venerdì 31 ottobre 2025

Errori insoliti e necessità di ripartire.

Il Palermo ha voglia di riscattarsi e di fronte a una crisi improvvisa, sopraggiunta proprio nel momento in cui sembrava potesse decollare, Inzaghi si sta interrogando sulle strategie più efficaci per rilanciare la squadra, in vista della partita con il Pescara, il tecnico sta riflettendo sui cambi e nessuno conosce meglio di lui le difficoltà della squadra.

Contro il Monza abbiamo visto Peda, costretto a gestire da solo un uno contro uno a campo aperto con Mota, dopo un errato tentativo di fuorigioco, anche il secondo gol sugli sviluppi da calcio piazzato, ha confermato la mancanza di concentrazione, un errore grave per un Palermo, che fino a qualche settimana fa, aveva fatto della solidità difensiva uno dei suoi punti di forza, mai una squadra di Inzaghi ha rischiato la difesa così alta, su una palla scoperta.

Il Palermo funziona male ed è la conseguenza di una squadra sbilanciata e mentalmente scarica, ora i rosa devono ripartire dai suoi errori e ritrovare i suoi principi di gioco, sabato rientrerà Bani e sarà una presenza importante sotto tutti i punti di vista, ma prima ancora delle scelte tattiche o degli uomini, serve ritrovare l’identità collettiva della squadra.

Il Palermo deve tornare a essere: credibile, compatto e temibile, continuare a smarrire queste prerogative, significa rischiare di ripetere quanto successo negli anni scorsi, pieni di rimpianti, delusioni e occasioni perdute, la squadra risponde bene sul piano fisico, ma commette troppi errori, anche nelle giocate più semplici, nei disimpegni, le verticalizzazioni sono rare, i cross poco precisi e le conclusioni risultano poche e imprecise.

Sono pochi i calciatori capaci di superare l’avversario in velocità, alcuni di questi limiti erano già noti nella scorsa stagione e gli acquisti effettuati dovevano servire per correggerli, ma finora non sono stati praticamente utilizzati o utilizzati poco, senza per altro esprimere appieno il loro potenziale, che alla fine ha creato quella mancanza di compattezza e di vigore atletico, che riusciva a sopperire a un gioco poco spettacolare, ma comunque concreto ed efficace.

Oggi la squadra è smarrita, manca d’intensità, manca di fiducia, manca di concretezza, di solidità, di intelligenza tattica e di qualità nelle giocate, appare strano, che dopo un avvio di campionato incoraggiante, i rosanero abbiano perso tutte le certezze e il gioco non riesca a decollare, le disattenzioni difensive, si stanno riproponendo con una certa continuità e la squadra fatica a reagire quando va in svantaggio.

Per vincere ci vogliono idee e autorevolezza, il Palermo ha poca competitività e tanta confusione, di chi ha smarrito il bandolo della matassa, di chi ha una difesa improvvisamente piena di scricchiolii, di amnesie ed errori di posizione, con poche idee a centrocampo, un attacco terribilmente assente, con un brutto scadimento di condizione e di stimoli, il Palermo se vuole sognare in grande, deve ritrovarsi e in fretta.

Deve ritrovare immediatamente equilibrio, gioco e concentrazione, per la partita contro il Pescara, ci si aspetta una reazione immediata, è previsto il ritorno di Bani in difesa, che rappresenta un rientro fondamentale, probabilmente ci saranno anche altri cambi, per schierare una squadra più fresca fisicamente e mentalmente, come potrebbero essere Corona e Vasic, che quando sono entrati non hanno demeritato.

Poi a gennaio toccherà alla dirigenza operare con intelligenza sul mercato, per portare a Palermo, quei tre/quattro giocatori fondamentali per alzare il livello tecnico e qualitativo, di una rosa forse anche abbastanza lunga, ma con poche alternative di valore, una cosa di cui non si può fare a meno, se si vuole puntare alla promozione diretta, altrimenti l’obiettivo diventa difficile da raggiungere, il tempo per porre rimedio alle debolezze ormai conclamate c’è ancora.

  

Palermo in crisi, i rosanero ora sono quinti

 

Palermo strapazzato dal Monza nel risultato, perché alla fine i rosanero non hanno giocato male, però hanno perso nettamente, seconda sconfitta consecutiva, dopo un paio di pareggi, lo 0 a 3 finale parla di una gara senza storia, di un divario netto in campo tra le due squadre, con i rosanero che non sono riusciti a creare grandi occasioni da gol, io ho visto la partita e pur essendo molto critico nei confronti del Palermo, devo dire che per me non è stato così.

Io ho visto un Palermo che ha fatto la partita, con molti errori e altrettanta confusione, ma specie nel primo tempo, il Monza ha agito prevalentemente in contropiede e il Palermo se pur non essendo stato molto pericoloso (Thiam ha tirato fuori una palla dalla porta), però non è stato rintanato nella sua metà campo in ostaggio, come era stato a Catanzaro, poi sono d’accordissimo, che al di là del possesso palla o di altro, il trend delle ultime settimane, si conferma estremamente involutivo. 

Inzaghi fa mea culpa e se non è di circostanza fa bene, ma deve avere veramente capito che è lui che deve dare di più, o meglio, deve dare qualcosa di profondamente diverso, lo avevano detto nei momenti di crisi anche Corini e Dionisi, ma poi sappiamo tutti come è finita e non è vero che però una vittoria può farci ripartire, perché significherebbe rimandare dannosamente il problema, così come hanno fatto i predecessori di Inzaghi.

Lo dice l'allenatore rosanero, ma avrebbe dovuto accorgersene prima e lo ripeto anch’io, adesso basta chiacchiere, devi capire cosa non funziona, ma in fretta, perché è vero che in serie B c’è più possibilità di recuperare rispetto alla serie A, ma come abbiamo visto nelle stagioni precedenti poi diventa proibitivo, il Monza è una squadra di categoria, ma non di un’altra categoria rispetto al Palermo, come dice Bisoli, Modena, Monza, Venezia e Palermo sono della stessa categoria.

La squadra è partita molto bene, ha fatto un buon primo tempo, con un po' di paura e con un po' di confusione, ma era il Monza a difendersi nella sua metà campo e spesso anche con affanno, gli ultimi minuti del primo tempo sono stati da incubo e dopo tre ripartenze il Monza ha fatto gol, poi abbiamo preso gol subito nel secondo tempo e tutto è stato facile per i brianzoli, le poche chiacchiere che dice Inzaghi, sono i nuovi arrivati, che devono alzare il livello.

Sono d’accordo con Inzaghi, che contro il Monza la squadra ha dato tutto, molto di più rispetto a Catanzaro e quindi è una sconfitta diversa, ma in entrambe c’è un qualcosa di comune che non va e l'allenatore quando non arrivano i risultati, deve mettersi in discussione e capire cosa non funziona, senza scaricare qua e là le responsabilità.

Abbiamo preso gol facendo la partita, non abbiamo reagito bene dopo lo svantaggio e Inzaghi deve trovare gli accorgimenti giusti e in fretta, magari andando a guardare meglio dalle parti di Veroli e soprattutto dalle parti di Giovane, dobbiamo tornare a essere mentalmente disciplinati, questi risultati non sono accettabili, per una squadra piena di calciatori fortissimi.

Dobbiamo tornare ad avere la solidità mentale dei primi giorni, questo invece è un Palermo spento e malinconico, il Monza è una squadra di serie A, che è retrocessa e ha mantenuto quasi tutti i suoi giocatori, dopo un periodo di difficoltà iniziali, ha capito cosa è la serie B e ha cominciato a vincere e a scalare la classifica, il Palermo deve capire anche lui, cos’è la serie B e deve tornare a correre e a vincere, ma non sarà sicuramente mettendosi a 5 a centrocampo, lasciando fuori contemporaneamente Brunori e Palumbo e mettendo dentro Gomes a centrocampo.

La sensazione per tutti è stata, che il Palermo (Inzaghi) aveva paura di perdere e ha giocato con una squadra per non perdere, l’avvio è stato incoraggiante, si è rivede il pressing e la corsa con un minimo di logica, anche se si fa sempre un po’ fatica a portare la palla in zona pericolosa, ma qualche occasione arriva, il primo tempo è di marca rosanero, escluso gli ultimi 10 minuti dalla fine, con Joronen che fa un miracolo e poi non può nulla sull’1 a 0 brianzolo.

Nel secondo tempo il Monza gioca sul velluto e sembra essere di un altro pianeta, esce un sempre più spento Gomes (perché insistere con lui) e Inzaghi prova la mossa della disperazione, il Palermo si butta in avanti ma non succede niente, anzi prendiamo pure il terzo gol e il Monza con questa sconfitta ci “invita” ad aprire gli occhi, prima di entrare nella solita crisi nera di ogni anno del Palermo, con la sensazione che ogni stagione sia sempre la stessa.

Il Monza ha fatto suonare l’allarme troppo forte, per non tenerlo in considerazione, la squadra ha perso intensità, equilibrio, compattezza ed efficacia, non c’è la corsa, la disciplina e l’applicazione, la squadra ha perso la spinta e l’entusiasmo, contro il Monza è riuscito a mantenere un buon ritmo di gioco e ha mostrato un atteggiamento più compatto e propositivo, ma alla prima difficoltà, la squadra ha perso sicurezza e concentrazione.

martedì 28 ottobre 2025

Il Palermo non sa più vincere.

Il Palermo non sa più vincere e quello che è peggio, è che non sa più nemmeno segnare, i gol arrivano col contagocce, ha segnato dieci gol in nove partite, pochi, troppo pochi per una squadra che ambisce ad andare in serie A e che ha Pohjanpalo, Brunori e Palumbo in attacco, ha segnato quanto le neo promosse Padova ed Entella.

Solo Catanzaro, Bari, Spezia, Sampdoria e Mantova hanno segnato di meno, ma occupano la parte finale della classifica di serie B, lottano per non retrocedere, in fase offensiva si continua a fare fatica ed è innegabile che occorrono urgenti correttivi, un problema che ci portiamo dietro dalla fine del campionato scorso, del resto, a centrocampo non è cambiato praticamente nulla.

Il Palermo ha la difficoltà di andare a segno e in queste ultime partite si è accentuato ancora di più, questo ha peggiorato la classifica della squadra, che non occupa più uno dei due posti utili alla promozione, ma si trova a sgomitare dietro con Cesena, Frosinone, Carrarese e Juve Stabia.

Le premesse di inizio stagione, con in organico Pohjanpalo, Brunori, Le Douaron, Corona, Palumbo e Gyasi, erano molto diverse e invece gli attaccanti rosa non hanno inciso come avrebbero dovuto, motivo per cui il Palermo non ha preso il largo, dopo i dieci punti nelle prime quattro giornate, un grosso problema per una squadra che punta al salto di categoria e Inzaghi dovrà provare a cambiare qualcosa, sotto il punto di vista tattico, perché gli interpreti li ha fatti girare un po' tutti.

Serve un cambio di passo e serve anche subito, serve che l’attacco torni a trascinare i rosanero e riportare il Palermo verso posizioni di classifica occupate fino a pochi giorni fa e persa con la sconfitta di Catanzaro, la prima vera prestazione negativa della stagione, ma il Palermo deve tornare a fare quanto di buono aveva costruito finora, anche perché i rosa hanno ancora ampi margini di crescita, per ricreare entusiasmo e portare risultati.

Inzaghi ha ottenuto risultati importanti ovunque in cadetteria, tuttavia alcuni nodi stanno ancora frenando il processo di maturazione dei rosanero e dovranno essere sciolti per ritrovare continuità e identità, sfruttando la qualità di un organico in gran parte da Serie A, l’assenza di Bani si fa sentire, l’ex Genoa rappresentava il vero leader della retroguardia e non solo.

Trasmetteva sicurezza al reparto e personalità all’intera squadra. La sua presenza dava equilibrio e fiducia, l’assenza di Bani si sente sui calci piazzati a favore e in fase d’impostazione, che limita la fluidità della manovra, serve qualcuno che costruisce e per me l’unico è Blin, anche se con Gomes hanno mostrato molte difficoltà.

Inzaghi ha affidato questo compito a Palumbo, ma la convivenza tra Palumbo e Ranocchia non ha funzionato, i due si sono spesso trovati nella stessa zona di campo, sovrapponendosi nei compiti di costruzione e lasciando vuoti nella trequarti, rendendo ancora di più sterile la manovra offensiva, il Palermo per valorizzare al meglio i propri interpreti, deve avere maggiore chiarezza nei ruoli e negli equilibri.

Come l’alternanza tra Brunori e Le Douaron, una alternanza che sta finendo per penalizzare in modo eccessivo Brunori, che fatica a trovare continuità e condizione, le prestazioni del capitano, al di là del ruolo o della posizione in campo, lascia qualche perplessità e comunque nessuno dei due si sta esprimendo al meglio e con continuità, alla fine, il Palermo solido, concreto e intenso, immaginato a inizio stagione finora si è visto. 

lunedì 27 ottobre 2025

Il Palermo perde la prima partita e l’imbattibilità.

 

Prima sconfitta in campionato per il Palermo, che perde 1 a 0 a Catanzaro, perde la propria imbattibilità e scivola al quarto posto in classifica, dopo un’altra prestazione deludente e sottotono, la partita decide una rete dell'attaccante calabrese a fine primo tempo, Inzaghi ha provato con i cambi a svegliare la squadra, dopo un primo tempo opaco, ma dalla panchina non sono arrivate risposte positive e la manovra offensiva è rimasta sterile e inefficace.

Per Pohjanpalo e compagni in attacco, sono arrivate poche palle gol pulite, la partita e stata brutta e spezzettata, dai continui fischi del solito scarso Pairetto, peraltro e discutibile la gestione dei cartellini gialli, Pairetto è stato fin troppo fiscale e il gioco ne ha risentito, il Catanzaro ha coperto bene il campo ed è stato concreto in zona d’attacco, giocando per me una signora partita e strameritando la prima vittoria in campionato, i cambi operati nel secondo tempo dai rosa, non hanno dato una sterzata alla gara giocata dai rosa, più con i nervi che con la testa e con poca lucidità negli ultimi venticinque metri.

Troppa la confusione nello sviluppo del gioco, mentre il giro palla rosanero non è fluido, con qualche sbavatura in fase di disimpegno, che condiziona lo sviluppo della manovra, i rosa sono piuttosto “lunghi” in campo, troppa distanza tra i reparti e così è difficile orchestrare una manovra efficace, tanto che Pohjanpalo riceve solo una palla gol giocabile, su cross di Augello impatta bene di testa, ma la traiettoria è centrale.

È una partita nervosa, non si gioca molto ed è tutto abbastanza bloccato, Inzaghi chiede maggiore aggressività, contro un Catanzaro che gioca con ritmo e aggressività, tanto che c’è un po’ più di Catanzaro che di Palermo, i rosa corrono poco senza palla e non trovano gli spazi per giocare, buttando così palloni a casaccio in avanti.

Nel secondo tempo il Palermo rientra in campo con più convinzione, ma il Catanzaro resta pericoloso, nel finale i padroni di casa si difendono bene e portano a casa un successo prezioso, contro i rosanero che non corrono e non sanno più vincere, alla fine il migliore in campo del Palermo è lo stupefacente Joronen. 

Non è immaginabile un Palermo così brutto, che ha meritato la sconfitta, nel primo tempo i rosa non sono stati mai in grado di imporsi, nella ripresa sotto di un gol, non sono riusciti a creare mai veri pericoli, nessuna attenuante però, per un Palermo che gioca male da un mese, di un disastro dal quale non si salva nessuno e per cui non ha funzionato niente, il centrocampo è ancora e sempre male assortito e la squadra commette troppi errori individuali gravi.

In attacco Pohjanpalo e Le Douaron non hanno visto palla e poi anche Brunori e Corona, Palumbo non ha incantato e sulle fasce il Palermo ha balbettato, in difesa da quando non c’è Bani, si rischia molto di più del dovuto, tanto che le occasioni migliori le ha avute il Catanzaro e a questo punto si ripresentano alcuni interrogativi, che dovevano essere già stati analizzati e che dovranno essere analizzati in fretta adesso, Inzaghi comincia a non piacermi, nemmeno nei cambi, perfino troppo tardivi.

I rosanero hanno fatto dell’intensità la loro arma migliore e adesso l’hanno persa, sono poco determinati e Inzaghi insiste su uno schema tattico che non mi convince, che produce poco e non mi convincono nemmeno alcuni interpreti, a mio avviso molto discutibili, Peda ha fatto la peggiore prestazione della stagione, non è impeccabile come le altre volte, Segre vaga a centrocampo e qualche volta cerca l’inserimento, corre tanto ma senza profitto.

Gomes gioca un quarto d’ora e dà il suo solito contributo alla confusione totale, Ranocchia continua a essere impiegato come play, ma in realtà non è un play e il play lo fa poco e male, è quasi sempre nella zona di Palumbo, perché lui è un trequartista, è Palumbo a farsi dare i palloni e a smistarli, Ranocchia fatica a trovare la posizione, non è neanche in grande forma e non incide nella partita, Vasic è la grande delusione, non riesce a trovare una sua collocazione, è mollo e non riesce a diventare protagonista.

Palumbo è quello che tocca più palloni di tutti, perché si abbassa sulla mediana per impostare, anche se si limita a qualche cross, non riesce ancora a esprimere il suo talento, ci mette buona volontà, ma da lui ci si aspetta molto di più, Le Douaron non incide mai, probabilmente non è colpa sua, Brunori non è un trequartista e di palle ne tocca poche, Pohjanpalo cerca disperatamente e vanamente un pallone giocabile.

È un sabato tragico, al primo passo falso per il Palermo, il Modena vince con l’Empoli e allunga in classifica, mentre i rosa vengono superati da Cesena e Monza, con quest’ultima il Palermo dovrà giocare al Barbera per il turno infrasettimanale e vincere diventa già imperativo categorico, perché una squadra che vuole salire in serie A, deve archiviare in fretta la sconfitta, tornare a esprimere il gioco delle prime giornate, anche se non era brillantissimo e conquistare per forza i tre punti.

sabato 25 ottobre 2025

Una gara dai due volti, ma bisogna cambiare qualcosa.

Prestazione maiuscola del Modena al Barbera, che sfodera una grande prestazione nel big match dell’ottava giornata di Serie B, ottimo 1 a 1 con il Palermo, che permette ai canarini di restare in vetta da soli nella classifica cadetta e mantenere l’imbattibilità, candidandosi come protagonista e uscendo a testa altissima dallo stadio, un pari pesantissimo in casa della favorita alla vittoria del torneo e ha dimostrato di poter imporre il proprio gioco e le proprie qualità anche al cospetto di un avversario più dotato tecnicamente.

Il Modena nella ripresa ha chiuso all’angolo il Palermo, sfiorando in diverse occasioni il gol, è stato un assolo del Modena, il finale è tutto a tinte gialloblu, che assediano l’area avversaria senza riuscire a mettere in rete il gol del 2 a 1, per una roboante vittoria finale, il Modena ottiene un pari, che poteva essere anche qualcosa in più, Segre ha illuso i 32.922 spettatori, poi un autogol di Bereszynski, protagonista di una pessima prestazione e un Palermo in ambasce nel secondo tempo, fa sfumare la possibilità del primo posto in classifica.

Grande cornice di pubblico al Barbera, quella della serie A, per una gara intensa nella prima mezz’ora, che scorre all’insegna dell’equilibrio, le due formazioni si studiano e badano a contenere, poi i rosanero rompono l’equilibrio, Segre si inserisce al solito suo con i tempi giusti e insacca il gol dell’1 a 0, raccogliendo una deviazione in aerea di Pohjanpalo e si va al riposo con il Palermo avanti di un gol.

Nella ripresa Inzaghi sostituisce Segre (ammonito) con Gomes e il Modena cresce, va spesso vicino al pareggio, ma Joronen salva i rosa con grandi interventi, il tecnico rosanero prova a correre ai ripari, mettendo in campo Blin e Le Douaron, al posto di Ranocchia e Brunori, ma il forcing degli emiliani invece di diminuire si intensifica e dopo un’altra prodezza di Joronen, che evita il gol, un minuto dopo arriva il pareggio, con Bereszynski che devia sfortunatamente nella propria porta un cross di Zanimacchia.

Nel finale Ceccaroni ci prova da fuori, ma Chichizola vola e mette in angolo, il Palermo chiude in attacco, ma non trova il gol della vittoria, al triplice fischio arrivano ugualmente gli applausi del pubblico, la squadra di Inzaghi resta imbattuta, ma non riesce a sfruttare l’occasione.

I rosa restano a due punti dalla capolista, al Palermo non riesce l’operazione sorpasso, si ferma sull’1 a 1 e la squadra di Sottil resta così al primo posto con 18 punti, due punti in più del Palermo, che manca l’aggancio alla vetta, come ripeto da un po' di tempo, il Palermo lo vedo come: “vorrei ma non posso” ed è chiaro che bisogna cambiare qualcosa, intanto forse un cambio di modulo, un 4-4-2 a rombo, per me non sarebbe male.

E poi, andare dallo dello Spezia, che dispone sì di un gran bel regista e provare a portare a Palermo, il così decantato Salvatore Esposito, con Palumbo dietro le punte, che con la sua visione di gioco panoramica, credo che possa permettere ai rosa, di fare il definitivo salto di qualità. 

domenica 5 ottobre 2025

Colpo grosso a La Spezia.

 

Il Palermo torna alla vittoria dopo due pareggi, rimane imbattuto in Serie B e torna in vetta alla classifica, in attesa che si disputi Entella-Modena, la vittoria in trasferta contro lo Spezia per 2 a 1, è stata limpida e meritata, con il solito finale thriller, che per certi versi, ci ha fatto temere una rimonta dei liguri come l’anno scorso, ma le due squadre quest’anno sono diverse.

Stavolta ho rivisto il vero Palermo, specialmente nel primo tempo è stato intenso e scoppiettante, superiore in campo agli avversari e questa supremazia si è concretizzata con il vantaggio di Pohjanpalo, dopo che nei primi dieci minuti i rosa, avevano avuto già tre limpide occasioni per segnare.

Il raddoppio è arrivato nella ripresa e sembrava avesse chiuso i giochi, nonostante lo Spezia desse segnali di vita importanti, tanto che in un convulso finale, lo Spezia è tornato in partita grazie a un calcio di rigore, che Joronen negli sviluppi ha parato tre volte, ma poi l’ultimo tiro è sbattuto su Giovane ed è entrato in gol, ridando speranze a uno Spezia, che nonostante la classifica, rimane una buonissima squadra.

La netta vittoria del Palermo, è maturata al termine di una partita molto ben giocata dai rosa, è questo il Palermo che mi piace, intenso e arrembante, con finalmente Palumbo che svaria su tutto il fronte offensivo, creando gioco (di qualità) e superiorità, dietro e a vantaggio delle due punte mobili, ma no che Le Duaron sia migliore di Brunori, il capitano del Palermo è in una fase discendente della sua carriera ed è completamente oscurato dalla forza vitale di Pohjanpalo.

Niente dura per sempre e in questo caso parlo di Le Duaron, Brunori ha tempo e modo per riprendersi un posto in squadra, che però non è quello di trequartista, lui è una seconda punta e a maggior ragione che adesso Inzaghi pare abbia capito, che Pohjanpalo era da solo e che bisognava affiancargli un’altra punta, spero che si converta almeno a questa nuova soluzione tattica, con Palumbo dietro le due punte.

Finalmente un Palermo che dimostra a tutti che è la più forte, finalmente le due punte e il trequartista, per cui è stato speso tanto tempo (una lunga trattativa) e tanti soldi, finalmente un centrocampo più geometrico e con più idee (non sono certo quelle di Gomes) e Pierozzi giustamente portato al suo posto, che con Augello ha dispensato cross a gogo, per non parlare del vizietto del gol che non guasta.

Il Palermo nell’arco della partita è stato nettamente superiore ai liguri, nonostante nei tre di difesa erano già assenti Bereszyński (non ancora in condizione) e Ceccaroni squalificato, dopo 20 minuti il Palermo perde pure Bani per infortunio e da quel momento i rosa hanno in campo il terzo portiere Joronen e tutti e tre le riserve dei titolari: Diakitè; Peda e Veroli, questi ultimi alla fine tra i migliori in campo.

Nonostante tutto, il Palermo è riuscito ad essere sempre sul pezzo, portando a casa tre punti, che lo proiettano da solo (al momento) in testa alla classifica, raggiunta dopo tanto tempo, eravamo in serie B e c’era ancora Zamparini, abbiamo sfiorato poi pure la serie A, se non fosse finita in quel modo a Frosinone, ma che poi ci ha relegati al fallimento e alla serie D.

Dopo un avvio molto pimpante dei rosa, con Palumbo ed Augello in cattedra e un paio di buone occasioni fallite per poco, la partita sempre molto gradevole (finalmente) si equilibra, forse complice anche l’uscita di Bani e lo Spezia (una gran bella squadra) prova a rendersi pericoloso, ma la sbloccava nel finale del primo tempo Pohjanpalo in area, dopo una spizzata dell’ottimo Le Douaron e diversi salvataggi sulla linea dei padroni di casa.

Nella ripresa lo Spezia ha provato a pareggiarla, ma il Palermo segna di nuovo con Pierozzi (uno dei migliori in campo) di testa, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il Palermo a quel punto controlla con autorità la partita e le sfuriate dello Spezia fino a una decina di minuti dalla fine, quando un ingenuo fallo di mano di Blin (ininfluente sull’azione e praticamente impercettibile, ma rigore), dava modo a Marcenaro di assegnare il rigore.

Rigore parato e dopo una serie di batti e ribatti, i liguri vanno in gol e si riapre la partita, lo Spezia che non ha mai mollato, ora ci crede e sulla spinta del suo pubblico caldissimo, si getta all’arrembaggio di un pareggio, che non avrebbe di certo rispecchiato i valori in campo, il Palermo regge bene l’urto e resiste con lucidità, senza mai perdere il filo del gioco.

Per quanto lo Spezia si affanni, la partita finisce con la vittoria meritata del Palermo, anche con un pizzico buona sorte, magari avesse giocato così contro il Venezia, ma la cosa più importante è che Inzaghi ha capito il problema, i rosa a mio avviso, sono ancora indietro di preparazione, perché tutti i finali di partita (sarà magari perché vince) li finisce stanco nella sua metà campo (area).

Un altro appunto a Inzaghi lo devo fare, sulle ultimissime sostituzioni e mi riferisco a Segre con Blin già ammonito e che ha rischiato l’espulsione sul rigore, l’unica cosa a nostro favore di un arbitraggio casalingo e Cassata ne sa qualcosa, comunque finirà la partita tra Modena ed Entella, dopo la sosta per la Nazionale, avremo modo di confrontarci con il Modena.

giovedì 2 ottobre 2025

Palermo involuto e sgonfiato.


 Il Palermo ha pareggiato 0 a 0 contro il Venezia, un pareggio che non fa troppo male ai rosa e che permette alla squadra palermitana di continuare la striscia positiva in campionato, anche se il Palermo ha perso il contatto della testa della classifica, era un incontro tra due delle pretendenti alla promozione diretta in serie A, il primo tempo è stato giocato alla pari e senza farsi male.

Nel secondo tempo il Venezia ha giocato meglio del Palermo ed è stato un crescendo per i lagunari, che hanno stretto sempre più i rosa nella loro metà campo, con gli ospiti che hanno avuto delle occasiono da rete negli ultimi minuti finali, il risultato è sostanzialmente giusto per le poche occasioni create, ma se c’era una squadra che meritava i tre punti, quello era il Venezia.

Gli arancio-nero-verdi sono una bella squadra, allenata bene e con buone idee, gli manca solo il centravanti che potrebbe essere Ambrosino, mentre il Palermo mi è apparso involuto, la squadra fa dei passi indietro chiaramente palpabili, per me ha troppi giocatori “adattati”, ha il centravanti ma non ha le idee, l’unica consolazione è che il Palermo ha la migliore difesa della Serie B con solo 2 reti subite.

Per me è una magra consolazione, i rosanero devono migliorare nella creazione di occasioni da rete e di conseguenza sotto la porta avversaria, incontrovertibilmente per me è il fatto, che occorre un cambio di modulo, si è voluto partire dal modulo di Dionisi per non creare scossoni, anche se non capisco quali, ma Pohjanpalo continua a essere troppo isolato in avanti, con pochi palloni giocabili e con tutto il peso dell’attacco sulle sue spalle.

Non credo che il modulo migliore sia il 3-5-2 o il 3-4-1-2, forse la rosa a disposizione di Inzaghi, potrebbe trovare la svolta a mio avviso con un 4-3-3, credo la strada giusta per crescere ancora, il Palermo contro il Venezia ha saputo soffrire, ma con la sola sofferenza e l’imbattibilità non si va in serie A, l’unica nota positiva per il Palermo è il punto strappato al Venezia

Il Palermo non riesce ad andare oltre allo 0 a 0 ed è un vero peccato, la cornice di pubblico regalata ai calciatori in campo, è uno spettacolo mozza fiato, trentaduemila spettatori in una gara infrasettimanale di serie B, nella gara dei tanti ex e fra questi anche Inzaghi, con i lagunari che hanno provato a conquistare i tre punti, una gara fisica dove ha regnato l'equilibrio, con pochissime occasioni da una parte e dall'altra per sbloccare il risultato.

I trentaduemila sugli spalti si sarebbero meritato uno spettacolo migliore, per quello che era il vero big match della stagione, invece c’è stato un noioso, stucchevole e senza grandi palpiti 0 a 0, una partita senza gioco, specialmente da parte del Palermo, protagonista della sua peggiore prestazione di questo campionato e dire che si trovavano difronte le due maggiori candidate alla promozione diretta.

L’occasione avuta da Segre al 5° minuto, lasciava presagire una partenza a razzo dei rosanero e invece sarebbe stato l’unico vero tentativo offensivo del Palermo, che veniva subito imbrigliato, senza tanta fatica dal Venezia, che piano piano affondava con verticalizzazioni e fraseggi avvolgenti, marchio di fabbrica delle squadre di Stroppa, mentre quella di Inzaghi ha puntato sempre di più, solo sulla corsa e l’agonismo, ma di gioco giocato non c’è la minima idea.

In realtà non appena Stroppa ha capito che il Palermo era solo corsa e agonismo, nel secondo tempo a provato a vincere e lo ha fatto fino alla fine, ultimissimi minuti finali compresi, sin dalle prime battute del secondo tempo, il Venezia ha avanzato di una ventina di metri il suo baricentro e soprattutto ha condotto le danze, costringendo il Palermo nella sua metà campo, per fortuna dei rosa, il Venezia è senza un vero centravanti.

Stroppa che è stato allievo di Capello, Liedholm, Sacchi e Zeman, ha una concezione estetica del calcio, per le sue squadre privilegia il fraseggio e lo spettacolo che ne viene fuori, quasi sempre è una meraviglia, nascondono il pallone all’avversario, si muovono continuamente senza dare punti di riferimento, ma non sempre ha lo stoccatore che tira in porta e infatti, pur dominando per l’intera ripresa, non riesce a vincere la partita.

Stroppa in pratica ha dato lezioni di calcio a Inzaghi, dominio del campo, strategia di gioco senza palla, smarcamenti rapidi e imprevedibili e la capacità di trovare spazi quasi invisibili, anche in mezzo a una mischia, vedo il Venezia in risalita e quando la macchina sarà ben oleata ce lo troveremo in alto, una nota di merito alla difesa rosanero, che è stata guidata magistralmente da Bani e dotata di uno spirito di corpo straordinario.

Alla fine, è stata una partita che si era presentata come il massimo dell’espressione calcistica della serie B, è stata invece una vera delusione, perché è vero la corsa e l’agonismo, o il dominio e il fraseggio, ma comunque, per troppo narcisismo, le due squadre hanno mancato un’occasione propizia per recuperare il distacco dalle prime posizioni della classifica.