lunedì 1 agosto 2016

Dynasty

26 luglio 2016 .... non è il giorno del ringraziamento, è la festa degli zii, casualmente mancano 100 giorni netti al mio pensionamento, forse non tanto casualmente ricorre la celebrazione di Sant'Anna (il nome femminile che ricorre con più frequenza tra i Crisà), ma principalmente è il giorno del raduno della dinastia, come si legge dallo stemma, dei CRISA' - CRISA.
Che significa Crisa ?.... non ho avuto la possibilità di chiederlo, ma mi è sembrato di capire che in qualche occasione, qualche messo comunale avrà sbagliato la trascrizione e tutti i discendenti poi non hanno più avuto l'accento sulla "a" finale, oppure posso ipotizzare che quando i nostri cugini sono arrivati in Francia, dove solitamente mettono l'accento sulla vocale finale, i due accenti si sono annullati e quindi è diventato Crisa.
Di contro posso dirvi che ho saputo altre cose sulla "Dinastia", che chiaramente vi racconterò, prima di parlare del "raduno".
Allora, partiamo da lontano, intanto sembra che la partenza conosciuta sia data da Crisà Vincenzo nato nel 1785 e che dalle sue nozze con Carmela, siano nati Matteo e Rosario, Matteo sposò una Maria Anna che casualmente coincide con la coppia che ci interessa più da vicino, ma in pratica erano i nonni del Matteo padre di Turiddu.
La coppia ebbe sette figli e fù per questo che si pensò di inventare qualcosa, che quasi 200 anni risolse il problema, prima ebbero tre femmine e poi quattro maschi, il primo di questi Vincenzo sposò Rosalia e da questo matrimonio nacquero altri sette figli e qui si intensificarono le ricerche per inventare la televisione, la prima fù Maria e poi Matteo il nonno di mio padre, dopo arrivarono: Diego, Giovan Battista, Francesco, Maria Anna e Giuseppe.
"Chi cunfusioni" (che confusione) .... "si ma a tia un ti ci nmitò nuddu" (si ma tu non sei stato invitato), anche se c'è l'albero genealogico di mezzo non è botanica, questa è storia quella dei due fratelli Crisà: Giovan Battista (quello del filone lampadari) e Matteo nostro avo diretto, che se non c'era lui non c'ero io e queste cose chi ve li raccontava ?
Andiamo al raduno, per quanto riguarda i cugini lontani discendenti da Giovan Battista, c'era una esigua rappresentanza e poi tramite un video, ho visto e di conseguenza saputo, dell'esistenza di cugini francesi e americani, che non sono potuti venire e non so a quale ceppo appartengano.
Torniamo al bisnonno Matteo sposo di Marianna (ricordate la vecchietta con lo scialle nero) e genitori di 9 figli: Vincenzo, Rosalia e Francesca che non abitavano a Palermo e poi Nino (quello dell'arenella), Turiddu (mio nonno), Gino, Diego, Vittorio e la sorella Sarina, nonno Matteo faceva il tappezziere, un giorno si è recato a Cefalù per fare dei lavori, ha conosciuto la nonna Mariannina, hanno fatto la "fuitina" e sono rimasti sposi a Palermo.
Anche in questo caso, se non è proprio sangue blu quello che scorre come nel caso della nonna Flora, la vecchietta piccola, minuta, sempre vestita di nero e che mangiava pupatelli, era insegnante a Cefalù, ed era figlia di una facoltosa famiglia del luogo, proprietari terrieri dalle zone limitrofe a Cefalù.
La "fuitina" della nonna Mariannina, ha avuto l'effetto di non essere stata più riconosciuta dalla famiglia e di conseguenza è stata diseredata, quindi pensate che potevamo essere ricchi da parte di mio nonno Turuddu figlio di proprietaria terriera e poi da parte di mia nonna Flora, figlia di secondo letto del principe di Belmonte e invece, si pasteggiava a pane e cambiali.
Un'altra curiosità è stata quella di conoscere come mai, mio padre si chiamasse Mario e non Matteo visto che era il primogenito, tutta colpa di un litigio tra "ricche" decadute, la nonna Flora litigò con la nonna Mariannina e la nonna "abruzzese" legandosela al dito, quando è nato mio padre non lo chiamò Matteo, ma gli mise il nome del santo del giorno in cui era nato e quindi Mario.
Questo chiarisce il perchè si interrompe l'eredità dei Matteo per il primogenito di tutti i figli del tappezziere, aprendo così una nuova e unica successione ereditaria dei Crisà: Salvatore-Mario-Salvatore-Mario, bravissimi..... mio figlio senza la lite "suoggera e nuora", si sarebbe chiamato Matteo.
26 luglio 2016 ..... day of Crisà Dynasty, questo evento si è potuto materializzare, grazie alla tenacia del più piccolo dei nipoti della prima generazione, per intenderci il più piccolo fra i figli dei fratelli: Vincenzo, Rosalia, Francesca, Nino (quello dell'arenella), Turiddu (mio nonno), Gino, Diego, Vittorio e la sorella Sarina,
Presenti poi c'era una ricca rappresentanza della seconda generazione, tutti i figli e quindi Matteo Crisà figlio di Nino che era il più grande e Stefano che era il più piccolo, con Agnese, Paoletta, Anna e Franca in rappresentanza di Nino; Margherita, Matteo e Ciccio Bruno rappresentavano la Zia Sarina, Matteo lo Zio Vittorio e l'altro Matteo lo zio Gino.
Mancavano i rappresentanti di Turiddu, (Mario e Matteo morti, Anna invece è a Torino e i figli dello zio Diego, poi c'era anche la terza generazione dove io sono il più grande, non mi dite chi è il più piccolo perchè non lo saprei e poi c'era anche la quarta, testimoniata dai figli di mio cugino Salvo, ma credo senza ombra di smentita, che presente ci sarà stata anche la quinta generazione.
Anche qua come per la rimpatriata con i miei compagni di scuola, ci siamo chiesti andandoci incontro: "ma tu cu si" (ma tu chi sei) e poi dopo esserci riconosciuti, siamo passati alle vie di fatto, no che ci siamo presi a legnate, le vie di fatto sono il motivo vero per cui eravamo là, "a manciata" (la mangiata).
Ci sono stati i ringraziamenti di rito, antipasto caldo alla Palermitana, giro pizza anche questo abbondantissimo, musica e balli d'epoca .... no, la musica era moderna, eravamo noi che le ballavamo tutte all'antica con la "fasuola" (la fagiola), un mix dilettantistico mal riuscito tra: il tango, il valzer e la polca, di cui mio padre era il più grande interprete dell'universo.
Alla fine e prima della torta, c'è stata la proiezione di alcuni video degli assenti, Cettina (quella del vino), ne ha mandato uno bellissimo, lì per lì l'abbiamo scambiata per Nicoletta Orsomando, .... come "cuè" !?, (chi è) prima di sedervi ad ascoltarmi fatevi una cultura, comunque dopo i videosaluti, sono state proiettate le foto degli antenati a partire dalla seconda metà dell'ottocento.
Foto singole, a gruppetti e a gruppone, per quella tutti insieme ne abbiamo scattate 7/8 e poi abbiamo fatto il puzzle, distribuzione della copia dell'albero genealogico e dello stemma e in fine la torta su cui era riportato lo stemma stesso.
Tutta la festa e l'organizzazione è stata bella, perfetta, tutti abbiamo richiesto che si faccia ancora il prossimo anno, qualcuno con cadenza annuale come appuntamento fisso e qualche altro un pò blasfemo addirittura in sostituzione del Natale, vista la veneranda età ognuno si è prenotato perchè, oggi domani dovesse arrivare la morte, uno gli può sempre dire che aveva già preso un impegno da tempo e quindi di ripassare un'altra volta.

giovedì 14 luglio 2016

Buon giorno ai lettori.

Non pubblico un post da un pò di tempo, diciamo che sono stato in ferie, ma siccome ho portato la bozza di "Mi racconto" a stampare, ho dovuto rileggerla, correggerla ed impaginarla, ho cambiato pure le locandine e poi in questi giorni a Tombolo, ho avuto un sacco di cose da fare, sai com'è se non sei rilassato l'ispirazione non arriva e poi con questo caldo .....
Intanto in seguito proverò a pubblicare la copertina del mio secondo libro "30 mila piedi sopra lo zucchero filato", come diciamo noi "mi livavi u tistali" (ho tolto tutti i freni inibitori), per adesso posto qualche foto dell' ultima vacanza in Veneto e poi provo a rimettermi a scrivere.
In questi giorni di fine giugno inizio luglio, avrei voluto festeggiare i 35 anni di matrimonio, visto che quel giorno non l'ho passato con mia moglie avrei voluto recuperare, ma un pò perchè abbiamo sostenuto delle visite, un pò perchè c'erano delle cose da sbrigare, non sono andato ne a San Marino e neanche a Trieste.
Itinerario low cost quindi, sono stato quasi due giorni da mia sorella Cettina a Terranegra, nei luoghi che a Pasqua aveva visitato mia sorella Flora, siamo stati a Borghetto sul Mincio e a Castellaro Lagusello, borghi e paesaggio di "rurale" bellezza.
Un giorno invece ci siamo dati appuntamento con Cettina a Soave alla piscina Villabella, come ho avuto modo di dire qualche volta, chi non sà cosè il mare, si può pure accontentare di Caorle, per carità, il posto è bello e la spiaggia è notevole, ma l'acqua è di un colore "cane che fugge", torbida e melmosa, io a quel mare gli preferisco il lago.
Devo essere sincero non ho mai fatto il bagno nel lago, ma un lupo di mare come me non ha bisogno di "bagnarsi", per capire che è meglio Sirmione o Peschiera e siccome Cettina mi aveva parlato di questa piscina, più che altro degli spazzi intorno, ho deciso di provare le acque chiare e pesanti dell' uomo in ammollo.
Chiaramente non eravamo preparati e quindi la prima cosa è stata la ricerca del costume, io in tutti gli scatoli pre trasloco che avevo mandato, un costume l' ho trovato, mia moglie ne aveva uno, come diciamo noi "da casa" e siccome la piscina era fuori non era buono.
Il due pezzi di  mia figlia non gli sembrava adatto per una "donna matura avanti negli anni", si perchè ora si usano tutti questi termini filosofici, non si dice più: "spazzino" ma operatore ecologico, non si dice più "inserviente" ma operatore socio sanitario, non si dice più "invalido" ma diversamente abile, quindi una donna che ha 58 anni non è più anziana, si dice: "diversamente giovane".
Ma torniamo al costume, così la corsa frenetica per quei quattro negozi che ci sono a Tombolo e provincia, volevo dire e dintorni, più che un negozio di intimo e costumi sembravano una "sanitaria", tutto per le anoressiche, filo interdentale al posto delle mutandine, triangolini microscopici per coprire le tette e così alla fine, dopo avere fatto la prova della disperazione con il costume di mia cognata, che è due volte mia moglie, abbiamo scelto il due pezzi di mia figlia.
Pranzo a sacco e via, in un oretta siamo stati a Soave, contro le 3/4 per Caorle e poi la location .... un immenso campo da golf, disseminato di alberi, ombrelloni e aree attrezzate, niente sabbia fastidiosa, niente sale che ti brucia la pelle, bagni, docce e spogliatoi al chiuso e al fresco.
Ci spogliamo e calziamo le cuffie, almeno così mi pare che si dice anche se non sono scarpe e andiamo nella piscina più grande, quella come il mare, entri e ti bagni a poco a poco fino a quando non tocchi, io ho dato due bracciate e devo dire che si fatica un pò di più rispetto al mare, così abbiamo scelto qualcosa di meno faticoso, bisognava solo fare qualche rampa di scale e poi pensavano a tutto loro (gli scivoli), siamo saliti e giù a tutta velocità, solo che a metà scivolo, chi sà per quale misterioso motivo ci giravamo ed arrivavo sempre di nuca, tre gli effetti collaterali:
Primo bevevo sempre e sistematicamente (meno male che li non ci piscia nessuno);
Secondo sbattevo la nuca nell'impatto con l'acqua e con i cervicali era fastidioso;
Terzo, quando mi giravo mi scappava via il costume e non so quanti di voi ci sono stati, ma in quella situazione, controllare tutti i tuoi movimenti è difficile.
Non ci restava che fare i baccalà a mollo e dopo un bel pezzo, siamo andati a consumare il lauto pranzo a sacco che c'eravamo portati, rimandando a dopo la digestione il bagno con le onde e così è stato.
Appena nella piscina cominciarono le onde ci siamo precipitati, sembravano i cavalloni, a riva più alti e più dentro meno forti, bellissimo e poi sembrava l'idromassaggio, questa storia durò per una mezza oretta, appena finito mio cognato voleva rifare gli scivoli, io gli dissi che con la cervicale preferivo di no e così ci siamo spostati nell'altra piscina dove c'erano gli scivoli a forma di stomaco, tipo mezzi budelli che si contorcono.
Questi scivoli erano più stretti e più alti, qui il pericolo di girarti non c'era e allora .... altre rampe di scale e via, per cavalleria la prima è stata mia moglie, veramente era un pò come quando fai assaggiare i funghi per prima alla suocera, per vedere se sono avvelenati, lei è scivolata via come l'olio e così il secondo sono stato io, mi siedo, mi sento l'acqua penetrare dentro il costume ma non scendo.
Cosa sarà mai successa ? si tutti bravi voi .... ho cominciato a spingermi con le braccia, facevo venti centimetri e mi fermavo e mi spingevo, ho provato in tutte le posizioni, comprese quelle del kamasutra, niente e così "m'arriminavu comu u piritu no vureddu" (mi agitavo come un peto nello stomaco), ma non scendevo .... avrei voluto vedere voi .... ma non era la vergogna la mia preoccupazione, mi spaventavo che quello dietro di me, pensando che io fossi arrivato, si sarebbe lanciato e mi avrebbe fatto volare "a tappu i cannuni" (sarei volato via come una palla da cannone).
Quando sono arrivato, ero stanco morto come se mi fossi scaricato un tir di incudini e dietro di me anche mio cognato (più esperto) soffriva la mia stessa situazione, sul ballatoio in attesa c'erano una sessantina di persone e noi ci siamo allontanati strisciando.
Comunque se non ci credete vi faccio vedere i video nel telefonino.

martedì 7 giugno 2016

I luoghi di Montalbano.

Era da tantissimo tempo, che volevo andare a visitare Noto, con tutti i suoi palazzi Barocchi, avevo sempre pensato di andarci nel periodo dell'infiorata, ma un pò perchè mia moglie lavorando tutti i giorni, nei fine settimana finiva poi per dedicarsi alla casa e un po perchè con la mia attività di allenatore, i sabati o le domeniche avevo sempre il campionato, ho sempre rimandato.
Certo che alla fine però, ho scelto forse il momento peggiore, un pò per l'anomala ondata di caldo, a quanto pare mai registrata e un pò per l'interruzione sulla Palermo-Catania, che costringe gli automobilisti, a fare almeno una cinquantina di chilometri in più, tra buche e tornanti.
La sfida è stata "vinta", ho guidato per 5 ore all'andata e per 5 ore al ritorno, facendo quasi il giro della sicilia, per raggiungere un posto, che in linea d'aria non è lontanissimo, ma questa è la sicilia, bella, bellissima, ma poco confortevole, anzi confortevole per niente.
Ho conosciuto meglio una parte di sicilia, visto che c'ero già stato per lavoro, che forse per mia ignoranza o per la loro poca voglia di mettersi in mostra, consideravo la parte più arretrata della nostra isola ed invece con mio ingiustificato stupore, ho visto una realtà importante e positivamente diversa, da quella Sicilia del nord e in maniera particolare, dalla caotica Palermo a cui sono abituato.
Chiaramente non sono stato solo a Noto, ma in una buona parte della valle barocca, e più precisamente nei luoghi di Montalbano, che forse dallo sceneggiato, ha avuto linfa nuova, per mettere in moto la laboriosità dei locali, unico neo, ma del resto è quello di molte regioni italiane, la cartellonistica stradale, tante rotatorie e poche indicazioni.
Arriviamo quindi a Noto, i giardini pubblici a destra e davanti la Porta Reale che ci introduce sul corso principale, il corso "barocco" con palazzi dall'una e dall'altra parte, ti porta sulla caratteristica piazza del municipio, che è lo spettacolare centro storico-logistico della cittadina, con ai lati Palazzo Ducezio sede del municipio appunto da una parte e la Cattedrale di San Nicolò, con la meravigliosa scalinata dall'altra.
Il Corso Vittorio continua e sulla destra parallela alla Cattedrale, le due strade dell'infiorata, via Nicolaci e via Pirri, con a terra i disegni che poi verranno riempiti dai fiori e dai petali.
In via Nicolaci si trova l'omonimo Palazzo Nicolaci, famoso per i balconi sorretti dai mensoloni scolpiti, il simbolo di Noto e di tutta questa magnificenza, di cui i netini ne traggono vantaggio, mostrando comunque nel loro piccolo, una buona organizzazione e la consapevolezza di vivere d'arte.
Ma oltre all'arte, mia moglie voleva vedere i luoghi dove era stata girata la serie televisiva del commissario Montalbano.
Così nei quattro giorni passati nella valle, oltre all'arte, oltre al mare, siamo stati anche nei luoghi di Montalbano, facendo base a Modica, dove attraverso le informazioni dei modicani su strade ed itinerari, abbiamo pianificato il soggiorno, informandomi naturalmente su cosa e dove c'era da mangiare.
Espletati gli indispensabili preliminari di "prima" sopravvivenza e dopo esserci ristorati dalle fatiche del viaggio, l'indomani abbiamo fatto rotta verso Punta Secca, famosa e gradevole location balneare, non chè domicilio della casa di Montalbano.
Nella spiaggia dove Zingaretti rincorre il cane Orlando, abbiamo fatto il bagno e preso il sole, poi ci siamo fatti un giro per il borgo, dove al di là della piazzetta si scorvega il porticciolo e di seguito un'altra spiaggia, ancora più bella di quella cinematografica, in uno scenario balneare perfetto.
Da una location all'altra, siamo andati a pranzare a Scicli, per assaggiare la specialità del posto, ovvero le teste di turco, devo dire che sono state una vera delusione, del resto per chi ha conosciuto i piaceri della "sfincia" palermitana, un grande bignè, tagliato e farcito di ricotta semplice, non poteva stupirmi, niente affatto.
Dopo il pranzo, siamo andati in giro per il paese, in una piazzetta più defilata c'era il municipio, che nel film è il commissariato e poi anche qui, sul corso e in piazza, c'erano tanti palazzi barocchi da apprezzare, di gran lunga superiori alle teste di turco.
La sera prima di cena, ci siamo fatti una passeggiata per le vie di Modica, alla scoperta della cittadina, fin qui utilizzata solo come dormitorio, tra il caos inaspettato, abbiamo fatto visita a qualche monumento, rimandando il resto della visita nei giorni successivi di soggiorno.
Per riprenderci dalla delusione delle teste di turco, ci siamo seduti in un piccolo ristorantino, per una bella norma e una grigliata mista di carne.
Dopo cena siamo andati a visitare la cattedrale di San Giovanni a Modica alta e poi sul belvedere ad ammirare il vallone su cui si appoggia tutta Modica bassa.
Il paese diviso in basso e alto, era una cosa che non sapevo finchè non sono arrivato, la parte alta è la meno frequentata, quella bassa è più grande e conta un numero maggiore di monumenti importanti, un corso largo e pianeggiante, che mi dicevano essere il letto coperto del fiume, il vero cuore pulsante della cittadina.
Al contrario di Noto e Scicli dove i palazzi erano curati e messi in bella mostra, a Modica erano quasi tutti diroccati e molti addirittura in vendita, una cosa che ci ha meravigliato, è stata la grande quantità di turisti.
Il mattino seguente prima di andare a fare il bagno a marina di Modica, siamo andati a vedere il bellissimo duomo di San Giorgio e poi al mare, passando per una Modica moderna in periferia, bella con moltissimi negozi chiamata Sorda.
Marina di Modica, è molto bella e attrezzata, sembrava di trovarsi al nord, dalle parti di Savona, Imperia, posto bello, ordinato, senza nessun posteggiatore abusivo o vu cumprà, spiaggia e mare pulito.
Nel pomeriggio siamo andati a Ragusa Ibla, a vedere gli altri luoghi di Montalbano, tanti i posti cinematografici e pochi i luoghi artistici, la piazza del Duomo di san Giorgio, scenario di alcune riprese de "l'odore della notte", con il vicolo dei cavalieri e il circolo di conversazione
Come sempre la sera si andava a cena a Modica, stavolta abbiamo assaggiato la specialità del posto, che non è come si può pensare la cioccolata, ma la "scaccia", una specie di raviolone farcito di pomodoro e prosciutto, o ricotta e spinaci, o funghi e melanzane e così via, e il famoso "arancino di Montalbano".
Solita passeggiata dopo cena con visita ai restanti monumenti sul corso, alla casa di Quasimodo e al Castello dei conti con la torretta dell'orologio.
Il giorno succesivo è stato quello del rientro a Palermo, non prima però di fare un ultimo bagno a Maganuco, a un paio di chilometri tra Marina di Modica e Pozzallo, ma di questo visto che non è un "luogo" di Montalbano, magari ve ne parlo un'altra volta.



sabato 28 maggio 2016

Effetto speciale.

Credo che ognuno di noi si senta un pò particolare, anche se mi sento un Dio in terra, sono umano anch'io e come tutti ho i miei difetti e le mie debolezze e giusto per non essere di meno mi sento un pò particolare anch'io, ma no nel senso di "speciale", nel senso che mi trovo spesso fuori dalle logiche comuni, tanto che mi piace dire di avere una logica che rasenta la lucida follia.
Non sto parlando della logica delle donne, quella non si capisce, un famosissimo studioso di cui adesso mi sfugge il nome, disse che lui nella sua vita aveva capito e dato una spiegazione a tutto, le uniche due cose che non era riuscito a capire erano, la logica delle donne e il riflusso del mare.
Ora non vi arrabbiate perchè è un complimento, voi donne siete così difficili da scoprire e parimenti meravigliose, misteriose come il riflusso di una delle più belle cose esistenti in natura, che è il mare.
Non è una presa per i fondelli e la mia visione "particolare" delle cose, le vedo sotto un'altra aspetto, alcune cose non le concepisco, ma è il copione che mi è stato dato da recitare in questa "scena" che è la vita e mi adeguo, comunque tutto questo mi serviva per fare un pò di scena ed introdurvi al prossimo racconto.
Proprio perchè particolare, godo delle piccole cose della vita, che magari ai più passano inosservate, come ad esempio tutte le volte che vedo le riprese di un film, nei posti dove sono stato, come Parigi più tosto che Punta Secca, Roma o Londra, rivedere quei posti dove ho camminato, mangiato, bevuto qualcosa o fatto le foto, mi fa un "effetto speciale".
Mi si allargano le narici, mi si gonfia il petto, accenno ad un tiepido sorriso e vengo pervaso da una sensazione di felicità, forse sono scemo o magari ecco, un pò particolare, forse succede anche a voi e io magari penso di essere il solo a provare queste sensazioni di benessere, però le provo.
Quindi tornando all' effetto speciale, vedere i film di Montalbano per esempio, dopo essere stato in quei luoghi o il film "the  tourist" girato interamente a Parigi e Venezia, vedere la stazione, il canal grande, l'aeroporto, piazza San Marco, tutti posti come vi dicevo visti dall'alto e vissuti in prima persona, fra l'altro l'ultima volta che ho visto "the tourist" ero tornato da poco da Venezia con mia sorella Cettina e suo marito, comunque dicevo, vedi il film in maniera particolare.
A proposito delle scene girate  a Parigi, oltre ad avere passeggiato, dormito, bevuto e mangiato nella capitale francese, ricordo quella volta che tornavo in aereo da Londra, c'era una bellissima giornata, con qualche pezzetto di zucchero filato qua e là, nonostante l'altitudine che non era di 30 mila piedi, perchè nei voli internazionali si viaggia ad un'altitudine maggiore, ad un tratto guardando giù, mi sono accorto che c'era qualcosa di conoscente .... Parigi ?
Era una delle pochissime volte che mi è stato concesso l'uso del finestrino, non pensavo fosse possibile, che a quella altezza si potesse riconoscere così chiaramente una città, prima con sufficienza e poi con stupore .... ma .... quello sembra l'arco di trionfo .... e quelli gli Champs-Elysèes, la collina del Trocadero, ma .... questa allora è Parigi.
E man mano che sorvolavo la città, erano chiari e riconoscibilissimi, la Senna e la Tour Eiffel, il grande e il piccolo palazzo, il ponte Alessandro III, con l'Invalides da una parte e la chiesa della Maddalena dall'altra, piazza della concordia, piazza Vendome, il Louvre, i giardini Lussemburgo e Notre Dame.
E' stata una cosa bellissima, forse si è trattato di nascosto esibizionismo, di muta ostentazione o di lucida follia, ma a me ha fatto un "effetto speciale", dall'alto ancora di più, forse perchè non pensi che si possano notare così chiaramente i luoghi.
La stessa cosa mi è successo una volta mentre stavo atterrando a Treviso e buttando l'occhio fuori tra lo zucchero filato, qui stavolta ce n'era un pò, mi è sembrato di essere all'Italia in miniatura, eravamo molto più bassi, questa è ...... il Prato della valle, ma allora siamo sopra Padova, si ! è proprio Padova e quella è la Basilica di Sant'Antonio.
Invece l'ultima volta che sono stato a Tombolo e poi sono tornato, il volo di ritorno è stato fatto in una delle rarissime volte di sera e sicuramente per il fatto che si trattava di un volo "straordinario" come me, mi sono accorto che anzi chè puntare come solitamente avviene verso la Toscana, è tornato indietro fino a Venezia e ci siamo fatti tutto il bellissimo litorale adriatico.
Anche qui ho riconosciuto, Venezia, tutta la laguna, Chioggia, il delta del Pò, Comacchio con il suo lago e poi ha cominciato ad imbrunire e la terra sotto di me è diventata scura, le luci confondevamo il paesaggio, che era diventato blu, più intenso per la terra e da un blu più chiaro per il mare.
Ad un tratto ancora due laghi, come quelli di Comacchio e della Marina di Ravenna, ma stavolta il sottile lembo di terra che li separa dal mare, era ancora più sottile, non capivo dove eravamo, ho escluso subito di vederci doppio, visto che non bevevo da più di cinque ore, sgranavo gli occhi per penetrare dentro quel tremulo bagliore, quando l'aereo virò puntando verso la Sicilia.
Divenne tutto buio, era calata la sera, dopo un bel pò si videro le luci della costa palermitana e da li a poco siamo atterrati, ma non riuscivo a togliermi di mente (io sono fatto così, un pò particolare) quei due laghi, mi sono proposto quanto prima di fare una ricerca su internet, mestieri di casa permettendo.
Saranno passati 3 o 4 giorni e nella buca delle lettere trovo il mio abbonamento mensile a "in viaggio", questo a testimonianza della mia passione per i viaggi e del fatto che non vi racconto frottole, era dedicata alla Puglia e sfogliando, su una pagina c'era riportata la cartina, ti conoscono mascherina, eccoli qua, sono proprio loro i due laghi che ho visto, il lago di Lesina e il lago di Varano, la Puglia è meravigliosa, non ci sono stato mai stato, ma adesso ho un motivo in più per andarci.
Ora è possibile si trattasse di questi due laghi o magari erano sempre quelli di Comacchio, se non erano ne i primi e neanche i secondi .... e allora sarà stato un "effetto speciale" ?

domenica 22 maggio 2016

30 mila piedi sopra lo zucchero filato.

Come avete visto, in bicicletta attorno alla chimica arenella, in treno fino a Torino, in traghetto per Salina o in auto all'aeroporto di Punta Raisi ad accompagnare chi partiva in aereo, in un modo o nell'altro, sono stato sempre in viaggio.
Fino ad una decina di anni fa, in cinquant'anni circa di vita non avevo mai preso un aereo, accompagnavo sempre gli altri all'aeroporto, ma non ero mai partito, forse sarà stata la maledizione dell'otite, fatto sta che ne come "comandante", ne come passeggero, riuscivo a volare.
Prima i voli costavano un sacco ed io, come diceva mio figlio Mario, essendo un "alluminista" (artigiano dell'alluminio), povero, non me lo potevo permettere, a proposito, una divagazione......
Quando mio figlio aveva 7 o 8 anni, in televisione hanno dato il "Pinocchio", con Manfredi, Franco e Ciccio e la fata turchina interpretata da Gina Lollobrigida, il bambino che faceva pinocchio, era tale e quale anche come modo di fare a mio figlio, pinocchio interrogato sul mestiere di Geppetto diceva: mio padre fa il falegname, povero e Mario, quando a scuola il maestro Torre gli chiedeva che mestiere faceva suo padre, lui rispondeva: l'alluminista, povero.
Chiarito il concetto di alluminista e anche quello di povero, torniamo a parlare di voli in aereo, perché per quelli pindarici ci stiamo attrezzando, così devo dire che grazie all'altra mia figlia, che ha deciso di emigrare a Tombolo appena diplomata e al fatto che i voli nel frattempo per via del moltiplicarsi delle compagnie, costavano di meno, ho cominciato a viaggiare in aereo.
Alla media di almeno sei voli l'anno, diciamo che adesso mi sono attestato sui 70 voli, tra Italia ed Europa, non ci sono riuscito come pilota a racimolare le famose 5000 ore di volo, ma penso di averle raggiunte come passeggero, nella vita chi si contenta gode e viaggiare è un bel godimento, fermo restando che se continuo con questa media, prima o poi la Ryanair mi farà pilotare un aereo ad honorem.
E' di recente una battuta di mio cognato Luigi, che mi diceva: .... più di te, c'è sempre in viaggio solo Renzi, si perché negli ultimi due anni, con il fatto che mia moglie è andata ad insegnare in Veneto, parto quasi tutti i mesi, non è diventato il mio lavoro, ma sta quasi diventando la mia casa, una casa con vista sulle nuvole.
Il primo viaggio è stato il Natale successivo alla partenza di mia figlia, anche Mario allora lavorava all' Oviesse di Bologna ed era fuori anche lui, con l'occasione, c'era la possibilità di andare a conoscere la casa di mia cognata, che fra l'altro ci ospitava e siamo andati.
Siamo partiti per Venezia con "Volareweb", una compagnia che adesso non c'è più, paura ..... non ci pensavo e poi è come l'ottovolante, basta non guardare giù, io il problema di guardare giù non c'è l'ho, perchè il finestrino tocca sempre a mia moglie, adesso che viaggio da solo qualche volta mi capitare il finestrino, ma oramai la paura.....
No, non sono mai andato sull' ottovolante o cose simili, non ci tengo, non ci andrei manco se mi pagano, quanto ? se raddoppiate la cifra ci faccio un pensierino, la prima volta quindi è stato bellissimo, no che adesso non lo sia più, ma volare così spesso, fare e disfare le valige continuamente, gli orari, i controlli sempre più stressanti, ti tolgono qualcosa.
Vi dicevo la prima volta è stata bellissima, io sbirciavo più che giù perché ero distante, fuori di tanto in tanto, tra il profilo di mia moglie e l'ala dell'aereo, vedevo solo "zucchero filato", tanto zucchero filato tutto intorno, sarà per quel famoso DNA, ma a me dà quella impressione, di stare a 30 mila piedi d'altezza, sopra un mare di zucchero filato.
Nell'aereo, c'erano dei piccoli monitor appesi sul tetto, da dove seguivamo la rotta e quindi sapevamo sempre sopra a dove stavamo volando, arrivare a Venezia è spettacolare e per chi vola per la prima volta, non c'è di meglio che decollare da Palermo e atterrare a Venezia e viceversa, è una cosa veramente eccezionale.
Certo in tutti e due i casi e ancora adesso, molto spesso sembra di ammarare più che atterrare, poi a seconda della rotta quando arrivi a Palermo, vedi prima Ustica e poi tutto il litorale, il porto, il Monte Pellegrino, la circonvallazione che come un "serpentone" attraversa i colli e si tuffa a mare, quando arrivi a Venezia, vedi la laguna, riconosci chiaramente le calle (le viuzze veneziane), e poi chiarissimo, quasi si tocca con mano il campanile di San Marco e la Giudecca, porca miseria che bello viaggiare.
Io nella vita ho tre grandi passioni, mia moglie, il calcio e viaggiare, l'amore per i dolci ? no, quella non è una passione, quella è arte, un' arte che ci tramandiamo come i circensi, noi siamo come il pittore o lo scultore o un compositore, c'è chi è artista nelle arti figurative e chi in altre arti (musica, canto, ecc.), noi siamo "artisti" nella degustazione dei dolci e allora ?

lunedì 16 maggio 2016

Posti da favola.


Al posto fisso alla Forestale, non ci arrivo immediatamente dopo i concorsi ai Ministeri, ma dopo un lungo e taravagliato percorso durato 14 anni, perchè io di domande di concorso nel Corpo ne ho fatte tre, addirittura una mentre svolgevo il servizio militare e comunque non sono entrato per raccomandazione, al di là di quanto si possa pensare.
La prima volta si trattò del concorso per maresciallo, ma non sono stato idoneo perchè alla data della presentazione della domanda, non avevo assolto (per intero) gli obblighi militari, la seconda invece per guardia non andò in porto perchè le domande erano di gran lunga inferiori ai posti ed infine la terza per agenti tecnici, che si è svolto dopo 11 anni dalla presentazione della domanda.
Io ho saputo per caso qualche giorno prima, che di li a poco ci sarebbero state le prove d'esami e a dimostrazione che non ero raccomandato nonostante tutto, mi sono classificato tra gli ultimi, venne assunto il primo terzo degli idonei e poi nel giro di qualche mese anche il secondo terzo, quelli rimasti invece non avevano più nessuna speranza, alla faccia della raccomandazione.
Dopo qualche anno, proprio nel vivo delle disquisizioni con mia moglie, che non voleva venire con me in Australia ed io onestamente non me la sentivo di lasciarla a Palermo ed aggiungere tra i miei amori anche una australiana, tutto ad un tratto come per miracolo si diede corso anche all'assunzione degli ultimi rimasti in graduatoria.
E così sono passato da "Ranger" dei boschi australiani a tecnico dei boschi siciliani, anche se a lavorare nel bosco non sono mai stato, però di posti da favola, di natura anche incontaminata ne ho visti e devo dirvi che oltre per lo stipendio fisso, devo essere grato all'amministrazione forestale per avermi fatto conoscere la Sicilia, in tutti i suoi aspetti migliori.
A pochi giorni dalla pensione, devo dirvi in tutta sincerità, che vado via senza nessun rimpianto, anzi quasi sollevato, la politica e l'avidità dell'essere umano hanno rovinato il lavoro più bello del mondo, quello di stare a contatto e vivere la natura, ma nella stessa misura devo dirvi che per tanti anni il mio lavoro è stato meraviglioso.
Mi pare chiaro che anche nell'ambito lavorativo di cose da raccontare ne ho, nei miei anni passati al servizio antincendi boschivi, ho girato la sicilia in lungo e in largo, potrei raccontarvi della riserva di Vendicari, dell'oasi di Pantalica, delle casette sul litorale di Marzameni, della spiaggia di Donnalucata o dei noccioleti e del Monte Cammarata.
Mi ricordo in particolare la mia prima missione di lavoro all'Isola di Salina, ricordo intanto di essere partito nel pomeriggio, perchè avevamo l'imbarco sul traghetto a Milazzo alle otto di sera, a Salina ci sono tornato poi altre volte e di giorno, è una bella traversata con tappe a Lipari, Vulcano e infine a Salina, in pratica un cono rovesciato.
Il primo porto quello di Lipari è praticamente sulla piazza del paese, tipo Piazza Italia a Trieste, Vulcano si presenta come un "resort", circondato a mare di tante pietruzze di pomice e una scia di lava che percorre il fianco del vulvano, giungendo fino in mare.
Salina è un vecchio vulcano spento, raccontarvi la meraviglia del posto, offenderebbe la vostra intelligenza, la prima volta sono andato in un periodo primaverile e visto la posizione geografica dell'isola, ho visto solo nebbia, freddo e nevischio.
Una delle altre volte invece è stato in estate, appena saliti sulla punta del vulcano, il mio collega si ricordò che ci eravamo dimenticati del materiale in paese e decise di tornare a prenderlo, a me non andava di tornare giù per poi risalire e inghiottirmi di nuovo tutta quella polvere e poi sapevo per certo che era una scusa per andare a telefonare all'amante e così sono rimasto li.
Il tempo c'era, chi sà quando lo avrei rivisto, così mi sono arrampicato sul cocuzzolo più alto e mi sono seduto, il sole mi riscaldava il cuore, la brezza mi mitigava il corpo e la vista mi riempiva l'anima, lo scenario che si presesntava ai miei occhi era un vero spettacolo, sembrava di stare al cinema all'aperto.
So di avere suscitato la vostra curiosità, ma credetemi, con tutta la dovizia di particolari e con tutto il trasporto che potrò mettere nel raccontarvelo, non riuscirete a provare neanche il dieci per cento, dell'emozione che si prova in quelle situazioni.
Spaziavo con lo sguardo da Milazzo a Capo d'Orlando, intravedendo Cefalù da una parte e il Monte Furci dall'altra.
Abbassando lo sguardo e vedevo l'Isolotto di Ginostra, Alicudi con in mezzo Filicudi e poi Lipari e San Pietro, se non mi date del blasfemo vi confido che quel giorno mi sono sentito Dio seduto in paradiso, vi starete chiedendo che tipo di lavoro svolgevo, mi occupavo della manutenzione dei ponti radio.
Per sfatare poi il mito che in Sicilia non c'è neve, vi racconto di un particolare giorno di lavoro, noi della forestale prima ancora che nascesse la protezione civile, era una nostra prerogativa e di fatto lo è ancora, una domenica all'ora di pranzo di ritorno da una mia partita di calcio, mi sono seduto a tavola per mangiare, quando ho ricevuto una telefonata dall'ufficio.
Era un mio collega che mi chiedeva di andare al più presto in ufficio, perchè il prefetto ci chiedeva di approntare il più velocemente possibile i mezzi di soccorso a nostra disposizione, per andare sulle montagne di Geraci Siculo, alla ricerca di tre persone disperse sulla neve.
Abbiamo caricato il "gatto delle nevi" sul camion e attrezzato un "iveco 4x4" con tutto quello che ci poteva servire e siamo partiti, nei pressi di Geraci nevicava e avevamo grandi difficoltà a tenere i mezzi sulla strada, sterzo e controsterzo, "pattinando" siamo arrivati in paese, dove ci ha accolto una tormenta di neve.
Nel frattempo si era fatto l'imbrunire, in mezzo a mille difficoltà abbiamo messo in marcia il "gatto" e ci siamo divisi in due squadre, una di base in paese e l'altra in perlustrazione, si vedeva a mezzo metro e ci si parlava all'orecchio, il tutto era ovattato, era la mia prima neve, attorno a mezzanotte abbiamo sospeso le ricerche e siamo tornati a casa.
Era passata l'una di notte quando sono arrivato a casa, ho mangiato qualcosa e sono andato a letto, la sveglia era prevista per le sei, per riunirci e tornare ad operare alla luce del giorno, saimo arrivati attorno alle otto, le persone del luogo ci hanno fatto trovare mezza pagnotta di paese, con la mortadella spessa un dito, "maritata" con la ricotta fresca, il tutto innaffiato da un bicchiere di vino rosso.
Ricaricate la batterie, sempre in mezzo alla bufera di neve, il "gatto" ha ripreso le ricerche, attorno alle undici è arrivata via radio la notizia che i tre erano stati trovati in un casolare, ospiti di un allevatore al calduccio a mangiare e bere.
Tutto e bene quel che finisce bene e l'ultimo chiuda la porta.

mercoledì 11 maggio 2016

Concorsi romani.

La vita è una continua corsa, non contro il tempo, ma al fatto che raggiunto un obiettivo, subito ne devi raggiungere un altro, tipo, quando ti fai fidanzato ti chiedono quando ti sposi, poi ti sposi ed ora a quando il primo figlio e via dicendo, così, appena mi sono diplomato, subito mi sono dovuto mettere a fare i concorsi, alla ricerca del posto fisso.
Io veramente avrei voluto fare l'attore come il cugino di mio padre, ma non ero un adone e mi sono tolto subito l'idea, il cinema però era nel mio cuore, forse perché lo zio Matteo (vi ricordate sul postale per Napoli) che faceva la maschera al cinema "Italia", mi invitava sempre a vedere tutte le proiezioni a gratis.
Anche questo l'ho dovuto mettere da parte, perché l'accademia del cinema era a Roma e non c'erano i soldi per frequentare, così mi sono "buttato" sulla terza scelta, il commissario di Polizia, ben presto mi hanno fatto notare che occorreva laurearsi e che dopo tanto studiare, sarebbe bastata una pallottola (erano gli anni di piombo) che avrebbe vanificato in un attimo tanti sacrifici e poi anche la famiglia....
Così scartata anche la terza ipotesi, mi sono concentrato sul pilota d'arei e già come vedete si comincia a parlare di viaggi, sia come mestiere che come viaggio in treno per sostenere gli esami, scritti, orali ed attitudinali, nonché le relative visite mediche, presso l'aereonautica militare di Bracciano, sita sull'omonimo lago.
Palermo - Roma (con il famoso borsone del ferro da stiro, ma stavolta senza ferro) e poi sempre in treno a Bracciano, li sono venuti a prenderci con il camioncino e ci hanno condotto agli alloggi militari, quindi per quattro giorni ho mangiato e dormito senza dover pensare a nulla, in pratica ho fatto 4 giorni di militare.
Il primo giorno prove scritte di cultura generali (superate), il secondo giorno prova orale (superata), il terzo giorno prove attitudinali (difficili ma superati) e infine il quarto giorno le visite mediche, superate tranne per un otite avuta da bambino, riacutizzatasi per la forte umidità del lago, in quel mese di gennaio.
Un vero peccato, perché dei 1700 partecipanti, siamo stati ammessi alle visite mediche in 450 e il concorso era per 350 posti, il progetto era quello di arruolarmi nell'aereonautica militare, raggiungere le 5000 ore di volo, mi pare che era questa la quantità necessaria per congedarmi e passare all'aviazione civile, all'ora c'era solo l'Alitalia, prima da secondo pilota e poi da comandante, sarei diventato un pilota di linea.
Non è andata così e quindi a quel punto mi sono concentrato sui concorsi pubblici per tutti i Ministeri, andiamo dunque al primo viaggio a Roma per sostenere il primo concorso, non vi dico la preoccupazione di mia madre, che doveva mandarmi a Roma da solo, in una città che non conoscevo e che sostanzialmente non ero mai uscito da casa.
Mio padre così spinto anche da mia madre, si premurò tramite gli uffici dell'assessorato Agricoltura e Foreste, dove lui faceva l'autista all'assessore di turno e dove poi alla fine sarei finito a lavorare, di prenotarmi un albergo in modo che non dovessi girare senza sapere dove andare e così......
Mi sono messo sul treno per Roma e arrivato alla stazione "termini", chiedendo come arrivare all'Hotel del Corso, mi sono fatto una bella passeggiata (la prima) per le vie di Roma, uno perché non avevo i soldi per il Taxi e con i mezzi non sapevo muovermi e due perché a me piace "vivere" la città dove mi trovo, ho percorso la via Cavour, ho preso poi la via Panisperna fino a Piazza Venezia, il milite ignoto o altare della patria e giù per Via del Corso fino all'albergo.
Era un mercoledì di domenica, il sole splendeva e la neve cadeva, quando vidi una giovane donna dormire su un morbido sasso....no ! quella è una poesia.
Dunque era una domenica mattina, uggiosa e freddina, io mi incamminavo con passo greve e il mitico borsone del ferro da stiro al seguito, gustandomi una delle più belle città, se non del mondo sicuramente d'Europa, l'albergo era antico e bellissimo (la mia prima volta), sono andato alla "reception" dove ho trovato la prenotazione, mi hanno dato la chiave e sono salito in stanza per una doccia tonificante, dopo una nottata passata nella cuccetta del treno.
Mi sentivo un dio, anzi un attore visto che ci siamo, a spasso per Roma il set di tanti grandi film, un albergo da gran signori, faccio per uscire dopo essermi lavato e cambiato, che casualmente butto l'occhio sul listino prezzi dietro la porta, la stanza costava 30 mila lire al giorno e io ne avevo 70 mila per stare a Roma quattro giorni.
Come diciamo noi a Palermo "....mi cariu u tettu i supra e mi scacciò", mi e crollato il mondo a torno, Colosseo compreso che non avevo ancora manco visto e ora come faccio ? l'unica è cercare una pensione a pochi soldi, si ma dove e meno male che non dovevo vivere questi momenti.
Sono uscito di corsa a cercare un'altra sistemazione, Roma era deserta, in giro solo qualche vecchietta con la borsa della spesa e qualche indiano dell'India, finalmente sono riuscito a chiedere a qualcuno e informazione su informazione, sono riuscito ad arrivare ad una pensione di una coppia messinese, che con 10 mila lire mi dava la mezza pensione, una stanza e un ricca cena (siciliana), di giorno mi arrangiavo in giro.
Affare fatto, ma gli ho spiegato che tutto comunque dipendeva da come mi mettevo con l'albergo, sono tornato indietro grazie al mio unico e innato senso dell'orientamento, ero un po' più rilassato, ma la faccia cupa mi era rimasta e mi ha aiutato tantissimo, unita alla mia vocazione di attore, mi sono imposto e sono entrato in albergo.
Rivolgendomi al portiere gli dissi: guardi, mi deve scusare, ma ho chiamato casa per dirgli del viaggio e ho saputo che nella notte mia madre si è sentita male e devo tornare a casa, mi faccia il conto per cortesia che devo andare via.
Lui mangiò la foglia ma fece lo gnorri e mi disse: non c'è nessun problema ed io: come !? ho adoperato la stanza per fare la doccia, il disturbo gli e lo devo (avevo circa 19 anni), no niente, rispose lui, l'aspettiamo al ritorno, non gli feci il gesto dell'ombrello, giusto per educazione.
Nell'ascensore che mi portava al piano, mi sono lasciato andare a danze tribali di festeggiamento, ho preso velocissimamente il mio borsone mai disfatto pronto alla fuga per i sotterranei della città capitolina e dopo essermi ridato un contegno affranto, ho salutato e ringraziato umilmente.
Appena fuori, mi sono allontanato più veloce della luce, per evitare tardivi ripensamenti del portiere, nel frattempo si erano già fatte le tre del pomeriggio, tutto attorno riecheggiava alla radio "tutto il calcio minuto per minuto" e in giro non c'era un'anima viva, ho saputo in seguito che i romani erano andati tutti a fare la famosissima gita fuori porta.
Adesso che avevo sistemato la situazione e mi ero rilassato, mi era venuta pure fame, era tutto chiuso, ho trovato solo due tramezzini forse scaduti, in un bar di bassa categoria e che ho pagato 300 lire, fatta la mia prima conoscenza con i tramezzini, mi sono recato alla pensione e mi sono sistemato, aspettando l'ora di cena, riflettendo sul letto, della mia prima giornata romana.
I concorsi ai Ministeri, continuarono ancora per circa sei mesi, io almeno una volta al mese andavo a Roma, addirittura una volta ne avevo due a distanza di una settimana e sono rimasto li, chiaramente tutte le volte che andavo, alloggiavo in quella pensione, dove ero oramai diventato di casa.