mercoledì 29 gennaio 2025

L’ennesima sconfitta stronca le velleità di rimonta in classifica.


Dopo due vittorie consecutive, a Reggio Emilia si infrange il sogno di piazzarsi al quarto posto e vincere i play off per andare in serie A, la partita contro la Reggiana doveva rappresentare la svolta definitiva e invece è stata la consacrazione negativa di questo gruppo, per alcuni addirittura al loro terzo anno consecutivo, l’ennesimo mediocre.

Dopo due partite incoraggianti sotto l’aspetto del risultato, la squadra non è migliorata sotto l’aspetto del gioco, anche perché il mercato è quasi finito e praticamente non è ancora arrivato nessuno, la squadra di Dionisi è ricaduta nei vecchi difetti: poca lucidità, erroracci in difesa, poca reattività e gioco latitante, ma proprio assente davvero.

La difesa come al solito è stata ballerina e il gol è arrivato da un difensore, come si può pensare di potere andare in serie A, con i due centravanti che hanno segnato due gol a testa, di cui uno su rigore, puoi cambiare modulo quanto vuoi, ma è sempre lo stesso vecchio Palermo, Brunori è stato insolitamente nervoso e con lui tutta la squadra, la Reggiana ne ha approfittato per portare a casa i tre punti, senza che si notasse in campo la differenza di cifra tecnica tra le due squadre,

Tre punti che gli permettono di mantenere la distanza con la zona retrocessione e avvicinarsi addirittura alla zona play off, a due punti dai rosanero retrocessi all’ottavo posto in classifica, ma quel che lascia assai perplessi, è stata la mancata reazione al secondo gol dei padroni di casa e le circostanze assai imbarazzanti per come è arrivato al 47esimo e quindi con tutto il tempo a disposizione per pareggiare e vincere la partita.

La difesa e la fase difensiva, continuano ad accusare preoccupanti battute a vuoto, la reazione è stata quasi d’inerzia, ma non è stata la reazione di una squadra fatta per andare in serie A e che vuole rimontare posizioni in classifica, del resto questa squadra non ha mai avuto entusiasmo e in questi sette mesi non lo ha mai ritrovato, ma, a castigare ogni velleità di rimonta in classifica, è la mancanza di un’anima, di gioco e di uno che lo propone.

La squadra ha una manovra lenta e farraginosa, gli attaccanti poco serviti poco (due/tre palloni) e male, è inutile dire che serve urgentemente trovare una soluzione, perché ce ne sarebbe solo una efficace, una rivoluzione a tutti i livelli e non può nemmeno bastare il solo cambio del DS, anche perché lui non scende in campo.

Forse bisogna cambiare l’allenatore, che sarà pure bravo, ma non riesce ad incidere in questo gruppo, una squadra che oramai è assuefatta alla situazione e bisognerebbe cambiare secondo me pure Gandini, che in tre anni e con la sua disponibilità economica, non è stato capace di mettere in piedi una squadra esaltante, al di là della promozione in A.

Come dico io, serve una squadra più forte degli avversari, delle avversità e dell’arbitro, l’arbitro di domenica e non è la prima volta che lo vedo arbitrare, è scarsissimo e indisponente, ha passato tutto il tempo della partita con la palla in mano, in mezzo a capannelli di calciatori che protestavano, senza che si giocasse a calcio, espliciti sono stati quel centinaio di secondi finali, con Brunori a terra e lui con la palla fra le mani, che aspettava di fischiare la fine.

Ora non è che siamo nella cacca per gli arbitri, però a ogni partita c’è un episodio avverso e contro la Reggiana manca un rigore per una spinta a due mani su Segre lanciato in porta e tante ammonizioni alla squadra avversaria, specialmente per le continue perdite di tempo, perché erano sempre a terra per niente, ma questo sembra essere l’ultima tattica del calcio moderno e per una condotta fallosa di alcuni giocatori reggiani lasciati impuniti.

La serie B è un campionato difficile e deve essere affrontato con le idee chiare, con regolarità, senza alti e bassi, non si può ogni anno a febbraio avere (oggi 22) 20 punti in meno delle prime due in classifica e nemmeno 15 in meno dal terzo posto, non si può non provare ad intervenire sul mercato, per provare come ha fatto il Como lo scorso anno a recuperare posizioni e almeno a vincere i play off, mancano nove giorni alla fine del mercato e bisogna intervenire. 

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