venerdì 22 maggio 2026

Palermo niente impresa: il 2 a 0 al Catanzaro non basta.

Nonostante il Palermo sia uscito dai play off, devo dire che alla fine è uscito con onore e lo testimoniano gli applausi dei 34mila tifosi del Barbera, i rosa sono usciti nonostante l’ottima prestazione, contro un grande Catanzaro, che comunque ha dimostrato sul campo di avere: voglia, organizzazione di gioco e tanta maturità, ad Aquilani e ai giallorossi vanno i complimenti del campo, un po' meno sull’educazione sportiva, che ci ha portato indietro di almeno 20 anni.

È possibile per una squadra che manca dalla serie A da 47 anni e che moltissimi di questi li ha passati in serie C, campionati non proprio signorili per il loro estremo campanilismo, il Palermo ha vinto con le reti di Pohjanpalo e di Rui Modesto, ma non sono bastate, perché il peccato originale del Palermo sta nella partita d’andata, giocata malissimo, che si poteva pure perdere, ma che una squadra come il Palermo, fatta per andare in serie A, non doveva perdere in quel modo e con quel risultato.

Il sogno della Serie A svanisce ancora una volta, in una serata carica di emozioni, iniziata con il gol di Pohjanpalo dopo due minuti, che suffragato dalla grande prestazione dei rosa, ci ha fatto credere e sperare che la rimonta potesse avvenire, ma tra il gol nel finlandese avvenuto dopo due minuti e quello di Rui Modesto avvenuto a un minuto dalla fine, ne è mancato uno in mezzo, il palo preso da Palumbo e così il finale si è chiuso tra lacrime, applausi e cori della curva, ma anche con una maxirissa in campo e una rissa in tribuna.

Non starò qui a dire di chi è stata la colpa, sono situazione che nel 2026 e per i soldi (professionismo) che girano attorno, non si devono vedere, giusta la stangata del Giudice Sportivo, l’ammenda di 20mila euro e le squalifiche, a causa del comportamento dei tifosi, che hanno lanciato numerose bottigliette di plastica verso i giocatori avversari e all'indirizzo degli ufficiali di gara a fine partita, oltre ad aver gettato un petardo e un fumogeno sul terreno di gioco nel secondo tempo, alle espressioni ingiuriose rivolte alla terna arbitrale da un collaboratore del Palermo negli spogliatoi.

Ripeto, condanno tutto perché non è sportivo, anche se magari saranno stati gli avversari a provocare, ma non c’è nessuna scusa che tenga, ancora di più se la reazione è la frustrazione per un obiettivo mancato, di cui né il Catanzaro e né tanto meno la terna arbitrale sono gli artefici, cercare di coprire le proprie responsabilità facendo casino, non lo trovo il modo migliore per assumersi le proprie responsabilità, che sono tante e per tutti.

La vicenda potrebbe inoltre non essere ancora chiusa, il giudice sportivo ha infatti richiesto un supplemento d'istruttoria alla procura federale, l'obiettivo è acquisire testimonianze e materiale audio/video per fare totale chiarezza su quanto accaduto al termine della gara, riservandosi di prendere ulteriori decisioni sui tesserati coinvolti, mano pesante per Palumbo squalificato per due giornate e sanzionato con 5.000 euro di multa, per Pierozzi invece il normale turno di squalifica e squalifica per una giornata anche per D'angelo.

Per il terzo anno consecutivo, la Serie A ci sfuma ai play-off, il Palermo ha salutato tra gli applausi i tifosi e questo campionato di serie B, ma siamo stati noi che abbiamo mancato un’occasione, è normale che ci sia delusione, tristezza, amarezza e rabbia, per quella che doveva essere e non è stata, una stagione nata con altri auspici, il Palermo non va alla finale con il Monza solo per propri demeriti.

Resta in serie B per quella semifinale di andata scellerata giocata a Catanzaro, ma a mio avviso, sarebbe rimasto ugualmente in serie B, perché non lo faccio più forte del Monza e comunque, il ritorno con il Catanzaro è vero che è stata una prova eroica, ma non può bastare a recuperare tutte quelle prove opache della stagione, la semifinale di ritorno non può mettere la polvere sotto il tappeto.


Bisogna restare lucidi e intervenire drasticamente e chirurgicamente, per me non basta che Inzaghi dica: “Non vado via, non lascio le cose fatte a metà”, la metà che non ha fatto è: dare un gioco propositivo e dominante alla squadra, fare rendere al massimo i giocatori a disposizione, fare crescere e lanciare i giovani, adottare un modulo in funzione dei giocatori che ha a disposizione, anche cambiandolo a seconda di chi gioca e smetterla con gli esperimenti, questo lui lo sa fare?

Quindi da adesso, dimentichiamo la mancata finale e pensiamo a cosa ci ha lasciato questo campionato e a cosa bisogna fare nel prossimo futuro, la mancata promozione in serie A, è ovvio che è un fallimento stagionale, un fallimento che per me deve portare inevitabilmente a qualche rivoluzione, ho parlato dell’allenatore, ma anche dell’organico, che alla lunga non si è rivelato all’altezza dell’obiettivo, del blasone, della città e dei tifosi.

Una squadra che non vince una sola partita con chi ti sta davanti o nella griglia playoff, non sei una squadra che merita la promozione, non sei quella big che invece deve essere il Palermo, specialmente se alle spalle hai il City Groop e non il povero Ferrara, gli altri (Frosinone e Catanzaro) hanno meritato di più e da giugno dobbiamo pensare a meritarci di più noi nella prossima stagione, anche se questo, non è stato un campionato da buttare via interamente. 

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