martedì 8 ottobre 2019

seconda giornata


2° GIORNATA














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lunedì 30 settembre 2019

Vita da pensionato (di pomeriggio)


Giovanissimi Under 15 COLCERESA


















        Riposa: Virtus Romano                   

CLASSIFICA



SQUADRA
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martedì 17 settembre 2019

Vita da pensionato.

Dal primo di settembre sono tornato alla mia vita da pensionato emigrato al nord per lavoro (degli altri), vivo la mia quotidianità tra, il panificio, l'enoteca e la farmacia, spezzo la monotonia della prescrizione delle pillole, entrando e uscendo la spazzatura, che non è come artistica come da noi.
Qua è tutto preciso, colorato, differenziato, manca il colpo del maestro, qua è tutto uguale, non ci sono i cumuli di spazzatura artigianale, tutti diversi tra loro, ma con una loro precisa identità, la spazzatura di via Libertà non è come quella del Borgo e diversa anche tra di loro.
Domenica c'era una giornata bellissima e mi sono preso un giorno di ferie, ho fatto un corno al diavolo e per un giorno ogni tanto non ho fatto il pensionato, avevo due biglietti per la piscina quasi scaduti e ce ne siamo andati ad Abano, un paesino bellissimo, tutti alberghi, terme, piscine e ristoranti.
Certo la piscina non è il mare, ma ha anche i suoi totucci, per meglio dire i "totescu", che sarebbero i totucci romeni, la piscina ne era piena, sarà l'evoluzione dei tempi, ai miei tempi le cameriere straniere andavano ai giardinetti, magari perché a Palermo non c'era la piscina, mi ricordo che quando un ragazzo già grandicello rompeva le scatole in casa, gli dicevano: vatinni a villa a circari cammarieri.
Forse qui al nord gli diranno: vattene in piscina a cercare cameriere, ma bando alle chiacchere torniamo ai totescu.
In questo posto c'erano tante piscine, piccole, grandi e in un angolo ce ne era una rotonda con idromassaggio, dentro pochi italiani e molti totescu erano tutti sotto i soffioni terapeutici, in ammollo da chi sa quanto per non perdere la priorità acquista, non si muovevano di un millimetro, ma quella astuta di moglie in un modo o nell'altro è riuscita a prendere un posto.
I totescu erano tutte vecchie e grasse e l'intruso si notava subito, lei ha resistito un poco, ma quello li non era il suo posto, comunque è stata una bella giornata, l'acqua era bella calda, era termale al 100 %, l'unica camurria è che per fare pipì dovevi uscire, per lo scorreggio con l'idromassaggio si confondeva, ma per la pipì no.
Sapete che ora ci sono le nuove regole per la sicurezza nei pagamenti, ci sono codici personali, riconoscimento con le impronte, con la retina degli occhi e anche quello facciale, io mi sono scelto questo, prima di uscire ho provato a fare un movimento bancario e mi ha dato transazione non valida, sotto lampeggiava una scritta in rosso che diceva: sei troppo brutto per pagare, ma sapete che faccio domani, mi compro il poster di Raul Bova e vediamo se non mi fanno la transazione. 

lunedì 2 settembre 2019

L'umiltà

Oramai il mare è un ricordo lontano, sempre più sbiadito come le fotografie fatte su carta Kodac, quelle che si facevano negli anni "90", sono tornato alla triste e convulsa realtà, resa ancora più frenetica per le tante cose da fare e che si sono accumulate in questi giorni di assenza, passati tra Isola e Vernazza, tra Campofelice e Portofino.
Se proprio non me ne fossi accorto, che le vacanze erano finite ci ha pensato il mio ginocchio a farmele ricordare e domenica è stata anche la prima dal ritorno in veneto, una mezza messa l'avevamo ascoltata il giovedì partendo da Assisi e siccome le cose da fare erano tante, nella nostra prima domenica veneta la messa l'abbiamo vista in televisione.
Voi sapete che rispetto l'ideologia della chiesa, ma sapete anche il rapporto che ho con Dio, siamo rimasti d'accordo che quel giorno quando ci vedremo, faremo tutto un conto, perché mia suocera mi diceva sempre: "U signuri tu paa", quindi, o sarò io che gli e ne devo dare, oppure sarà lui che dare qualcosa a me. 
Ma lasciamo da parte i conto, il prete domenica nella sua omelia, ha fatto riferimento all'umiltà, diceva che quando uno è invitato, non deve mai farsi largo e piazzarsi davanti a tutti, l'invitato deve essere umile e mettersi sempre all'ultimo posto.
Parole sante, io a scuola mi mettevo sempre all'ultimo posto, perché il professore diceva sempre a mio padre; "Ma quando abbiamo l'onore di avere suo figlio a scuola", oh! questo mi sempre chiaramente un invito e siccome io sono sempre stato molto umile, quando andavo a scuola mi mettevo sempre all'ultimo banco, ora ho capito dall'omelia del prete, che a scuola mi sentivo sempre invitato. 

domenica 11 agosto 2019

Totucci per sempre

Tutte le volte che vado in spiaggia a Isola per fare il bagno, la mia memoria spesso si sofferma su un motivetto degli anni 60 di Edoardo Vianello, che faceva: "per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare" e si! come dice mio nipote Giulio, perché oramai da più di vent'anni, da quando sono sposato e vivo a Cardillo (località periferica di Palermo) a limitare con Sferracavallo a mare, la mia spiaggia di riferimento è quella di Isola delle femmine.
Non si chiama Sferracavallo a mare, ma detta così sembra essere in un posto da vip e a proposito di vip, vi volevo raccontare dei vit, very, important, totucci, il totuccio è un dinosauro, esiste fin dall'era preistorica, si chiamava totucciosauro rex e si è tramandato fino ai giorni nostri.
Una domenica di queste, trascorse a casa in vacanza, mi trovavo al mare sulla poca curata spiaggia libera di Isola, li il mare è stupendo, limpido, fresco e quasi mai agitato, le ombre dei numerosi e variopinti ombrelloni, si accorciava man mano che passava il tempo e il sole si alzava sempre più in alto.
La spiaggia era on-line, per chi non ha studiato ad oxford traduco: china fina a mucca, sarà mancata una mezz'oretta a mezzogiorno, quando sul marciapiedi in cima alla scaletta che porta in spiaggia, compare un tondeggiante e attrezzato totuccio, munito di ogni confort e seguito da uno stuolo di apprendisti totucci.
Lo sguardo potente come un'aquila, individua un metro quadrato di arenile tra gli ombrelloni, si trova sul bagnasciuga e lui spezzante nella sua canottiera unta, senza dare nessun segnale di turbamento, si avventa sull'ultimo pezzo di spiaggia, veramente libera rimasta, come Attila al suo passare, calpesta tutti i teli mare e spesso anche il suo occupante, inondando con le sue infradito tutto e tutti, pasta al forno compreso.
Arriva e come Hillary sul monte Everest, pianta il suo ombrellone e vi piazza sotto la sua poltroncina, gli occupanti il territorio circostante si stringono, spostano le loro cose e in quel momento gli apprendisti totucci al seguito, segnano il territorio piazzando altri 6/7 ombrelloni, ognuno con la sua comoda poltroncina pieghevole sotto.
Le donne tirano fuori dalle loro buste di plastica, dei copri divani che applicano sapientemente all'ombrellone, mentre gli uomini vanno a caccia di sassi, per rendere più stabile la struttura, sassi che lasceranno sul posto una volta andati via, a testimonianza insieme alla "monnezza" del loro passaggio.
La madre di tutti i totucci, come per magia tira fuori miriadi di birre ghiacciate e distribuisce a tutti, panini con panelle e crocchè ammataffati (intraducibile) e poi si rivolge al più piccolo dei titucci, quello che per quanto pesa si è incastrato nella poltroncina pieghevole ed è già al terzo panino: mancia picca curò, ca ora c'è l'acqua e gin, che non è una famosa bevanda fatta da tre parti di acqua e una di gin, ma la ben più nota ginnastica in acqua, conosciuta da tutti come acquagym.
Sono passati gli anni, non c'è più la seicento multipla, non c'è più la lira e la democrazia cristiana, ma il totuccio è sempre li, imperturbabile e immarcescibile.