mercoledì 5 giugno 2024

Zanetti verso Verona e il Palermo sceglie Dionisi per la panchina.

Il Palermo con Zanetti che sta per accettare la distinzione Verona in serie A, sembra avere sciolto ogni dubbio (prima che prendono anche lui) è scelto il nuovo allenatore per la prossima stagione, dovrebbe trattarsi di Alessio Dionisi e pare che l’accordo sia molto vicino (lo era pure con Zanetti), il Palermo vuole tornare subito a riprendere il discorso serie A ed essere la protagonista in queste prime battute di calciomercato.

Per farlo deve partire dalla panchina e visto che Zanetti era in stallo per via del Verona, i rosa hanno intensificato i contatti con Dionisi e l'accordo potrebbe arrivare presto, il profilo piace molto al City Group e devo dire che è un profilo molto interessante, di gran lunga superiore a Mignani e Corini, così come lo era Zanetti, a me Zanetti piaceva di più, ma devo dire che Dionisi ha una considerazione più alta, tant’è che lo aveva chiamato ad allenare il Sassuolo.

Dionisi arriva da una società che ama lavorare con i giovani (chiaramente di qualità), ricerca un calcio propositivo e moderno, conosce bene l’inglese ed è abituato a lavorare in una società multietnica, sia i dirigenti, che i giocatori, quindi è una scelta importante, certo, poi dovrà imparare pure il “palermitano”, gioca con il 4-3-3 d’avanguardia, con una costruzione dal basso che coinvolge: portiere, linea di difesa e mediano (Stulac).

La fase di sviluppo dell’azione viene tendenzialmente condotta dalle due mezzali (Segre e Ranocchia) e dai terzini che accompagnano il portatore di palla (Diakitè e Lund), gli inserimenti dei due interni di centrocampo diventano determinanti, Segre e Ranocchia lo sono, nel 2020/21 ha riportato l'Empoli in serie A vincendo il campionato e in quella squadra c'erano due punti fermi: Stulac a centrocampo e Mancuso in attacco.

Stulac di proprietà dei rosa, potrebbe essere rivitalizzato, Mancuso è in prestito con diritto di riscatto, ma Dionisi potrebbe convincere Brunori a restare, aspettiamo quindi di definire la situazione direttore sportivo, quella dell’allenatore e poi quella del mercato, dove dovrebbero esserci tanti addii, chiaramente si parte dai giovani e dal portiere che Dionisi coinvolge nella costruzione dal basso.

Il nome è Desplanches, ma non è detto che Pigliacelli resti totalmente tagliato fuori, tra i “big”, resteranno sicuramente quelli arrivati un anno fa, in molti considerano Lucioni come punto fermo in difesa, a me non è piaciuto, però un’altra chance gli si potrebbe anche dare, il nucleo giovane (Desplanches e Vasic) è destinato a rimanere quasi al completo, mentre la vecchia guardia, dovrebbe cambiare e tanto.

Kanuric, Marconi, Coulibaly, Henderson, Traorè e Mancuso, sono con il contratto in scadenza il 30 giugno e non verranno rinnovati, il City Group andrà in cerca di qualcosa di diverso, per colmare le lacune già prima dell’inizio del ritiro di Livigno, Lucioni e Ceccaroni nonostante un’annata con alti e bassi, possono restare magari da riserve.

Intoccabili dovrebbero essere invece Diakité e Lund, Marconi ha già salutato, Aurelio diventa un “over” e non dovrebbe restare anche Buttaro, Nedelcearu e Graves dovrebbero partire, a centrocampo l’unico punto fermo è Ranocchia, per Segre molto dipenderà dal rinnovo, mentre su Vasic il Palermo spera di costruire un futuro su di lui, chi invece non è più intoccabile (finalmente) è Gomes, che potrebbe essere sacrificato.

Henderson, Coulibaly e Stulac dovrebbero salutare e la società cerca un regista che possa garantire più velocità alla manovra, la permanenza a Palermo di Brunori non è scontata, come per Soleri, scontati gli addii per Mancuso e Traorè, mentre dovrebbero restare Insigne, Di Mariano e Di Francesco, che non hanno reso secondo le aspettative, ma hanno l’esperienza per rilanciarsi.

Il Palermo ha salutato Rinaudo (credo l’unico incolpevole) e sta per annunciare il nuovo direttore sportivo, la scelta dovrebbe essere caduta su De Sanctis, che sicuramente ha un’esperienza maggiore di Rinaudo per essere stato alla Roma e alla Salernitana, però in entrambe le esperienze, non mi pare si sia trattato d’esperienze senza polemiche, De Sanctis è atteso presto in città e vediamo se può partire così anche il mercato.

Con lui nel suo staff arriverebbe anche Migliaccio, che ha già lavorato con De Sanctis alla Salernitana come responsabile dell'area tecnica, in precedenza l’ex capitano rosa era stato all'Atalanta, come responsabile dello sviluppo delle risorse tecniche (boh?), De Sanctis stava per accettare la corte del Besiktas, poi ha ceduto alla chiamata di Bigon.

  

martedì 4 giugno 2024

Brunori è un giocatore di tutto rispetto, non lo si può imprigionare.

Brunori è un giocatore di categoria superiore, non gli possiamo chiedere di tarparsi le ali a 29 anni, perché non può essere colpa sua, se abbiamo preso e confermato, un allenatore che è stato scelto dai capricci dell’algoritmo e dalla nostalgia del presidente, il capitano non è stato messo nelle condizioni di esprimersi al meglio, specie quest’anno, se dobbiamo continuare a “giocare” con delle scelte improponibili, lasciamo che almeno lui vada a godersi la serie A, lo merita.

Questa squadra ha degli evidenti problemi di natura tattica e tecnica, di cui tenere conto in questa avviata rifondazione, con la speranza che certi errori troppo grossolani non si ripetano, come quello del portiere: che senso ha spendere milioni per prendere uno dei migliori portieri giovani del mondo, per farlo ammuffire in panchina? Sono state fatte critiche eccessive a Pigliacelli, che pur avendo i suoi limiti, ha anche salvato diversi risultati, ma la gestione dei portieri andava fatta diversamente.

Se il Palermo ha preso tutti questi gol, la colpa non è tutta di Pigliacelli, ma anche di chi ha giocato in difesa, è stato crocifisso Mateju mandandolo via e non si è mandato via prima chi lo aveva voluto e che lo schierava da terzino, quando lui è un centrale e quando è stato preso Diakitè, prima di liberarlo sulla fascia, abbiamo perso tempo a provare tetti i vari tipi di difesa possibili e immaginabili, per favorire Di Mariano sulla fascia destra, che non ha fatto male.

Per non parlare del filtro a centrocampo, Gomes, sempre Gomes, fortissimamente Gomes, giocatore con notevoli carenze tecniche, che non sono mai state rimarcate, facendolo giocare titolarissimo per tutta la stagione, Gomes non è un regista e non è un incontrista, per non parlare del rendimento di tutti gli altri, il cui rendimento in campo è stato inversamente proporzionale all’ingaggio, con le sole eccezioni di Segre e Ranocchia, come ho detto spesso, una squadra mal assortita e mal messa in campo.

Non si può dire che il City Group non abbia speso soldi per migliorare la squadra, ma gli investimenti sono stati sbagliati (chi ha fatto le scelte?), errori di una gestione troppo distante e poca affidata a persone competenti, ora il Palermo si appresta a vivere un’estate di cambiamenti significativi, da fare in tempi rapidi, in vista del ritiro del 7 luglio, la squadra dovrà essere ristrutturata, soprattutto nel reparto dirigente.

Brunori a 29 anni vorrebbe fare il salto in Serie A, Empoli, Genoa, Cagliari e Lecce sono interessati a lui, la sua eventuale partenza renderebbe necessaria la ricerca di un attaccante di pari livello, anche Soleri dovrebbe partire per trovare maggiore continuità in una squadra di Serie B, partiranno Mancuso e Traorè, che sono arrivati in prestito con diritto di riscatto, ma il Palermo non sembra intenzionato ad esercitare l’opzione di acquisto.

A centrocampo partiranno Henderson e Coulibaly, anche loro in prestito con diritto di riscatto e per cui il Palermo non sembra interessato a confermarli, potrebbe restare Di Francesco, visto che è arrivato a titolo definitivo, così come Insigne, potrebbe rimanere Di Mariano, che come Lucioni, Nedelcearu e Stulac, hanno il contratto in scadenza nel 2025, ma non sono stati all’altezza.

Bisognerà lavorare anche sul nuovo allenatore, la nuova guida tecnica dovrà avere le capacità e l’esperienza per affrontare e risolvere le criticità, che sono emerse e che emergeranno durante un campionato lungo e difficile come la serie B e con una rivoluzione in attacco da ridisegnare, perché il Palermo nella prossima stagione, potrebbe avere un reparto offensivo tutto nuovo.

Ovviamente prima bisognerà capire chi sarà l’allenatore, quale sarà la sua idea tecnica e che spazio gli verrà dato nelle scelte tecniche, poi ci saranno da valutare i rientri dai prestiti che sono ben sette: il 22enne Peda difensore centrale con grande talento, che a suon di buone prestazioni in serie C con la Spal, si è guadagnato la convocazione della nazionale maggiore polacca, collezionando tre presenze, mi pare che valga la pena osservarlo bene in ritiro.

Il difensore Devetak, ha collezionando 30 partite nel massimo campionato croato e Damiani 32 nella Juventus Next Gen, per lui una buonissima annata che lo potrebbe rilanciare in rosanero, Saric ha collezionato 34 partite nel massimo campionato turco, anche per lui il ritorno in rosanero potrebbe rivelarsi come una rinascita, meno brillante è stata invece la stagione di Broh, così come quella di Fella.

La stagione di Giacomo Corona con la maglia dell’Empoli Primavera è stata da incorniciare, ha realizzato 19 reti in 30 partite e prestazioni che gli sono valse anche la chiamata in prima squadra e con l’esordio in Serie A, Corona è in prestito all’Empoli con opzione di riscatto e controriscatto a favore dei rosanero, i due club dovranno trovare la soluzione migliore per il giovane talento in rampa di lancio, ma io gli darei una opportunità, facendogli fare per cominciare la riserva di Brunori o chi per lui, per poi affidargli il ruolo di centravanti nel Palermo. 

domenica 2 giugno 2024

Rivoluzione nel Palermo, Mignani, Rinaudo e Brunori addio.

 

Comincio dissociandomi da quanto è stato detto dal Sig. Palazzo, per me le cose sono completamente al contrario di come le ha mirabilmente dipinte, l’unica cosa vera è che i rosanero sono in buone mani dal punto di vista economico, ma non dal punto di vista “tecnico”, perché non si scelgono gli allenatori con l’algoritmo e né tanto meno con i ricordi, quando capiranno come si spendono i soldi, allora il Palermo avrà un futuro ottimo, all’altezza di un pubblico eccezionale, se poi, come è stato detto, la società si lascia influenzare dal “mormorio” dei tifosi, vuol dire che non ha le idee chiare e questo non mi sembra buono.

Comunque, non ho nessuna intenzione di fare polemica, ognuno ha le sue idee, ma non possono essere vangelo, perché nel calcio la verità assoluta non c’è l’ha nessuno, nemmeno i calcoli matematici e algoritmici, il Como ha i soldi e ha cambiato 3 o 4 allenatori ed è andato in A, stando a quanto ho letto, l’Empoli non doveva affidarsi a Nicola e l’Udinese non doveva cambiare Cioffi con Cannavaro, ma comunque, la verità è una, che abbiamo una società ricchissima e competente, però siamo ancora in serie B.

È innegabile che sono stati commessi degli errori, un organico assortito male, un tecnico non all’altezza, tanti equivoci tattici e tanti infortuni, tante, troppe partite perse e un’idea di gioco confusa, sommaria, adesso bisogna programmare il futuro senza commettere errori, nel gettare le basi per la prossima stagione, un’annata nella quale l’obiettivo non può essere fallito.

Mignani dovrebbe andare via, tre i nomi in lizza per la panchina: Dionisi, Inzaghi e Zanetti, quest’ultimo è quello più accreditato in questo momento, con l’ex tecnico di Empoli e Venezia, c’è stato più di un colloquio, tanto che l’allenatore veneto avrebbe già dato la propria disponibilità.

Zanetti ha già allenato Ceccaroni e Di Mariano al Venezia, con cui ha conquistato la serie A nel 2020/21, Inzaghi è considerato come Corini un guru delle promozioni, dopo i fallimenti con Reggina e Salernitana, vorrebbe tornare a sposare un progetto importante, anche lui ha vinto un campionato con il Venezia e ha lavorato con Bigon a Bologna.

Un po' più distante Dionisi, non perché l’allenatore non goda della giusta attenzione da parte del Palermo, ma perché ha richieste in serie A, da Cagliari e Udinese, che ha fatto pure un pensierino su Zanetti, mentre pare che Grosso abbia rifiutato ancora di allenare il Palermo e abbia scelto giustamente di allenare il Sassuolo.

Un’altra questione importante da risolvere, è quella legata al rinnovo del contratto del direttore sportivo Rinaudo, il suo contratto scade il 30 giugno e il City Group sta cercando un suo sostituto, sembra però che non abbia trovato l’uomo giusto e quindi Rinaudo potrebbe restare, ma il nodo va sciolto il prima possibile.

A oggi, sono andati in fallimento i colloqui con Petrachi e Meluso, anche il City Group, come Redbird, non intendono affidarsi all’esperienza, alla professionalità, per muoversi in un ambiente diverso da quello dove abitualmente operano, voglio il completo dominio della situazione, quindi, il D.S. e l’allenatore, devono essere personaggi che stanno ubbidientemente nell’ombra.

Se poi, prendiamo mezze scartine disposti a tutto pur di lavorare (non è il caso di Rinaudo) e i risultati non arrivano, non può essere colpa del “mormorio” dei tifosi, anzi, io ascolterei meglio e di più, quelle 32 mila persone che vanno allo stadio, a questo punto, pare che il Palermo potrebbe decidere di rinnovare la fiducia a Rinaudo, che possiede tutte le “qualità” richieste dal City Football Group, prendere i giocatori che piacciono a Corini e poi assumersi tutte le responsabilità del fallimento, in poche parole, gli altri scelgono (comandano) e “cappiddazzu” paga per tutti.

A proposito di giocatori, al Palermo come al Milan, si sta facendo mercato, senza avere le indicazioni del tecnico e poi ci chiediamo come mai non riusciamo ad andare in serie A, pur avendo tutto questo po’ po’ di società, ma comunque, come diciamo noi del Cassaro, “chistu o pitrati”, loro o l’anonimato della serie D, molti calciatori (giustamente) hanno già le valigie pronte, si tratta di prestiti che hanno deluso.

Henderson, Mancuso, Coulibaly e Traorè, guidano la rivoluzione tecnica, Marconi è al capolinea e sicuramente partirà anche Pigliacelli, che non farà la riserva a Desplanches e poi, tornano dai vari prestiti: Saric, Fella, Devetak, Broh e Damiani, di questi io terrei solo Saric e Damiani come riserve, per Fella, Devetak e Broh, non credo proprio ci siano possibilità che restino.

Quindi almeno in sei andranno via e per quanto riguarda Brunori, non credo che resterà, il capitano vuole la serie A, l’avrebbe voluta con il Palermo, visto che ha 29 anni e Lecce ed Empoli lo vogliono, sarebbe da stupidi per il calciatore perdere questa opportunità, nel caso di una sua partenza, sarebbero sette i calciatori da sostituire.

mercoledì 29 maggio 2024

Rilancio e rivoluzione, per il progetto e le ambizioni del Palermo.

Abbandoniamo, dimentichiamo, la conclusione di una stagione tribolata e deludente e pensiamo invece in ottica della prossima, partiamo quindi dai calciatori e dall’allenatore, fino ad arrivare alla dirigenza, perché tutti hanno commesso errori, per raggiungere questi risultati modesti, sono previsti nuovi investimenti, perché il City Group non ci sta ed è previsto un budget ancora superiore a quello della scorsa stagione (il Como insegna).

Per il calciomercato dovrebbe essere in arrivo Petrachi, il nuovo direttore sportivo che dovrebbe realizzare la rivoluzione che ci porti in serie A, una rivoluzione, che non dovrà essere una smobilitazione, dovrà essere un rilancio in grande stile, dopo due anni di fallimenti targati Corini, l’obiettivo della prossima stagione deve essere la conquista della serie A diretta, perché i play off sono una lotteria, il primo cambio sarà il direttore sportivo, non che Rinaudo abbia operato male, ma serve gente più navigata, per non farsi imporre le scelte dall’algoritmo.

Secondo quello che si sente in giro dovrebbe arrivare Petrachi, 55 anni, ex calciatore del Palermo e direttore sportivo di Pisa, Torino (con ottimi risultati) e Roma, dove con i Friedkin qualcosa non ha funzionato, è stato sospeso dall'incarico e successivamente licenziato per giusta causa, manca dall’attività da 4 anni, ma ha “lasciato” quando era uno tra i migliori direttori sportivi in circolazione e penso lo sia ancora, magari fosse vero.

Da quello che si sa, i contatti sono avviati, da qualche giorno si è messa in mezzo la Sampdoria, che però sembra in ritardo sull’ex Roma, Petrachi sceglierà il nuovo allenatore, come è giusto che sia e non saranno, né Mirri e né l’algoritmo e dovere scegliere (per scelta di Bigon, Paolo Zanetti), è un profilo più alto di Mignani e Corini, un allenatore che arriva dalla serie A e che ha saputo dare una proposta di gioco.

Vero è che è stato esonerato, ma come abbiamo visto dopo, non è riuscito neanche Andreazzoli nell’intento e Nicola ha salvato l’Empoli al 93esimo dell’ultima partita, ma c’è arrivato grazie ai gol di Niang, che Zanetti non aveva, allenatore della prima squadra dal 2017, al primo anno in serie C arriva secondo con il Sudtirol e al secondo anno arriva sesto, nel 2019 è il suo primo anno di serie B con l’Ascoli, ma viene esonerato a 3 punti dalla zona play off.

Nel 2020 va a Venezia e arriva quinto, ottiene la promozione vincendo i play off, mentre l’anno successivo, viene esonerato in serie A con il Venezia all’ultimo posto, resta fermo un anno e nel 2022 va all’Empoli, nella prima stagione raggiunge la salvezza con tre giornate di anticipo, nella seconda come detto viene esonerato.

Questi anni da allenatore, sono stati caratterizzati da un gioco fatto di un attento giro palla, una forte propensione alle ripartenze e al contropiede, ma dobbiamo considerare che non ha mai dovuto lottare per vincere, agli inizi, quando non doveva salvarsi, giocava con il 4-3-3 e a Palermo potrebbe riproporlo, poi quando ha giocato per salvarsi, ha giocato con il 4-3-1-2 e a Palermo ha i giocatori per poterlo fare e fare anche con un gioco gradevole.

Il tecnico è ancora sotto contratto fino al 30 giugno 2025 con l’Empoli, ma il presidente Corsi ha detto che non farà nessun ostruzionismo nel liberarlo e nel liberarsi di un contratto pesante, nel casting si sono anche Dionisi e D’Angelo, chiunque sia il prossimo allenatore del Palermo, una cosa è certa, bisogna rinforzare la squadra e il City Group ha già messo a disposizione un budget per piazzare dei colpi importanti.

Non si esclude una cessione eccellente, individuata nel capitano Brunori che a 29 anni vuole la serie A, motivo della sua tristezza quest’anno, ma è scontato che se dovesse partire, arriverebbe un attaccante di serie A, Segre, Ranocchia e Gomes, saranno con ogni probabilità i perni nella zona nevralgica del campo, Desplanches sarà il portiere titolare, mentre Vasic potrebbe essere l'atra mezzala.

Vasic è un calciatore da recuperare e rilanciare, in molti però saluteranno la maglia rosanero, quelli che hanno il contratto in scadenza nel 2025 come Lucioni, Nedelcearu, Di Mariano e Stulac, mentre in difesa vanno verso la conferma Diakité, Ceccaroni e Lund, Aurelio dovrebbe andare in prestito, mentre Marconi lascerà Palermo, andranno via anche diversi giocatori in prestito, come Traorè, Mancuso, Henderson e Coulibaly, comunque arriveranno molti giocatori per potenziare l'organico. 

lunedì 27 maggio 2024

Il City riflette e prepara la rivoluzione.

Non c’è rivoluzione che si rispetti e che non parta dall’allenatore, giusto così, come abbiamo visto la guida tecnica è importante e se Lucioni ha vinto una serie di campionati in serie B, non è stato solo perché è bravo, ma anche perché non lo allenava Corini, a parte il fatto, che a lungo andare anche le magie finiscono e non si può a 36 anni vincere sempre o mantenere standard altissimi, quindi per vincere, bisogna puntare in primis sull’allenatore.

Ricordo il titolo di un film dei miei tempi che si intitolava: “A qualcuno piace caldo” ed ecco spuntare ciclicamente il nome di Inzaghi, così come è successo due anni fa, che a qualcuno piaceva Corini e tanto ha fatto e tanto ha detto, finché si è preso Corini, spacciandola per scelta dell’algoritmo e poi sappiamo tutti cosa è successo.

Io anche se fossi ricchissimo da fare schifo come il City Group, lascerei fare la ricerca dell’allenatore a chi queste cose le sa fare, se no, non ha senso avere Rinaudo come direttore sportivo e Bigon come consulente di mercato, se poi l’allenatore lo deve scegliere il presidente onorario Mirri, perché quella del presidente che sa e fa tutto, stia diventando una moda, ma a giudicare da quanto De Laurentis ha fatto con il Napoli e il Bari, non mi pare una genialata.

Quindi, allontaniamo accostamenti improbabili e soprattutto, smettiamola di pensare, che uno che ha vinto una volta, possa ripetersi sempre e Inzaghi è un allenatore come un altro, lo abbiamo visto a Brescia e con la Reggina, concentriamoci invece sui due nomi che sono venuti fuori in questi giorni: Dionisi e Zanetti, senza fare come due anni fa, che avevamo una lista infinita di nomi e poi (io ero contrario già allora) abbiamo preso il peggiore.

Dobbiamo essere convinti di quello che vogliamo e su quello ci dobbiamo concentrare, non dobbiamo sfogliare la margherita e né tanto meno tirare a caso una carta dal mazzo, lasciamo fare ad ognuno il suo lavoro, il direttore sportivo sceglie, parla con il tecnico e poi quando ci sono le condizioni, informa la società, che se, se ne convince, dà il proprio placet e si passa avanti, via anche il direttore sportivo Rinaudo? E allora cominciamo dal direttore sportivo e non lo facciamo fare a Mirri.

Palermo incompiuto? No! Solo tante scelte sbagliate, a cominciare dalla scelta del 4-3-3, quindi dei giocatori presi per il 4-3-3 e poi invece utilizzati per altri moduli, la scelta di prendere giocatori che avevano vinto il campionato, come se fosse bastato questo e poi non si sono rilevati all’altezza, il City deve riflette su tutto questo e anche su altro, come lo staff, che non deve essere fatto da amici o per riconoscenza.

È tempo di bilanci e di riflessioni per programmare la prossima stagione, ma se è stato deciso che Rinaudo deve andare via, non si possono prendere decisioni sull’allenatore, senza prima avere scelto il direttore sportivo, non facciamoci prendere dalla nostalgia, Foschi, Perinetti, Faggiano o Sabatini, prendiamo un bel direttore sportivo giovane ed emergente, che ha già dimostrato anche in serie C e poi prendiamo l’allenatore.

Il tempo per prendere le decisioni, tuttavia, non è troppo lungo, la squadra si radunerà il 7 luglio a Livigno e vuol dire, che il pallone comincerà a rotolare fra 40 giorni, 40 giorni di mercato, che dovrà essere quasi concluso nella sua interezza, per permettere al tecnico di cominciare ad operare nei migliori dei modi, per trovare una formula vincente, che non è mai facile.

Nell’analizzare e riflettere, bisogna tenere in grande considerazione, che quest’anno il Palermo ha subito quattordici sconfitte e 56 gol, un dato che evidenzia: problemi di modulo, problemi di fase difensiva e problemi di difensori, tutte cose incompatibili con il progetto di promozione e poi, un centrocampo più tecnico, per rifornire meglio e di più l’attacco, la difesa comunque è il reparto che necessita la maggiore attenzione.

Ma le analisi devono essere rinviate di qualche settimana, la decisione sull'allenatore stavolta deve essere impeccabile, perché questa scelta sarà determinante, credo e spero, che il club eviterà gli errori del passato, puntando su un profilo che possa dare stabilità: tecnica, fisica, mentale e di risultati, per perseguire e raggiungere l'obiettivo della serie A, quindi sotto con la scelta del direttore sportivo, Rinaudo è in scadenza al prossimo 30 giugno e non possiamo far scegliere a lui l’allenatore.

Toccherà quindi a Bigon, scegliere il successore di Rinaudo e cominciare a parlare con Zanetti e con quasi tutta la difesa, per trovargli una nuova sistemazione, in attesa che arrivi il direttore sportivo, che comunque deve essere bravo e sottomesso alla galassia City, perché per impostazione societaria (non mi piace), le scelte tecniche di ogni tipo devono essere condivise con il City Group, o per lo meno con i suoi rappresentanti a Palermo.

Il direttore sportivo che arriverà, non sarà un responsabile assoluto, un direttore vecchio stampo, sarà una figura spesso distaccata dai rosanero, come Bigon che lavora come consulente del gruppo, io questo modo di fare calcio non lo condivido, anche a Como hanno una barca di soldi, ma la squadra è in mano a: Ludi (direttore generale e sportivo) e Fabregas (allenatore e direttore tecnico), basta, eppure hanno vinto, senza se e senza ma. 

domenica 26 maggio 2024

Il campionato per noi è finito, ma all'orizzonte ci dovrebbe già essere il nuovo allenatore.

 

Il Palermo aveva bisogno di segnare due gol senza subirne nessuno, avrebbe dovuto segnare nel primo quarto d’ora per indirizzare subito la partita e invece è il Venezia ad andare subito in vantaggio con Tessmann, mettendo in evidenza la netta manifesta inferiorità dei rosa e al termine di un primo tempo nettamente di marca lagunare, i veneti hanno raddoppiato con Candela, chiudendo di fatto la partita, il campionato del Palermo e le ultime residue speranze di potere andare in serie A.

Il sogno della serie A naufraga a Venezia, per un Palermo che non è mai stato in partita, netto il dominio dei padroni di casa in questi playoff, sia nella gara di andata che in quella di ritorno, fra l’altro se vogliamo, il Venezia ha dominato anche le due partite di campionato, l’autorete di Svoboda nel finale su conclusione di Traorè, è stata inutile e termina così una stagione praticamente fallimentare, spero che la proprietà abbia capito i tanti errori commessi e che per costruire il futuro riflettano con attenzione.

Il campionato dei rosa è finito male, il Palermo non è mai riuscito a dimostrare di essere quella squadra che il City Group ha costruito per la Serie A, la proprietà ha provato ad allestire una squadra per vincere il campionato o male che fosse andata per vincere i play off, ma non ci sono riusciti, il Palermo in questo campionato, è uscito poche volte dal campo a testa alta, stavolta addirittura, i rosanero non hanno mai dato l’impressione di poter ribaltare la sconfitta dell’andata.

Il Venezia ha ampiamente meritato la finale e possibilmente meriterà anche la promozione in serie A, il Palermo invece ha mostrato anche nella partita più importante, le pecche di tutta la stagione, le croniche incertezze, le inspiegabili distanze sulle marcature, le mancate verticalizzazioni e una scarsa incisività in attacco.

Il Palermo rispecchia la sua classifica, stando a quello che si è visto in campo, il sesto posto è giusto, il City Group farà bene ad abbandonare la presunzione che li ha consigliati in questi due anni di serie B, riflettere sulla stagione appena conclusa e anche su quella scorsa, perché da lì è partito tutto, bisogna azzerare o quasi e non farsi consigliare dall’algoritmo.

La stagione è stata una grande delusione, credo che non occorrerà riflettere poi tanto attentamente sulle ragioni del disastro, il peccato originale è stato la scelta di Corini e l’intestardirsi sul tecnico bresciano, la stagione è stata fallimentare, sia questa, che quello dello scorso anno, questa a maggior ragione perché la squadra è stata costruita per le posizioni più alte, se non altissime della classifica.

Il cambio di Corini è stato tardivo e l’apporto di Mignani è stato praticamente nullo, bisognerà anche interrogarsi sulla condizione atletica, che ha accompagnato per tutta la stagione la squadra, anche questa è una cosa imprescindibile, in vista della costruzione dello staff tecnico del futuro, la madre del tracollo rosanero è stato il secondo tempo di Cremona, lì eravamo ad un passo dal secondo posto e poi da allora tutto è precipitato inspiegabilmente, anche se la spiegazione era: che non bisognava affidarsi a Corini.

La proprietà pare che abbia capito, in ritardo ma sembra che abbia capito e ha già cominciato a pensare alla prossima stagione, cominciando subito con la ricerca del nuovo allenatore, Mignani è destinato ad andare via, se si vuole veramente puntare alla serie A e poi portare avanti il percorso di crescita, come ho sempre detto, serve un allenatore di medio livello di serie A, gente come D’Aversa, Sottil, Dionisi e Paolo Zanetti, che a quanto pare è in pole per la panchina.

Serve scegliere bene e presto, in modo da avere tutto il tempo per programmare e per scegliere sul mercato, Brunori è stato triste e sottotono per tutto il campionato, un’altra cosa che la proprietà non ha capito, gli è dispiaciuto dovere aspettare ancora per raggiungere la serie A e in questo ci potrebbe essere anche la possibilità che il capitano voglia essere ceduto, Marconi invece ha dato l'annuncio del suo addio al Palermo.

Con lui, alcuni dei protagonisti rosanero potrebbero lasciare presto la Sicilia, sia per motivi contrattuali, che tecnici, potrebbero lasciare il Palermo oltre a Brunori e Marconi, il terzo portiere Kanuric e diversi giocatori in prestito: Henderson, Traorè, Coulibaly e Mancuso, per Traorè il diritto di riscatto è fissato a 10 milioni, una cifra elevata considerando che il giocatore non ha mostrato appieno il suo potenziale.

È molto probabile, che oltre ai prestiti e alle scadenze di contratto, a Palermo si possa avviare una rivoluzione tecnico-tattica, per me auspicabile e quindi porterebbe a cambiare diversi interpreti, prendere gente nuova e di livello superiore è un obbligo, poi sono previsti nuovi ingressi nell’organigramma, ci interessano di meno dei calciatori e dell’allenatore, ma ci fanno capire, che la proprietà sembra aver capito, di guardare i numeri e parlare di futuro.

mercoledì 22 maggio 2024

Delusione al Barbera.

 

Il Venezia batte il Palermo per 1 a 0 e vede sempre più vicina la finale per andare in serie A, è stata una gara equilibrata, risolta da una bella rete di Pierini, il Venezia fino ad allora non aveva impensierito Desplanches, l'attaccante ospite però è stato colpevolmente lasciato libero di calciare dai difensori rosa e alla fine è stata una delusione per tutti, ma in special modo per i quasi 33 mila tifosi accorsi in massa al Barbera.

Il Palermo affronta il Venezia nella gara d'andata della semifinale dei play-off di Serie B, è il primo round di una doppia sfida con i lagunari per raggiungere la finale, gli arancioneroverdi vincono 1 a 0 al Barbera, nella gara di ritorno i rosa dovranno vincere con due gol di scarto, per potere arrivare alla finale, con una tra Cremonese e Catanzaro, ma intanto la prima semifinale va al Venezia.

Primo turno amaro per i rosanero, puniti da uno dei pochi tentativi verso la porta di Desplanches, fino a quel punto il Palermo è stato bello, convincente e determinato, merito anche di Mignani, poi una volta preso il gol, i rosa si sono spenti, sono tornate le fragilità mentali, la confusione tattica e anche gli infortuni, ma davanti a se il Palermo aveva una grande squadra, capace di aspettare e imbrigliare i rosa, forte della posizione in classifica che la favoriva in caso di doppia parità e di un impianto di gioco bello e collaudato.

Il successo del Venezia non è arrivato per caso, è stato costruito con pazienza e soprattutto sul piano tattico, dove sono stati perfetti, in difesa hanno concesso poco al Palermo, anche perché hanno costretto i rosa a costruire poco, devo dire che la squadra messa in campo da Mignani mi è piaciuta, nonostante Gomes, che pure ha giocato una buonissima partita, anche lui guarito dalla “Corinite”, la squadra mi è piaciuta nello spirito, negli uomini (era la migliore squadra possibile) e anche tatticamente, però ritorno a consigliargli, di avvicinare Brunori alla porta e a non lasciare solo Soleri.

Si, perché è la proposta in attacco, che non è stata a livello del Palermo e dei loro compagni di squadra, io proverei di nuovo con le due punte iniziali (Soleri e Brunori), che si completano bene e il trequartista (Ranocchia), che è l’unico capace di portare disordine nella retroguardia avversaria e creare (anche spazio) per le due punte, perché siamo alla terza partita senza i gol degli attaccanti.

Adesso voglio spezzare una lancia a favore di Mignani, chiaramente non si può arrivare a sette giornate dalla fine, con una squadra “distrutta” e creata per altri, con l’obbligo di vincere sempre o quasi e poi affrontare pure i play off, senza avere al possibilità di lavorare in un certo modo, quindi qualche alibi gli e lo dobbiamo concedere, ma con questo non dico che tutto ad un tratto sia diventato un fenomeno.

Comunque è stato un Palermo intenso e generoso, ma ancora poco incisivo sotto porta, il Venezia si è dimostra squadra solida e brava nella gestione della partita, è un avversario di ben altro spessore e cifra tecnica, i lagunari hanno cercato con più insistenza il giro palla e di non dare ritmo alla partita, il Palermo è rimasto corto e non ha azzardato il pressing ultra offensivo, mantenendo comunque densità e distanze tra i reparti.

È stata una partita a scacchi, tra due squadre che si temono vicendevolmente e che si giocavano parte della stagione, il Palermo è stato squadra generosa ma sterile, il Venezia ha gestito il vantaggio e la partita senza particolari affanni e con grande mestiere, per vincere il prossimo campionato di serie B, serve però un altro tipo di allenatore e un altro tipo di squadra.

Non per niente pare, che alcuni tifosi abbiano mandato una mail a Pioli dicendo: Mister, vogliamo te per il prossimo anno”, anche se non riesco a capire, come si sia saputo che Pioli l’abbia letta e sia rimasto in silenzio, dal momento che non ha parlato, ho finito di criticare Pioli fino a qualche istante fa, quindi non è che io straveda per lui, però come ho sempre sostenuto, il City Group deve fare come ha fatto Zamparini quando è arrivato a Palermo, ha preso 11 giocatori di livello medio di serie A e un allenatore dello stesso livello, facendogli sposare il progetto.

Quindi l’idea di ripartire con un allenatore come Pioli o Juric per dire, non sarebbe un’idea pellegrina per tornare e poi fare bene in serie A, forse proprio loro due hanno offerte migliori e più ambiziose, però il concetto è quello, non so: Di Francesco (il papà), Semplici, Baroni, uno che con la squadra chiaramente, ci faccia vincere il campionato e poi ci porti pian piano al posto che ci compete, sul lato sinistro della classifica.

Per la cronaca, Pioli è cerato dal Napoli, dal Bologna (dove farebbe la Champions), dalla Fiorentina dove lui ha un pezzo di cuore, ma pare sia vicino al Fenerbache secondo in SuperLiga, che avrebbe pure pensato addirittura José Mourinho, ma pare che il direttore sportivo Marco Branca sia più propenso per portare Pioli ad Istanbul.