I rosanero sono stati battuti dagli ultimi in classifica, dopo che erano
passati in vantaggio, vero che gli abruzzesi dopo il mercato di gennaio sono
un’altra squadra, però il Palermo visto all'Adriatico e anche in altre
occasioni precedenti come con il Sudtirol, non è una squadra che può puntare
alla promozione diretta in serie A.
Il Pescara ha battuto con pieno merito il Palermo, per 90 minuti gli
abruzzesi hanno fatto una vera e propria battaglia, per provare a risalire la
classifica, ispirato da Lorenzo Insigne con le sue grandi giocate, anche il
Sudtirol la settimana prima aveva fatto una buona partita e per larghissimi
tratti è stato padrone del campo, poi l’episodio del rigore ha permesso ai rosanero di calare il tris, per
una vittoria alla fine magari meritata, ma il risultato è stato sproporzionato
rispetto al gioco espresso dai rosanero.
Il Palermo è una squadra
forte fisicamente e tatticamente, ma manca la prestazione e Joronen è sempre
protagonista con interventi importanti, il Palermo spesso riesce a capitalizzare
al massimo le occasioni, grazie al suo eccezionale bomber, le partite il
Palermo le può vincere, pareggiare o perdere, l’importante però è dimostrare l’identità
in campo, che per me il Palermo non ha.
A Pescara si è visto un Palermo spento e
confuso, che ha sprecato una grande occasione, la squadra è forte, non fortissima, ma
sufficientemente in forma e con un buon divario fisico e tecnico, da non
prevedere una possibile sconfitta a Pescara, con quella che dopo tutto era
l’ultima in classifica, il Palermo non riesce a creare pericoli seri e non si
capisce mai che i rosanero sono superiori agli avversari, mentre invece il
Palermo si culla su questa superiorità che in campo non si vede.
Dopo aver
anche rischiato di andare sotto, all’inizio della ripresa i rosanero sembrano essersi
scuotere dal torpore e con una bella combinazione tra Pierozzi e Segre, la
palla arriva in area a Pohjanpalo, che al primo pallone utile la butta dentro
con una mezza scivolata, però al primo errore arriva il gol del Pescara e da
quel momento cominciamo a soffrire ancora di più il Pescara e per una squadra
che doveva vincere il campionato non va bene.
Il Palermo
continua a subire il Pescara e non è un buon segnale per questa fine di
campionato e prende anche il secondo gol, il Palermo perde la partita, punti e
posizioni in classifica, andando a una distanza siderale dal secondo posto, con
la corsa per la promozione diretta che non è più alla sua portata, la rincorsa del Palermo alla
promozione diretta a quanto pare si ferma a Pescara.
Sconfitta amarissima per il Palermo, che doveva
assolutamente vincere per restare agganciato alla vetta, Inzaghi conferma il
3-4-2-1 e si confermano anche con diversi errori in fase di transizione attiva
da parte del Palermo, che favoriscono la manovra offensiva del Pescara, i
rosanero sono poco reattivi e perdono tutti i contrasti, per non parlare del solito
approccio tutt’altro che brillante, la squadra è lenta, poco incisiva e in
difficoltà di fronte alle iniziative dell’avversario.
La gara è stata
brutta, con errori e poca lucidità dei giocatori rosanero, che dopo avere
accusato il colpo, ha provato a riorganizzarsi, ma la manovra offensiva è stata
ugualmente poco incisiva e ha subito gli avversari, il Palermo è poco lucido e non
riesce a vincere nessun contrasto, subisce la pressione del Pescara e non
servono nemmeno i sette minuti di recupero, per evitare la vittoria del
Pescara.
Una sconfitta meritata, per come il Palermo ha approcciato la partita, una prestazione opaca, con un primo tempo confuso e poco brillante, senza ritmo e idee, nonostante l’errore che ha portato all’1 a 1, tenere a galla la squadra è stato Joronen, ma più della classifica preoccupa la prestazione, dove ha funzionato poco o nulla, gli esterni sono stati quasi mai determinanti, la manovra offensiva è stata quasi inesistente e a tratti persino presuntuosa.
È il solito
copione, un passo avanti e tre indietro, il Palermo continua a lasciare punti
per strada, offrendo alcune delle peggiori prestazioni stagionali e per questo resta
il rammarico, ma soprattutto c’è la sensazione che la tenuta mentale del gruppo,
non sia abbastanza solida.
