha vinto a Mantova e giocare in casa almeno il primo play off con due risultati a favore, invece giocherà sul campo della Juve Stabia quinta, che ha battuto sia all’andata che al ritorno, ma per la legge dei grandi numeri, stavolta passeranno gli stabiesi.

Al di là dell’ennesima e legittima contestazione degli ultrà verso Dionisi e Gardini, la squadra non ha mai avuto raziocinio, tranne che in rare occasioni è sempre stata “spenta”, Pohjanpalo nelle ultime 4 o 5 partite, si sbatte, lotta su tutti i palloni, fa la sponda, ma è solo, non riceve palloni giocabili e si vede che non è ai livelli atletici dei primi mesi a Palermo, quando risentiva ancora degli allenamenti di Di Francesco al Venezia.

Non è preoccupante che non segni da tanto o le occasioni sprecata nel finale di ogni partita, ma quanto deve fare riflettere questo calo atletico alla vigilia dei playoff, a questo Palermo non è bastato nemmeno un effervescente Le Douaron, il calciatore francese è andato in gol per la sesta volta ed è stato utilizzato poco, anche stavolta è entrato in campo nel secondo tempo e si è dimostrato più “vivo” di Insigne.

Viste le condizioni atletiche di Pohjanpalo e di un Brunori che va a corrente alternata, la buona forma di Le Douaron è un buon segnale, non capisco perché questo giocatore è sempre stato trascurato da Dionisi, a pari di Verre, a cui gli ha preferito stavolta” l’ex” calciatore Insigne, che tutte le volte che gioca, non ha mai fatto un movimento pericoloso e ha commesso sempre tanti errori tecnici.

Oppure gli preferisce Segre, ottimo giocatore, trascinatore, bravo negli inserimenti e spesso vede la porta, specialmente di testa, ma non è un trequartista e l’attacco ne risente, Segre non è un trequartista e nemmeno un mediano e in questo ruolo non riesce a esaltare le sue caratteristiche di mezzala, da mediano non è incisivo nemmeno nell’interdizione e nella ripartenza offensiva, ma Dionisi gli fa tappare tutti i buchi.

Segre sembra stanco anche lui e questo avvalora la mia tesi, di una squadra allenata male atleticamente e gestita male nelle risorse fisiche, si vede anche dalla brutta prestazione del capitano, che nel primo tempo ha sbagliato diverse occasioni e nella ripresa è stato spesso fuori dal gioco, Dionisi ha peggiorato tutti i giocatori, per esempio Ranocchia, per non parlare di Verre, che è stato sempre escluso, nonostante fosse il giocatore più tecnico e più incisivo.

Una prestazione così, alla vigilia dei playoff è difficile da spiegare, ma il Palermo è stato questo per tutto il campionato, capace di vincere contro il Sassuolo e rischiare di perdere contro una Carrarese già salva e in dieci uomini, per gran parte del secondo tempo, i primi 20 minuti sono stati tra i peggiori della stagione, poi con la Carrarese il 10, i rosa hanno avuto un minimo di reazione, che a lungo andare ha prodotto il gol del pareggio, quando il tempo stava per scadere.

Troppo poco per una squadra che avrebbe dovuto “ammazzare” la partita, per provare a migliorare la posizione in classifica, fra le altre indicazioni negative, ci sono i giocatori di “secondo” livello: Baniya, Di Mariano, Lund, non sono allo stesso livello dei titolari, ma un discorso fa fatto anche sul rendimento di tanti titolari, che sono inspiegabilmente regrediti come Ranocchia.

Per Insigne, Di Francesco, Diakitè, Vasic, Nikolaou e Desplanches, per me il loro rendimento è stato determinato dall’allenatore, che continuo a considerare sopravalutato e che per me non ha saputo risolvere un vecchio problema di gestione del gruppo, che il Palermo si porta dietro da inizio stagione.

martedì 13 maggio 2025

I tifosi contestano, il capitano stende il Frosinone e il Palermo è ai playoff.

Il Palermo grazie a Brunori, ottiene tre punti fondamentali per i play off, il Catanzaro vince contro il Sassuolo e rimane sesto, adesso servirà battere la Carrarese e sperare in un passo falso dei calabresi, per provare a giocare il primo turno in casa e avere due risultati su tre a favore, grazie alla grande prestazione di Brunori, il Palermo torna alla vittoria dopo i due stop consecutivi.

Battendo il Frosinone, i rosa staccano il pass per i playoff, anche se non riescono a scavalcare il Catanzaro, molto ora dipenderà dagli ultimi novanta minuti, dove intanto dobbiamo battere la Carrarese e poi a seconda di quello che succederà tra il Catanzaro e il Mantova, la Juve Stabia e la Sampdoria, il Palermo potrà sperare pure nel quinto posto, una posizione più vantaggiosa nella disputa dei play-off.

La sconfitta del Bari a Cittadella, ha dato l’aritmetica certezza di disputare gli spareggi, ma non ha sciolto tutti i dubbi sulla squadra rosanero, senza i 3 punti i rosa andrebbero quasi certamente alla sfida secca in trasferta.

Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Enzo Ferrari, 82 anni, nato a San Donà di Piave, da giocatore ha indossato tra le altre le maglie di Palermo e Udinese, squadre che ha poi ha anche allenato, è stato il tecnico dell’Udinese di Zico e a me piace ricordarlo con le stesse parole della società friulana: “Con profonda tristezza saluto Enzo Ferrari, nostro ex giocatore e allenatore, il suo nome resterà per sempre legato a molte pagine affascinanti della storia rosanero, esprimo il mio cordoglio salutandolo: Ciao, Mister”.

L’ultima esperienza di Ferrari in panchina è stata nel 2001/2002 all’Arezzo, tra le altre squadre che ha allenato, oltre a Palermo, Udinese, Triestina e Padova, c’è anche il Real Saragozza, è stato uno dei simboli della ricostruzione rosanero del dopo fallimento, ha militato nel Palermo per quattro stagioni, col Palermo ha conquistato la promozione in B da allenatore ed è stato anche attaccante del Genoa, appese le scarpette al chiodo, ha allenato anche il Conegliano e la Primavera dell'Udinese.

Domenica allo stadio di Riese si è rivisto mister Crisà, che ha assistito al primo play out tra Riese e Loreggia, per evitare la retrocessione in seconda categoria, la domanda è stata d’obbligo: “Mister, è venuto per vedere il Riese o il Loreggia?”, la risposta è stata: “Per vedere il Riese, ma non per un motivo particolare”.

Chiaramente abbiamo provato a saperne di più: “Quindi, nessuna possibilità che possa tornare a Riese?” e il mister: “Non nego che possa succedere, penso che posso essere nella lista degli eventuali tecnici per qualche squadra del prossimo anno, ma non c’è nessuna trattiva e comunque non tornerei per fare gli allievi”. 

lunedì 12 maggio 2025

Palermo ancora contestato, ma va ai play-off.

Palermo contestato al suo ingresso in campo e contestatissimo Dionisi, poi al termine di una partita per niente brillante, i rosa battono per 2 a 0 il Frosinone con una doppietta di Brunori e conquistano matematicamente l’accesso ai play off, che comunque resta l’obiettivo minimo, per una squadra costata e costruita per la promozione diretta, con il quinto posto lontano 3 punti e che rappresenta la migliore posizione possibile, per affrontare questi spareggi promozione, quinto posto da conquistare negli ultimi 90 minuti, che restano alla fine di questo campionato disastroso.

La squadra contro i ciociari si è dimostrata meno stanca e anche il tecnico è stato meno confuso, anche se non ci sono grandi speranze per il futuro, se il Palermo vincerà l’ultima partita della stagione regolare, chiudendo il campionato a 54 punti, avrà fatto comunque peggio della scorsa stagione, che ha chiuso a 56 e al sesto posto della classifica.

Però, se la Sampdoria vincesse a Castellammare, il Catanzaro pareggiasse con il Mantova e il Palermo vincesse con la Carrarese, allora per gli scontri diretti con la Juve Stabia saremmo quinti, al momento il Palermo da settimo, incontrerebbe Giovedì 15 maggio il Catanzaro che è sesto, a casa loro, in gara unica e con i giallorossi che avrebbero due risultati a favore, vittoria e pareggio per passare.

Se invece, il Palermo dovesse fare il miracolo (quinto posto), allora giocheremmo Venerdì 16 maggio in casa contro l’ottava, che al momento al 99% è il Cesena e stavolta sarebbe il Palermo a beneficiare dei due risultati per passare, sono dettagli, ma sono dettagli che fanno la differenza, anche se solo dovessimo pareggiare e il Catanzaro perdere con il Mantova, sempre alla luce degli scontri diretti, in quel caso saremmo sesti.

La certezza dei play-off, arriva nella serata di massima contestazione per tutti, dall’inizio alla fine e non c’era d’aspettarsi niente di diverso, dopo le ultime due sconfitte con Sudtirol e Cesena, il popolo rosanero è stanco di essere preso in giro e se al primo anno, si può giustificare la società (che non ha problemi economici) con l’anno di assestamento, non si può giustificare il secondo e il terzo anno di fallimento dell’obiettivo, perché con questa squadra, non andremo in serie A nemmeno quest’anno.

Un sogno in cui non crede più nessuno, nemmeno i giocatori e l’allenatore, nel mirino della contestazione, quelli più presi di mira sono Dionisi (il più contestato) e Gardini, ma stavolta i cori erano anche contro Bigon, i giocatori e il resto del pubblico che non ha partecipato alla contestazione, alla fine con po’ di complicità e un po' di fortuna (sono stati annullati comunque due gol al Frosinone), il Palermo ha portato a casa i play off.

Dopo tutti i soldi spesi per i cartellini e per non parlare del monte ingaggi, il Palermo ha deluso su tutti i fronti, il paradosso è la proporzionalità tra investimenti e risultati, i rosa hanno speso tanto e hanno vinto poco e che prima o poi dovranno ammettere di aver sbagliato quasi tutte le scelte: gli uomini giusti, le competenze, le esperienze e gli algoritmi, sono troppe le scelte che sono state sbagliate e per quali non bisogna rendere conto.

Se dopo tre anni di serie B il traguardo è un ennesimo settimo posto (faccio un po’ la media), vuol dire che: Dirigenti, allenatori e giocatori, devono andare via per una rivoluzione, i risultati e le prestazioni dicono che chi ha scelto lo ha fatto male e la parola “fallimento” è la più appropriata, la curva nord al contrario della società, spiega i motivi della loro contestazione, per manifestare tutto il malcontento, per l’andamento di questa stagione e non solo:

I motivi che ci spingono a snaturare il nostro ESSERE (ultras) come ieri appunto, sono sempre più seri di quello che crede la gente, si contesta per motivi più seri:

𝐕𝐎𝐆𝐋𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐋𝐀 𝐒𝐎𝐂𝐈𝐄𝐓𝐀̀ 𝐒𝐈𝐀 𝐒𝐈𝐍𝐂𝐄𝐑𝐀, 𝐍𝐎𝐍 𝐈𝐍𝐆𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐈 𝐓𝐈𝐅𝐎𝐒𝐈, 𝐑𝐈𝐒𝐏𝐄𝐓𝐓𝐈 𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐄 𝐈 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐈 𝐒𝐎𝐆𝐍𝐈 𝐌𝐀 𝐒𝐎𝐏𝐑𝐀𝐓𝐓𝐔𝐓𝐓𝐎 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍𝐎 𝐏𝐔𝐎̀ 𝐕𝐄𝐍𝐈𝐑𝐄 𝐐𝐔𝐈 𝐒𝐄 𝐇𝐀 𝐈𝐍 𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐃𝐈 𝐅𝐀𝐑𝐄 𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐁𝐔𝐒𝐈𝐍𝐄𝐒𝐒, 𝐏𝐀𝐋𝐄𝐑𝐌𝐎 𝐍𝐎𝐍 𝐄̀ 𝐈𝐋 𝐏𝐎𝐒𝐓𝐎 𝐆𝐈𝐔𝐒𝐓𝐎. 𝐏𝐑𝐄𝐓𝐄𝐍𝐃𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐂𝐇𝐈 𝐈𝐍𝐃𝐎𝐒𝐒𝐈 𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐌𝐀𝐆𝐋𝐈𝐀 𝐃𝐈𝐀 𝐒𝐄𝐌𝐏𝐑𝐄 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐎 𝐈𝐍 𝐂𝐀𝐌𝐏𝐎 𝐄 𝐎𝐍𝐎𝐑𝐈 𝐐𝐔𝐄𝐒𝐓𝐈 𝐂𝐎𝐋𝐎𝐑𝐈 𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐒𝐔𝐃𝐎𝐑𝐄, 𝐋𝐈𝐌𝐏𝐄𝐆𝐍𝐎 𝐄 𝐋𝐀 𝐆𝐑𝐈𝐍𝐓𝐀.

Siamo agli sgoccioli del terzo campionato e per noi è tempo di fare bilancio, abbiamo dato fiducia come sempre, concedendo a tutti il tempo per dimostrare con i fatti ciò che si dice con la bocca.

Le vicissitudini che hanno caratterizzato quest’ultimo anno ci hanno fatto mettere sulla difensiva. La scelta sbagliata di De Santis, la mancanza di attributi di Dionisi per come ha gestito lo spogliatoio e la comunicazione, la sua conferma a gennaio, alcune prestazioni indegne dei giocatori, la vicenda della concessione stadio, sono nell’insieme campanelli di allarme per noi che ad un certo punto vogliamo vederci più chiaro.

Andare in serie A con un punto interrogativo grande come una casa, con il rischio di tornare al punto di partenza, senza un percorso, senza emozioni, senza sogni, ma con tanti sbagli, con gente che non ci ha messo la faccia nelle sconfitte e nei vari problemi stagionali? Anche no grazie! Per noi vale il carattere e sia la squadra che la società ne hanno dimostrato poco.

Come per magia ogni volta che qualcuno si presenta da Manchester loro si danno una mossa… ci accorgiamo che tante cose non sono spontanee anche il riunirsi per festeggiare un gol, la realtà è sotto gli occhi di tutti, Dionisi non è stimato da nessuno, è un disco rotto e la squadra spesso ha dimostrato di non seguirlo, le sue scelte ancora oggi non sono dettate dal rendimento ma lasciano dubitare altro… Gardini in 3 anni non ha mai mostrato interesse e si è isolato facendo il sordo e il cieco nonostante i segnali erano inequivocabili.

Per tutti questi motivi noi siamo costretti a mandare un segnale a chi vuole veramente fare il bene del Palermo, vogliamo che si cambi rotta e si crei veramente quell’ ambiente che possa infiammare una piazza calda come la nostra e non andare in serie A con questi interpreti che hanno fatto passare la voglia alla gente di andare allo stadio, mettendo negatività, non rispettando la nostra piazza e la nostra maglia.

Chi ha fallito gli obiettivi, chi ha sbagliato gli approcci con la città, le scelte e chi pensa di vivacchiare a Palermo solo per gli ingaggi e tempo che cambi radicalmente, si faccia da parte o venga rimosso.

Venire a Palermo può diventare un’opportunità ma si può trasformare tutto molto velocemente e diventare tutto molto spiacevole. Per tutti!

Siamo sempre quelli che abbiamo preferito qualsiasi cosa anche il fallimento purché Zamparini che ormai pensava solo ai soldi lasciasse il nostro Palermo e non dimenticate mai…oggi come ieri … “𝐂𝐡𝐢𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐭𝐮 𝐬𝐢𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚”. 

martedì 6 maggio 2025

Palermo sconfitto a Cesena e il finlandese fallisce un rigore.

Ci si attendeva una reazione d’orgoglio da parte della squadra di Dionisi, dopo il ko interno contro il Südtirol, invece un’altra prestazione piatta dei rosa, ha determinato l’ennesimo ko stagionale, un altro passo falso pesantissimo, che rischia di compromettere la corsa ai playoff, il Palermo ha giocato male, sotto ritmo, non riuscendo quasi mai ad accelerare la manovra.

Così è impensabile potere ambire alla promozione in serie A, con questi presupposti non ci si può approcciare agli eventuali spareggi, non capisco ancora perché, la formazione iniziale è stata parzialmente rivoluzionata da Dionisi e poi alla fine questa semi rivoluzione non ha pagato, chi ha giocato meno (Verre e Le Duaron) ha perso gli stimoli e non ha fornito il contributo che il tecnico si attendeva.

La seconda sconfitta di fila, ha fatto perdere ai rosa la sesta posizione, che adesso a 180 minuti dal termine della stagione, si giocano l’ingresso ai play off nelle due partite casalinghe contro Frosinone e Carrarese, il Frosinone è in piena lotta salvezza e la Carrarese è ancora in bilico per lo stesso obiettivo, il Palermo è arrivato al momento decisivo con il fiato corto e le idee confuse, servirà quindi la massima concentrazione, se non vuole rischiare addirittura di rimanere fuori dagli spareggi, nel caso di altri passi falsi.Inizio modulo

Tra incertezze ed errori, i rosa affrontano un finale thriller e per il Palermo ora è davvero questione di dentro o fuori, la frenata improvvisa della doppia sconfitta (Sudtirol e Cesena), ha fatto evaporare tutti i margini di certezza e alimenta i fantasmi di due stagioni fa, quando un pareggio beffa all’ultima giornata, costò l’ingresso agli spareggi al Palermo di Corini, che era al primo anno di serie B, dopo avere vinto gli spareggi insperati in serie C.

In quell’anno di serie C, è stato provvidenziale l’esonero di Boscaglia e l’arrivo di Baldini, il Palermo dell’allora presidente Sensi, nel campionato 2000-2001 ha esonerato l’allora tecnico Sonzogni a due partite dal termine della stagione, come adesso se vogliamo, una soluzione estrema potrebbe essere questa e come per certi versi lo è stato lo scorso anno, ma quella del 2000-2001 era una società, che se pur “lontana”, vicina e attenta alle dinamiche del campionato.

Allora è stato un tentativo disperato e anche fortunato, che ha dato la scossa giusta per andare direttamente in serie B contro ogni pronostico, saranno stati altri tempi, ma i calciatori di allora ci credevano, quelli dell’attuale Palermo non ci credono, non credono alla conquista degli spareggi promozione, non credono nella possibilità di fare il “miracolo”.

È una squadra assente, insulsa, perché, una squadra che vuole giocarsi i playoff nel miglior modo possibile e che vuole vincerli, non può avere questi problemi atletici, mentali e tecnici, ha una mentalità troppo perdente e continui blackout di concentrazione, specialmente nei secondi tempi, il tecnico rosanero, ha detto ai giocatori che è ora di cambiare l’atteggiamento e io dico: ma non poteva pensarci prima? Da quanto tempo dico che i rosanero non devono solo guardare avanti?

Adesso ogni errore può essere fatale, il margine si è assottigliato e credo che oggi l’esonero di Dionisi sia l’ultima carta da giocare, che inchioderebbe i giocatori alle loro responsabilità, togliendo a tutti un comodo alibi, speriamo che la dirigenza ne tenga conto e che faccia le giuste riflessioni, è chiaro che oltre il tecnico, le responsabilità sono anche della dirigenza e della squadra. 

A Cesena è stata una brutta partita, giocata a ritmi troppo bassi, non vedo il motivo di fare turnover a tre partite dalla fine e con la qualificazione ai play off in bilico, a Cesena la squadra che si è consegnata all’avversario, una squadra che ha collezionato quattordici sconfitte stagionali, con un Pohjanpalo che sgomita, ma non riceve palloni, con una squadra atleticamente piatta, che non riesce ad orchestrare la manovra, come si può pensare di potere essere promossi in serie A.

Il Palermo ha perso contatto con il Catanzaro, che ora è avanti e vede avvicinarsi Cesena e Bari a una sola lunghezza, Dionisi richiama (tardi) tutti alla realtà, gli ultimi 180 minuti della stagione non saranno una passeggiata e serve almeno uno straccio di reazione, uno scatto d’orgoglio per superare quest’ostacolo play off e per le partite secche, dove basta anche un solo errore per compromettere la stagione, se non è ancora compromessa.

Dionisi attacca, dicendo che le responsabilità sono di tutti, ammette che sono stati fatti degli errori da parte dell'allenatore e poi ci aggiunge i calciatori e i dirigenti, ha ragione su tutto e anche sul fatto che se non si danno una svegliata, da questo casino non se ne escono, poi fa il codardo, dicendo che un allenatore non segna o non subisce un gol, poi ritratta e difende i giocatori, dicendo che la responsabilità è sua.

Dionisi poi prova a fare da scudo alla squadra, confessando che l’obiettivo è ancora raggiungibile e che ci devono credere, ha ragione a dire ai suoi giocatori di tirare fuori gli attributi, adesso la corsa ai playoff si complica notevolmente, con il serio rischio di rimanere fuori dagli spareggi per la promozione, partite scontate non ce ne sono, dobbiamo essere più cinici, serve recuperare energie mentali e serviranno due vittorie obbligatoriamente, per evitare di pregiudicare l'accesso ai play off. 

lunedì 5 maggio 2025

Adesso sono a rischio pure i playoff.

 

Un’altra domenica da dimenticare, il Palermo è stato sconfitto pure dal Cesena e si complica ulteriormente la vita in ottica play off, un altro passo falso, che rischia seriamente di compromettere l'accesso ai playoff, adesso i rosa sono settimi, ma hanno dietro Bari e Cesena distanti solo un punto, Dionisi non ha confermato l’undici titolare e ha mandato in campo la squadra provata nella rifinitura, con una sola variazione, quella di Magnani che recupera in extremis ed è regolarmente in campo al centro della difesa.

Chiariamo che Dionisi non è l’unico responsabile di questa atroce disfatta, lo è Gardini, lo sono la maggior parte dei giocatori, ma l’allenatore ha la fetta più grande della responsabilità, è lui che guida la squadra da luglio, anche se Gardini ha fatto un errore gigantesco (volutamente), a non mandarlo via con De Sanctis a dicembre, è Dionisi che decide programmi e strategie ed è lui che il dieci mesi avrebbe dovuto dare almeno un’anima a questa squadra.

È lui che prende le decisioni, come quella di lasciare fuori Brunori (la vera anima della squadra) e Segre, che nelle ultime partite, al di là dei risultati, sono sempre stati i migliori in campo, è lui che avrebbe dovuto prendere delle decisioni forti (non farsi imporre sempre Gomes), decisioni che avrebbero fatto solo il bene del Palermo, invece no, ha preferito andare avanti nell’equivoco.

Ha preferito dare sempre la colpa ai suoi giocatori, cambiando sempre formazione, come è successo a Cesena, che ha voluto dare la colpa della sconfitta con il Sudtirol a: Baniya, Blin, Segre e Brunori, continuando a mescolare i giocatori e gli esperimenti, mettendo in campo sempre una squadra che non è mai né carne e né pesce, accettando sempre passivamente questo tipo di prestazioni, senza trovare mai adeguati rimedi, se non quello di tirare fuori qualcuno e cambiarlo con un altro.

Dionisi come suo solito, ha messo in campo 11 giocatori, senza curarsi dell’equilibrio tecnico tattico della squadra in campo, ha fatto giocare Diakitè da braccetto di destra, per punire Baniya per l’errore fatto contro il Sudtirol, non è che l’italo-turco sia Nesta, ma un errore lo commette chiunque e poi Diakitè braccetto e la soluzione dell’emergenza, non lo ha fatto quando ce n’era bisogno e l’ha fatto adesso?

Stesso discorso per Ranocchia in mezzo al campo al posto di Blin, quello non è il posto per Ranocchia, l’ex Juve è un trequartista, deve giocare dietro le punte o al posto di uno dei due trequartisti: Brunori o Verre, a parte il fatto che Ranocchia è fuori forma, magari proprio perché gioca sempre fuori ruolo e non sente più la fiducia dell’allenatore, penso che se chiedessimo a Ranocchia se vuole andare via dal Palermo, lui direbbe: “Si! Di corsa”.

Cosa che secondo me direbbero anche Segre, Brunori, Desplanches, Vasic, Le Douaron e Verre, a Cesena ci si aspettava una reazione della squadra, che invece forse per tutti questi malcontenti (anche Lund ha criticato la sua sostituzione) non c’è stata, anzi, aggravando la posizione del leader della squadra (Dionisi), che ha fatto scelte indecifrabili, come quelle iniziali di Cesena che non hanno inciso, così come le sostituzioni a “pioggia” operate nel secondo tempo.

Ancora una prestazione molto deludente, per una squadra partita per vincere il campionato e che ha totalizzato quattordici sconfitte, un gioco sempre molto deludente, un tecnico non è riuscito a dare la giusta mentalità, a una squadra già vincente, per spessore dei giocatori in rosa, per gli investimenti profusi e per gli obiettivi dichiarati, da una società tra le più solide e collaudate al mondo.

Non ci si può presentare a Cesena, in un incontro decisivo, con Diakité spesso in ritardo, con Gomes a corto di energie, con Pohjanpalo sempre isolato in avanti e che sbaglia pure un rigore, con Ranocchia fuori dal gioco e con Blin, Brunori e Segre in panchina (l’anima vera del Palermo) e non convincono ancora una volta i cambi fatti da Dionisi a partita in corso.

Adesso c’è anche il rischio di rimanere addirittura fuori dalla zona playoff, un esito che io avevo previsto e disastroso per una stagione, che diventerebbe totalmente fallimentare, nell’ultima giornata, che poi è diventata la penultima per la morte di papa Francesco, ci sarà Spezia-Cremonese e Sassuolo-Catanzaro, che saranno decisive solo per il Catanzaro.

Poi bisognerà vedere come si mette nel fondo la classifica, perché il Catanzaro incontra il Mantova, il Cesena il Modena, la Juve Stabia la Sampdoria, il Palermo la Carrarese e il Bari il Sudtirol, penso che tra questi, Cesena e Bari hanno lo scontro più abbordabile e come vedete non è ancora finita, questo Palermo ha fallito, ha fatto peggio del già brutto Palermo di Corini, nessuno è esente da colpe, anche i calciatori messi in campo a cazzo di cane e  assistiamo ripetutamente a prestazioni sconcertanti e impalpabili.

Questa è una squadra completamente allo sbando, incapace di avere un minimo d’orgoglio, per la prima volta dopo un intero campionato ho visto Dionisi arrabbiarsi, gridare, si è reso conto anche lui che la sua storia a Palermo è finita, che è stato scaricato dalla società, che ha trovato in lui il perfetto capro espiatorio e che fin qui le ha fatto molto comodo, poco importa che i playoff siano a rischio, tanto alla luce di quanto abbiamo fatto vedere in questi mesi, non crede nessuno che ai play off la situazione possa capovolgersi.

domenica 4 maggio 2025

Tornano i fischi al Barbera

Rosa rimontati ancora una volta, dopo il primo tempo chiuso in vantaggio e una partita giocata in maniera quasi perfetta, il Palermo ha fatto due errori che gli sono costati tre punti, nonostante il gol meraviglioso di Ceccaroni, non sono bastati: il grande possesso palla e le due traverse beccate e dai palermitani, per impedire al Sudtirol di ribaltare la partita, giocando solo una quindicina di minuti, tra il primo e il secondo tempo.

Io sono e resto sempre critico con il Palermo, ma stavolta devo dire che ha giocato bene e non meritava la sconfitta, anzi, è stato abbastanza sfortunato, perché oltre alle due traverse, i rosa hanno prodotto gioco e gli avversari forse erano i più scarsi che abbiamo incontrato, ma i tirolesi sono stati cinici e più bravi dai 16 metri, perché oltre ai due gol, Audero è stato impegnato ad effettuare altri 3 interventi miracolosi.

La grande rete di Ceccaroni nel primo tempo, ha illuso tutti, facendoci pensare che i rosanero, potessero incamerare altri tre punti nel cammino per il miglior piazzamento playoff, la possibilità di mantenersi sulla scia della Juve Stabia, che in mattinata aveva battuto il Catanzaro e di conseguenza la possibilità di staccare i calabresi di tre punti e invece abbiamo visto fuggire i campani, che si sono messi a 5 punti da noi, rendendo quasi irraggiungibile il quinto posto.

Servivano tre punti per consolidare il sesto posto e non vanificare il blitz di Catanzaro, invece il Palermo non solo non ha approfittato del Sudtirol per fare bottino pieno, ma la squadra di Dionisi invece, per l’ennesima volta non è riuscita a darsi continuità, se non in quella costante altalena di risultati, che ha penalizzato il cammino dei rosa verso la serie A.

La sconfitta con il Sudtirol è stata una sconfitta pesante, per raggiungere il miglior piazzamento playoff, però visti anche gli altri risultati, che vedono crollare oltre al Palermo, anche CatanzaroBari, Cesena e Modena, per certi versi ci consolano, perché restiamo sesti in classifica con le inseguitrici alle stesse distanze di prima e con una giornata in meno da giocare.

Domenica prossima i rosa faranno l’ultima trasferta del campionato, andranno a sfidare il Cesena (44 punti) nell’ultimo scontro diretto per i rosa, partita da non perdere, non tanto per non perdere l’attuale posizione in classifica, ma quanto per non far rientrare il Cesena nei play off, con la vittoria del Pisa sul Frosinone, i toscani ipotecano la Serie A e per grossi tratti i play off sono già ben delineati, con Spezia e Cremonese che salteranno il primo turno di spareggio.

Anche se la Cremonese in queste ultime tre partite avrà: Sassuolo, Spezia e Pisa, dovrebbe avere vita un po' più facile il Catanzaro, che avrà: Sampdoria, Sassuolo e Mantova, meno per il Cesena, che avrà: Palermo, Cosenza e Modena, mentre quella che sta meglio sembra essere la Juve Stabia, che avrà: Brescia Reggiana e Sampdoria, il Bari avrà: Pisa, Cittadella e Sudtirol, mentre ai rosa dopo Cesena, toccherà: Frosinone e Carrarese in casa, colpo salvezza, invece per: la Reggiana, il Mantova e il Sudtirol.

Il Palermo non ha disputato una brutta gara, anche se ha avuto poche iniziative efficaci, sul finire del primo tempo e in qualche ribaltamento di fronte nella ripresa, la squadra avversaria approfittando del ritmo basso e di qualche distrazione, raggiunge il massimo obiettivo sperato, Dionisi ha effettuato un solo cambio, rispetto alla formazione titolare, Di Mariano al posto di Pierozzi sulla corsia destra, corsia di destra che si è perso Barreca (imperdonabile).

Il Palermo se pur giocando una buona partita, commette troppe imprecisioni in fase di costruzione e la circolazione della palla non è proprio fluida come a Catanzaro, ritmi bassi da entrambe le parti e la gara ha faticato a decollare, il Sudtirol copre uomo su uomo (cosa che il Palermo non sa fare) e i rosa hanno difficoltà a trovare gli spazi per giocare, anche se i padroni di casa hanno spinto con maggiore convinzione, non sono riusciti a fraseggiare.

Quello che non continuo a capire, sono le sostituzioni di Dionisi, non capisco il perché di Vasic al posto di Lund, Vasic non è un terzino, non può giocare a tutta fascia e non ha nessuna attitudine a difendere, poi a dieci minuti dalla fine, sono usciti Blin e Magnani e sono entrati Di Francesco e Le Douaron, in una specie di 4-2-4 e il Palermo è diventato altamente e confusionariamente sbilanciato in avanti, subendo qualche ripartenza degli avversari e poi al 90esimo ha colpito la traversa.


Il Palermo per me continua a essere un grande equivoco, sono stati cambiati tanti direttori sportivi e tanti allenatori in tre anni, ma non è cambiato nulla, ora restano tre partite alla fine del campionato e i playoff non sono certi, ci sono alcuni dati oggettivi da srotolare, che indipendentemente da come vada a finire questa stagione, meritano una riflessione approfonda, il Palermo è sesto in classifica a 48 punti con il Catanzaro, tre squadre sono all’ottavo posto distanti quattro punti e dentro ci sono una serie di scontri diretti, tra questo il più importante è quello con il Cesena.

La speranza di disputare gli spareggi resta comunque viva e a oggi, dovremmo spareggiare in casa con l’ostico Catanzaro e poi se dovesse andare bene, dovremmo spareggiare con lo Spezia, che avrebbe dalla sua 2 risultati su 3, in uno scontro con andata e ritorno e poi eventualmente con l’altra vincente, ma comunque vada, il prossimo anno a Palermo serve una grande rivoluzione, nonostante i circa 25 milioni investiti nelle due sessioni di mercato.

La sesta posizione, seppur teoricamente alla portata, visto tutto quello che è successo recentemente e che può succedere nelle ultime tre giornate, per me appare poco realistico, comunque, consideriamo che c’è la possibilità concreta di entrare nei play off, anche classificandosi ancora peggio del sesto posto dell’anno scorso, con il paradosso, di un Palermo migliorato dalla spesa di 25 milioni e che a livello tecnico, è rimasto pressoché identico, se non peggiore.

Questa è stata una stagione segnata da risultati scarsi, ottenuti da una squadra imprevedibile e da un tecnico decisamente responsabile, ma che è responsabile nella stessa misura anche con altri, scelte discutibili da parte di tutti, per il tecnico una su tutte, quella di inserire Vasic ancora una volta, in una zona di campo a lui poco congeniale, invece di intervenire a centrocampo e in attacco, dove i rosa stavano calando e poi, a cosa servono i cambi all’82esimo, a una squadra che sta perdendo da mezz’ora?

Crolli inspiegabili, specialmente dopo quasi tutti gli intervalli, cosa succede di così deleterio negli spogliatoi, per determinare un calo fisico e mentale pauroso, che non può essere altro, che frutto di una cattiva gestione da parte dell’allenatore, della parte atletica e di quella della concentrazione, per non parlare della lettura delle partite.

La squadra ha bisogno di idee chiare e di una direzione ben precisa, ciò che è sempre mancato, escluso con Mignani e considerando che l’obiettivo stagionale era la promozione diretta in serie A, è sempre più un segnale evidente, di un distacco ormai inevitabile tra Dionisi e il Palermo, cosa che io ho detto già cinque mesi fa.

Anche se Dionisi non vuole ammetterlo o non vuole farlo vedere, è sempre più in difficoltà, ora resta per noi e per lui, la speranza che possa accadere un miracolo sportivo e poi, serie A o ancora serie B, deve andare via, anche perché non ci sono e non ci sono stati mai i presupposti per poterlo confermare.