Lo diciamo sempre, ma serve una
scossa, una scossa definitiva, senza dovere cominciare ogni 3 o 4 partite
giocate male, una battuta d’arresto prima o poi doveva arrivare, ma la
sconfitta non doveva essere con le modalità con cui è maturata, nel momento
decisivo della stagione, che allontana sempre più i rosa dalla serie A diretta.
Il Palermo ha poche scusanti, tutta la squadra è andata sotto i suoi
standard, Inzaghi ammesso che non lo sappia, dovrà capire in fretta cosa è
successo, è mancata e manca spesso, la capacità di reagire al gol o alla
pressione crescente degli avversari, manca la capacità di “congelare” la
partita, anche dal punto di vista psicologico e concede sempre più spesso tanti
tiri in porta agli avversari.
Non è possibile che ogni volta che manca Bani sono guai, la sua assenza pesa,
non abbiamo nessun altro con la sua personalità, nonostante siamo una
corazzata, ma non può bastare questo, per spiegare questi continui bassi e
alti, questo sbandamento, come era già successo contro Catanzaro, Monza
e Juve Stabia, senza Bani per i rosa è
sempre una grande sofferenza, senza il capitano la difesa e tutta la
squadra perde certezze.
L’assenza di Bani incide sull’equilibrio
tecnico e mentale dei rosanero, il capitano infatti, è un riferimento tattico e
un leader, ora servono risposte immediate, con il Mantova e la Carrarese in primis,
contro i virgiliani, i rosa hanno aggredito la partita fin dal primo minuto, tant’è
che al secondo minuto era già in vantaggio, ma non sono d’accordo con Inzaghi,
che il Palermo ha giocato una partita straordinaria.
L’atteggiamento è stato più propositivo,
ma ha segnato il 2 a 0 dopo 36 minuti, quando il Mantova era rimasto in dieci e
poi in superiorità numerica fino al 70esimo, non è stato capace di chiudere la
partita e dopo il 2 a 1 e l’espulsione, che ha rimesso in piedi la partita per
i biancorossi, ma quello che fa storcere il muso, è che abbiamo subito in
parità numerica il forcing arrembante del Mantova, con Joronen che ha fatto i
soliti miracoli.
Alla fine però, il Palermo ha rosicchiato
altri due punti al Frosinone, si è mantenuto sulla sia di Venezia e Monza ed
era quello che contava più tutto, fermo restando che questo Palermo non mi
piace e che non credo possa andare in serie A, con la promozione diretta, il Palermo degli “intoccabili”, bene o male paga
con la continuità, ma è la panchina che incide poco.
Gli altri
stanno faticando a trovare spazio, un po’ Gomes e Gyasi, ma le loro
prestazioni quando vengono utilizzati, non sono così brillanti, gli altri non
offrono maggiori garanzie, il resto dell’organico, non sta rendendo secondo le
aspettative e quando entrano, non sempre arrivano prestazioni adeguate, dopo
Chiavari Inzaghi ha battezzato un undici base, che gli ha dato più equilibrio
ed efficacia.
L’unico
giovane che sta trovando continuità è Peda, Vasic è stato frenato da un
infortunio, mentre per Veroli, Giovane e Corona solo picchi spezzoni e quando è
necessario cambiare per necessità emergono le criticità, perché chi entra dalla
panchina non riesce a incidere, i due nuovi arrivati Magnani e Johnsen,
di alto profilo per la Serie B, non stanno ancora rendendo al massimo.
Per quanto riguarda lo
stadio, è stata convocata la conferenza dei servizi, alla quale prenderanno
parte tutte le amministrazioni competenti coinvolte nel procedimento, se
l’esito della conferenza sarà positivo, entro 60 giorni il Comune potrà
dichiarare il pubblico interesse dell’intervento, in questa fase verrà anche
confermata l’eventuale disponibilità a contributi o forme di sostegno
pubblico.
Si tratta di un passaggio
decisivo, perché segna il passaggio del progetto da iniziativa privata a
operazione di interesse generale, la conferenza potrà comunque richiedere
modifiche o integrazioni prima di arrivare al via libera definitivo, nel
documento di convocazione viene inoltre precisato che il Palermo ha
rinunciato alla proposta progettuale numero tre, quella che prevedeva un
intervento complessivo sull’area vasta comprendente lo stadio e
l’adiacente Ippodromo.
L’ultima ipotesi, quella
sulla carta più accreditata, è la più ambiziosa: un intervento complessivo
sull’intera area dell’impianto, con una riqualificazione sostanziale degli
spazi e delle strutture esistenti, sia all’interno dello stadio sia nelle aree
esterne, ci si auspica che non ci sia una dilatazione dei tempi “tale da
compromettere il rispetto di un cronoprogramma già estremamente serrato,
indispensabile per poter ambire alla partecipazione agli Europei del 2032.
Dopo lo sforzo che sta mettendo la società del Palermo, sarebbe davvero un peccato, che a fronte di un investimento complessivo di circa 300 milioni di euro, di cui la metà interamente a carico della FC Palermo, per soli 1.529 posti, lo stadio restasse nella fascia che consente di ospitare soltanto finali di competizioni minori, come la Conference League e non Champions e Europa League”.


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