sabato 17 marzo 2018

Sette anni in Tibet

In realtà i prossimi sette anni non saranno in Tibet ma in Veneto, la corte presieduta da mia moglie mi ha condannato ad altri sette anni in Veneto, qui tutto sommato sto bene a parte il freddo che non mi permette di fare alcune cose, però mi annoio da morire.
Per una persona iperattiva come me, che era al centro dell'attenzione tutto il giorno, al lavoro la mattina e agli allenamenti il pomeriggio, doversi inventare cosa fare per riempire le giornate è dura, credevo che una volta qua avessi trovato da fare qualche cosa, al mattino qualcosa tipo in un ufficio, in un sindacato, cose del genere e poi di pomeriggio mi sarei dedicato agli allenamenti.
Invece niente di tutto questo, qua non permettono a nessuno di entrare nelle loro cose, specie se sei bravo e meridionale e se non fai un lavoro o se no alleni una squadra, fare amicizia diventa difficile, così tra palestra e camioncini di legno non mi resta che scrivere.
Ho già scritto di corsa un libro (il terzo) che sto portando in concorso e mentre lo stanno correggendo perchè devo fare bella figura, ho cominciato a scrivere il quarto libro che riprenderò a pubblicare a puntate. 
Intanto vi pubblico la presentazione e il resto a puntate e mi direte cosa ne pensate, questo è tutto un'altra cosa rispetto ai primi.
PRESENTAZIONE


Dicono che ogni uomo nutra tre grandi passioni nella sua vita, le mie sono le donne come tutti gli altri, il calcio come la stragrande maggioranza e i viaggi, realtà per molti e sogno per altri.

Come dicevo alla fine del “Un grande e breve amore”, farò percorrere al triste Giulio un viaggio per fuggire dall’amore, lungo le coste francesi, portoghese, spagnole ed italiane, inventandomi o scopiazzando delle storie, provando a legarle ai miei viaggi.
Credo che questo racconto sarà articolato in più libri, fino a quando non mi sarò stufato di scrivere e penso di partecipare ancora al concorso ogni anno, ammesso che le difficoltà non sia scoraggianti.
Dopo “Un grande e breve amore” spero vi piaccia pure questo.



Allora caro amico, oramai non mi aspetto più niente dalla vita e da nessuno, bisogna darsi forza e andare avanti, sorridere sempre se puoi, anche se dentro un vuoto immenso ti divora, devi continuare a vivere anche se la morte la porti sempre nel cuore.
Comunque come ti dicevo ho venduto tutto, raccolto quelle poche cose che mi sarebbero servite e me ne sono andato a San Sebastian dove mi aspettava la barca che avevo comprato, io non avevo nessun rudimento sulla navigazione e così un amico di Parigi mi aveva messo in contatto con Javier.
Lui era un pescatore ma si occupava di tutto, così oltre a spiegarmi un po' di cose sulla navigazione, si interessò per farmi avere la patente nautica, mi trovò un lavoro per non dissipare subito la riserva che avevo in banca e un posto dove dormire senza spendere troppo.
Appena ottenuta la patente, Javier mi ha fatto incontrare con Ula, una fotografa un po' avanti negli anni, magrissima, sportiva, elegante e per certi versi ancora piacente, doveva fare un servizio fotografico a Bordeaux, con delle tappe intermedie ed aveva bisogno di un accompagnatore-traduttore.
Tutto sommato non era un brutto lavoro, viaggiavo ed ero pagato pure bene, si trattava solo di rimandare l’inizio del mio viaggio per mare e così siamo andati a prendere le mie cose che avevo nella casetta dei

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pescatori e che mi aveva gentilmente messo a disposizione Javier e mi sono trasferito a casa da Ula.

Siamo arrivati in una villetta sulla collina, mi ha mostrato la stanza dove avrei dormito, il bagno e la cucina, io mi sono dato una bella ripulita, mentre lei ha preparato il pranzo a base di tapas.
Dopo avere pranzato mi ha spiegato un po' in che consisteva quello che dovevamo fare e si è seduta in veranda a leggere un libro, io seduto un po' più distante ho ingannato il tempo ammirando il paesaggio bellissimo, pensando sempre e solamente Fiorella.
Al tramonto Ula si è alzata ed è andata a preparare una gustosissima paella che abbiamo consumato alla frescura della veranda, sempre e rigorosamente senza parlare, non ci conoscevamo e anche lei come me sicuramente preferiva stare da sola con i suoi pensieri.
Siamo rimasti a guardare le stelle ed io dopo un po' ho deciso di andarmene a letto, gli ho augurato la buona notte e lei ha risposto senza guardarmi aggiungendo: “a domani” e l’ho lasciata immersa nei suoi pensieri.
L’indomani mi sono svegliato e sono sceso in cucina, Ula era già sveglia e aveva preparato la colazione, ci siamo seduti ancora in veranda a mangiare churros e porras fatti da lei, accompagnati da una tazza di cioccolata calda, una tipica prima colazione basca.
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sabato 10 febbraio 2018

10 Febbraio 2018

E' un poco che non torno a scrivere, per scrivere di qualcosa bisogna aspettare che questo qualcosa si costruisca, quello che si costruisce più presto è il viaggio, ma non avendone fatto in questi sei mesi, l'unica cosa che è successa è la nascita di Giulio e tutti vi starete chiedendo; -ti pare niente? come mai sono passati tre mesi (oggi) e io no ne avevo ancora accennato niente?
Come vi dicevo una storia si deve costruire, occorre che fatti e persone, che eventi ed emozioni abbiano il tempo di crescere e verificarsi, sarebbe stato troppo presto prima, raccontare cosa prova ad essere "nonno", perchè in quel momento ho vissuto l'evento con la sua emozione e tutto il resto, ma diventare nonno, lo fai giorno dopo giorno sempre di più.
Quando nasce c'è la gioia del momento, una confusione se vogliamo anche mentale, è arrivato questo bel bambolotto, tutti a guardare, a disquisire sulle somiglianze, sai che è cambiata qualcosa ma non te ne rendi conto, non riesci a capire cosa, è con il tempo che ti cresce qualcosa dentro, ad un tratto non fai altro che pensare a lui.
Avrà mangiato?, starà bene? e poi cominci con i progetti, quando cresce gli regalo .... appena è grande lo porto con me ...... devo sbrigarmi a fare questa cosa perchè devo andare da Giulio, ieri non l'ho visto oggi caschi il mondo devo andare a vederlo, è questo quello che cresce e che ti da consapevolezza, ora cominci a sentirti nonno, adesso che hai un'altra persona (questa diventata primaria) a cui pensare.
Adesso dopo l'esperienza fatta con i tuoi figli, senti che con lui è diverso, non è che si vogliono bene di più, si vogliono bene meglio, ora sai come si fa e gli darai tutto quello che non hai dato ai tuoi figli perchè non lo sapevi.
Ora quando entri in un negozio di abbigliamento non vai più per prima cosa al reparto donna, subito vai al reparto bambino e se per strada vedi una cosa bella, anche una macchina per dire, subito pensi: questa poi gli e la compro.
Ti prende tutti i pensieri, poi quando dopo qualche mese ti accorgi che quando gli stai davanti ti guarda intensamente, poi ti sorride e ti segue con lo sguardo quando ti muovi o comincia a muoversi freneticamente perchè già ti riconosce, allora si che capisci che sei nonno e non ti interessa più nemmeno che questo vuol dire che ti stai facendo vecchio.
Ma le emozioni non si possono descrivere, uno stato d'animo non si può raccontare, come diceva Lucio Battisti: un amore non si prova (non è una cosa che la provi e poi se ti piace ....) si indossa direttamente (vedi una donna, vedi una cosa, vedi un animale e tac, l'amore c'è l'hai subito cucito addosso.

giovedì 20 luglio 2017

lunedì 17 luglio 2017

Tuoni e fulmini.

Che culo, siamo tornati dalla vacanza a Marina di Ragusa ed è arrivato l’alluvione, dovevo andare a fare il bagno a Terrasini e poi restare a pranzo da Flora, ma credo che mi farò una bella boscaiola a casa mia, quindi visto che non devo correre al mare vi racconto di questi miei venti giorni a Palermo.
Cominciamo come sempre dall’inizio, dal trasferimento in macchina a Napoli per imbarcarci per Palermo, era la prima volta che facevo il viaggio verso giù, perché fin qui ero andato sempre da Palermo a Napoli, prima per portare l’Opel ad Ambra fresca di patente e poi la Fiesta a mia moglie fresca di nomina, il ritorno poi l’avevo fatto sempre in aereo.
Il viaggio è stato buono, non c’era molto caldo e poi con la Qashqai si viaggia come in aereo, io avevo un po’ di preoccupazione per l’ernia lombare, dopo due ore che sto seduto mi fa un male cane, l’ho provato sia quando ho portato la Ford, sia quando me ne sono salito definitivamente e quando sono andato in Croazia, fortunatamente al ritorno da Rovigno, ho visto un motociclista con una fascia lombare, l’ho comprata e ho risolto il problema con 10 euro.
L’altro cruccio, che non è il marito della cruccia ma un pensiero preoccupato, era quello di arrivare tardi all’imbarco non sapendo quello che potevamo incontrare per strada, fortunatamente a posto anche questo e alle sei siamo stati a Napoli pronti per l’imbarco, ci siamo sistemati, ci siamo riposati e rinfrescati sul ponte in attesa di salpare.
Partenza puntuale alle otto da Napoli e per la prima volta lasciando il porto ho visto il golfo, perché quando arrivavo mi svegliavo sempre quando eravamo già dentro il porto, così ho visto che da una parte ci sono tre isolette una dietro all’altra sempre più grandi: Nisida (tipo isola delle femmine), Procida e poi Ischia, che ricordano vagamente le isole Eolie, se non altro per la sequenza: Lipari, Vulcano e Salina, dall’altra parte ma molto più distante Capri.
A poppa si stava che era una meraviglia, quando ad un tratto mi è sembrato che la nave arrancasse, allora dissi a mia moglie che forse la nave aveva preso un tratto jn salita, lei decisamente mi ha detto di no, però tutto ad un tratto sono arrivati come se rotolassero una flotta di cinesi o giapponesi, gente con gli occhi a mandorla comunque e con le macchine fotografiche.
Io resto convinto che la nave fosse in salita e che tutti questi orientali erano rotolati a poppa, mia moglie insiste dicendo di no e io non voglio litigare proprio ad inizio vacanza, comunque erano tutti li a farsi i selfie con bastoni e telefonini, poi arrivati ad un certo punto hanno cominciato a farsi le foto di gruppo e uno di loro rivolgendosi a me che li guardavo mi disse:
Venile venile pule tu, fai fito con noi, io poi mettele foto in settimana enigmistica cinese e dile chi è l’intluso?, io chiaramente non ho accettato, ho resistito al fascino della notorietà internazionale, scherzo a parte siamo scesi in cabina, abbiamo consumato la cena a sacco e siamo andati a letto svegliandoci a Palermo dopo un viaggio bellissimo.
Appena arrivati e sbarcati, colazione con cornetto con ricotta e cappuccino, scarico bagagli, cambio costume, carico spiaggine e ombrellone e via a Terrasini dove mi aspettava Mery per il primo bagno siciliano, si perché il primo bagno in assoluto l’avevo fatto a Rovigno, questa è la prima volta che mi faccio le vacanze a casa mia.
La settimana e poi passata tra lavori per un pluviale rotto, la rottura del tubo dell’aria condizionata a causa del pluviale, lavare e stirare, ripristinare il giardino di pompa, terra e fiori, disinfestazione e trattamento anticogginiggia, avvocato io e avvocato Mary, insomma tutto quello che ti trovi da fare dopo che manchi da quasi un anno.
Finalmente dopo un paio di bagni a Isola, e una piscina a Villagrazia siamo partiti per Marina di Ragusa, cinque giorni di totale e completo relax, una vacanza con “V” maiuscola, abbiamo fatto il bagno in spiagge bellissime e mare pulitissimo, Donnalucata, Playa Grande, Casuzze e Punta Braccetto.
E’ inutile dirvi che tutto era organizzato, pulito e rilassante, niente “muluni e babbaluci” e nemmeno “chi ghiccasssi u sangu ru cuori”, docce ad ogni 30/40 metri, contenitori per la spazzatura, pochi lidi e molta, moltissima spiaggia libera, pochi “vu cumprà” e nessun posteggiatore, ne abusivo e ne autorizzato.
Perché Marina di Ragusa ….. perché ho deciso di visitare poco alla volta questa parte di Sicilia, la più lontana e mai vista, perché andiamo a vedere le cose degli altri e le nostre le snobbiamo, perché sono i luoghi di Montalbano e perché da ragazzo il mio compagno di classe Bruno, ci andava tutte le estati e mi faceva una testa così, tanto che ho voluto vedere e toccare con mano.
Ora, sarà perché ripeto ho già visto tanto, o per via della crisi economica, sarà per l’ISIS, o perché mi sto facendo vecchio, dai racconti di Bruno mi aspettavo di più, per carità un posto bello tipo Mondello ma non così elegante e nemmeno così mal frequentato, la stessa striscia di sabbia per larghezza e lunghezza, stesso lungomare ma senza quelle orribili barriere e gabine che ostruiscono la vista, pulito e piastrellato.
E allora? Non so avrei voluto “percepire altre sensazioni”, certo non sono più i tempi di “signorina la posso accompagnare” o “del culo che non ha visto mai camicia” (erano questi i tempi raccontati da Bruno), ora è tempo che tutti fanno le vacanze, tutti viaggiano oramai, oggi sono le ragazze ad accompagnarti senza neanche chiederlo, diciamo che si è perso un po’ di quella “magia” e questo nell’aria si sente, è tutto scontato, tutto terribilmente normale.
Però due vecchie cose le ho ritrovate, ragazzi che giocavano a tamburelli come ai miei tempi (pensavo non esistessero più e che i tamburelli fossero superati), ho contato ben 14 coppie che giocavano e lo facevano bene, giocavano come Dio comanda e l’altro è che mi sono abbronzato di nuovo il naso come ai tempi delle “clodet”, chi non ha prontezza della cosa basta leggere “Mi racconto”, ho il naso (una pista d’atterraggio per cui ci pago pure l’IMU) rosso e spellato ….  è come un peperone.
Del resto la grandezza delle persone si misura dalla grandezza del naso, Siranò de berjerak, Depardieu, io, u nonnu Turiddu, a noi persone dal grande fiuto, queste cose possono succedere, comunque tornando a Marina di Ragusa è un gran bel posto.

Così come è un bel posto il B&B dove ero alloggiato, era in collina a un kilometro dal lungomare, in un profondo silenzio e con un panorama mozzafiato, stanze fresche ed accoglienti, veranda-solarium e cucina –soggiorno però in comune, solo che non c’era nessuno ed era tutto per noi, così non abbiamo dovuto litigare per niente e con nessuno.

mercoledì 7 giugno 2017

lunedì 5 giugno 2017

Finalmente

Avete visto che scrivo più spesso !? perchè vuol dire che mi capitano più cose da raccontare e quando mi capitano più cose da raccontare ? quando con la bella stagione (insomma quasi quasi meglio in inverno) mi muovo in giro per il mondo e posso raccontare cose nuove.
Finalmente ! finalmente dopo tanti tentativi sono stato a Trieste, era un mio obiettivo di viaggio e l'ho vista, niente di particolare anche per via della giornata uggiosa, ma ho arricchito il mio bagaglio di conoscenze, mia moglie mi dice di non allargarlo assai questo bagaglio, perchè la casa è piccola e non abbiamo dove metterlo.
Trieste comunque è graziosa, stile "borbonica" per intenderci, sa molto di Austria solo che c'è il mare ed è un pò sporchina, in questo somiglia tanto alle città dell'Est, devo dirvi che abituato al foro italico a Palermo, la strada principale che costeggia il golfo può impressionare qualche altro e anche dalla piazza Italia mi aspettavo di più, bella indubbiamente ma non mi ha riempito il cuore.
Al ritorno e non era previsto, ci siamo fermati a "Redipuglia", che non è un rinomato ristorante pugliese, ma uno di quei luoghi al confine dove morirono migliaia di italiani e anche stranieri nella guerra, difatti c'è un sacrario enorme che raccoglie le tombe di tutti i caduti, un grande sarcofago in marmo ai piedi della collina dove giace il generale Lamarmora e dietro di lui tutte le tombe in ordine alfabetico dei soldati.
A Trieste sono andato con mia nipote Carmen e di conseguenza sono stato due giorni da loro a Poredenone, due giorni piacevoli, in compagnia e con gli affetti di sempre che la vita a seminato al nord, soli noi (si fa per dire), solo loro, soli Cettina, sola la zia Anna, sola Rossana, Raffaele no, lui è sempre circondato di belle e tante "jolande".
A proposito di Carmen e di finalmente, finalmente il 2 giugno sono andato in Croazia, qualche 5 o 6 anni fa quando ero ancora un cittadino della repubblica della "munnizza" (quello che c'è a Palermo non lo vedo in nessun posto), mia cognata Nunzia mi disse: appena salgo a trovare mia figlia in estate e voi siete da Ambra, con Daniela ce ne andiamo a passare una settimana in Croazia.
Mia cognata qua d'estate non c'è mai venuta perchè è sua figlia che in estate va a Palermo, così mi misi u pucciu ntiesta e voi lo sapete, io la notte non ci dormo e non appena mi è capitata l'occasione via in Croazia.
Lo scorso anno a causa del matrimonio di Ambra (ve ne parlo del nuovo arrivo, ve ne parlo ....) e del mio trasferimento, il nostro 35° anniversario di nozze e per la prima volta lo abbiamo passato distanti e da soli, così per rifarci a natale i miei figli ci avevano regalato dei soldi per un anticipo per la crociera, in inverno mia moglie lavora sempre, in estate siamo a Palermo e nei ponti primaverili non si poteva fare e allora ?
In un primo momento avevamo pensato di posticipare i festeggiamenti del 35° andando a Cannes a trovare mio nipote Domenico, era una vacanza ben articolata che passava pure per Torino, per questioni logistiche l'abbiamo rimandata ad un'altra volta e così per Pasqua un mio amico mi ha detto di essere stato a Rovigno (Croazia) e mi sono fatto venire l'idea, se aspetto a Nunzia ...... ora ci vado da solo e così è stato.
E' stata una breve e bella vacanza, rilassante tranne il viaggio perchè mi perdo sempre, ma la mia "anziana" si è riposata un poco, sempre lavare e stirare e spolverare e spazzare, anche qua ha voluto lasciare tutto pulito, ma meno male che erano solo 16 metri quadri.
Rovigno è bello, un posto frequentatissimo e rilassante allo stesso tempo, per darvi un'idea sembrava La Zise, Sirmione, Scopello, per certi versi spiaggia esclusa naturalmente, anche Balestrate con la sua pineta a ridosso del mare, piena piena di isolette tutte la davanti, piccole e più grandi un bel posto, ma per chi ha casa a Palermo preferisce venire in Sicilia.
Era pieno zeppo di veneti e friulani, un pò meno milanesi e tedeschi e poi piccolissime percentuali di altre razze, era pieno come l'uovo ma era rilassante, il mare bello, pulito e poco salato, peccato non c'era la spiaggia, ma almeno tornavi a casa pulito, c'erano gli scogli e come Scopello le pietre e poi la sabbia, poi c'erano un paio forse tre moli che con la scaletta ti facevano superare le pietre e scendevi direttamente sulla sabbia.
Perfetto direte voi, insomma niente è perfetto, c'è sempre qualcosina che non va, il mare era pulitissimo, c'erano dei pesci belli grossi che non ti davano fastidio e c'era la paura delle meduse, sulle pietre se ne erano "spiaggiate" alcune belle grosse, ma il pericolo maggiore erano le lappane, no, non è il pesce lappana, è quell'ammasso di carne morta che penzola tra le gambe dei vecchi (per fortuna io ancora no).
Esatto nel posto migliore dove fare il bagno c'erano un sacco di nudisti, tutti vecchi guerrieri con le "scimitarre" morte "legate" in mezzo alle gambe, quando scendevano la scaletta sembrava calassero prima l'ancora, un penoso spettacolo di "walter" uccelli morti come li chiama la Litizetto.
Per non dirvi del vasto assortimento di "Jolande", jolande arrivitticati tri e quattru vuoti, con e senza barba, tutte disposte sulla "spiaggia" come sul banco di un mercatino dell'usato, ma no di seconda mano, proprio cose da rottamazione, peccato, perchè non ce ne era una bella da vedere, a parte lo stupore di mia moglie che in un primo momento non ne aveva capito niente.
Una mattinata poi sono stato a Pola, anche qui sono rimasto deluso mi aspettavo di più, forse sto diventando vecchio, oppure ho già visto tante cose belle (jolande escluse) che ora mi lasciano un pò così, ma è la seconda volta che mi capita, forse è arrivato il momento di smettere di viaggiare, anche perchè sbaglio sempre strada.
Ora vediamo, intanto vado a Palermo, poi al ritorno se ho tempo passo da Arezzo e Livorno, prima o poi vado a Cannes e poi voglio vedere La Zise di giorno (l'ho vista solo di sera) e chi lo sa anche Riva del Garda, a Lugano ci voglio andare e anche a Hinsbruch e poi Cortina che è da un pezzo che ci voglio andare e in Sardegna a trovare Stefano e poi va bene, in Irlanda a Dublino che è il sogno di mia moglie e poi smetto e mi dedico al nipotino.
No non è maschio, ancora non si sa, però si conosce già il nome del baby sitter, io ncacerto, a settembre mi iscrivo a lezioni, Leonardo e Ambra sono d'accordo a condizione che la vizio, perchè io penso che sia femmina, come il film, "speriamo che sia femmina", volete sapere come me l'hanno detto ?
La sera del mio 63° compleanno sono andato da Ambra a mangiare e poi mi hanno detto, ora prima della torta andiamo giù in taverna per il regalo, scendo le scale e trovo appeso ad un palloncino una casetta con una specie di foto dentro, io senza occhiali non vedo bene e così loro mi guardavano sorridenti senza dire niente, mia moglie compreso, ma io non capivo che cosa fosse.
Ad un certo punto mi hanno tolto dall'impaccio è mi hanno detto auguri papà hai capito cos'è ? io a tutto pensavo tranne che si trattasse dell'ecografia e così poi: ..... è la prima fotografia del tuo o tua nipotina, voi sapete che io sono "glacialmente" inglese, ma dentro di me ho notato qualcosa, farfalle nelle stomaco !? non ve lo so spiegare, però ho realizzato il perchè vivevo a Tombolo e non a Palermo.
Ambra sta bene e Leonardo pure, tutto procede bene e appena conosco il sesso vi giuro che ve lo dico, a proposito molto probabilmente il 10 giugno festeggio i 36 anni di matrimonio con Cetty a Bologna e poi a luglio 4 giorni a Marina di Ragusa, detto tra noi spero che li le Jolande siano migliori.

venerdì 19 maggio 2017

Circuito training

Era un bel po' di tempo che non scrivevo, non l’ho fatto perché magari non c’erano molte cose che valessero la pena raccontare e poi diciamocelo chiaramente, pensionato a chi? Mi alzo tutte le mattine alle 6 e mezzo con mia moglie, faccio colazione e mi metto al computer per sbrigarmi la posta che mi arriva, mi leggo il giornale sportivo on-line, scrivo qualche opinione sportiva per una testata on-line per cui scrivo, guardo biglietti aerei ed itinerari di viaggio, a volte scrivo qualche ricetta e si fanno già le otto.
Mi accorgo che è quell’ora perché entra di fretta mia moglie nella stanzetta per salutarmi, mi dà un bacio e io come nella pubblicità della coop mentre va via gli dico “bis” e lei si incazza e torna indietro, ho fatto il mio primo dispetto quotidiano e già mi sento meglio.
Quello è il segnale che devo spegnere tutto e andarmi a lavare, ma non sempre è così perché magari mi trattengo ancora un po' per finire qualcosa, insomma sistemo qualcosa in camera da letto, barba, doccia e indosso la tuta arancio che avevo in dotazione antincendio della forestale e giù nel box per dargli una sistemata.
Lo so cosa state pensando: ma puru cà avi u box i sistimari !?, oh, vuol dire che è “stidda ca mi curri”, in realtà a parte il fatto che mia moglie e mia figlia infilavano tutto là dentro, poi sono arrivato io con le mie “truscie” e nel frattempo il comune ha rimodulato la differenziata e ci ha fornito dei bidoni alti un metro, che non avevo dove metterli e così ho smontato parte della scaffalatura e gli ho ricavato lo spazio.
A mezzo giorno smetto per andare a cucinare, quindi diciamo che passo nel box un paio d’orette, cucino, mangio, riposino e sono già le quattro, “bella vita si rurassi” lo so, ma …… nel pomeriggio poi una vota andiamo in farmacia, una volta a fare la spesa, una volta qui (all’otlet a Carmignano), una volta li (a Bassano per il telefono), una volta vado a vedere una partita e una volta vado in palestra e il tempo passa che è un piacere, fatevi il conto che sono in pensione da quasi nove mesi e non me ne sono accorto, perché non riesco ad annoiarmi.
Poi per il momento sono addirittura oberato, no che mi hanno operato, che non ho tempo per nulla, come sapete sto facendo le fioriere per i tenerumi e per l’orto, ma questo comporta: andare a prendere i bancali nelle ditte che me li regalano, smantellarli, assemblare i tabuti (sarcofago, cassone), impermeabilizzarli, riempirli di terriccio (andare a comprarlo quindi) e piantumare le piantine.
Senza parlare, potevo comprarli che facevo prima, ma un vascone di 1 metro e 20 x 50 di profondità x 25 d’altezza costa 200 euro e poi io chi fazzu tutta a irnata? e poi è un periodo di “soldout” (non è siciliano è inglese) in palestra, dovremmo andarci due volte a settimana, ma siccome dobbiamo recuperare qualche lunedì dell’angelo, qualche 25 aprile e così via, ci andiamo tre volte, poi io sto provando una nuova palestra da un’altra parte, una più intensa e così finisco per fare palestra quattro volte a settimana.
Non scalo un grammo e mi ritiro a casa con una fame che non vi dico, per questo sto provando un’altra cosa, a settembre cambio, anche perché la cardiologa (l’unica donna che non resiste al mio fascino), mi ha detto che se mi presento ancora una volta sopra i 76 chili non mi visita e mi denuncia pure per recidività in obesità, pena prevista 3 mesi di pane e acqua.
L’altro giorno facevamo in palestra il circuito trainig (neanche questo è siciliano) e mentre facevo skip (sempre inglese) pensavo a quando ero giovane, ai tempi del corso olivuzza, anche lì ogni tanto facevamo il “circuito training”, allora eravamo in 6 o 7 e andavamo alla “vucciria”, senza cuminciari a ririri, il circuito training è una specie di via crucis, ora vi spiego.
C’è una specie di cerchio e ad ogni due metri c’è un attrezzo per fare un esercizio, che so, due pesi per i bicipiti, due panche per lo step, due corde per saltare e via dicendo, saranno una decina d’esercizi e si chiude il circuito, che centra con la vucciria? anche la facevamo il circuito, ma no “training”, gastronomico.
In cosa consisteva: appena scendevi la scalinata della vucciria, c’era quello con il posto della frittula, una cartina l’uno e pagava il primo, due metri più avanti u purparu, un piatto i purpu per 7 e pagava il secondo, terza stazione, “gesù cadde in ginocchio”, no un minuto sto facendo confusione, terza stazione panino con la milza e pagava il terzo, quarta stazione: piatto di quarumi e pagava un altro, quinta stazione; mussu e carcagnolu e pagano un altro ancora, sesta stazione panino con le panelle e pagava il penultimo e infine bucali ri passitu e pagava l’ultimo.
Certo non lo facevamo ogni giorno, che so una volta al mese, diciamo quanto è bastato per farci venire l’ernia jatale, ma la cosa più bella era che la sera quando arrivavo a casa, mio padre pretendeva che mangiassi e io non sapevo come fare, perché sé non mangiavo si incazzava perché si mangiava tutti insieme a tavola e se mangiavo vomitavo.

Ora lo so che vorreste sapere di mia figlia, del nipotino, ma se no la prossima volta che vi racconto, accontentatevi di questo che chi si contenta gode e poi devo andare ad apparecchiare, stiamo facendo il pane e panelle per domani, e sì, il pensionato perde la voglia di lavorare ma no quella per le cose buone.