venerdì 16 gennaio 2026

Il Palermo non è ancora grande: dal mercato può arrivare il salto di qualità.

 

Scusate l’assenza, ma sono dovuto ricorrere a un piccolo ma quanto delicato intervento in testa, per rimuovere un meningioma, che si era ingrandito e mi procurava qualche problema di vista, per questo non ho potuto essere puntuale come mi capita, fisicamente se pur con un occhio schiacciato sto bene, è solo l’occhio che al momento mi crea qualche disturbo.

Ma Parliamo di calcio e di Palermo, visto che nel lontano oramai 2010, mi sono preso questo impegno, che vedo con mia grande soddisfazione, viene al quanto seguito e la cosa mi spinge a continuare, tornato a casa, mi sono rimesso in linea con gli incontri che non avevo potuto seguire all’ospedale, ed esattamente ho rivisto La gara di Mantova ha confermato quella sensazione, che il Palermo non sia ancora una grande squadra, ai rosa manca sempre l’ultimo passo per compiere il salto di qualità definitivo e il pari beffardo contro i virgiliani ne è l’amara dimostrazione, il problema però è che il campionato non aspetta, il Frosinone non sta sbagliando una partita; il Venezia vola, macina gioco e risultati; il Monza sembra in calo, ma gli equilibri cambiano in fretta.

Il pareggio è stata una mazzata difficile da digerire, già altre partite del campionato erano stati degli indizi, una grande squadra può anche giocare male ma, dopo aver ribaltato sorprendentemente il risultato nel finale di gara, deve tornare a casa con i tre punti, la partita col Mantova è la prova che al Palermo sta mancando qualcosa, perché dopo un dominio totale e incondizionato per 95 minuti non può arrivare nei minuti di recupero con il minimo vantaggio.

Un buon Palermo, non ancora grande, nei primi venti minuti della partita i rosanero hanno messo in campo una qualità che raramente si era vista, il gol di Ceccaroni ne è l’esempio perfetto, con una costruzione verticale, semplice ed efficace: Ranocchia va subito dal trequartista Palumbo, che di prima lancia nello spazio l’altro trequartista, Vasic e a chiudere l’azione ci va il braccetto di sinistra, sempre proiettato in fase offensiva.

A Mantova si è vista qualità nel collettivo più che nei singoli giocatori ed è forse questa la grossa differenza, l’errore poi è sempre lo stesso, quello di non aver chiuso la partita, perché nel secondo tempo non c’è stato nemmeno un attimo di sofferenza, Inzaghi ha una mentalità troppo conservativa, l’idea di calcio dell’allenatore è questa, si conosce e ce lo siamo fatti piacere, ma non diciamo che con questi principi, l’allenatore ha conquistato risultati importanti in Serie B.

Perché alla fine ha vinto solo due campionati, il Palermo non è ancora una grande squadra e questo è un dato di fatto, è una buona squadra, che sta meritando il quarto posto, con un’idea di gioco poco spettacolare, ben definita, ma che non porta alla serie A, anche se l’allenatore ha lo spogliatoio in pugno e il gruppo che crede in quello che fa.

È chiaro che non si può vincere sempre, ma il pareggio di Mantova è un’occasione buttata al vento, lasciamo stare il raffronto con le passate stagioni, dimentichiamo il punto di partenza, perché di cose ne sono cambiate tante, 34 punti, frutto di nove vittorie, sette pareggi e tre sconfitte, con 29 gol fatti e 14 subiti, sono un buon risultato, ma non è quello per cui sta e deve lottare,  Il quarto posto consente ancora di sperare nella promozione diretta, un aspetto tutt’altro che banale considerando le scorie della scorsa stagione, che avevano lasciato un quadro desolante, con un patrimonio tecnico, tattico ed emotivo da ricostruire.

Inzaghi sta facendo un buon lavoro se si considera che i punti in più, alla fine del girone d’andata rispetto alla passata stagione, sono dieci. Sono due, invece, se si fa il confronto con la stagione 2023/24, quella iniziata da Corini e conclusa da Mignani. Per trovare un girone d’andata migliore in termini di punti in Serie B bisogna tornare alla stagione 2018/19, quando i rosanero chiusero con 37 punti, frutto di dieci vittorie, sette pareggi e una sola sconfitta. Alla 19esima giornata erano primi, con cinque punti di vantaggio sulle seconde.

Il mercato potrà aiutare il Palermo a compiere questo passetto, anche se la risposta non è scontata: basta guardare all’anno scorso, quando arrivarono tre top come Audero, Magnani e Pohjanpalo. Il Palermo era nono alla fine del girone d’andata e chiuse ottavo a fine campionato, la sessione invernale è molto complicata e solo operazioni davvero oculate possono risultare migliorative.

La dirigenza, in concerto con lo staff tecnico, valuta l’organico competitivo così com’è e al momento, stando alle dichiarazioni del d.s. Osti, sono in programma solo un paio di operazioni, in attacco e forse in difesa, quindi l’organico vuol dire che non è competitivo così com’è, serve e deve arrivare un attaccante in grado di alzare il livello qualitativo tra le linee, magari un altro difensore affidabile per favorire più rotazioni nel reparto arretrato, ma il Palermo deve trovare la forza di compiere questo passo a prescindere dall’arrivo di uno o due giocatori.

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