mercoledì 20 maggio 2026

Playoff Serie B, al Palermo è toccato il Catanzaro.

 

Le ultime due gare di campionato dei rosanero, sono andate in archivio senza nessun interesse, due partite giocate per allenarsi e secondo me, utilizzate male, perché sarebbe stato meglio dare minutaggio a chi ha giocato poco, magari pochissimo e che potrebbe servire in queste ultime partite, che mi auguro posso essere quattro, sinceramente da Inzaghi non mi aspetto più nulla, mi ha deluso come i suoi predecessori.

Ho visto giocare il Catanzaro nel ritorno dei preliminari con l’Avellino, a parte che ha meritato di passare e gli Irpini erano in una buona forma, ho visto una squadra convinta, decisa, con buone idee di gioco, tutto quello che non è stato il Palermo in questa stagione, il divario tecnico a favore dei rosa c’è, quest’anno però questo divario non si è visto e questo mi ha fatto paura, dal momento in cui dovevamo affrontare i giallorossi calabresi.

Aquilani si è orientato a dare una maglia da titolare a Iemmello, in campo ci sarà l’ex Pigliacelli e in panchina l’ex Di Franceso, con un altro ex il palermitano Di Chiara, la mia paura del Catanzaro alla fine si è rivelata fondata, il 3 a 0 di Catanzaro però non era così preventivabile e non si capisce come mai tutta la squadra abbia potuto fallire la partita più importante dell’anno, confermando la costante mancanza di carattere, di un gioco preciso e propositivo, nonché persino una condizione psico-atletica inadeguata, specialmente per una squadra fatta per vincere il campionato.

Una squadra dove tutti i giocatori sono apparsi spenti, senza reazione e senza la ferocia necessaria per affrontare una semifinale play-off, vero che il gol subito dopo meno di un minuto ha indirizzato la gara, ma c’era tutto il tempo per riprenderla e poi non può spiegare il tracollo, il Catanzaro ha avuto la fame, l’intensità e le motivazioni che avrebbero dovuto avere anche i rosanero, serviva almeno il carattere, ma non c’è stato neanche quello, ora l’unica speranza è vedere nella partita di ritorno un Palermo completamente diverso, anche se la rimonta appare difficilissima, serviranno gol, coraggio e una squadra che tiri fuori tutte le sue qualità, per salvare una stagione.

A Catanzaro è stato un disastro e non solo nel risultato, i giallorossi ci hanno umiliati nel gioco, c’è rabbia e incredulità per la prestazione di una squadra che aveva il dovere di dare molto di più di quanto visto in campionato, invece abbiamo assistito all’ennesima prestazione opaca, all’ennesima assenza caratteriale nelle gare che contano e questo è un fattore continuamente ricorrente negli ultimi campionati (4) di serie B, fattore su cui riflettere per l’immediato futuro.

Un futuro, che non è per essere pessimista o iettatore, che purtroppo si prospetta ancora in serie B, perché non credo che sia fattibile il miracolo di vincere la partita di ritorno con il Catanzaro con tre gol di scarto, contro un Catanzaro in palla e con il Palermo che ha sempre sbagliato le partite che contano, tutti i big match e in tutta la stagione, adesso mi sembra difficile che si possa registrare un’inversione di tendenza, a Catanzaro abbiamo assistito alla peggiore prestazione stagionale della squadra nell’atteggiamento e sul piano caratteriale.

Mi spiace per Inzaghi, che è stato il mio bomber al Milan per tanti anni, ma il suo Palermo non è una grande squadra, non è una squadra forte e consapevole, purtroppo la promozione in Serie A resterà ancora per un altro anno un sogno, perché ammesso e non concesso che riusciamo a vincere con tre gol di scarto, poi ci sarà da spuntarla contro il Monza, che ha dimostrato contro la Juve Stabia di non attraversare un buon momento, ma è capace di non mollare e di avere le qualità per riprendere le partite e il risultato.

A Catanzaro siamo stati una squadra irriconoscibile, mai in partita e sempre in balia degli avversari, ora ci sono novanta minuti per salvare stagione, ma per la rimonta serve un’altra squadra, il 3 a 0 di Catanzaro, ha messo il Palermo davanti alle proprie responsabilità, hanno sbagliato tutti, squadra e allenatore, che si sono fatti imporre ritmo, intensità e pressione.

Mentre il Palermo si è allungato, ha perso compattezza e certezze, certo, se vogliamo, nulla è già deciso e tutto è possibile e se poi abbiamo la fortuna o la bravura di accedere alla finale con il Monza, allora giocheremo ancora in casa domenica 24 maggio alle 20,00 e poi venerdì 29 maggio a Monza e vedremo come finisce, il Palermo deve vincere almeno una partita e pareggiare l’altra. 

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